domenica 25 agosto 2013

Integrità scientifica, pubblicazioni con il tutore del dottorato, ed etica ai fini della loro valutazione da Marco Consentino

Ricevo questo interessante scritto da Marco Cosentino e lo pubblico, per un dibattito, e non perche' io sia daccordo in toto, anzi mi pare che stiamo facendo filosofia.. Mentre fuori Roma brucia!     saluti, MC


Dice il Ministro: "Dopodiché lavoriamo sull’etica delle pubblicazioni e sull’indipendenza dei ricercatori in un momento in cui le pubblicazioni sono utilizzate per la valutazione della ricerca. Bisogna dire quali siano le regole di etica pubblica da adottare in questo campo. Per dimostrare la sua indipendenza, un giovane ricercatore dovrà pubblicare senza il proprio supervisore di dottorato."
http://www.linkiesta.it/carrozza-meeting

Per la prima volta viene menzionato il tema dell'integrità nella ricerca scientifica: è una buona cosa, meglio tardi che mai (sebbene già ora veniamo tutti giudicati sulla base di pubblicazioni di cui nessuno può garantire la bontà e che in buona parte sono sicuramente artefatte (a voler tenere conto delle evidenze disponibili, vedi ad es. http://www.frontiersin.org/Human_Neuroscience/10.3389/fnhum.2013.00291/abstract oppure http://www.nature.com/nature/journal/v435/n7043/full/435737a.html).

Purtroppo, la declinazione che il Ministro offre del tema è quanto meno banale, se non del tutto errata. La percezione del problema e il conseguente dibattito a livello internazionale sono infinitamente più progrediti rispetto al nostro Paese, dove ancora research integrity e scientific misconduct rimangono espressioni incomprensibili. Eppure, da qualche anno sono disponibili linee guida semplici e chiare (http://www.singaporestatement.org/), in una forma tale da poter essere esposta in qualsiasi laboratorio e che attendono di essere declinate operativamente in ogni specifico contesto.

Bene, dunque, che il Ministro dia segno di aver quanto meno percepito la questione. E' però necessario andare oltre le improvvisazioni e le banalizzazioni, per affrontare seriamente e organicamente l'argomento, in primo luogo dal punto di vista della formazione dei giovani ricercatori, e dall'altra parte realizzando efficaci sistemi di prevenzione e monitoraggio dei casi di manipolazione della ricerca. Non solo in quanto "le pubblicazioni sono utilizzate per la valutazione della ricerca", ma soprattutto in quanto una pubblicazione manipolata rappresenta un danno sociale potenzialmente gravissimo (e il sistema ANVUR non potrà che incentivare il fenomeno).
http://www.bmj.com/content/347/bmj.f4796/rr/657254

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