venerdì 16 agosto 2013

Una lettura del programma del Rettore Zara di UniSalento sottilinea la CENTRALITA' di contenuti per gli studenti che manca negli attuali programmi dei candidati rettori al Politecnico di BARI



Ho dato un'occhiata al programma del Prof. Zara ora Rettore UniSALENTO, dopo che ieri avevo notato il grande successo nelle classifiche internazionali della stessa Università.

Ebbene, forse perchè il Prof. Zara credo fosse delegato alla Didattica, ho visto nel programma una tale serie di contenuti che dovrebbe far molto riflettere gli attuali programmi dei candidati Rettori al PoliBA.

Ne elenco solo alcuni, che peraltro hanno delle attinenze alle cose che avevo scritto io nel blog, senza aver letto il programma di Zara, e nemmeno conoscendo granchè la realtà di UniSALENTO.

Le cose che elenco non mi pare di averle viste in nessun programma già uscito dei candidati al POLIBA.

1) impegno a irrobustire il ruolo svolto dalla nostra Università nel contesto nazionale al fine di limitare, se possibile, le politiche tendenti a penalizzare gli Atenei del Sud

2) dichiarazione di assicurare le condizioni che garantiscano un rapporto equilibrato e costruttivo tra queste due componenti, promuovendo una maggiore efficienza nei vari settori di interesse dell’Ateneo. Dichiarazione preventiva della squadra di governo (Prorettore Vicario, tre Prorettori
con deleghe specifiche e un numero di Delegati non superiore a 8).  DA NOI NESSUNO LO HA FATTO MI PARE!

3) rinnovata centralità degli studenti Il sistema integrato AVA (Autovalutazione, Valutazione e Accreditamento) --- didattica dovrà essere orientata verso l’apprendimento e l’acquisizione da parte dello studente di competenze sia disciplinari sia trasversali.Combattere quel carattere di autoreferenzialità del corpo docente che, in parte, ancora si riflette in alcuni corsi di insegnamento.
Rinnovata centralità degli studenti, in funzione dei loro bisogni e, soprattutto, in funzione della reale spendibilità dei titoli di studio. A questo scopo, la didattica dovrà essere orientata verso l’apprendimento e l’acquisizione da parte dello studente di competenze sia disciplinari sia trasversali.
Consolidare nel nostro Ateneo la “cultura della qualità dell’insegnamento” e, dall’altro, a va
lorizzare opportunamente quelle iniziative avviate a livello nazionale e di più ampio respiro nelle quali il nostro Ateneo è già coinvolto. Ritengo che un nostro percorso virtuoso sulla didattica possa essere di esempio a livello nazionale.  QUI VEDASI PER ES. LE MIE PROPOSTE SHOCK CHE SOTTOLINEERO' AL RETTORE ZARA AL LIMITE!  Proposte "shock" per gli esami che....non finiscon...


4)  Verso una didattica di qualità. Rispetto della filiera “domanda di formazione-obiettivi formativi
-risultati di apprendimento-sbocchi lavorativi”.  Commissioni paritetiche docenti- studenti che, ai sensi del DM 270/04, della L. 240/10 e del D.Lgs. 19/12, svolgeranno anche un ruolo fondamentale di monitoraggio e di analisi dei punti di forza e delle criticità dei percorsi formativi. Ruolo strategico del Presidio della Qualità di Ateneo Relazioni annuali che le commissioni paritetiche dovranno elaborare ai sensi della citata normativa e il processo dell’autovalutazione coordinato dal Presidio.
ANCHE QUI SUGGERISCO DI LEGGERE Proposte "shock" per gli esami che....non finiscon...


5) Verso l’internazionalizzazione della formazione. Obiettivo di una qualificata crescita del “sentire comune europeo”. Corsi di studio erogati interamente in lingua straniera (che attualmente sono 6
). Nonostante ciò, bisogna allargare i confini e investire su un’offerta formativa internazionale più
strutt urata. Ciò significa l’attivazione di corsi di studio che non solo richiamino studenti stranieri ai quali viene rilasciato un titolo di studio italiano (come accade nei corsi di studio in lingua straniera prima menzionati), ma di nuovi corsi di studio, ad ordinamento congiunto con Università straniere. Varie Università italiane, soprattutto del centro - nord, hanno attivato da tempo, e non senza difficoltà, i corsi di studio congiunti con Università straniere. Il nostro Ateneo deve avere un ruolo
rilevante in questo campo, anche perché queste iniziative hanno una valenza più ampia di quella puramente accademica richiamando nel territorio salentino studenti stranieri di varia provenienza con positive ricadute sul tessuto sociale ed economico. In aggiunta, possiamo anche prevedere corsi di studio con “mobilità strutturata” degli studenti, in ingresso e in uscita, che portano al rilascio di “titoli di studio doppi o multipli”. Questa categoria di corsi di studio è meno complessa, sia dal punto di vista progettuale sia dal punto di vista amministrativo-gestionale, ed è ovviamente caratterizzata da un minor livello di integrazione delle Università partner, italiane e straniere.
SUGGERISCO DI CONFRONTARE ANCHE CON IL MIO POST
5 idee per Brainstorming con i candidati Rettore del Politecnico di BARI

MANCA OVVIAMENTE LA IDEA DELLE LAUREE MULTIPLE ITALIANE, CHE RICHIEDE IL PASSAGGIO DI LEGGE DI ABOLIZIONE DELLA LEGGE DEL 1933.
I have a “regional university” dream………….

6) Verso l’apprendimento permanente e il riconoscimento degli apprendimenti pregressi. Formazione professionale o quasi. Scuola Superiore ISUFI.   ANCHE QUESTO POTREBBE POTENZIARSI MOLTO CON I MULTIPLE DEGREES NAZIONALI...
Didattica innovativa e lauree multiple simultanee ...

7) Sedi decentrate. Con il DM 47/13 il MIUR punta la sua attenzione sulle “sedi legali e
amministrative” degli Atenei e sulle eventuali “sedi decentrate”. Per la prima volta il
Ministero non solo definisce in maniera chiara la differenza esistente tra le diverse
sedi dell’Ateneo, ma prevede anche dei requisiti più rigorosi per i corsi di studio
attivati nelle sedi decentrate. L’obiettivo è di evitare che esse rappresentino, di fatto,
delle sedi secondarie in termini di qualità della didattica e di servizi offerti agli
studenti, anche a causa della possibile mancanza di attività di ricerca a supporto
della didattica erogata. Alla luce di queste considerazioni, proposte di delocalizzazione dovranno
essere valutate con prudenza al fine di comprendere se esse offrano una reale garanzia di radicamento nel territorio (mediante convenzioni pluriennali con enti o imprese esterne che supportino finanziariamente gli insediamenti fuori sede) e rispondano a specifiche esigenze di formazione o a specifi che richieste di competenze. Ritengo che avventure di pochi anni in altre sedi, non adeguatamente sostenute dal punto di vista finanziario, non possano rappresentare iniziative
perseguibili da parte del nostro Ateneo. Ritengo, inoltre, che il mantenimento
di un’offerta formativa del nostro Ateneo nella sede di Brindisi, peraltro già fortemente ridimensionata a partire dall’anno accademico 2013/14, sia possibile solo a patto che gli Enti locali e/o gli eventuali portatori di interesse assicurino una adeguata sostenibilità finanziaria
pluriennale. Cionondimeno, è anche necessario considerare i vantaggi/svantaggi derivanti dall’impegno di forza docente nelle sedi decentrate e la possibile attrattività di studenti residenti in zone distanti dalla sede centrale dell’Ateneo.

SUGGERISCO DI LEGGERE


Infine, un altro aspetto che ritengo importante è quello relativo al possibile sviluppo nelle sedi decentrate di iniziative formative congiunte da parte del sistema universitario regionale pugliese. La prima esperienza federativa tra Atenei non ha avuto gli esiti sperati ma alla luce del nuovo decreto della programmazione triennale 2013-2015, attualmente al vaglio della Corte dei Conti, che prevede il“dimensionamento sostenibile del sistema universitario”, si potranno certamente esplorare iniziative in tal senso. Mi impegno, pertanto, a valutare attentamente tutte le possibilità offerte dal nuovo decreto sulla programmazione, anche continuando a svolgere un ruolo attivo a livello centrale negli organismi di rappresentanza preposti (CRUI), in modo da avanzare agli organi di governo del nostro Ateneo (oltre che alla comunità universitaria) proposte concrete e sperabilmente vantaggiose in termin federativi.
MANCA OVVIAMENTE LA IDEA DELLE LAUREE MULTIPLE ITALIANE, CHE RICHIEDE IL PASSAGGIO DI LEGGE DI ABOLIZIONE DELLA LEGGE DEL 1933.  TUTTAVIA LA IDEA DI FEDERAZIONE, CON QUESTA IDEA; COME ANCHE IL TUTORAGGIO FACEBOOK, POTREBBERO COMBINARSI BENE...
I have a “regional university” dream………….
Didattica innovativa e lauree multiple simultanee ...

Che i ns candidati al PoliBA facciano un programma anche piu' ampio, avendo questa base, non possiamo essere frettolosi.  La gatta frettolosa fa i gattini ciechi.........


saluti, Michele Ciavarella

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