Di Michele Ciavarella, 16 Febbraio 2012.
Da presentare alla riunione COSAU del 17 Febbraio 2012, come variante della proposta CNRU – COSAU in deroga all’articolo 16 comma 4, di inquadramento nei ruoli di professore associato e ordinario sul modello “Title of Distinction” della Università di Oxford degli anni 1990
La seguente proposta parte dalla proposta CNRU – COSAU di avanzamento automatico (saltando quindi la valutazione locale) dei ricercatori e associati in possesso del titolo di idoneità nazionale, che era avvenuta durante la approvazione della legge 240 Gelmini che è molto ben documentata, e provvista di curve di fattibilità economico-finanziaria, e che non è passata come emendamento allora.
Visto lo stato di stallo dei decreti attuativi della idoneità nazionale, che creano enorme disagio nella docenza italiana;
Visto che nessuna categoria, a parte pochi fortunati, sta godendo di concorsi, bloccati da anni, per motivi finanziari, di generale riduzione dei finanziamenti, e in particolare per alcune Università (con criteri peraltro discutibili e che creano sperequazioni enormi).
Considerato che il sistema di valutazione “meritocratico” delle Università in vigore da alcuni anni, per cui i meriti o i demeriti collettivi delle Università, comunque misurati, si riflettono in maggiori o minori disponibilità economiche delle Università, come continuerà ad essere sempre maggiormente vero anche con la nuova valutazione VQR della Agenzia ANVUR. Considerando che poi però si riflettono su altri individui, creando la possibilità che il merito di alcuni eccellenti possa o servire ad altri, o non servire affatto, o solo in casi fortunati essere attribuito al singolo che ha prodotto tali risultati, o non li ha prodotti.
Propongo
di invertire il processo, ossia saltare la idoneità nazionale, e di permettere alle singole Università, tramite i Rettori e i Direttori di Dipartimento, di assegnare “Titoli di distinzione” di professore associato o ordinario, proprio agli individui i cui prodotti di ricerca sono talmente notevoli da essere selezionati per le valutazioni VQR della ANVUR. Tali Titoli di distinzione, seguono il modello di Oxford, introdotto per arginare una fuga di cervelli e uno stato di sofferenza, analogo a quello italiano di oggi, dovuta al fatto che in USA persone meno qualificate dei “Lecturer” di Oxford, godevano del titolo di Professor, seppure magari “Assistant” o “Associate”.
Tali titoli di distinzione non si inquadrano nella categoria retributiva di Professore Associato o Ordinario, e come tali non richiedono una variazione (perlomeno non drammatica) dello stato giuridico.
Referenze
1) http://en.wikipedia.org/wiki/Professor#The_United_Kingdom.2C_Ireland_and_other_English_speaking_countries
In the United Kingdom, the Republic of Ireland, and most Commonwealth countries (but not Canada), traditionally, a professor held either an established chair or a personal chair. An established chair is established by the university to meet their needs for academic leadership and standing in a particular area or discipline and the post is filled from a shortlist of applicants; only a suitably qualified person will be appointed. A personal chair is awarded specifically to an individual in recognition of their high levels of achievements and standing in their particular area or discipline. In most universities, professorships are reserved for only the most senior academic staff, and other academics are generally known as 'lecturers', 'senior lecturers' and 'readers' (in some Commonwealth countries such as Australia and New Zealand, the title 'Associate Professor' can be used instead of 'Reader'[5]). In some countries, senior lecturers are generally paid the same as readers, but the latter is awarded primarily for research excellence, and traditionally carries higher prestige. A few UK universities have recently begun using the Australian terminology, with both "Senior Lecturers" and "Readers" now being called "Associate Professors." Traditionally, Heads of Departments and other senior academic leadership roles within a university were undertaken by professors.[6]
During the 1990s, however, the University of Oxford introduced Titles of Distinction, enabling their holders to be termed professors or readers while holding academic posts at the level of lecturer. The University of Exeter and University of Warwick have adopted the antipodean style of 'associate professor' in lieu of 'reader'. The varied practices these changes have brought about has meant that academic ranks in the United Kingdom are no longer quite as consistent as they once were. The same trend to move towards the North American system is also observed in the former British colony of Hong Kong. Academic ranks there are now becoming more consistent again, with The University of Hong Kong, the oldest university in the territory, having switched to the North American system.
In general the title of 'Professor' is reserved for full professors; lecturers and readers are properly addressed by their academic qualification (Dr for a PhD DPhil etc. and Mr/Mrs/Miss/Ms otherwise). In Australia, New Zealand and Singapore associate professors are by courtesy addressed as "Professor". In official functions, however, Associate Professors are addressed as Dr or Associate Professors and not Professors. As in the USA, the title of 'professor emeritus' may be awarded to a retired or former professor, who may well retain formal or informal links with the institution where the chair was formerly held.
Il manuale del Rettore "Virtuoso"
giovedì 16 febbraio 2012
martedì 14 febbraio 2012
10 domande ai rappresentanti degli studenti. e agli studenti
Sulle costanti richieste ai docenti, o sulla incapacita' di organizzarsi e di volersi organizzare e creare un futuro
Al magn. Rettore, Al Preside, PoliBA
Ai CSJ e CINETIK, agli studenti di Taranto
Ogg. Disagi assenteismo studenti, e assenteismo interesse
Ricevo la lettera delle rappresentanze studenti, come docente, e mi sento accusato come gli altri, di non essere abbastanza presente. Nonostante io personalmente mi sento la coscienza a posto, dato che persino quando viaggio in modo frenetico assicuro una presenza non solo come richiesto dal mio contratto, ma molto di piu' (sfido qualsiasi studente a dichiarare che non abbia ricevuto risposta immediata, email, facebook, o di persona, ad una mia richiesta), vorrei cogliere l'occasione di porre io delle domande ai rappresentanti e quindi agli studenti, visto che sono in vena ultimamente di porre domande, come al governo, di cui vi segnalo il link. http://www.corriereuniv.it/cms/2012/02/valore-legale-o-incapicta-di-valutare/
In particolare, come premessa alle mie domande, vi segnalo le domande 6 e 9
6) il valore della laurea si è svalutato moltissimo negli ultimi 12 anni, ossia dal processo Bologna, per inseguire i sogni di laureati come nelle medie europee.Nonostante si regalino ormai lauree e Lodi, non ci siamo riusciti. Mentre in Germania uno studente non può ripetere un esame più di tre volte, da noi può farlo sino a sfinire il docente. Come affrontare questo problema senza lo slogan della abolizione del valore legale per come e’ impostato ora?
9) Gli studenti italiani già hanno capito il vero problema e fuggono ormai in massa (60mila) dalle università italiane, avendo trovato università migliori in Germania e in paesi scandinavi a meno prezzo!
Le mie domande sono le seguenti
1) come mai in 12 anni che io insegno, le persone che mi chiedono chiarimenti tecnici si contano sulla punta delle dita delle mani, mentre quelli che mi chiedono logistica su come si fanno gli esami, su come salvare esoneri di anni passati, su come evitare scritti, su come evitare pagine di libri, su come evitare di studiare insomma, sono a bizzeffe?
2) Come mai alcuni studenti, dopo queste domande di logistica, avendo fissato un esame per la settimana successiva, mi chiedono informazioni su quale sia il libro di testo?
3) Sapete che esiste la Generazione «né-né»: settecentomila giovani «inattivi convinti» Hanno da 15 a 35 anni: niente lavoro, niente studio. Come pensate di affrontare questo gigantesco problema, prima dell'eventuale assenteismo dei docenti, tutto da dimostrare? http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_16/mangiarotti_rapporto_gioventu_e39551a0-71ca-11de-87a4-00144f02aabc.shtml
4) Come mai alle lezioni mie e di molti colleghi, ci sono assenteismi cronici di studenti, confusi su cosa fare, o su quando farlo, e quindi un assenteismo degli studenti che pure dovrebbero partecipare alle lezioni in modo piu' interessato dei docenti? Sareste daccordo ad introdurre delle firme di presenza?
5) Poiche' il valore della laurea si e' svalutato, sareste daccordo a introdurre dei limiti ai voti alti, in percentuali come peraltro prescritto nella legge del Diploma Supplement?
6) Perche' non promuovete azioni culturali, eventi, anche coinvolgendo professori, invece di assecondare le pressioni degli studenti di svalutare ancora di piu' il senso di frequentare una Universita?
7) Sareste daccordo a mettere un limite massimo al numero di ripetizioni di un esame, come si fa in Germania, in modo da rendere il processo piu' serio ed ordinato per tutti, e alla fine a vantaggio degli studenti?
8) Sareste disposti ad organizzare una giornata su questo tema assenteismo docenti, studenti, e interesse? Ovvero generazione ne' ne', e incapacita' generalizzata di valutare il merito, ma anche di aspirare al merito?
9) Alla fine, come mai i pochi che seguono regolarmente i corsi, che ascoltano i miei consigli su non tentare alchimie strane, ma seguire semplicemente i piani di studio, in genere fanno esame una volta sola, e con risultati decenti?
10) Dove volete arrivare con queste uscite singole di attacco ai docenti, senza fare nessun tipo di autocritica?
Cordialmente
Prof. Michele Ciavarella
Al magn. Rettore, Al Preside, PoliBA
Ai CSJ e CINETIK, agli studenti di Taranto
Ogg. Disagi assenteismo studenti, e assenteismo interesse
Ricevo la lettera delle rappresentanze studenti, come docente, e mi sento accusato come gli altri, di non essere abbastanza presente. Nonostante io personalmente mi sento la coscienza a posto, dato che persino quando viaggio in modo frenetico assicuro una presenza non solo come richiesto dal mio contratto, ma molto di piu' (sfido qualsiasi studente a dichiarare che non abbia ricevuto risposta immediata, email, facebook, o di persona, ad una mia richiesta), vorrei cogliere l'occasione di porre io delle domande ai rappresentanti e quindi agli studenti, visto che sono in vena ultimamente di porre domande, come al governo, di cui vi segnalo il link. http://www.corriereuniv.it/cms/2012/02/valore-legale-o-incapicta-di-valutare/
In particolare, come premessa alle mie domande, vi segnalo le domande 6 e 9
6) il valore della laurea si è svalutato moltissimo negli ultimi 12 anni, ossia dal processo Bologna, per inseguire i sogni di laureati come nelle medie europee.Nonostante si regalino ormai lauree e Lodi, non ci siamo riusciti. Mentre in Germania uno studente non può ripetere un esame più di tre volte, da noi può farlo sino a sfinire il docente. Come affrontare questo problema senza lo slogan della abolizione del valore legale per come e’ impostato ora?
9) Gli studenti italiani già hanno capito il vero problema e fuggono ormai in massa (60mila) dalle università italiane, avendo trovato università migliori in Germania e in paesi scandinavi a meno prezzo!
Le mie domande sono le seguenti
1) come mai in 12 anni che io insegno, le persone che mi chiedono chiarimenti tecnici si contano sulla punta delle dita delle mani, mentre quelli che mi chiedono logistica su come si fanno gli esami, su come salvare esoneri di anni passati, su come evitare scritti, su come evitare pagine di libri, su come evitare di studiare insomma, sono a bizzeffe?
2) Come mai alcuni studenti, dopo queste domande di logistica, avendo fissato un esame per la settimana successiva, mi chiedono informazioni su quale sia il libro di testo?
3) Sapete che esiste la Generazione «né-né»: settecentomila giovani «inattivi convinti» Hanno da 15 a 35 anni: niente lavoro, niente studio. Come pensate di affrontare questo gigantesco problema, prima dell'eventuale assenteismo dei docenti, tutto da dimostrare? http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_16/mangiarotti_rapporto_gioventu_e39551a0-71ca-11de-87a4-00144f02aabc.shtml
4) Come mai alle lezioni mie e di molti colleghi, ci sono assenteismi cronici di studenti, confusi su cosa fare, o su quando farlo, e quindi un assenteismo degli studenti che pure dovrebbero partecipare alle lezioni in modo piu' interessato dei docenti? Sareste daccordo ad introdurre delle firme di presenza?
5) Poiche' il valore della laurea si e' svalutato, sareste daccordo a introdurre dei limiti ai voti alti, in percentuali come peraltro prescritto nella legge del Diploma Supplement?
6) Perche' non promuovete azioni culturali, eventi, anche coinvolgendo professori, invece di assecondare le pressioni degli studenti di svalutare ancora di piu' il senso di frequentare una Universita?
7) Sareste daccordo a mettere un limite massimo al numero di ripetizioni di un esame, come si fa in Germania, in modo da rendere il processo piu' serio ed ordinato per tutti, e alla fine a vantaggio degli studenti?
8) Sareste disposti ad organizzare una giornata su questo tema assenteismo docenti, studenti, e interesse? Ovvero generazione ne' ne', e incapacita' generalizzata di valutare il merito, ma anche di aspirare al merito?
9) Alla fine, come mai i pochi che seguono regolarmente i corsi, che ascoltano i miei consigli su non tentare alchimie strane, ma seguire semplicemente i piani di studio, in genere fanno esame una volta sola, e con risultati decenti?
10) Dove volete arrivare con queste uscite singole di attacco ai docenti, senza fare nessun tipo di autocritica?
Cordialmente
Prof. Michele Ciavarella
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lunedì 13 febbraio 2012
La Riforma Gelmini comincerà a puzzare come la peste bubbonica!
A Tutti i Rettori
Al Gruppo2003
Al Ministro Profumo
Al Ministro Monti
Al Forum PD
Parlamentari della Commissione VII
Categorie varie sindacali e non della docenza
Carissimi,
a sentire la lista UNILEX di 1300 docenti che ha appena riportato la notizia di seguito, credo che la popolarità della Riforma Gelmini subirà prestissimo un CROLLO VERTICALE pari a quello della Grecia quando hanno cominciato a licenziare gli statali. Chiunque si faceva portavoce di un minimo di utilità della Riforma Gelmini, farebbe bene a tacere, o perderà qualsiasi forma non solo di consenso, ma persino di saluto dagli amici. Potrebbe in cambio avere "favori" e "promesse" dal Ministro nel tentativo di andare avanti in questa marcia diabolica e silenziosa di una distruzione della Università senza nemmeno che ci sia chiesto un parere, ma non so se nemmeno quello conviene come gioco. Viveversa, sarà naturale creare ora un fronte COMPATTO e SOLIDALE molto più forte persino di quello che mandava avanti la Riforma Gelmini quando è nata. Si tratterebbe anche di salvare qualche idea iniziale che non era male, tipo le graduatorie nella idoneità nazionale, insomma, si tratterebbe, forse forse, di tornare al sistema baronale della Università italiana degli anni 60. Altra idea ancora migliore per compattarsi, copiare il sistema Tedesco, che un mio studente mi ha ben sommariamente descritto nell'allegato.
ps. Il presente comunicato verrà inserito nel blog
Saluti, Michele Ciavarella
---------- Forwarded message ----------
From:
Date: 13 February 2012 13:46
Subject: [UNILEX] Nuovo trattamento economico
To: UNILEX@list.cineca.it
Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
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al link:
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-02-09&task=dettaglio&numgu=33&redaz=012G0018&tmstp=1329070339869
il provvedimento che "rimodula" la retribuzione dei docenti universitari, di tutte e tre le fasce (e definisce la retribuzione dei ricerc. a tempo determinato).
Ricordo di essere andato in audizione alla VII Commissione della Camera per dare il parere della Rete 29 Aprile sul provvedimento. Non è stata recepita neppure una delle osservazioni sui punti discutibili del provvedimento, che di fatto taglia la retribuzione con un effetto che si sente soprattutto al momento del pensionamento. Inoltre si osservi che si perde la ricostruzione della carriera, stabilendo che i ricercatori che diventano professori associati accedono automaticamente alla prima classe di anzianità (tre anni) mentre i PA che diventano PO accedono automaticamente alla seconda classe (sei anni). Viene tolto il collegamento tra le retribuzioni degli universitari e i dirigenti di prima classe dello stato, rendendo la retribuzione variabile in funzione delle decisioni del legislativo o anche del governo (decreto legge).
Inoltre, per quanto riguarda i RTD, viene fissata una retribuzione identica sia per il tipo A sia per il tipo B, il che significa che un ricercatore a tempo determinato assunto con contratto di tipo A per tre anni (poi magari prolungati a cinque) e poi - se fortunato - passato al contratto di tipo B (tre anni), per otto anni avrebbe la stessa identica retribuzione (potrebbe solo sperare negli adeguamenti istat, che però sono bloccati fino al 2014, oppure in adeguamento legislativo.
Il provvedimento entra in vigore il 24 febbraio.
Saluti,
PG
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Unilex, fondata nel 1995, ha 1184 iscritti al 4 giugno 2011.
Le regole di funzionamento sono scaricabili da
http://www.ing.unitn.it/~devol/regole_di_unilex.pdf
SE IN GERMANIA TI PAGANO PER STUDIARE
by Gianvito Volpe on Tuesday, February 7, 2012 at 8:43pm •
La stragrande maggioranza dei politici italiani non sa cosa significhi esattamente vivere in Italia. Molti di loro vivono in una specie di Olimpo, isolati in un mondo tutto loro, completamente distaccato dalla realtà. Giù da quell’Olimpo ci siamo tutti noi. Quelli che devono fare i salti mortali per pagare le bollette e le tasse. Quelli che non hanno l’auto blu e quindi la benzina se la devono pagare di tasca propria, che ogni giorno si alzano per andare a lavorare o a cercarsi un lavoro. Mentre loro litigano su cose che non miglioreranno la vita di nessuno. Parliamoci chiaro: la riforma del digitale terreste era più urgente di altre questioni? sarebbe morto qualcuno se fossimo rimasti un anno in più col tubo catodico...? Ne dubito. Oggi parlavo con una mia amica che vive e studia in Germania, e mi sono fatto qualche domanda su quello che da noi si chiama "diritto allo studio".
Fotografiamo la situazione italiana. L'Italia è terzultima nell'Unione Europea per numero di giovani laureati. Tra i ragazzi di età compresa fra i 25 e i 35 anni, soltanto 18 italiani su 100 risultano in possesso di un diploma di laurea. La media scende a 15 su 100 se si considerano le lauree di secondo livello e le lauree magistrali di nuovo ordinamento. Soltanto Romania e Repubblica Ceca fanno peggio di noi. La media europea è invece del 30 per cento. Poi ci sono Paesi come Francia, Svezia, Danimarca e Inghilterra attorno al 40 per cento. E la Germania davanti a tutti al 42 per cento di giovani laureati. In Italia tre studenti universitari su quattro (73%) vivono con i genitori. La metà è pendolare e il 39% oltre a studiare fa lavori part time. Come mai così tanti pendolari? Nel 2011 chi non ha avuto aiuti economici ha pagato in media 1.160 euro di tasse. Il pendolarismo è una strategia di sopravvivenza. In Italia infatti solo 3 studenti su 10 ricevono aiuti economici per lo studio, due su dieci e uno su trentacinque della media complessiva usufruisce invece di un alloggio isu. In generale, tra lezioni in aula e tempo trascorso sui libri, ogni studente dedica all’università una media di 41 ore a settimana, contro le 32 dei primi anni ‘90. Nonostante la crisi economica influenzi le loro scelte, questi ragazzi si applicano e fanno sacrifici, considerando ancora l’università come un ascensore sociale.
Nel 2011 il 68,5% degli studenti non ha ricevuto alcun aiuto economico. Il 15,2% ha ottenuto un esonero parziale, il 9,3% l’esonero totale, il 7,1% una borsa di studio da enti di diritto allo studio. Questi enti erogano il 56,7% del totale degli aiuti, mentre le università partecipano con il 31,2%. Gli enti privati concorrono per il 6,8%. L’importo mediano delle borse di studio è pari a 1.600. L’Italia spende quattrocentottantuno milioni per le borse di studio ai giovani universitari. La Germania spende 1 miliardo e 400 milioni.
Il sistema tedesco è davvero interessante e penso sia utile conoscerlo almeno sommariamente.
Dal 1º ottobre 1971 gli studenti ricevono degli aiuti grazie alla legge per il sostegno alla formazione individuale degli studenti: la cosiddetta BAföG (Bundesausbildungsförderungsgesetz). Il termine BAföG indica il denaro mensile disponibile mediamente per ciascuno studente. In linea di principio non è su base meritocratica, è un assegno per tutti, tuttavia si riduce per gli studenti che non concludono gli anni di università nei limiti di tempo previsti. Si tratta più propriamente di un prestito per metà a fondo perduto (sotto forma di borsa di studio), e per metà da restituirsi, a tasso zero, a partire dal quinto anno successivo alla laurea. In prima approssimazione possiamo dire l'ammontare medio del BAfoG è di 417 euro mensili. Poi vedremo più precisamente come viene calcolato. In altre parole in 5 anni lo stato tedesco finanzia ogni studente con un assegno che gli permetterà di comprarsi libri, pagarsi tram, metro e di non pesare sulle famiglie. Trascorsi cinque anni dal completamento del percorso universitario, nei quali si presume l'inserimento lavorativo del soggetto, il cittadino comincerà a restituire rateizzate e a tasso zero la metà dei soldi ricevuti per il sostentamento accademico.
I fondi per il BAföG prevedono una copertura del 65 % da parte del Governo Federale, mentre il restante 35 % è a carico dei Länder (più o meno le nostre Regioni). E’ interessante notare come, al contrario delle altre materie lasciate alla competenza dei Länder, quella relativa al diritto allo studio è disciplinata a livello centrale, a garanzia di un trattamento uniforme e di pari opportunità in tutto il territorio nazionale.
In linea di principio, il sostegno viene garantito a coloro che ne fanno richiesta e iniziano il percorso formativo prima di aver compiuto il trentesimo anno di età. L’ammontare medio del BAföG come detto è di 417 euro ma in realtà è proporzionale ai bisogni degli studenti, sulla base della stime dei costi di mantenimento. La legge federale prevede degli importi fissi che dipendono dalla tipologia del corso di studi (se si tratta di allievi o di universitari, l'equivalente della nostra differenza tra diploma di laurea e laurea vera e propria) e anche dal fatto che lo studente viva a con la famiglia di origine o fuori casa. Il livello dell’importo in concreto viene stabilito sulla base del bisogno standard dello studente (che comprende i costi di mantenimento e i costi d’istruzione) e delle spese di alloggio. Le spese per l’alloggio sono previste per gli studenti che vivono fuori casa e quindi andranno ad incrementare l’importo di base. Questo, inoltre, può essere ulteriormente aumentato nel caso in cui lo studente sostenga dei costi di assicurazione sanitaria. Ma questo aspetto è meglio trascurarlo. L'importo del BAfoG è quindi variabile. Considerando tutti i possibili incrementi della quota di base, l’ammontare mensile massimo del BAföG è pari a 630 euro al mese per gli studenti che non vivono con i genitori.
Gli importi sono consessi al 50% sotto forma di borsa di studio mentre il restante 50% viene concesso come prestito a tasso zero. Solo per i disabili è prevista l’erogazionevdell’intero importo come borsa di studio. La restituzione inizia dopo cinque anni dalla fine degli studi e può essere rateizzata in un termine non superiore a 20 anni con una rata minima di rimborso di 105 € al mese.
Solo queste considerazioni basterebbero a stropicciarci gli occhi per lo stupore. Ma i tedeschi hanno fatto di più. Nel 1999 hanno elevato il BAföG a livello costituzionale e lo hanno inserito nella Costituzione. Il nuovo schema di aiuti comprende anche strumenti per eguagliare il carico delle famiglie: ossia oltre alla mensilità del BAfoG prevista per tutti, sono previste detrazioni di imposta per figli a carico e concessione di assegni esenti d’imposta. Naturalmente questa seconda categoria di aiuti può essere richiesta solo nel caso in cui l’individuo rispetti specifici requisiti economici. Il sostegno dipende dal reddito della famiglia, dal quello dello studente e da quello dell’eventuale partner. Sono inoltre previste tutta una serie di agevolazioni economiche come forniture elettriche e telefoniche a prezzi ridotti, sconti sul canone televisivo e sugli abbonamenti ai trasporti pubblici. Se poi lo studente ha anche un figlio, prende altri 113 euro al mese e se ne ha più di uno, prende altri 85 euro per ogni figlio.
Ma ancora non basta. Una recente riforma ha stabilito forme di riduzione del debito dipendenti dalla performance dello studente: se lo studente finisce gli studi nel tempo previsto per il proprio corso di studi, otterrà una riduzione del debito del 20% sulla restituzion. Esistono poi casi particolari in cui il rimborso può essere rinviato o addirittura prescritto: per esempio, se, trascorsi i 5 anni, lo studente risulta disoccupato o con figli a carico di età inferiore ai 10 anni, non ripaga subito il debito, ma il periodo viene prolungato. Inoltre implicitamente lo Stato rinuncia alla restituzione totale nei casi limite dal momento che per legge nessuno può mai ripagare un ammontare superiore a 10.000 €, anche se il prestito ricevuto eccede tale soglia. Questo vuol dire che prendendo il caso estremo del BAfoG da 670 euro mensili, in un percorso universitario di 5 anni fanno 40 mila euro, di cui la metà 20 mila euro andrebbe restituità, ma in realtà la restituzione pretesa è solo di 10 mila euro. La stessa riforma ha stabilito che a godere del BAföG non siano solo gli studenti di nazionalità tedesca, ma anche quelli di nazionalità straniera fuori dall'Unione Europea con diritto di asilo, e gli universitari provenienti dagli stati dell'Unione Europea qualora abbiano trasferito la propria residenza ed abbiano sottoscritto un contratto di lavoro in Germania.
Un sistema efficiente ed ingegnoso. Questo probabilmente spiega perché la Germania voglia una applicazione rigorosa del trattato di Maastricht secondo cui i paesi UE non possono farsi garanti del debito di un paese appartenente alla Comunità stessa: di fatti gli aiuti economici ai Paesi come la Grecia aumentano il debito pubblico dei singoli Stati che partecipano agli aiuti. Ovviamente un aumento del debito pubblico non permette di fare ulteriori investimenti nel proprio Paese.
La ricetta tedesca è investire e contenere le spese, garantendo nel frattempo una minima rete di protezione sociale per chi è stato individualmente colpito dalla crisi; questo comporta quindi l’ingresso, rigidamente regolamentato, di soggetti privati nel finanziamento del welfare e, dall’alta l’opposizione al salvataggio di paesi dell’area Euro. Ma la domanda di fondo è: perché la Germania spende tanto per il diritto allo studio? Perché è un investimento, non un costo. Per uno Stato la formazione, la preparazione, le competenze di una persona sono un investimento. Una persona con un buon grado di istruzione ha maggiori possibilità di trovare un lavoro ben retribuito. Così si producono due effetti: un lavoratore qualificato e preparato che offre un servizio al suo Stato e un buon contribuente perché, avendo un lavoro ben retribuito, pagherà più volentieri le tasse. Ma c’è anche un vantaggio immediato: i BAfoG sono un modo ingegnoso per non far calare i consumi. Gli studenti sono portati a spostarsi fuori sede quindi a stipulare contratti di locazione per usufrure delle maggiori agevolazioni, su quei contratti di locazione lo Stato fa cassa, ma non solo: gli studenti spendono più ragionevolmente soldi che di fatto per metà gli vengono concessi a fondo perduto, e spendendo e fanno girare l'economia. In questo modo i consumi nazionali si mantengono stabili anche in periodi di crisi.
Che qualcuno prenda nota.
Al Gruppo2003
Al Ministro Profumo
Al Ministro Monti
Al Forum PD
Parlamentari della Commissione VII
Categorie varie sindacali e non della docenza
Carissimi,
a sentire la lista UNILEX di 1300 docenti che ha appena riportato la notizia di seguito, credo che la popolarità della Riforma Gelmini subirà prestissimo un CROLLO VERTICALE pari a quello della Grecia quando hanno cominciato a licenziare gli statali. Chiunque si faceva portavoce di un minimo di utilità della Riforma Gelmini, farebbe bene a tacere, o perderà qualsiasi forma non solo di consenso, ma persino di saluto dagli amici. Potrebbe in cambio avere "favori" e "promesse" dal Ministro nel tentativo di andare avanti in questa marcia diabolica e silenziosa di una distruzione della Università senza nemmeno che ci sia chiesto un parere, ma non so se nemmeno quello conviene come gioco. Viveversa, sarà naturale creare ora un fronte COMPATTO e SOLIDALE molto più forte persino di quello che mandava avanti la Riforma Gelmini quando è nata. Si tratterebbe anche di salvare qualche idea iniziale che non era male, tipo le graduatorie nella idoneità nazionale, insomma, si tratterebbe, forse forse, di tornare al sistema baronale della Università italiana degli anni 60. Altra idea ancora migliore per compattarsi, copiare il sistema Tedesco, che un mio studente mi ha ben sommariamente descritto nell'allegato.
ps. Il presente comunicato verrà inserito nel blog
Saluti, Michele Ciavarella
---------- Forwarded message ----------
From:
Date: 13 February 2012 13:46
Subject: [UNILEX] Nuovo trattamento economico
To: UNILEX@list.cineca.it
Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
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al link:
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-02-09&task=dettaglio&numgu=33&redaz=012G0018&tmstp=1329070339869
il provvedimento che "rimodula" la retribuzione dei docenti universitari, di tutte e tre le fasce (e definisce la retribuzione dei ricerc. a tempo determinato).
Ricordo di essere andato in audizione alla VII Commissione della Camera per dare il parere della Rete 29 Aprile sul provvedimento. Non è stata recepita neppure una delle osservazioni sui punti discutibili del provvedimento, che di fatto taglia la retribuzione con un effetto che si sente soprattutto al momento del pensionamento. Inoltre si osservi che si perde la ricostruzione della carriera, stabilendo che i ricercatori che diventano professori associati accedono automaticamente alla prima classe di anzianità (tre anni) mentre i PA che diventano PO accedono automaticamente alla seconda classe (sei anni). Viene tolto il collegamento tra le retribuzioni degli universitari e i dirigenti di prima classe dello stato, rendendo la retribuzione variabile in funzione delle decisioni del legislativo o anche del governo (decreto legge).
Inoltre, per quanto riguarda i RTD, viene fissata una retribuzione identica sia per il tipo A sia per il tipo B, il che significa che un ricercatore a tempo determinato assunto con contratto di tipo A per tre anni (poi magari prolungati a cinque) e poi - se fortunato - passato al contratto di tipo B (tre anni), per otto anni avrebbe la stessa identica retribuzione (potrebbe solo sperare negli adeguamenti istat, che però sono bloccati fino al 2014, oppure in adeguamento legislativo.
Il provvedimento entra in vigore il 24 febbraio.
Saluti,
PG
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Unilex, fondata nel 1995, ha 1184 iscritti al 4 giugno 2011.
Le regole di funzionamento sono scaricabili da
http://www.ing.unitn.it/~devol/regole_di_unilex.pdf
SE IN GERMANIA TI PAGANO PER STUDIARE
by Gianvito Volpe on Tuesday, February 7, 2012 at 8:43pm •
La stragrande maggioranza dei politici italiani non sa cosa significhi esattamente vivere in Italia. Molti di loro vivono in una specie di Olimpo, isolati in un mondo tutto loro, completamente distaccato dalla realtà. Giù da quell’Olimpo ci siamo tutti noi. Quelli che devono fare i salti mortali per pagare le bollette e le tasse. Quelli che non hanno l’auto blu e quindi la benzina se la devono pagare di tasca propria, che ogni giorno si alzano per andare a lavorare o a cercarsi un lavoro. Mentre loro litigano su cose che non miglioreranno la vita di nessuno. Parliamoci chiaro: la riforma del digitale terreste era più urgente di altre questioni? sarebbe morto qualcuno se fossimo rimasti un anno in più col tubo catodico...? Ne dubito. Oggi parlavo con una mia amica che vive e studia in Germania, e mi sono fatto qualche domanda su quello che da noi si chiama "diritto allo studio".
Fotografiamo la situazione italiana. L'Italia è terzultima nell'Unione Europea per numero di giovani laureati. Tra i ragazzi di età compresa fra i 25 e i 35 anni, soltanto 18 italiani su 100 risultano in possesso di un diploma di laurea. La media scende a 15 su 100 se si considerano le lauree di secondo livello e le lauree magistrali di nuovo ordinamento. Soltanto Romania e Repubblica Ceca fanno peggio di noi. La media europea è invece del 30 per cento. Poi ci sono Paesi come Francia, Svezia, Danimarca e Inghilterra attorno al 40 per cento. E la Germania davanti a tutti al 42 per cento di giovani laureati. In Italia tre studenti universitari su quattro (73%) vivono con i genitori. La metà è pendolare e il 39% oltre a studiare fa lavori part time. Come mai così tanti pendolari? Nel 2011 chi non ha avuto aiuti economici ha pagato in media 1.160 euro di tasse. Il pendolarismo è una strategia di sopravvivenza. In Italia infatti solo 3 studenti su 10 ricevono aiuti economici per lo studio, due su dieci e uno su trentacinque della media complessiva usufruisce invece di un alloggio isu. In generale, tra lezioni in aula e tempo trascorso sui libri, ogni studente dedica all’università una media di 41 ore a settimana, contro le 32 dei primi anni ‘90. Nonostante la crisi economica influenzi le loro scelte, questi ragazzi si applicano e fanno sacrifici, considerando ancora l’università come un ascensore sociale.
Nel 2011 il 68,5% degli studenti non ha ricevuto alcun aiuto economico. Il 15,2% ha ottenuto un esonero parziale, il 9,3% l’esonero totale, il 7,1% una borsa di studio da enti di diritto allo studio. Questi enti erogano il 56,7% del totale degli aiuti, mentre le università partecipano con il 31,2%. Gli enti privati concorrono per il 6,8%. L’importo mediano delle borse di studio è pari a 1.600. L’Italia spende quattrocentottantuno milioni per le borse di studio ai giovani universitari. La Germania spende 1 miliardo e 400 milioni.
Il sistema tedesco è davvero interessante e penso sia utile conoscerlo almeno sommariamente.
Dal 1º ottobre 1971 gli studenti ricevono degli aiuti grazie alla legge per il sostegno alla formazione individuale degli studenti: la cosiddetta BAföG (Bundesausbildungsförderungsgesetz). Il termine BAföG indica il denaro mensile disponibile mediamente per ciascuno studente. In linea di principio non è su base meritocratica, è un assegno per tutti, tuttavia si riduce per gli studenti che non concludono gli anni di università nei limiti di tempo previsti. Si tratta più propriamente di un prestito per metà a fondo perduto (sotto forma di borsa di studio), e per metà da restituirsi, a tasso zero, a partire dal quinto anno successivo alla laurea. In prima approssimazione possiamo dire l'ammontare medio del BAfoG è di 417 euro mensili. Poi vedremo più precisamente come viene calcolato. In altre parole in 5 anni lo stato tedesco finanzia ogni studente con un assegno che gli permetterà di comprarsi libri, pagarsi tram, metro e di non pesare sulle famiglie. Trascorsi cinque anni dal completamento del percorso universitario, nei quali si presume l'inserimento lavorativo del soggetto, il cittadino comincerà a restituire rateizzate e a tasso zero la metà dei soldi ricevuti per il sostentamento accademico.
I fondi per il BAföG prevedono una copertura del 65 % da parte del Governo Federale, mentre il restante 35 % è a carico dei Länder (più o meno le nostre Regioni). E’ interessante notare come, al contrario delle altre materie lasciate alla competenza dei Länder, quella relativa al diritto allo studio è disciplinata a livello centrale, a garanzia di un trattamento uniforme e di pari opportunità in tutto il territorio nazionale.
In linea di principio, il sostegno viene garantito a coloro che ne fanno richiesta e iniziano il percorso formativo prima di aver compiuto il trentesimo anno di età. L’ammontare medio del BAföG come detto è di 417 euro ma in realtà è proporzionale ai bisogni degli studenti, sulla base della stime dei costi di mantenimento. La legge federale prevede degli importi fissi che dipendono dalla tipologia del corso di studi (se si tratta di allievi o di universitari, l'equivalente della nostra differenza tra diploma di laurea e laurea vera e propria) e anche dal fatto che lo studente viva a con la famiglia di origine o fuori casa. Il livello dell’importo in concreto viene stabilito sulla base del bisogno standard dello studente (che comprende i costi di mantenimento e i costi d’istruzione) e delle spese di alloggio. Le spese per l’alloggio sono previste per gli studenti che vivono fuori casa e quindi andranno ad incrementare l’importo di base. Questo, inoltre, può essere ulteriormente aumentato nel caso in cui lo studente sostenga dei costi di assicurazione sanitaria. Ma questo aspetto è meglio trascurarlo. L'importo del BAfoG è quindi variabile. Considerando tutti i possibili incrementi della quota di base, l’ammontare mensile massimo del BAföG è pari a 630 euro al mese per gli studenti che non vivono con i genitori.
Gli importi sono consessi al 50% sotto forma di borsa di studio mentre il restante 50% viene concesso come prestito a tasso zero. Solo per i disabili è prevista l’erogazionevdell’intero importo come borsa di studio. La restituzione inizia dopo cinque anni dalla fine degli studi e può essere rateizzata in un termine non superiore a 20 anni con una rata minima di rimborso di 105 € al mese.
Solo queste considerazioni basterebbero a stropicciarci gli occhi per lo stupore. Ma i tedeschi hanno fatto di più. Nel 1999 hanno elevato il BAföG a livello costituzionale e lo hanno inserito nella Costituzione. Il nuovo schema di aiuti comprende anche strumenti per eguagliare il carico delle famiglie: ossia oltre alla mensilità del BAfoG prevista per tutti, sono previste detrazioni di imposta per figli a carico e concessione di assegni esenti d’imposta. Naturalmente questa seconda categoria di aiuti può essere richiesta solo nel caso in cui l’individuo rispetti specifici requisiti economici. Il sostegno dipende dal reddito della famiglia, dal quello dello studente e da quello dell’eventuale partner. Sono inoltre previste tutta una serie di agevolazioni economiche come forniture elettriche e telefoniche a prezzi ridotti, sconti sul canone televisivo e sugli abbonamenti ai trasporti pubblici. Se poi lo studente ha anche un figlio, prende altri 113 euro al mese e se ne ha più di uno, prende altri 85 euro per ogni figlio.
Ma ancora non basta. Una recente riforma ha stabilito forme di riduzione del debito dipendenti dalla performance dello studente: se lo studente finisce gli studi nel tempo previsto per il proprio corso di studi, otterrà una riduzione del debito del 20% sulla restituzion. Esistono poi casi particolari in cui il rimborso può essere rinviato o addirittura prescritto: per esempio, se, trascorsi i 5 anni, lo studente risulta disoccupato o con figli a carico di età inferiore ai 10 anni, non ripaga subito il debito, ma il periodo viene prolungato. Inoltre implicitamente lo Stato rinuncia alla restituzione totale nei casi limite dal momento che per legge nessuno può mai ripagare un ammontare superiore a 10.000 €, anche se il prestito ricevuto eccede tale soglia. Questo vuol dire che prendendo il caso estremo del BAfoG da 670 euro mensili, in un percorso universitario di 5 anni fanno 40 mila euro, di cui la metà 20 mila euro andrebbe restituità, ma in realtà la restituzione pretesa è solo di 10 mila euro. La stessa riforma ha stabilito che a godere del BAföG non siano solo gli studenti di nazionalità tedesca, ma anche quelli di nazionalità straniera fuori dall'Unione Europea con diritto di asilo, e gli universitari provenienti dagli stati dell'Unione Europea qualora abbiano trasferito la propria residenza ed abbiano sottoscritto un contratto di lavoro in Germania.
Un sistema efficiente ed ingegnoso. Questo probabilmente spiega perché la Germania voglia una applicazione rigorosa del trattato di Maastricht secondo cui i paesi UE non possono farsi garanti del debito di un paese appartenente alla Comunità stessa: di fatti gli aiuti economici ai Paesi come la Grecia aumentano il debito pubblico dei singoli Stati che partecipano agli aiuti. Ovviamente un aumento del debito pubblico non permette di fare ulteriori investimenti nel proprio Paese.
La ricetta tedesca è investire e contenere le spese, garantendo nel frattempo una minima rete di protezione sociale per chi è stato individualmente colpito dalla crisi; questo comporta quindi l’ingresso, rigidamente regolamentato, di soggetti privati nel finanziamento del welfare e, dall’alta l’opposizione al salvataggio di paesi dell’area Euro. Ma la domanda di fondo è: perché la Germania spende tanto per il diritto allo studio? Perché è un investimento, non un costo. Per uno Stato la formazione, la preparazione, le competenze di una persona sono un investimento. Una persona con un buon grado di istruzione ha maggiori possibilità di trovare un lavoro ben retribuito. Così si producono due effetti: un lavoratore qualificato e preparato che offre un servizio al suo Stato e un buon contribuente perché, avendo un lavoro ben retribuito, pagherà più volentieri le tasse. Ma c’è anche un vantaggio immediato: i BAfoG sono un modo ingegnoso per non far calare i consumi. Gli studenti sono portati a spostarsi fuori sede quindi a stipulare contratti di locazione per usufrure delle maggiori agevolazioni, su quei contratti di locazione lo Stato fa cassa, ma non solo: gli studenti spendono più ragionevolmente soldi che di fatto per metà gli vengono concessi a fondo perduto, e spendendo e fanno girare l'economia. In questo modo i consumi nazionali si mantengono stabili anche in periodi di crisi.
Che qualcuno prenda nota.
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mercoledì 1 febbraio 2012
Fermiamo l’attacco all’Università pubblica -- una proposta anonima di appello COSTRUTTIVAMENTE contro la abolizione del valore legale della laurea
Appello agli Universitari, agli studenti, ai cittadini da mandare al
Ministro Profumo, al Parlamento, al Governo, e al Presidente Napolitano
Innanzitutto, l’abolizione del valore legale del titolo di studio è un progetto della P2 di Licio Gelli, che è istruttivo rileggere oggi perché dice i veri possibili obiettivi della abolizione del valore legale. Dal programma di rinascita "democratica" di Licio Gelli e la P2. b) Provvedimenti economico-sociali: b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sflollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione).(NDR: sflollare è un refuso nel testo, si intende per “sfollare”).
Quindi questo chiarisce subito che nelle intenzioni dichiarate del piano P2, l’abolizione ha il preciso scopo di diminuire il numero di studenti, in contrasto con gli obiettivi che ci siamo dati già nel processo di Bologna, e ancora oggi siamo lungi da attuare, di aumentare il numero di studenti fino a raggiungere le lontane medie europee che sono ancora al doppio circa.
Nell’attuare “i precetti della Costituzione” invece, il piano intende probabilmente far riferimento all’art.34 della Costituzione, che sancisce “La scuola è aperta a tutti. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Dove in questo articolo c’è da un lato il diritto allo studio fino ai gradi più alti (quindi quasi la necessità della Università Pubblica --- de facto, una Privata potrebbe sostituirla solo se ci fosse la concreta possibilità di pagare le tasse in forme di prestiti obbligatori per legge e con condizioni particolarmente tutelate, cose non ancora viste).
Dall’altro punto di vista, si parla di “meritevoli”, e su questo la Università Pubblica ha spesso fatto poco, nel senso di aver dato maggiore spazio alla corsa al reclutamento delle masse, proprio per via del ritardo anche in quella direzione! E i concetti di meritocrazia, che solo da poco sono “tornati di moda”, lo sono stato in modo non solo puramente retorico nella Riforma Gelmini, ma anche strumentale, nascondendo invece ben altri intenti sotto la “meritocrazia”, che sono quelli di avvantaggiare con criteri clientelari e politicamente orientati, la creazione di “Aziende” universitarie sotto controllo politico.
Per fare meritocrazia in forma più quantitativa, andrebbe introdotto l’uso, ormai indispensabile, di criteri di misura standard, affidabili, robusti, trasparenti di tests che hanno decine di anni di esperienza e di correttivi alle distorsioni che possono nascere (vedasi Abravanel, Meritocrazia, Garzanti, 2008), totalmente assenti invece nella Riforma Gelmini.
Si propope oggi la abolizione del titolo di studio, confondendo con le “liberalizzazioni” del governo Monti, ma lo stesso Governo ha fatto già doppia marcia indietro data la sollevazione generale dell’Università a fare qualsiasi cosa che sia cosi’ brutale e poco condivisa, profittando di una maggioranza sciacciante del Governo stesso, che tuttavia ha il compito di SALVARE L’ITALIA dalla crisi, non di distruggere l’Università pubblica!
Mantenere il valore legale, dicono queste sirene della sua abolizione, è “chiudersi nella torre eburnea dell'Accademia trascurando le diversità”. Peccato che il piano nasce dalle stesse correnti politiche che hanno approvato la Legge Gelmini, che più che trascurare le diversità, le annulla proprio, salvando solo i ricchi e i “potenti”, centralizzando tutto sui Rettori, ingrandendo i Dipartimenti come luogi di vero potere, e rendendo i singoli molto meno liberi e autonomi.
In un recente dibattito, per es., il Prof. Gustavo Zagrebelsky, sollecitato dal Prof. Michele Ciavarella del Politecnico di BARI ha dichiarato, testualmente:
“Che il modo con cui si affrontano i problemi dell’Istruzione è purtroppo un modo aziendalistico e questo è un tradimento profondo della vocazione degli studi di Istruzione soprattutto quelli superiori. Perché poi quando si fanno le graduatorie (tra Università, ndr) si va a vedere la “Produttività”, il rapporto iscritti / laureati, il tasso di assorbimento dei laureati nella forza lavoro, nel tessuto produttivo locale. E’ la prosecuzione della “logica delle tre i”: “Impresa, Internet, Inglese”, lanciata questa logica da governi precedenti per le Scuole medie, ma che adesso si sta estendendo all’Università. Se ci riflettete tutto ciò con la “Cultura” non ha quasi nulla a che fare. Queste “tre i” e ciò che si preannuncia (vediamo cosa succederà con l’Università), ciò che è accaduto, inserisce, colloca, i problemi dell’Istruzione nella logica e-se-cu-ti-va, le “tre i” indicano una formazione di tipo esecutivo, ma la cultura è un’altra cosa”.Aldilà dei problemi di Costituzionalità io credo che dovremmo avere anche l’orgoglio di dire che l’Università non può ridursi ad una cosa di questo genere".
La stessa Riforma sta stravolgendo i “concorsi”, prima ancora di rendere le Università del tutto Private, creando concorsi inusitati e probabilmente molto meno meritocratici (ex. Art.24 c.6 della Legge Gelmini 240/2010). Non ci sarà più bisogno di far ritirare misteriosamente i concorrenti alternativi ai candidati “iper raccomandati”, come dichiarato da un commissario anonimo del Concorso del Vice Ministro Martone al SecoloXIX, visto che altri candidati non ci saranno, saranno tutti scelti ad personam da Rettori e Direttori di Dipartimento come se fossero vertici di azienda.
Il rischio che la abolizione del titolo legale porti ad un aumento sconsiderato delle tasse universitarie è più che realistico. Lo sottolinea il fatto che tra i firmatari di appello a favore figurano persone come Alberto Alesina e Andrea Ichino che da tempo si battono per aumentarle, creando prestiti che sarebbero pesanti per la maggior parte delle famiglie già gravate dalla Crisi Economica.
Gli Atenei potrebbero avviare una competizione di tipo economico al rialzo, al tempo stesso svilendo la qualità. In definitiva, si affida la valutazione al "mercato", prima ancora di verificare che il Paese sia maturo per una Etica vera. Le valutazioni a posteriori finora fatte in Italia dimostrano il contrario.
La competizione tra Università italiane poi è sempre esistita, e funziona bene, la qualità tra private e pubbliche cambia pochissimo, ed è il complesso delle Università italiane che è carente – parliamo prevelentemente del criterio produzione scientifica, che è il criterio più semplice e oggettivo da misurare. Lo dimostra la classifica mondiale della ricerca delle classifiche SCIMAGO, (che misura indicatori normalizzati per dimensione, con criteri come output, collaborazione internazionale, specializzazione tematica, e impatto scientifico, secondo gli ultimi trend anche in UK),: con risultati sorprendenti. 1) il Politecnico di BARI, nel 2010 considerato dal MIUR “non virtuoso” sulla base di parametri economici, e quindi escluso nel 2011 e 2012 da grossi finanziamenti del Piano Straordinario di Reclutamento di Professori Associati, “risulta l’ateneo al primo posto tra le 67 accademie pubbliche italiane per la qualità dei lavori scientifici prodotti, staccando tutte le altre, da Milano a Palermo comprese le sedi blasonate come Bologna, Padova e Roma la Sapienza.
Soprattutto, il Politecnico barese offusca le concorrenti più dirette, i Politecnici di Torino e Milano nei vari settori dell’architettura e dell’ingegneria.”. La Bocconi è si migliore del Politecnico di BARI, ma di pochissimo, e la sola, tra le private! Tutte le altre invece scompaiono. Tra le Scuole statali ma a statuto speciale (Napoleonico, come le Scuole Normali francesi che volle Napoleone che credeva ai test durissimi di ammissione e al merito, anche sul campo), invece, si ottengono leggeri miglioramenti, con la Scuola Santanna di Pisa al 613° posto.
Ma il punto vero è che lo stato Italiano non tutela i “meritevoli” in quanto non offre nessuna Università in Italia di livello competitivo al mondo! I meritevoli, non solo non sarebbero avvantaggiati dalla abolizione del valore legale, ma non sono aiutati affatto nell’unica soluzione oggi possibile per avere educazione di livello superiore: studiando nelle migliori Università del mondo, e non alla Bocconi che è solo 629° nel mondo. Ci sono ben 628 Università migliori dove studiare. Se tra Bocconi al 629° posto, e il Politecnico di Bari al 642° posto, ci sono solo 13 Università di differenza sul totale di 3042, la differenza è trascurabile, eppure pesata già oggi enormemente come costo dello studente, sia per lo stato che per lo studente stesso.
Semmai quindi dovremmo finanziare molto di più il Politecnico di BARI, e ridurre finanziamenti e tasse Universitarie alla Bocconi. Ma questo potrebbe creare un conflitto di interesse in un Governo guidato dal Presidente della Bocconi stessa. Un governo che ha già il conflitto di interesse enorme del Ministro Profumo, che per la prima volta nella storia italiana, è anche contemporaneamente Presidente del maggiore Ente di Ricerca, il CNR.
Il problema va impostato correttamente allora, perché uno studente e una famiglia che conosca questi dati, messa di fronte alla possibilità di studiare all’estero, a volte a costi persino inferiori (in alcuni Paesi Scandinavi accolgono studenti italiani in condizioni di estremo favore, e anche in Germania le tasse universitarie sono bassissime, e le vogliono completamente azzerare presto), sarà presto de facto invogliato a emigrare.
Al vero top della Classifica SCIMAGO tendono a esserci istituti di ricerca, invece che Università, come è ovvio visto che SCIMAGO misura solo la ricerca. E allora troviamo il Broad Institute of MIT and Harvard, ma anche la Spagna con “Institut d'Estudis Espacials de Catalunya” o il Dana Farber Cancer Institute e il J. Craig Venter Institute (quello che ha sequenziato il genoma, per intenderci), o l’Howard Hughes Medical Institute, o la Microsoft Research a Cambridge vicinissimo alla Università.
Per trovare un istituto di ricerca di livello mondiale tra i primi cento se ne trovano alcuni, come al la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, al 73 gli Ospedali Riuniti di Bergamo, e al 76 l’Istituto Europeo di Oncologia. Occorre invece scendere parecchio, per trovare l'Istituto Italiano di Tecnologia, che se si trova al 240 posto, ma che con una spesa paragonabile a quella di una Università italiana di medie dimensioni, si sta collocando bene, nonostante le critiche, a solo un posto di distacco dal famoso Caltech.
La fuga dei cervelli quindi ora comincia ai 18 anni, e non è un caso infatti che ormai sono decine di migliaia i giovani italiani che vanno a studiare nelle Università straniere.
Sui concorsi pubblici, se essi devono essere obbligatoriamente aperti a tutti i cittadini europei (come in realtà la Legge Gelmini limita tantissimo, per via dei concorsi ex art.24c.6), allora attribuire un peso diverso alla laurea in base all'ateneo che la ha rilasciata sarebbe non solo sbagliato, ma anche impossibile, a meno che l'ANVUR non stili un ranking di tutte le università dei 27 (quasi 28) Stati membri della UE, se non di tutto il mondo.
In definitiva, un problema sbagliato, e come detto da Luciano Modica su Europa del 26 gennaio 2012, l’abolizione viene proposta “rifacendosi alle “prediche inutili” di Luigi Einaudi o a qualche modello straniero più o meno frainteso”. “Inutilmente analisi rigorose tra cui quelle di Sabino Cassese, ora giudice costituzionale, di Giovanni Cordini, del Servizio Studi del Senato hanno segnalato la complessità del problema. Inutilmente tutti coloro che si intendono davvero di università hanno espresso perplessità.” Basti ricordare il recente caso del ritiro a furor di popolo dell’autorizzazione ad istituire un’università privata che prendeva il nome dal suo proprietario ed era ubicata in una palazzina di sua proprietà nella piccola cittadina di residenza. Si noti peraltro che il regime autorizzativo è presente in forme diverse in tutti i Paesi dell’Unione Europea e una sua abrogazione nel nostro rischierebbe di porci fuori dall’Area Europea dell?Istruzione Superiore (EHEA).
La competizione tra le università scatta veramente e funziona positivamente solo quando si verifica attentamente e si premia la bravura dei rispettivi laureati nel mondo del lavoro, non quando si approntano tabelle in base a complicati e largamente arbitrari parametri quantitativi generali. Inoltre, una volta garantite eguali opportunità di partenza mediante un solido e ampio sistema di diritto allo studio, la valutazione del merito personale dei laureati è l’unico vero motore dell?ascensore sociale. Una proposta di “affievolimento” del valore legale è contenuta in un documento della Conferenza dei Rettori del 1995; le classi di equivalenza del valore legale di lauree differenti sono contenute nel decreto ministeriale del 1999 che ha introdotto la nuova architettura europea degli studi universitari, il cosiddetto 3+2. E sono proprio gli interventi di cui il Ministro Profumo ha fornito anticipazioni. Da molti anni sono sul tavolo dei ministri competenti senza che nessuno sia mai riuscito a realizzarli. Speriamo che anche in questo caso sia la volta buona”
Insomma, un piano complessivamente vicino a quello della “scuola di partito” che profetizzava Calamandrei nel celebre discorso del 1950 . Nell’interpretare l’art.33 della Costituzione “La repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”, egli afferma che “La scuola è aperta a tutti. Lo stato deve quindi costituire scuole ottime per ospitare tutti. Questo è scritto nell’articolo 33 della Costituzione”. La preoccupazione qui è quella di creare cittadini, non cattolici, né protestanti, non fascisti, né comunisti, collegandosi anche ai concetti di eguaglianza e parità sociale dell’art.3, e dell’art.51 nell’accesso agli uffici pubblici.
Forse, rileggendolo dopo 50 anni, l’enfasi nella visione che lo Stato possa creare apertura a tutti, con scuole ottime per tutti, di tutti i gradi e tipi, e dovunque, lasciando in secondo piano la questione dei “capaci e meritevoli”, pare criticabile, e crea il dibattito di oggi. Dimenticando che le risorse non sono infinite, e scelte vanno fatte La scuola pubblica, non è priva di rischi di creare cittadini “politicizzati”, o di diventare essa stessa non seria, e mal organizzata.
Ma come sono stati valutati i “meriti” anzi le “virtuosità” delle Università? A partire dal primo esperimento del Settembre 2009 (Classifica Gelmini), quando i criteri, fissati a posteriori, in modo non trasparente, sono emersi solo per una fuga di notizie tramite il giornale online lavoce.info! Si veda noisefromamerika.org con l’articolo di Alessandro Figà Talamanca “Università: una graduatoria di merito?”
Una delle firmatarie dell’appello pro Abolizione, Margherita Hack (in "Margherita Hack, Libera scienza in Libero Stato", Rizzoli, 2010), dice che la riforma Berlinguer del 3+2 della fine degli anni 90, ha “certamente avuto un effetto positivo” nel senso, per esempio, che nello stesso anno 2003, mentre con il vecchio ordinamento si laureavano “in corso” meno del 5% degli studenti, con il nuovo ordinamento si sono laureati il 44.1%! Ma un salto in un solo botto di 10 volte, non fa rabbrividire qualsiasi ottimistica previsione di miglioramento? La Margherita Hack pare notevolmente ingenua. Nell’articolo “Il Manuale del Rettore “virtuoso” --- I rischi della meritocrazia “all’italiana” nell’Università” del 7/1/2010, forse si spiega qualcosa.
Si segnalava che con una media nazionale del voto di laurea saltata dal già troppo alto 103, a ben 108.7 (con la lode assegnata ad oltre il 30% dei laureati in media, e con punte di proporzioni incredibili in alcune università), gli effetti degli incentivi per acquisire “virtuosità” da parte del Ministero sono perversi, e lo sarebbero ancora di più con l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Sarebbero “todos caballeros”, e in un Paese dove tutti sono Re, nessuno è Re!
Il problema va affrontato con un approccio radicalmente diverso, che con la selvaggia abolizione del valore legale!
La visione della proposta è notevolmente provinciale. Quando si opera per il DIPLOMA SUPPLEMENT, ossia per integrarsi in Europa, già oggi siamo in difficoltà. Secondo le linee guida lo schema ECTS prevede la suddivisione dei voti per percentuali prefissate.
• voto A: contiene circa il 10% dei voti a partire da quelli più alti,
• voto B: contiene il successivo 25% circa dei voti,
• voto C: contiene il successivo 30% circa dei voti,
• voto D: contiene il successivo 25% circa dei voti,
• voto E: contiene il rimanente 10% circa dei voti.
Ma come si fa se il i voti piu' alti sono ben oltre il 10%?? Non si riesce a rispettare le regole pensate in Europa, e noi abbiamo la lode che coincide con le categorie A, B, C del Diploma Supplement! Il che' in effetti chiarisce che da noi la lode vale quanto mediamente un B in Europa.
Il valore legale va tenuto, ma i voti vanno contenuti! Quindi il problema è italiano, e NON della Università Pubblica! Abolire il valore legale non risolve proprio nulla, anzi peggiora lo status quo.
Gli americani, cui sembra la proposta di Abolire il valore legale si ispiri, hanno loro stessi notato il problema della inflazione dei voti, ma loro li inquadrano subito come fasulli, e corretti con misure drastiche --- che da noi non ci sono, perché la nostra Etica non funziona. Sarebbe un Far West. Princeton prese posizione nel 2004 pubblicamente contro la propria politica di eccessiva larga manica.
Tornando ancora al discorso di Calamandrei, egli segnala come un partito dominante che volesse creare scuole di partito (qui il riferimento scottante è sempre all’esperienza del fascismo da cui si era appena usciti): “comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private”. “Tutte le cure cominciano ad andare alle scuole private”. Il circuito vizioso sarebbe quindi quello di allentare i controlli sulle scuole private, e addirittura finanziarle con denaro pubblico, “il metodo più pericoloso”, come si fa in molti casi in Italia! Insomma, nel privato si annida il rischio della “concorrenza al ribasso”, con una “equipollenza” aggirata di fatto. Il pericolo è il “disfacimento morale della Scuola”.
La Hack lo riconosceva nel libro riconoscendo che quanto stava facendo il Ministro Gelmini con “tagli insopportabili alle scuole di ogni ordine e grado”, per cui “invece di migliorare le Scuole pubbliche, in nome di una presunta libertà di favorire le private che, per attirare più studenti, sono notoriamente di manica larga, e hanno docenti spesso sottopagati e alle prime armi”. Come mai la Hack ora ha cambiato idea radicalmente?
La Riforma Gelmini, rischiano di rilanciare la corsa alla concorrenza al ribasso delle Università pubbliche, visto che, con i parametri “meritocratici” introdotti, hanno anche esse vantaggio ad aumentare slealmente gli studenti, e devono farlo se non si vuole rischiare il fallimento, o il commissariamento! La Hack invece non toccava la Bocconi, riconoscendo che “e' di ottimo livello, ma molto cara”.
Da dove viene questa proposta? Da alcuni economisti italiani della Bocconi (Perotti, Giavazzi) o di Harvard (Alesina), che hanno sostenuto che l’università statale fosse talmente “malata”, “truccata” e sfinita, che solo la privatizzazione può ripristinare il merito. Siamo al paradosso del paradosso, tenendo conto che in realtà, dati alla mano, l’Università statale italiana è la meno cara di Europa, mentre la privata italiana è troppo cara (si veda “La cura "privatizzazione" -- Non sarà che la Bocconi spreca molto piu' delle Università pubbliche?”) dimostrando che la Bocconi costa molto più, in proporzione alla Statale, di quanto costi Harvard rispetto alla università statale americana!
Insomma, in materia di Riforme Universitarie, il Governo Monti pare molto più in conflitto di interesse del governo Berlusconi, e la situazione non a caso sta degenerando.
PRIMI FIRMATARI ANONIMI
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sabato 28 gennaio 2012
Sette bombette di domenica mattina, prima di fare jogging:-
Sette bombette di domenica mattina, prima di fare jogging:-
1) sul caso Martone e le raccomandazioni, in cui sono stato pesantemente coinvolto, siccome si dice che non ho senso dell'humour, vi segnalo questo comico barese mio amico (la "suocera" sarei io?)
2) La abolizione del valore legale era nel piano Gelli: Dal programma di rinascita "democratica" di Licio Gelli e la P2. b) Provvedimenti economico-sociali: b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sflollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione); Ecco chi scrive il programma di Profumo: Berlusconi e Gelli 30 anni fa!
3) sui concorsi riforma Gelmini, secondo me saranno per legge quasi tutti "concorsi Martone", visto che altri candidati non ci saranno, saranno tutti ad personam scelti da Rettori intanto politicizzati. E i deboli non passeranno mai, ne' virtuosi, ne' non virtuosi. Insomma, un vero piano di scuola di partito come profetizzava Calamandrei nel celebre discorso del 1950
4) un interessante paragone tra le torri gemelle e il caso Schettino che ci ricorda come la raccomandazione Martone-Schettino e direi anche "Concorso Profumo" in italia sta producendo effetti simili ai terroristi in USA!!
5) una controRiforma dei concorsi da un articolo solo, del grande Humboldtiano Giacinto SCOLES, FRS, professore a Princeton e nella "non virtuosa" Udine (il massimo del contrasto e della vergogna per Profumo avere Scoles non virtuoso) Leggetela e fatemi sapere. Si "mescola sangue" a costo zero, vorrei vedere con che faccia Profumo puo' confessare che il suo piano Gelmini-Profumo ipercomplicato si confronta con le idee semplici dei geni come Giacinto.
6) sono solidale sia ai ricercatori di POLITO che hanno bloccato i "sovraconcorsi" assurdi del loro ex Rettore, sia ai ricercatori baresi, e pare che i Rettori Costantino e Petrocelli mi ascoltino visto che hanno fatto poco dopo proprio quanto duramente chiedevo io. I ricercatori sono SFIGATI, come direbbe il vice-Ministro Martone, e questo vale sia per i "VIRTUOSI" ossia i RICCHI e SOVRAFINANZIATI, sia i NONVIRTUOSI, ossia i POVERI E SOTTOFINANZIATI ! Il Ministro Profumo sta giocando con il fuoco, con l'italiano, concorsi Kafkiani non se ne erano mai visti, STA SOTTRAENDO risorse ai poveri e ai deboli, e vuole fare tutti concorsi alla Vice Ministro MARTONE! Sta scontentando tutti con una capacità di fare danni davvero notevole, che il Grande Carlo Cipolla temo potrebbe attribuire ad una precisa categoria di persone.........
7) infine attendo i 4 punti principali del programma della RETE29 aprile, che non mi ha risposto, nemmeno per gentilezza, rimandando a troppi siti web che non ho tempo di leggere: Facciamo una cosa, se Rete29APRILE non ha contenuti precisi, riempiamoli con i 6 punti di cui sopra!
Saluti e Buona domenica.
Mike Ciavarella
Prof. Ing. Michele Ciavarella. Politecnico di BARI. Centro di Eccellenza
in Meccanica Computazionale.+39 080 5962811, mob. +393204316816. Humboldt
fellow 2010-2012. University TUHH.
Germany.http://poliba.academia.edu/micheleciavarella
Email: engineeringchallenges@gmail.com, mciava@poliba.it
Founder, "Humboldtiani" google group-->
https://groups.google.com/group/humboldtiani/subscribe?hl=en
Appello ai 27 Rettori non virtuosi oggi, per fare 27 Ricorsi TAR oggi, e
non milioni di ricorsi domani->
http://www.corriereuniv.it/cms/2012/01/ricorso-al-tar-lappello-ai-rettori-non-virtuosi/
CONCORSI E LEGGI NON SONO ANCORA UGUALI PER TUTTI. SOLE24ORE
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-01-11/concorsi-leggi-sono-ancora-064145.shtml?uuid=AaWT2fcE
Gruppo di discussione sulle Università non Virtuose"
http://groups.google.com/group/non_virtuosi/subscribe?hl=en
TWO PROPOSALS TO FORWARD EXCELLENCE IN ITALY->
http://imechanica.org/node/11626
RETTORE VIRTUOSO BLOG ->http://rettorevirtuoso.blogspot.com/
Buon Anno Ministro Profumo -> http://qdr.elog.it/2012/1/3/42_ciavarella.aspx
1) sul caso Martone e le raccomandazioni, in cui sono stato pesantemente coinvolto, siccome si dice che non ho senso dell'humour, vi segnalo questo comico barese mio amico (la "suocera" sarei io?)
2) La abolizione del valore legale era nel piano Gelli: Dal programma di rinascita "democratica" di Licio Gelli e la P2. b) Provvedimenti economico-sociali: b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sflollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione); Ecco chi scrive il programma di Profumo: Berlusconi e Gelli 30 anni fa!
3) sui concorsi riforma Gelmini, secondo me saranno per legge quasi tutti "concorsi Martone", visto che altri candidati non ci saranno, saranno tutti ad personam scelti da Rettori intanto politicizzati. E i deboli non passeranno mai, ne' virtuosi, ne' non virtuosi. Insomma, un vero piano di scuola di partito come profetizzava Calamandrei nel celebre discorso del 1950
4) un interessante paragone tra le torri gemelle e il caso Schettino che ci ricorda come la raccomandazione Martone-Schettino e direi anche "Concorso Profumo" in italia sta producendo effetti simili ai terroristi in USA!!
5) una controRiforma dei concorsi da un articolo solo, del grande Humboldtiano Giacinto SCOLES, FRS, professore a Princeton e nella "non virtuosa" Udine (il massimo del contrasto e della vergogna per Profumo avere Scoles non virtuoso) Leggetela e fatemi sapere. Si "mescola sangue" a costo zero, vorrei vedere con che faccia Profumo puo' confessare che il suo piano Gelmini-Profumo ipercomplicato si confronta con le idee semplici dei geni come Giacinto.
6) sono solidale sia ai ricercatori di POLITO che hanno bloccato i "sovraconcorsi" assurdi del loro ex Rettore, sia ai ricercatori baresi, e pare che i Rettori Costantino e Petrocelli mi ascoltino visto che hanno fatto poco dopo proprio quanto duramente chiedevo io. I ricercatori sono SFIGATI, come direbbe il vice-Ministro Martone, e questo vale sia per i "VIRTUOSI" ossia i RICCHI e SOVRAFINANZIATI, sia i NONVIRTUOSI, ossia i POVERI E SOTTOFINANZIATI ! Il Ministro Profumo sta giocando con il fuoco, con l'italiano, concorsi Kafkiani non se ne erano mai visti, STA SOTTRAENDO risorse ai poveri e ai deboli, e vuole fare tutti concorsi alla Vice Ministro MARTONE! Sta scontentando tutti con una capacità di fare danni davvero notevole, che il Grande Carlo Cipolla temo potrebbe attribuire ad una precisa categoria di persone.........
7) infine attendo i 4 punti principali del programma della RETE29 aprile, che non mi ha risposto, nemmeno per gentilezza, rimandando a troppi siti web che non ho tempo di leggere: Facciamo una cosa, se Rete29APRILE non ha contenuti precisi, riempiamoli con i 6 punti di cui sopra!
Saluti e Buona domenica.
Mike Ciavarella
Prof. Ing. Michele Ciavarella. Politecnico di BARI. Centro di Eccellenza
in Meccanica Computazionale.+39 080 5962811, mob. +393204316816. Humboldt
fellow 2010-2012. University TUHH.
Germany.http://poliba.academia.edu/micheleciavarella
Email: engineeringchallenges@gmail.com, mciava@poliba.it
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Appello ai 27 Rettori non virtuosi oggi, per fare 27 Ricorsi TAR oggi, e
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Proposta a costo zero geniale di Giacinto Scoles, FRS, per mescolare il sangue!
ECCO LA PROPOSTA:
Lasciamo che i ricercatori/professori votino "with their feet" come si dice in inglese.
Cioe' lasciamo che il personale docente/ricercatore inquadrato che desideri cambiare
il posto del proprio lavoro lo possa fare portandosi dietro il prorio stipendio sempreche' trovi un'universita' o centro di ricerche che voglia assumerlo.
Alla fine di un periodo di un anno o due nel quale si lascia il sistema ragiungere l'equilibrio si fotografi la situazione e cosi' si vedra' dov'e' l'eccellenza in Italia.
Non si tema di dare troppo personale ad alune facolta' perche' con la tradizione
di non mobilita' italiana prima che da alcuna parte si raggiunga il rapporto studenti per docente di 10 (che sarebbe circa ideale) dovrebbe cambiar e il tessuto sociale ti tutto il paese.
Circa il temere di depauperare alcune facolta oltre il limite del sostenibile (da definirsi a priori) perche' preocuparsi? Non sarebbe questo un metodo obbiettivo per deciderne la chiusura?
Io personalmente non ho alcun dubbio che se in Italia rimescolassimo il personale
rendendolo veramente mobile (stimolando la mobilita' se la spontaneita' non fosse sufficiente)per l'insegnamento e la ricerca italiane incomicerebbe un nuovo "Rinascimento"!
--
This message was written in FRIULI VENEZIA GIULIA
by G. Scoles, F.R.S., University of Udine, Faculty of Medicine
Department of Medical and Biological Sciences, Ospedale di
S. Maria della Misericordia in Udine , Italy.
http://www.princeton.edu/~chemdept/Scoles/SCOLES%20NEW/Scolessite/
Lasciamo che i ricercatori/professori votino "with their feet" come si dice in inglese.
Cioe' lasciamo che il personale docente/ricercatore inquadrato che desideri cambiare
il posto del proprio lavoro lo possa fare portandosi dietro il prorio stipendio sempreche' trovi un'universita' o centro di ricerche che voglia assumerlo.
Alla fine di un periodo di un anno o due nel quale si lascia il sistema ragiungere l'equilibrio si fotografi la situazione e cosi' si vedra' dov'e' l'eccellenza in Italia.
Non si tema di dare troppo personale ad alune facolta' perche' con la tradizione
di non mobilita' italiana prima che da alcuna parte si raggiunga il rapporto studenti per docente di 10 (che sarebbe circa ideale) dovrebbe cambiar e il tessuto sociale ti tutto il paese.
Circa il temere di depauperare alcune facolta oltre il limite del sostenibile (da definirsi a priori) perche' preocuparsi? Non sarebbe questo un metodo obbiettivo per deciderne la chiusura?
Io personalmente non ho alcun dubbio che se in Italia rimescolassimo il personale
rendendolo veramente mobile (stimolando la mobilita' se la spontaneita' non fosse sufficiente)per l'insegnamento e la ricerca italiane incomicerebbe un nuovo "Rinascimento"!
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by G. Scoles, F.R.S., University of Udine, Faculty of Medicine
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S. Maria della Misericordia in Udine , Italy.
http://www.princeton.edu/~chemdept/Scoles/SCOLES%20NEW/Scolessite/
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Gustavo Zagrebelsky risponde a Michele Ciavarella su "Riforme Universitarie e Costituzione Italiana" Aula Magna Aldo Moro Bari 24.1.2012
Incontro organizzato dall'associazione studentesca LINK, dal Circolo UAAR di Bari e da ADI. Il prof. Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale, ha trattato il fondamento normativo del supremo principio costituzionale della laicità dello Stato e i problemi pratici legati alla sua applicazione.
Nel dibattito il Prof. Michele Ciavarella del Politecnico di BARI ha posto al Prof. Zagrebelsky una domanda.
TRASCRIZIONE FEDELE
MICHELE CIAVARELLA DOMANDA DAL PUBBLICO (min.20.35)
Io volevo fare una domanda su “Università e Costituzione”. Da quello che mi risulta non è scritto sulla Costituzione che l’Università debba essere pubblica, mentre invece c’è la scuola dell’obbligo. L’Università che io sappia non è proprio garantito dalla Costituzione che debba essere Pubblica.
Tuttavia, nel corso di molti secoli l’Università italiana di fondo è stata Pubblica e fino ad un certo punto, si è molto espansa. Fino almeno agli anni ’80 (del secolo scorso), è sempre andata crescendo, è stata sempre centralizzata sotto un Ministero. Poi è diventata Autonoma (Riforma Ruberti, interpretando l'art.33 Costituzione, ndr), e ultimamente, sulla base di questa Autonomia, il finanziamento che arriva all’Università non è più basato su “serie storiche”, ma ci sono parti cosiddette “meritocratiche”, per criteri “meritocratici” su cui vi è stata via via sempre più critica e più ribellione da parte di varie autorevoli fonti.
(anche perchè definiti a posteriori, sempre mutevoli, e facilmente aggirabili in un contesto privo di etica, ndr)
Ultimamente si è raggiunto uno scontro davvero forte, che penso porterà alla abolizione del valore legale del titolo di studio e in particolare, 3 Università Statali su 4 in Puglia sono oggi oggetto di obiettivo sottofinanziamento da parte del MIUT con l’obiettivo chiaro di depauperare di risorse, nonostante siano anche grandi Università di grande Tradizione.
Ora, in tutto ciò, creando anche delle discriminazioni tra persone che sono assunte in queste Università e quindi sono oggi incolpevoli rispetto a tali presunte colpe collettive di tali Università.
Io credo che ci siano vari profili di Incostituzionalità in questo processo, che addirittura assume degli atteggiamenti di pura propaganda politica quando per es. l’ultimo Governo ha scritto nell’ultima lettera all’Europa (quella in 39 punti, ndr), che la parte serie storiche del finanziamento andrà (entro 5-7 anni) a zero! Come si fa ad andare a zero quando ci sono dei contratti a tempo indeterminato da dover essere pagati (e che pesano persino per circa il 90% del finanziamento, altro che zero!)?
Quindi, volevo dire, a livello filosofico, Lei ritiene che la Costituzione preservi e protegga un certo grado di Università Pubblica anche ben distribuito nell’ambito del Paese? E’ possibile che una Regione intera possa essere attaccata e depauperata con risvolti poi generali sulla “Virtuosità” del Paese, del “rating” del Paese, che infatti non è “Virtuoso” al momento? Grazie. Min.23.22
GUSTAVO ZAGREBELSKY RISPONDE. Min.27.00
Illustre Professore (Ciavarella si sorprende e schernisce, e Zagrebelsky gli domanda se lo fa per la per averlo chiamato “Illustre”),
io da quando sono uscito dalla C.Costituzionale non ho mai detto nulla di preciso su questioni che possano poi arrivare alla C.Costituzionale.
La “deontologia dell’ex” dovrebbe essere quella di non fare da fuori il “grillo parlante”: ricordo che dava fastidio a me questo quando qualcuno lo faceva.
Però posso solo dire una cosa. Che il modo con cui si affrontano i problemi dell’Istruzione è purtroppo un modo aziendalistico e questo è un tradimento profondo della vocazione degli studi di Istruzione soprattutto quelli superiori.
Perché poi quando si fanno le graduatorie (tra Università, ndr) si va a vedere la “Produttività”, il rapporto iscritti / laureati, il tasso di assorbimento dei laureati nella forza lavoro, nel tessuto produttivo locale.
E’ la prosecuzione della “logica delle tre i”: “Impresa, Internet, Inglese”, lanciata questa logica da governi precedenti per le Scuole medie, ma che adesso si sta estendendo all’Università.
Se ci riflettete tutto ciò con la “Cultura” non ha quasi nulla a che fare.
Queste “tre i” e ciò che si preannuncia (vediamo cosa succederà con l’Università), ciò che è accaduto, inserisce, colloca, i problemi dell’Istruzione nella logica e-se-cu-ti-va, le “tre i” indicano una formazione di tipo esecutivo, ma la cultura è un’altra cosa.
Aldilà dei problemi di Costituzionalità io credo che dovremmo avere anche l’orgoglio di dire che l’Università non può ridursi ad una cosa di questo genere.
Il chè poi ulteriormente sollecita la nostra responsabilità perché i discorsi che oggi si abbattono, le proposte che oggi si abbatono, e si sono anche abbattute, hanno terreno fertile in che cosa: nei limiti della inefficienza di cui tutti noi dobbiamo farci carico, non siamo incolpevoli.
Io oramai sono in pensione, quindi non sono stato incolpevole nemmeno io. MIN.30.09
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mercoledì 25 gennaio 2012
La scandalosamente rapida carriera del signor sottosegretario Martone: da [UNILEX] Pezzettino di analisi testuale
A tutti i Rettori
Agli Humboldtiani
Ai non Virtuosi
Al presidente CRUI
Al gruppo 2003
Al Ministro Profumo
Al Primo Ministro Mario Monti
A tutti i giornalisti ,sindacati, docenti universitari
Allego la grandissima ricostruzione dell'amico Piero Graglia, appena pubblicata sulla mailing list UNILEX di 1200 docenti Universitari!
Faccio notare al Presidente Monti e a tutti i lettori che un caso simile in Germania come Zu Guttemerg per MOLTO MENO (accusa di plagio della tesi di dottorato) aveva causato una lettera unanime di tutti i Rettori nonche' uno scandalo enorme, che causo' le dimissioni di Zu Guttemberg. I rettori ora studiano soluzioni per evitare il plagio.
Se non succede uno scandalo di almeno altrettanta enorme proporzione in Italia, mosso intanto dal Primo Ministro, dal Ministro Profumo, dalla CRUI e da tutti i Rettori, nonche' dal Gruppo2003 degli scienziati, da tutte le organizzazioni serie che proclamano la trasparenza e il merito e non si dovessero scandalizzare per questo caso ENORME, vuol dire che davvero l'italia merita di essere uno dei paesi di Serie C della Europa, mentre la Germania merita di essere alla testa dell'Europa.
Cordiali Saluti,
Prof. Michele Ciavarella
Politecnico Non Virtuoso di BARI
---------- Forwarded message ----------
From: piero Graglia
Date: 2012/1/25
Subject: [UNILEX] Pezzettino di analisi testuale
To: UNILEX@list.cineca.it
Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
**************************************************************************
Se volete, fatelo pure girare…
P.G.
Un vecchio adagio veneto consiglia: "prima de parlar, tase". Cioè, prima di parlare (dire scempiaggini), stai zitto. Una regola che il sottosegretario Martone non ha osservato quando ha aperto bocca per dire che se uno non si laurea a 28 anni, è uno sfigato. Invece di tacere.
Eh, già, perché se si fanno affermazioni di questo tipo si devono avere le spalle grosse, di quelle che ti permettono, o per età o per autorevolezza, di dire tutto quello che ti pare. E Martone non ha né l'una né l'altra.
Diciamo che è un tipico prodotto dell'accademia familistica italiana. Uno che a 23 anni è dottorando, a 26 ricercatore di ruolo, a 27 professore associato e a 29, nientemeno, professore ordinario. Un fulmine, una saetta, un baleno incredibile per i tempi dell'università italiana, dove l'età media per diventare ricercatore, se non hai missili nel taschino, è di 35 anni. Lui non ha bruciato le tappe, le ha addirittura polverizzate.
Diciamocelo, qualche dubbio sulle sue capacità viene. Già, perché se uno parte in questa maniera e poi non dimostra di poter riscrivere tutta la dottrina giurisprudenziale da solo, allora significa che è un bluff. Oppure che ha avuto dalla sua parte delle carte imbattibili.
Una di queste carte è forse il papà, Antonio Martone, ex presidente dell'Authority scioperi, che gli ha spianato la strada. Ma di certo è leggere il giudizio dei commissari al suo concorso da ordinario, a Siena, che aiuta molto a capire la politica da rampante che ha adottato il giovane Martone.
In quel concorso, tenutosi da gennaio a luglio 2003, i commissari erano cinque: Mattia Persiani (Presidente), Roberto Pessi, Francesco Liso, Marcello Pedrazzoli, Silvana Sciarra. Gi iscritti al concorso erano otto ma sei, magicamente, si ritirano. Restano solo Franca Borgogelli e Michel Martone. Dei due, la Borgogelli è la più credibile: diplomata nel 1970, si laurea nel 1975 in Scienze Politiche e poi nel 1982 prende una seconda laurea in Giurisprudenza. Tecnicamente, per restare nelle categorie di Martone, "una secchiona", ma visto che la seconda laurea la prende a trent'anni, anche una "sfigata".
L'anno dopo, 1983, la Borgogelli diventa ricercatrice di ruolo, incarico che ricopre fino al 2000 (quindi per 17 anni). Poi viene nominata professore associato. Una solida preparazione, come si dice di solito, unita a una costante crescita professionale e a una sicura padronanza della dottrina. Più di quaranta pubblicazioni nell'arco di un ventennio.
Su di lei, la commissione avrà pochi dubbi, votando 5 su 5 per la sua promozione a professore ordinario.
Su Martone invece i dubbi ci sono. Il suo curriculum elenca una girandola di attività di docenza a master e a corsi di perfezionamento, ma purtroppo le sue credenziali come pubblicazioni sono scarse. Due monografie appena, delle quali una presentata in edizione provvisoria (quindi, secondo le regole normalmente seguite, non ammissibile; ma le regole, in questo caso, sono un optional).
I giudizi sulla sua attività di ricerca, anche da parte dei commissari più benevoli, sono sferzanti: Silvana Sciarra scrive, riguardo al contenuto della sua monografia principale, che "I numerosi riferimenti a fatti ed a metodologie di analisi sono caratterizzati talvolta da passaggi argomentativi non del tutto esaustivi" e che "permane la difficoltà di individuare una chiara ipotesi di lavoro". Chiudendo con un giudizio che appare una bocciatura: "M. Martone dimostra di trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti e di adoperare correttamente il linguaggio giuridico, ma di dovere ulteriormente affinare il ricorso al metodo storico ed interdisciplinare. E’ auspicabile che la già acquisita maturità scientifica si consolidi ulteriormente in futuro in una produzione più diversificata". Tuttavia, a sorpresa - e chissà perché, "Il candidato, nel complesso, risulta idoneo ai fini della valutazione comparativa".
Il Prof. Pedrazzoli si arrampica sugli specchi, letteralmente. Dopo aver argomentato, come la Sciarra, afferma che "Nonostante questi elementi di discutibilità, da ascrivere per così dire alla sua giovinezza scientifica, il candidato, che si raccomanda anche per una scrittura fluida e chiara, appare visibilmente dotato di forte propensione alla riflessione giuridica. Le notevoli qualità su cui può contare avranno occasione di manifestarsi appieno, quando sarà trascorso il tempo occorrente per la loro sedimentazione. Confidando nella sicura riuscita di tale auspicio, autorizzato da quanto fin ora il candidato ha mostrato, viene quindi per lo stesso formulato un positivo giudizio, anche prognostico, che lo rende meritevole di essere preso in considerazione ai fini della valutazione comparativa". Confidando? Sedimentazione? Prognostico? Ma scusi professore, qui non si parla di un concorso da ricercatore, per cui si può scusare la "giovinezza scientifica" (anche se sarebbe più italiano "gioventù"). Qui si parla di un concorso da ordinario per il quale la gioventù scientifica non è una scusante, ma un'aggravante. E la sedimentazione deve essere già avvenuta al di là di ogni prognosi.
Ma andiamo avanti. I proff. Persiani e Pessi sono più entusiasti, mentre critico, vox clamans in deserto, il professor Liso. E' l'unico a chiudere il suo giudizio con un lapidario: "Il candidato, che nei suoi lavori fornisce sicura prova di possedere ottime capacità al lavoro scientifico e potenzialità che gli consentiranno di arrecare importanti contributi alla nostra materia, merita di vedere riconosciute le sue indubbie qualità in un’occasione in cui la dichiarazione della sua piena maturità costituisca frutto più di una certificazione che di una aspettativa, per quanto seriamente fondata". Come dire, al di là del giuridichese arzigogolato: si ripresenti quando un po' più di acqua è passato sotto i ponti.
Ma il non-sfigato diventa ordinario...
Avvenne in Italia.
Piero Graglia
History of European Integration
Facoltà di Scienze Politiche
Università degli Studi di Milano
Via Livorno 1
I-20122 Milano
Agli Humboldtiani
Ai non Virtuosi
Al presidente CRUI
Al gruppo 2003
Al Ministro Profumo
Al Primo Ministro Mario Monti
A tutti i giornalisti ,sindacati, docenti universitari
Allego la grandissima ricostruzione dell'amico Piero Graglia, appena pubblicata sulla mailing list UNILEX di 1200 docenti Universitari!
Faccio notare al Presidente Monti e a tutti i lettori che un caso simile in Germania come Zu Guttemerg per MOLTO MENO (accusa di plagio della tesi di dottorato) aveva causato una lettera unanime di tutti i Rettori nonche' uno scandalo enorme, che causo' le dimissioni di Zu Guttemberg. I rettori ora studiano soluzioni per evitare il plagio.
Se non succede uno scandalo di almeno altrettanta enorme proporzione in Italia, mosso intanto dal Primo Ministro, dal Ministro Profumo, dalla CRUI e da tutti i Rettori, nonche' dal Gruppo2003 degli scienziati, da tutte le organizzazioni serie che proclamano la trasparenza e il merito e non si dovessero scandalizzare per questo caso ENORME, vuol dire che davvero l'italia merita di essere uno dei paesi di Serie C della Europa, mentre la Germania merita di essere alla testa dell'Europa.
Cordiali Saluti,
Prof. Michele Ciavarella
Politecnico Non Virtuoso di BARI
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From: piero Graglia
Date: 2012/1/25
Subject: [UNILEX] Pezzettino di analisi testuale
To: UNILEX@list.cineca.it
Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
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Se volete, fatelo pure girare…
P.G.
Un vecchio adagio veneto consiglia: "prima de parlar, tase". Cioè, prima di parlare (dire scempiaggini), stai zitto. Una regola che il sottosegretario Martone non ha osservato quando ha aperto bocca per dire che se uno non si laurea a 28 anni, è uno sfigato. Invece di tacere.
Eh, già, perché se si fanno affermazioni di questo tipo si devono avere le spalle grosse, di quelle che ti permettono, o per età o per autorevolezza, di dire tutto quello che ti pare. E Martone non ha né l'una né l'altra.
Diciamo che è un tipico prodotto dell'accademia familistica italiana. Uno che a 23 anni è dottorando, a 26 ricercatore di ruolo, a 27 professore associato e a 29, nientemeno, professore ordinario. Un fulmine, una saetta, un baleno incredibile per i tempi dell'università italiana, dove l'età media per diventare ricercatore, se non hai missili nel taschino, è di 35 anni. Lui non ha bruciato le tappe, le ha addirittura polverizzate.
Diciamocelo, qualche dubbio sulle sue capacità viene. Già, perché se uno parte in questa maniera e poi non dimostra di poter riscrivere tutta la dottrina giurisprudenziale da solo, allora significa che è un bluff. Oppure che ha avuto dalla sua parte delle carte imbattibili.
Una di queste carte è forse il papà, Antonio Martone, ex presidente dell'Authority scioperi, che gli ha spianato la strada. Ma di certo è leggere il giudizio dei commissari al suo concorso da ordinario, a Siena, che aiuta molto a capire la politica da rampante che ha adottato il giovane Martone.
In quel concorso, tenutosi da gennaio a luglio 2003, i commissari erano cinque: Mattia Persiani (Presidente), Roberto Pessi, Francesco Liso, Marcello Pedrazzoli, Silvana Sciarra. Gi iscritti al concorso erano otto ma sei, magicamente, si ritirano. Restano solo Franca Borgogelli e Michel Martone. Dei due, la Borgogelli è la più credibile: diplomata nel 1970, si laurea nel 1975 in Scienze Politiche e poi nel 1982 prende una seconda laurea in Giurisprudenza. Tecnicamente, per restare nelle categorie di Martone, "una secchiona", ma visto che la seconda laurea la prende a trent'anni, anche una "sfigata".
L'anno dopo, 1983, la Borgogelli diventa ricercatrice di ruolo, incarico che ricopre fino al 2000 (quindi per 17 anni). Poi viene nominata professore associato. Una solida preparazione, come si dice di solito, unita a una costante crescita professionale e a una sicura padronanza della dottrina. Più di quaranta pubblicazioni nell'arco di un ventennio.
Su di lei, la commissione avrà pochi dubbi, votando 5 su 5 per la sua promozione a professore ordinario.
Su Martone invece i dubbi ci sono. Il suo curriculum elenca una girandola di attività di docenza a master e a corsi di perfezionamento, ma purtroppo le sue credenziali come pubblicazioni sono scarse. Due monografie appena, delle quali una presentata in edizione provvisoria (quindi, secondo le regole normalmente seguite, non ammissibile; ma le regole, in questo caso, sono un optional).
I giudizi sulla sua attività di ricerca, anche da parte dei commissari più benevoli, sono sferzanti: Silvana Sciarra scrive, riguardo al contenuto della sua monografia principale, che "I numerosi riferimenti a fatti ed a metodologie di analisi sono caratterizzati talvolta da passaggi argomentativi non del tutto esaustivi" e che "permane la difficoltà di individuare una chiara ipotesi di lavoro". Chiudendo con un giudizio che appare una bocciatura: "M. Martone dimostra di trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti e di adoperare correttamente il linguaggio giuridico, ma di dovere ulteriormente affinare il ricorso al metodo storico ed interdisciplinare. E’ auspicabile che la già acquisita maturità scientifica si consolidi ulteriormente in futuro in una produzione più diversificata". Tuttavia, a sorpresa - e chissà perché, "Il candidato, nel complesso, risulta idoneo ai fini della valutazione comparativa".
Il Prof. Pedrazzoli si arrampica sugli specchi, letteralmente. Dopo aver argomentato, come la Sciarra, afferma che "Nonostante questi elementi di discutibilità, da ascrivere per così dire alla sua giovinezza scientifica, il candidato, che si raccomanda anche per una scrittura fluida e chiara, appare visibilmente dotato di forte propensione alla riflessione giuridica. Le notevoli qualità su cui può contare avranno occasione di manifestarsi appieno, quando sarà trascorso il tempo occorrente per la loro sedimentazione. Confidando nella sicura riuscita di tale auspicio, autorizzato da quanto fin ora il candidato ha mostrato, viene quindi per lo stesso formulato un positivo giudizio, anche prognostico, che lo rende meritevole di essere preso in considerazione ai fini della valutazione comparativa". Confidando? Sedimentazione? Prognostico? Ma scusi professore, qui non si parla di un concorso da ricercatore, per cui si può scusare la "giovinezza scientifica" (anche se sarebbe più italiano "gioventù"). Qui si parla di un concorso da ordinario per il quale la gioventù scientifica non è una scusante, ma un'aggravante. E la sedimentazione deve essere già avvenuta al di là di ogni prognosi.
Ma andiamo avanti. I proff. Persiani e Pessi sono più entusiasti, mentre critico, vox clamans in deserto, il professor Liso. E' l'unico a chiudere il suo giudizio con un lapidario: "Il candidato, che nei suoi lavori fornisce sicura prova di possedere ottime capacità al lavoro scientifico e potenzialità che gli consentiranno di arrecare importanti contributi alla nostra materia, merita di vedere riconosciute le sue indubbie qualità in un’occasione in cui la dichiarazione della sua piena maturità costituisca frutto più di una certificazione che di una aspettativa, per quanto seriamente fondata". Come dire, al di là del giuridichese arzigogolato: si ripresenti quando un po' più di acqua è passato sotto i ponti.
Ma il non-sfigato diventa ordinario...
Avvenne in Italia.
Piero Graglia
History of European Integration
Facoltà di Scienze Politiche
Università degli Studi di Milano
Via Livorno 1
I-20122 Milano
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RINGRAZIAMENTI A GUSTAVO ZAGREBELSKY, NICOLA COLAIANNI, CORRADO PETROCELLI, NICOLA COSTANTINO, LUIGI MANGIALARDI
RINGRAZIAMENTI A GUSTAVO ZAGREBELSKY, NICOLA COLAIANNI, CORRADO PETROCELLI, NICOLA COSTANTINO, LUIGI MANGIALARDI
Caro Nicola (Colaianni),
Ti ringrazio della opportunità della domanda al Grande Prof. Zagrebelsky, che ha voluto gentilmente rispondermi come Illustre Professore! La Sua risposta è stata bellissima, di altissimo profilo, e credo anche grazie alla mia domanda, che parte dal fatto che la Università italiana ha una storia millenaria, che si è sempre generalmente espansa, andando a coprire in modo sempre più capillare il territorio, come una rete sanguigna fornisce di sangue le varie parti del corpo.
Naturalmente, domandatevi negli USA quante sono le Università. Quelle un minimo conosciute, almeno dal database di “8868 Universities in 203 countries” http://univ.cc/world.php, sono 91 in Italia, ma 87 in Argentina, 80 in Bangladesh, 159 in Brasile, 36 in Costa Rica, 43 in Ecuador, 258 in Francia, 280 in Germania, 310 in India, 567 in Giappone, 148 in Messico, 131 in Polonia, 165 in UK, 181 solo in California, e quindi da quando la sciagurata Riforma Ruberti del 1989 (eppure Ruberti è ricordato come uno dei migliori Ministri!), ha introdotto l’autonomia con l’idea di responsabilizzare, e appellandosi persino alla Costituzione art.33 (e qui chiederei lumi al Prof. Zagrebelsky su cosa intendevano i Padri Costituenti con tale articolo al comma Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato). Cosa si intendeva proteggere?
Già finora per colpa dell’autonomia “le sedi hanno invaso la sfera dello stato giuridico dei docenti, con interpretazioni più o meno forzate di norme dello Stato riguardanti aspetti dello stato giuridico e, in particolare, retributivo e pensionistico. Si è così creata una giungla di diversificati diritti, doveri, aspetti retributivi e pensionistici tali da poter dire che lo “stato giuridico” dei docenti universitari è ormai uno “stato confusionale”. http://alpaglia.xoom.it/alberto_pagliarini/statogiuridicostatoconfusionale.htm
Ma adesso si sta facendo molto di più, trasformando le Università in senso “aziendalistico” come dice giustamente Zagrebelsky nella sua risposta, facendo ben altro che “Cultura”, e facendo un uso smodato di slogan delle “tre i” che tutto portano tranne che reale beneficio.
Io che ho visto il sistema tedesco, mi sembra cristallizzato a quello italiano degli anni 80. Senza grandi sofferenze, anzi! Più che a responsabilizzare, l'autonomia finanziaria è servita a tagliare i fondi del ministero: nel '94 con l'aumento generalizzato delle tasse in tutti gli atenei, quando il carico sugli studenti è passato dal 3% al 20% e il gettito proveniente dalla tassazione da 400 a 1200 miliardi. L'autonomia finanziaria ha anche significato in questi anni un impegno sfrenato delle università nel "rastrellare" finanziamenti dai privati interessati finalizzati a condizioni circostanziate e immediate.
Poi si è cominciato a parlare in certi ambienti del fatto che le Università fossero “troppe”, nonostante fossimo ben lungi dagli obiettivi annunciati nella Riforma 3+2 di raddoppiare almeno il numero di laureati per allinearci in Europa.
E’ cominciata allora una fase di contrazione di spesa e tentativo di contrarre numero di sedi. Ora dove stiamo andando, a tagliare 3 università su 4 in Puglia?
Come dice giustamente Nicola Costantino, che pero’ purtroppo lo ha pubblicato solo ina una Email ad un giornale online, in merito alla classifica annuale del “Sir” (Scimago Institutions Rankings), il SIR 2010 World Report, la più completa classifica delle istituzioni di ricerca nel mondo, che ne ha valutate 2.833, tra cui 55 università pubbliche italiane. Il Report, oltre a misurare la quantità complessiva di ricerca prodotta (dato questo che naturalmente privilegia le istituzioni più grandi, che non sono necessariamente le più efficienti e prestigiose, ed è di per sé poco significativo) ne ha valutato la qualità, attraverso il loro impatto scientifico normalizzato (NI - Karolinska Intitutet). In questa classifica il Politecnico di Bari è al 17° posto in Italia, alle spalle di 15 università pubbliche settentrionali (al primo posto c’è l’Università di Verona, seguita da quelle di Brescia e di Trento) e dell’Università del Sannio, ma davanti a 17 altre università del centro-nord (tra le quali anche il Politecnico di Milano) e (con un sensibile distacco) a tutte le altre università del centro-sud (21), comprese le tre di Roma e le tre di Napoli.
L’impatto normalizzato del Politecnico di Bari è pari a 1,30: ciò significa che i suoi risultati scientifici (valutati attraverso le pubblicazioni internazionali) sono del 30% superiori alla media mondiale nei suoi ambiti disciplinari. Ritengo che questo risultato, del quale voglio complimentarmi con tutti i nostri professori e ricercatori, strutturati e non, sia più significativo delle classifiche fondate sulla capacità di attrarre finanziamenti alla ricerca, spesso falsate da fattori indipendenti dalla qualità del nostro lavoro. Potete accedere al file della classifica cliccando qui: ClassificaSir2010.
Quindi, siamo lontani da Harvard che è a 4, ma siamo in italia molto vicini uno all’altro, e ci facciamo una guerra fratellicida, piuttosto che unirci semmai in battaglia almeno verso l’Europa e poi verso le grandi università statunitensi (specie nel modello pubblico Californiano, che qualcuno una volta aveva tentato di proporre come modello di Università Europea).
Ma leggiamo da quando si è fatta la “meritocrazia” delle classifiche, che è successo. Prendendo dal 2008 al 2011, la variazione media è stata una discesa del 7%, ma all’interno della media, ci sono grandi variazioni! La scuola di Lucca ha avuto un bel +50%, Aquila un 37%, Trento che già è ricchissima per trasferimenti dalla Provincia, un 17%, e infine tra le grandissime, il Politecnico di TORINO svetta per un enorme incremento del 11%. Virtuosissimo!
Udine ha avuto +4, quindi se l’anno scorso aveva sforato il 90%, evidentemente ha esagerato a reclutare quache unità di personale in più. E questo è tuttavia motivo di esclusione da un Piano Straordinario?
Ricorderete come nascque il criterio del 90%. In un rapporto Muraro, che parla delle università sovra e sotto finanziate, voluto da Padoa Schioppa e Prodi, si indico la strada del riequilibrio. Quindi si vollero, giustamente, finanziare di più le Università che lo avevano sfondato, violando la Legge, perché avevano mostrato sofferenza. Insomma, il bicchiere lo vedi mezzo pieno e mezzo vuoto, ma tutto questo non può essere un gioco!
Era il modello usato dalla sinistra in altre parole, e funzionava in modo diametralmente opposto a quello di oggi, andrebbe studiato un paragone più da vicino.
In ogni caso, a pensare di valutare gli atenei tramite i “processi” sugli studenti (didattica) o sulla Scienza (la ricerca), o anche sui “Prodotti” (laureati, o pubblicazioni, rispettivamente), si fa un gioco pericoloso, che non ha una soluzione unica, e che perde di vista il valore di lunghissimo respiro e di lunghissimo periodo che ha la Cultura. Senza voler fare l’esempio drastico di Cuba, che spende il 20% del PIL in educazione, ha quasi solo canali televisivi educativi e in questo senso 13 mila Università, e che quindi è poverissima, ma ha una Cultura incredibile come tutti possono riscontrare facendo domande di ogni tipo a tassisti, camerieri, e gente per strada qualsiasi, pensiamo almeno al modello USA. Scrivevo io nel mio sarcastico “Manuale del Rettore Virtuoso” del 2008, che non ho mai ben pubblicato, ma che vi riallego perché quanto mi ha risposto Zagrebelsky mi pare perfettamente allineato a quello spirito, che gli Alumni di MIT guidano aziende che hanno fatturati combinati stimati intorno ai 2 triliardi di dollari, ossia il PIL della Francia, superiore a quello italiano . Ecco un parametro che misurerei come “virtuoso”, ma certo è più difficile da misurare di quelli proposti finora, visto che richiede di avere un database di tutti i laureati, e di seguirne i loro percorsi professionali (cosa che le Università americane fanno per necessità, poichè da chi ha successo provengono i fondi per le donazioni di miliardi di dollari di cui dispongono, ognuna). Insomma, di circuiti virtuosi ce ne sono, ma richiedono maggiore serietà e impegno.
Leggete cosa scrivevo nel 2009:-
Mi è venuto quindi spontaneo un dubbio, e cioè che le nuove norme “meritocratiche” del “Pacchetto Università” varato nel Luglio 2009, con la classifica delle Università “virtuose”, non siano il primo concreto e tangibile incentivo a generare decisi effetti collaterali, accrescendo e rendendo “virtuosa” la svendita delle lauree, degli esami, e dei voti, senza curare la malattia. Con il risultato di rendere la vita molto più difficile a chi studia seriamente e intende distinguersi, nonchè l’alimentazione o persino la creazione di un mercato del lavoro ultra-flessibile ma dequalificato. Tutto questo, magari in buona fede del Ministro, e per mancanza di opportune contromisure e retroazioni. E allora ho tentato di studiare con metodo scientifico, da Ingegnere, i dati sui laureati, e sul mercato del lavoro, incrociando alcuni in modo a me pare originale.
Mi pare profetico, se non fosse che lo aveva già scritto Calamandrei ben prima di me negli anni 50 nel famoso discorso in difesa della Scuola Pubblica.
Ma parlando con Luigi Mangialardi, le discriminazioni costituzionali inusitate introdotte dalla legge Gelmini con l’art.24c.6, sono apparse evidenti, e del tutto corrispondenti al caso del Maresciallo dei Carabinieri che può passare di grado solo se si trova nella Caserma “virtuosa” di Roma Tiburtina che facevo, e che pure Michele Napolitano trovava esempio sbagliato.
E’ proprio cosi’ !! Per quanto assurdo.
La “valutazione” art.24.c.6 nasce come “ad personam” del “Ricercatore a Tempo Determinato di tipo B” che ha un budget certo per 15 anni, ma un contratto per 5 anni (quindi è un precario), e che, se supera la idoneità nazionale a lista aperta, può essere chiamato, se le risorse della Amministrazione consentono di attivare questa procedura, ad un passaggio di livello (ossia ad Associato). In questo caso, una stabilizzazione di precari non per concorso interno, come si fa in genere, ma per “promozione” come in un militare che venga promosso per semplice valutazione senza un vero concorso. Tuttavia, non credo che un militare, tranne eccezioni per meriti speciali, possa essere promosso, magari “sul campo”, solo in funzione delle disponibilità economiche della sua Caserma, anche perché probabilmente le Caserme non godono di Autonomia finanziaria come, invece purtroppo, le Università dopo la Riforma Ruberti.
Non sono perfettamente al corrente di quanto “costa” il Ric. A Tempo Det. di tipo B, e se il suo passaggio ad Associato ha un costo, ma certamente finchè alcune amministrazioni avranno più risorse di altre, questo passaggio da ora in poi genera discriminazioni evidenti, mai avvenute in passato.
Ma questo art.24c.6., quando applicato tramite il Piano Straordinario ai Ricercatori a Tempo Indeterminato (ossia non appena parte la idoneità nazionale, e teoricamente potrebbe essere al 31 gennaio, se non fosse che mancano ancora piccoli pezzi per i criteri etc), crea subito queste discriminazioni anticostituzionali inusitate. Il costo della promozione è di circa 25mila Euro. La valutazione viene usata solo per personale interno delle Univ Virtuose, quindi non puo’ essere usata da un Ricercatore in servizio in sede non Virtuosa. Per un esterno, c’e’ la modesta possibilità di sperare nel trasferimento, ossia nell’altro tipo di percorso, l’art.18 (che scelta sventurata!), ossia la “Chiamata docente”. Questo un vero concorso aperto, ma che per essere bandito deve mettere a budget una cifra 4 volte piu’ alta, e che comunque non si sa se verrà davvero attivato, in quanto non si capiscono le conseguenze di non rispettare il vincolo di almeno 20% di posti chiamati con questo criterio.
Notate quindi che il problema di costituzionalità non è SOLO nel Piano Straordinario (che discrimina le Università e quindi gli individui dando risorse solo ad alcuni), ma proprio nell’art.24.c.6 della Legge Gelmini, che rende la valutazione attivabile solo se ci sono soldi. Questo anche a regime. In futuro (per i primi 6 anni della attivazione della Legge Gelmini), quando uno vorrà passare associato o ordinario, potrà contare sulla valutazione ex. Art.24c.6 se ci sono soldi in cassa dell’Università, e siccome questo avverrà sulla base di criteri comunque aziendalistici, sarà sempre attaccabile. Vi pare normale? Potrà partecipare a “Chiamata di docente” nelle sedi che lo vogliano fare.
Ma finora, persino nel concorso locale ad una sola idoneità, mai e poi mai, si era limitato l’accesso a tutti gli aventi diritto.
Una cosa che appare sempre piu’ chiara a tutti. Mi dispiace di essere stato il primo a notarlo, ho attirato a me anche troppa attenzione, e persino il Mio Rettore si lamenta che tanti Rettori parlano nervosamente di me.
Notate subito che il problema NON sparirà mai. Oggi viene chiamata sede Virtuosa e non virtuosa, ma comunque, domani una amministrazione avrà i soldi, e un’altra no. Quindi la discriminazione è nel fatto che a parità di funzione ricoperta, per un soggetto X può essere attivata una “valutazione”, per un altro no! Questo non era mai successo. I concorsi partivano per tutti! Non riesco ad essere ancora piu’ chiaro?
In definitiva, mentre i Parlamentari Pugliesi si apprestano a fare un emendamento al MilleProroghe che a nulla serve, dato che il parametro del 90% sarà superato dal DM di attuazione del art.5 Legge Gelmini che fisserà il nuovo parametro al 80%, a meno di non avere un effetto di ottenere una compensazione nel 2012 (cosa cui poco credo), il quadro che si disegna è triste, un quadro di ricorsi TAR a tutti i livelli.
A meno di non far subito una modifica della legge Gelmini, anche per Decreto Legge, e almeno per l’art.24.c.6. Noi come gruppo di discussione “Humboldtiani”, avevamo suggerito di fare una idoneità nazionale a graduatoria progressiva di merito, in modo da fare un solo concorso ogni 2 anni, e poi al limite una valutazione locale tra candidati --- ma la discriminazione a quel punto viene meno, in quanto con una graduatoria, alcuni hanno piu’ diritto di altri, i meritevoli!
Basta con i “virtuosi”, torniamo ai meritevoli!
Prof. Michele Ciavarella
Politecnico non virtuoso di BARI
Mercoledi’ 25 Gennaio 2012.
Allegato I FFO 2008 – 2011
Var – Var_media [%] ATENEI
50,1% Scuola IMT - Istituzioni, Mercati, Tecnologie - Alti Studi - LUCCA
36,8% U. ds de L'AQUILA
16,8% U. dsd TRENTO
10,9% U. ds del SANNIO di BENEVENTO
10,7% Poli di TORINO
9,8% U. dsd MACERATA
8,7% U. ds "Magna Graecia" di CATANZARO
8,3% U. dsd ROMA "Foro Italico"
7,4% Poli di MILANO
6,6% U. "Ca' Foscari" di VENEZIA
5,8% U. dsd ROMA "Tor Vergata"
5,3% Scuola Normale Superiore di PISA
5,2% U. ds INSUBRIA Varese-Como
5,2% Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di TRIESTE
5,1% U. ds ROMA TRE
4,9% Scuola Sup. di Studi Univ. e Perfezionamento S.Anna di PISA
4,9% U. per Stranieri di PERUGIA
4,1% U. dsd UDINE
4,0% U. dsd MILANO-BICOCCA
3,9% U. dsd BERGAMO
3,7% U. dsd FERRARA
3,2% U. dsd VERONA
3,0% U. dsd MILANO
3,0% U. ds del PIEMONTE ORIENTALE "A. Avogadro"-Vercelli
2,2% U. dsd SIENA
2,2% U. dsd MODENA e REGGIO EMILIA
2,1% U. dsd BOLOGNA
1,9% U. dsd BRESCIA
1,9% U. dsd PAVIA
1,8% U. dsd PADOVA
1,7% U. dsd CAMERINO
1,4% U. per Stranieri di SIENA
1,4% U. della CALABRIA
1,1% U. ds della TUSCIA
0,6% U. dsd TORINO
0,5% U. Politecnica delle MARCHE
0,3% U. ds "G. d'Annunzio" CHIETI-PESCARA
0,2% U. dsd FIRENZE
-0,4% U. dsd PISA
-0,5% U. dsd PARMA
-0,5% U. dsd GENOVA
-0,7% U. ds del MOLISE
-1,0% U. ds "Mediterranea" di REGGIO CALABRIA
-1,5% SUM - Istituto Italiano di SCIENZE UMANE di FIRENZE
-1,6% U. dsd NAPOLI "Parthenope"
-1,7% U. dsd PERUGIA
-2,4% U. dsd BASILICATA
-2,5% U. dsd SALERNO
-2,6% U. dsd FOGGIA
-2,7% U. dsd TRIESTE
-2,9% Poli di BARI
-3,0% U. dsd CASSINO
-3,5% U. dsd URBINO "Carlo BO"
-3,6% I.U.S.S. - Istituto Universitario di Studi Superiori - PAVIA
0,3% TOTALE
-4,8% U. dsd TERAMO
-5,0% U. dsd ROMA "La Sapienza"
-5,1% Seconda U. dsd NAPOLI
-5,2% U. ds del SALENTO
-5,2% U. dsd NAPOLI "Federico II"
-5,3% U. IUAV di VENEZIA
-5,4% U. dsd CATANIA
-5,7% U. dsd CAGLIARI
-5,9% U. dsd BARI
-5,9% U. dsd SASSARI
-6,7% U. dsd NAPOLI "L'Orientale"
-7,2% U. dsd MESSINA
-7,2% U. dsd PALERMO
Caro Nicola (Colaianni),
Ti ringrazio della opportunità della domanda al Grande Prof. Zagrebelsky, che ha voluto gentilmente rispondermi come Illustre Professore! La Sua risposta è stata bellissima, di altissimo profilo, e credo anche grazie alla mia domanda, che parte dal fatto che la Università italiana ha una storia millenaria, che si è sempre generalmente espansa, andando a coprire in modo sempre più capillare il territorio, come una rete sanguigna fornisce di sangue le varie parti del corpo.
Naturalmente, domandatevi negli USA quante sono le Università. Quelle un minimo conosciute, almeno dal database di “8868 Universities in 203 countries” http://univ.cc/world.php, sono 91 in Italia, ma 87 in Argentina, 80 in Bangladesh, 159 in Brasile, 36 in Costa Rica, 43 in Ecuador, 258 in Francia, 280 in Germania, 310 in India, 567 in Giappone, 148 in Messico, 131 in Polonia, 165 in UK, 181 solo in California, e quindi da quando la sciagurata Riforma Ruberti del 1989 (eppure Ruberti è ricordato come uno dei migliori Ministri!), ha introdotto l’autonomia con l’idea di responsabilizzare, e appellandosi persino alla Costituzione art.33 (e qui chiederei lumi al Prof. Zagrebelsky su cosa intendevano i Padri Costituenti con tale articolo al comma Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato). Cosa si intendeva proteggere?
Già finora per colpa dell’autonomia “le sedi hanno invaso la sfera dello stato giuridico dei docenti, con interpretazioni più o meno forzate di norme dello Stato riguardanti aspetti dello stato giuridico e, in particolare, retributivo e pensionistico. Si è così creata una giungla di diversificati diritti, doveri, aspetti retributivi e pensionistici tali da poter dire che lo “stato giuridico” dei docenti universitari è ormai uno “stato confusionale”. http://alpaglia.xoom.it/alberto_pagliarini/statogiuridicostatoconfusionale.htm
Ma adesso si sta facendo molto di più, trasformando le Università in senso “aziendalistico” come dice giustamente Zagrebelsky nella sua risposta, facendo ben altro che “Cultura”, e facendo un uso smodato di slogan delle “tre i” che tutto portano tranne che reale beneficio.
Io che ho visto il sistema tedesco, mi sembra cristallizzato a quello italiano degli anni 80. Senza grandi sofferenze, anzi! Più che a responsabilizzare, l'autonomia finanziaria è servita a tagliare i fondi del ministero: nel '94 con l'aumento generalizzato delle tasse in tutti gli atenei, quando il carico sugli studenti è passato dal 3% al 20% e il gettito proveniente dalla tassazione da 400 a 1200 miliardi. L'autonomia finanziaria ha anche significato in questi anni un impegno sfrenato delle università nel "rastrellare" finanziamenti dai privati interessati finalizzati a condizioni circostanziate e immediate.
Poi si è cominciato a parlare in certi ambienti del fatto che le Università fossero “troppe”, nonostante fossimo ben lungi dagli obiettivi annunciati nella Riforma 3+2 di raddoppiare almeno il numero di laureati per allinearci in Europa.
E’ cominciata allora una fase di contrazione di spesa e tentativo di contrarre numero di sedi. Ora dove stiamo andando, a tagliare 3 università su 4 in Puglia?
Come dice giustamente Nicola Costantino, che pero’ purtroppo lo ha pubblicato solo ina una Email ad un giornale online, in merito alla classifica annuale del “Sir” (Scimago Institutions Rankings), il SIR 2010 World Report, la più completa classifica delle istituzioni di ricerca nel mondo, che ne ha valutate 2.833, tra cui 55 università pubbliche italiane. Il Report, oltre a misurare la quantità complessiva di ricerca prodotta (dato questo che naturalmente privilegia le istituzioni più grandi, che non sono necessariamente le più efficienti e prestigiose, ed è di per sé poco significativo) ne ha valutato la qualità, attraverso il loro impatto scientifico normalizzato (NI - Karolinska Intitutet). In questa classifica il Politecnico di Bari è al 17° posto in Italia, alle spalle di 15 università pubbliche settentrionali (al primo posto c’è l’Università di Verona, seguita da quelle di Brescia e di Trento) e dell’Università del Sannio, ma davanti a 17 altre università del centro-nord (tra le quali anche il Politecnico di Milano) e (con un sensibile distacco) a tutte le altre università del centro-sud (21), comprese le tre di Roma e le tre di Napoli.
L’impatto normalizzato del Politecnico di Bari è pari a 1,30: ciò significa che i suoi risultati scientifici (valutati attraverso le pubblicazioni internazionali) sono del 30% superiori alla media mondiale nei suoi ambiti disciplinari. Ritengo che questo risultato, del quale voglio complimentarmi con tutti i nostri professori e ricercatori, strutturati e non, sia più significativo delle classifiche fondate sulla capacità di attrarre finanziamenti alla ricerca, spesso falsate da fattori indipendenti dalla qualità del nostro lavoro. Potete accedere al file della classifica cliccando qui: ClassificaSir2010.
Quindi, siamo lontani da Harvard che è a 4, ma siamo in italia molto vicini uno all’altro, e ci facciamo una guerra fratellicida, piuttosto che unirci semmai in battaglia almeno verso l’Europa e poi verso le grandi università statunitensi (specie nel modello pubblico Californiano, che qualcuno una volta aveva tentato di proporre come modello di Università Europea).
Ma leggiamo da quando si è fatta la “meritocrazia” delle classifiche, che è successo. Prendendo dal 2008 al 2011, la variazione media è stata una discesa del 7%, ma all’interno della media, ci sono grandi variazioni! La scuola di Lucca ha avuto un bel +50%, Aquila un 37%, Trento che già è ricchissima per trasferimenti dalla Provincia, un 17%, e infine tra le grandissime, il Politecnico di TORINO svetta per un enorme incremento del 11%. Virtuosissimo!
Udine ha avuto +4, quindi se l’anno scorso aveva sforato il 90%, evidentemente ha esagerato a reclutare quache unità di personale in più. E questo è tuttavia motivo di esclusione da un Piano Straordinario?
Ricorderete come nascque il criterio del 90%. In un rapporto Muraro, che parla delle università sovra e sotto finanziate, voluto da Padoa Schioppa e Prodi, si indico la strada del riequilibrio. Quindi si vollero, giustamente, finanziare di più le Università che lo avevano sfondato, violando la Legge, perché avevano mostrato sofferenza. Insomma, il bicchiere lo vedi mezzo pieno e mezzo vuoto, ma tutto questo non può essere un gioco!
Era il modello usato dalla sinistra in altre parole, e funzionava in modo diametralmente opposto a quello di oggi, andrebbe studiato un paragone più da vicino.
In ogni caso, a pensare di valutare gli atenei tramite i “processi” sugli studenti (didattica) o sulla Scienza (la ricerca), o anche sui “Prodotti” (laureati, o pubblicazioni, rispettivamente), si fa un gioco pericoloso, che non ha una soluzione unica, e che perde di vista il valore di lunghissimo respiro e di lunghissimo periodo che ha la Cultura. Senza voler fare l’esempio drastico di Cuba, che spende il 20% del PIL in educazione, ha quasi solo canali televisivi educativi e in questo senso 13 mila Università, e che quindi è poverissima, ma ha una Cultura incredibile come tutti possono riscontrare facendo domande di ogni tipo a tassisti, camerieri, e gente per strada qualsiasi, pensiamo almeno al modello USA. Scrivevo io nel mio sarcastico “Manuale del Rettore Virtuoso” del 2008, che non ho mai ben pubblicato, ma che vi riallego perché quanto mi ha risposto Zagrebelsky mi pare perfettamente allineato a quello spirito, che gli Alumni di MIT guidano aziende che hanno fatturati combinati stimati intorno ai 2 triliardi di dollari, ossia il PIL della Francia, superiore a quello italiano . Ecco un parametro che misurerei come “virtuoso”, ma certo è più difficile da misurare di quelli proposti finora, visto che richiede di avere un database di tutti i laureati, e di seguirne i loro percorsi professionali (cosa che le Università americane fanno per necessità, poichè da chi ha successo provengono i fondi per le donazioni di miliardi di dollari di cui dispongono, ognuna). Insomma, di circuiti virtuosi ce ne sono, ma richiedono maggiore serietà e impegno.
Leggete cosa scrivevo nel 2009:-
Mi è venuto quindi spontaneo un dubbio, e cioè che le nuove norme “meritocratiche” del “Pacchetto Università” varato nel Luglio 2009, con la classifica delle Università “virtuose”, non siano il primo concreto e tangibile incentivo a generare decisi effetti collaterali, accrescendo e rendendo “virtuosa” la svendita delle lauree, degli esami, e dei voti, senza curare la malattia. Con il risultato di rendere la vita molto più difficile a chi studia seriamente e intende distinguersi, nonchè l’alimentazione o persino la creazione di un mercato del lavoro ultra-flessibile ma dequalificato. Tutto questo, magari in buona fede del Ministro, e per mancanza di opportune contromisure e retroazioni. E allora ho tentato di studiare con metodo scientifico, da Ingegnere, i dati sui laureati, e sul mercato del lavoro, incrociando alcuni in modo a me pare originale.
Mi pare profetico, se non fosse che lo aveva già scritto Calamandrei ben prima di me negli anni 50 nel famoso discorso in difesa della Scuola Pubblica.
Ma parlando con Luigi Mangialardi, le discriminazioni costituzionali inusitate introdotte dalla legge Gelmini con l’art.24c.6, sono apparse evidenti, e del tutto corrispondenti al caso del Maresciallo dei Carabinieri che può passare di grado solo se si trova nella Caserma “virtuosa” di Roma Tiburtina che facevo, e che pure Michele Napolitano trovava esempio sbagliato.
E’ proprio cosi’ !! Per quanto assurdo.
La “valutazione” art.24.c.6 nasce come “ad personam” del “Ricercatore a Tempo Determinato di tipo B” che ha un budget certo per 15 anni, ma un contratto per 5 anni (quindi è un precario), e che, se supera la idoneità nazionale a lista aperta, può essere chiamato, se le risorse della Amministrazione consentono di attivare questa procedura, ad un passaggio di livello (ossia ad Associato). In questo caso, una stabilizzazione di precari non per concorso interno, come si fa in genere, ma per “promozione” come in un militare che venga promosso per semplice valutazione senza un vero concorso. Tuttavia, non credo che un militare, tranne eccezioni per meriti speciali, possa essere promosso, magari “sul campo”, solo in funzione delle disponibilità economiche della sua Caserma, anche perché probabilmente le Caserme non godono di Autonomia finanziaria come, invece purtroppo, le Università dopo la Riforma Ruberti.
Non sono perfettamente al corrente di quanto “costa” il Ric. A Tempo Det. di tipo B, e se il suo passaggio ad Associato ha un costo, ma certamente finchè alcune amministrazioni avranno più risorse di altre, questo passaggio da ora in poi genera discriminazioni evidenti, mai avvenute in passato.
Ma questo art.24c.6., quando applicato tramite il Piano Straordinario ai Ricercatori a Tempo Indeterminato (ossia non appena parte la idoneità nazionale, e teoricamente potrebbe essere al 31 gennaio, se non fosse che mancano ancora piccoli pezzi per i criteri etc), crea subito queste discriminazioni anticostituzionali inusitate. Il costo della promozione è di circa 25mila Euro. La valutazione viene usata solo per personale interno delle Univ Virtuose, quindi non puo’ essere usata da un Ricercatore in servizio in sede non Virtuosa. Per un esterno, c’e’ la modesta possibilità di sperare nel trasferimento, ossia nell’altro tipo di percorso, l’art.18 (che scelta sventurata!), ossia la “Chiamata docente”. Questo un vero concorso aperto, ma che per essere bandito deve mettere a budget una cifra 4 volte piu’ alta, e che comunque non si sa se verrà davvero attivato, in quanto non si capiscono le conseguenze di non rispettare il vincolo di almeno 20% di posti chiamati con questo criterio.
Notate quindi che il problema di costituzionalità non è SOLO nel Piano Straordinario (che discrimina le Università e quindi gli individui dando risorse solo ad alcuni), ma proprio nell’art.24.c.6 della Legge Gelmini, che rende la valutazione attivabile solo se ci sono soldi. Questo anche a regime. In futuro (per i primi 6 anni della attivazione della Legge Gelmini), quando uno vorrà passare associato o ordinario, potrà contare sulla valutazione ex. Art.24c.6 se ci sono soldi in cassa dell’Università, e siccome questo avverrà sulla base di criteri comunque aziendalistici, sarà sempre attaccabile. Vi pare normale? Potrà partecipare a “Chiamata di docente” nelle sedi che lo vogliano fare.
Ma finora, persino nel concorso locale ad una sola idoneità, mai e poi mai, si era limitato l’accesso a tutti gli aventi diritto.
Una cosa che appare sempre piu’ chiara a tutti. Mi dispiace di essere stato il primo a notarlo, ho attirato a me anche troppa attenzione, e persino il Mio Rettore si lamenta che tanti Rettori parlano nervosamente di me.
Notate subito che il problema NON sparirà mai. Oggi viene chiamata sede Virtuosa e non virtuosa, ma comunque, domani una amministrazione avrà i soldi, e un’altra no. Quindi la discriminazione è nel fatto che a parità di funzione ricoperta, per un soggetto X può essere attivata una “valutazione”, per un altro no! Questo non era mai successo. I concorsi partivano per tutti! Non riesco ad essere ancora piu’ chiaro?
In definitiva, mentre i Parlamentari Pugliesi si apprestano a fare un emendamento al MilleProroghe che a nulla serve, dato che il parametro del 90% sarà superato dal DM di attuazione del art.5 Legge Gelmini che fisserà il nuovo parametro al 80%, a meno di non avere un effetto di ottenere una compensazione nel 2012 (cosa cui poco credo), il quadro che si disegna è triste, un quadro di ricorsi TAR a tutti i livelli.
A meno di non far subito una modifica della legge Gelmini, anche per Decreto Legge, e almeno per l’art.24.c.6. Noi come gruppo di discussione “Humboldtiani”, avevamo suggerito di fare una idoneità nazionale a graduatoria progressiva di merito, in modo da fare un solo concorso ogni 2 anni, e poi al limite una valutazione locale tra candidati --- ma la discriminazione a quel punto viene meno, in quanto con una graduatoria, alcuni hanno piu’ diritto di altri, i meritevoli!
Basta con i “virtuosi”, torniamo ai meritevoli!
Prof. Michele Ciavarella
Politecnico non virtuoso di BARI
Mercoledi’ 25 Gennaio 2012.
Allegato I FFO 2008 – 2011
Var – Var_media [%] ATENEI
50,1% Scuola IMT - Istituzioni, Mercati, Tecnologie - Alti Studi - LUCCA
36,8% U. ds de L'AQUILA
16,8% U. dsd TRENTO
10,9% U. ds del SANNIO di BENEVENTO
10,7% Poli di TORINO
9,8% U. dsd MACERATA
8,7% U. ds "Magna Graecia" di CATANZARO
8,3% U. dsd ROMA "Foro Italico"
7,4% Poli di MILANO
6,6% U. "Ca' Foscari" di VENEZIA
5,8% U. dsd ROMA "Tor Vergata"
5,3% Scuola Normale Superiore di PISA
5,2% U. ds INSUBRIA Varese-Como
5,2% Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di TRIESTE
5,1% U. ds ROMA TRE
4,9% Scuola Sup. di Studi Univ. e Perfezionamento S.Anna di PISA
4,9% U. per Stranieri di PERUGIA
4,1% U. dsd UDINE
4,0% U. dsd MILANO-BICOCCA
3,9% U. dsd BERGAMO
3,7% U. dsd FERRARA
3,2% U. dsd VERONA
3,0% U. dsd MILANO
3,0% U. ds del PIEMONTE ORIENTALE "A. Avogadro"-Vercelli
2,2% U. dsd SIENA
2,2% U. dsd MODENA e REGGIO EMILIA
2,1% U. dsd BOLOGNA
1,9% U. dsd BRESCIA
1,9% U. dsd PAVIA
1,8% U. dsd PADOVA
1,7% U. dsd CAMERINO
1,4% U. per Stranieri di SIENA
1,4% U. della CALABRIA
1,1% U. ds della TUSCIA
0,6% U. dsd TORINO
0,5% U. Politecnica delle MARCHE
0,3% U. ds "G. d'Annunzio" CHIETI-PESCARA
0,2% U. dsd FIRENZE
-0,4% U. dsd PISA
-0,5% U. dsd PARMA
-0,5% U. dsd GENOVA
-0,7% U. ds del MOLISE
-1,0% U. ds "Mediterranea" di REGGIO CALABRIA
-1,5% SUM - Istituto Italiano di SCIENZE UMANE di FIRENZE
-1,6% U. dsd NAPOLI "Parthenope"
-1,7% U. dsd PERUGIA
-2,4% U. dsd BASILICATA
-2,5% U. dsd SALERNO
-2,6% U. dsd FOGGIA
-2,7% U. dsd TRIESTE
-2,9% Poli di BARI
-3,0% U. dsd CASSINO
-3,5% U. dsd URBINO "Carlo BO"
-3,6% I.U.S.S. - Istituto Universitario di Studi Superiori - PAVIA
0,3% TOTALE
-4,8% U. dsd TERAMO
-5,0% U. dsd ROMA "La Sapienza"
-5,1% Seconda U. dsd NAPOLI
-5,2% U. ds del SALENTO
-5,2% U. dsd NAPOLI "Federico II"
-5,3% U. IUAV di VENEZIA
-5,4% U. dsd CATANIA
-5,7% U. dsd CAGLIARI
-5,9% U. dsd BARI
-5,9% U. dsd SASSARI
-6,7% U. dsd NAPOLI "L'Orientale"
-7,2% U. dsd MESSINA
-7,2% U. dsd PALERMO
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domenica 22 gennaio 2012
promesse FASULLE e Piano Vero di Riforma RADICALE dell'Universita', in contrasto con costituzione, principi di Piero Calamandre, con downgrade Italia!
Carissimi
leggendo tra le righe del nuovo decreto lampo del Ministro Profumo, riportato dal Sole24ore di ieri, di cui sotto, sembra di capire che in cambio alla apertura di fatto al progressivo smantellamento della università pubblica come la intendiamo noi, con valore legale del titolo etc., passi anche un emendamento al Decreto Milleproroghe, che sbloccherebbe alle Università non virtuose. Certo, non in senso retroattivo.
E vi domanderete, come mai adesso questo sblocco, quando cose quasi uguali le diceva la molto simile Proposta di legge Ghizzoni C. 4648 Presentata il 27 settembre 2011, che pur essendo stata presentata “prima” del DM del trasferimento dei fondi del Piano Straordinario (ossia in tempo per evitare la distribuzione solo alle Università Virtuose, come è avvenuto poi il 15 Dicembre 2011), non ha avuto alcun esito?
Cosa è cambiato? Non sono mica tanto pazzo da credere che una lettera che ho scritto al Sole24ore, o la lettera di 15 Ministri, che chiede una compensazione per una ingiustizia su individui colpevoli o l'appello ad andare al TAR con molti piu' argomenti siano stati influenti sulla Commissione Istruzione della Camera, di cui fa parte ad es. l'on. Pierluigi Lazzazzera.
L'emendamento sbloccherebbe il tetto del 90% di rapporto spesa/finanziamento FFO, ma questo guarda caso tutti dicono verrà superato ampiamente (almeno dal 73% delle Universita' ) da tutti. Quindi cio' non toglie che si fara' invece affidamento a quanto Profumo dichiaro' in CRUI, ossia che dal 2012 i fondi sarebbero stati invece assegnati tenendo conto delle nuove regole di sostenibilità economico-finanziaria, in corso di definizione.
I Rettori non virtuosi, in realtà, avevano chiesto proprio questo, anche se chiedendo una cosa ancora in definizione, si da un assegno in bianco!
In definitiva, la partita la tiene saldamente in mano Profumo, e tutto e' assolutamente bloccato perche' anche il decreto idoneita' nazionale manca di requisiti fondamentali sui criteri e sui parametri.
Non vi e' una sola categoria contenta.
Un ennesimo trucco contabile, che stavolta io vedo in anticipo solo per intuito, o lo vedete tutti?
Tutto sta nascosto nell'attuazione dell'articolo 5,comma 4, lettera e) della legge n. 240 del 2010, il sistema di contabilita' economico-patrimoniale e analitica, il piano triennale di sostenibilita‘ e di riequilibrio, il limite massimo all'indebitamento, il costo standard unitario di formazione per studente in corso, la previsione della declaratoria di dissesto finanziario, la disciplina delle conseguenze del dissesto finanziario, il commissariamento dell'ateneo, e piano di rientro finanziario, con fondo di rotazione tra atenei.
Un passettino inesistente indietro sulla divisione Univv Virtuose e Non Virtuose, pagato con 100 passi avanti verso lo smantellamento, la possibilità di commissariare, di mettere piani di rientro etc. etc.
Il piano di Giavazzi e Roberto Perotti, leggete il 2003 quando la Gelmini non aveva ancora preso lezioni da loro 2, che essendo Bocconiani come Monti, non crederete siano in conflitto di interessi spero, come non lo sara' Profumo a salvare PoliTO da questi criteri che nascono ogni giorno nuovi !
E' questo il vero piano Gelmini-Profumo, si chiamava diversamente nel 2003
Per una riforma radicale dell'università
di Roberto Perotti 20.11.2003
Leggete:
Il sistema universitario italiano non è più riformabile. Serve un cambiamento globale che spazzi via concorsi, valore legale della laurea, accesso gratuito, finanziamento assicurato e posto a vita per i docenti. Da sostituire con il riconoscimento del ruolo centrale della ricerca e con la consapevolezza che ogni ateneo deve assumersi la responsabilità delle sue scelte didattiche e organizzative. Solo così si svilupperà una competizione capace di premiare i ricercatori e le sedi migliori e garantire più efficienza e più equità. Come già avviene in Gran Bretagna.
Il ricorso al TAR per ora e' l'unica arma efficace per tentare alla disperata di fermare lo smantellamento progressivo delle Università , in particolare poi 3 della Puglia.
In definitiva, sul Piano si sta scatenando un butiferio legislativo innescato dalla Legge Gelmini di tale complessità che forse involontariamente gli ideatori del piano, di orientamento molto vicino a quello del ventennio del secolo scorso, hanno perso di vista, non avendo letto mai Piero Calamandri, i padri veri della Resistenza, e gli estensori della ns nobile Costituzione.
A questo fine, le segnalo
1) che ho presentato insieme con altri firmatari un appello ai Rettori Non Virtuosi a ricorrere al TAR per avere invece “subito” il blocco del finanziamento della prima tranche, già pubblicato
2) che comunque l'applicazione dell'art.24 c.6, che era inteso in origine della Legge Gelmini ai (Ricercatori a Tempo Determinato "tenure track", di nuova istituzione, e non a quelli indeterminati, sia probabilmente di per se incostituzionale, sia nell'uso per il Piano Straordinario, sia per l'uso futuro per i Ricercatori a Tempo Determinato. Si tratta infatti di una ope legis interna, che bypassa chi ha idoneità nazionale ma non ha vinto in passato un concorso a Ricercatore di Tipo B.
Nel Piano Straordinario, l'art.24c.6 può essere usato fino al 50% dei fondi, ma altri interni possono passare anche dai bandi ex art.18 (il vero concorso per "Chiamata dei Professori" come lo chiama la Legge Gelmini), di cui solo il 40% dei posti è riservato ad esterni, peraltro con modalità di funzionamento non chiare per la spesa dei budget, e ancora meno chiare contravvenzioni a chi non applicasse questa riserva per gli esterni.
In pratica, l'art.24c.6 nell'intenzione originaria della Legge Gelmini è un vero concorso interno per stabilizzare precari, nella peggiore tradizione italiana (si veda come la Corte Costituzionale sta restringendo e diffidandone l’uso su wikipedia) che potrebbe ingenerare enorme disordine, che a sua volta nasconde il fatto che i posti da Ricercatori di Tipo B li stanno avendo e li avranno solo le Università Virtuose, o per meglio dire ricche (in genere del Nord).
Nella versione di usarlo per il Piano Straordinario, esso diventa un concorso riservato (non piu' una valutazione di un singolo che è precario, ma ha un budget garantito dalla Università), quindi meno anticostituzionale da un certo punto di vista rispetto ad altri che non hanno la stessa categoria, ma molto piu' anticostituzionale da un altro punto di vista, ossia che essendo a disposizione solo di ricercatori a tempo indeterminato delle Università Virtuose, di fatto fa una discriminazione molto piu' arbitraria e inusitata! Molto simile ad un concorso per Carabinieri solo della Caserma "virtuosa" di Roma Tiburtina!
Ledendo gli Art. 3 (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…), e 97 (I pubblici uffici sono organizzati …assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione).
Nel caso l'emendamento millepropoghe passasse solo per l'anno prossimo, cosa succede dei concorsi che vengono banditi solo quest'anno? Rimangono anticostituzionali, e quindi soggetti, come riconosciuto in sostanza sia dalla proposta di Legge Ghizzoni, sia dall'emendamento al Milleproroghe. Non e' meglio che i Rettori siano responsabili, e vadano al TAR subito, visto che ci sarebbero altrimenti tonnellate di ricorsi individuali?
la premessa per accreditamenti non automatici e quindi per modificare “radicalmente” l’Università, come scriveva Roberto Perotti nel 2003 su Lavoce.Info (chiendeno peraltro di eliminare i “concorsi”), corrispondono forse ad un piano preciso e non ben noto, o il Ministro Profumo vuole un attimo ragionare e condividere? Non si adduca la scusa del governo di emergenza Salva Paese, dato che i posti a concorso per associati sono nominalmente molti, e questo chiederebbe una certa cautela amministrativa. Come diceva Tabellini su Profumo in questo giornale, le logiche di Profumo divergono da quelle di Monti.
La valanga di provvedimenti sono possibili perchè erano tutte in cantiere da tempo, e corrispondono al piano di abbandonare alcune Università al loro destino, come dicevano Giavazzi e Alesina nei dibattiti su LaVoce.info del 2003, in quel caso per promuovere la nascita di IIT con enorme finanziamento, salvo entrare nel board dello stesso. Tuttavia, oggi quell'auspicio di abbandonare le Università al proprio destino sembra particolarmente colpire alcune regioni, come per es la Puglia, che ha ben 3 su 4 Università pubbliche "non virtuose" ossia con il parametro tra spese personale e Fondo di Funzionamento Ordinario assegnato dal Ministero, oltre l'90%. Reagiranno con forza, o sperano ancora di inseguire il Ministro, e il Piano che c’e’ dietro, con emendamenti fuori tempo, volta per volta, e volta per volta vederseli annullare o rendere inefficaci comunque?
La questione mi pare allora strategica, stiamo parlando di un piano e di una Legge Gelmini che corrisponde alla nostra Costituzione, o che vuole rendere intere aree del Paese meno sviluppate, meno "virtuose"? E se questo si fa, è la linea ufficiale del governo Monti? O invece porterà l'intero Paese verso una classificazione di "non virtuosità", stavolta sotto il profilo economico finanziario che ci danno le agenzie di rating, ossia in crollo verticale?
saluti, Michele Ciavarella
leggendo tra le righe del nuovo decreto lampo del Ministro Profumo, riportato dal Sole24ore di ieri, di cui sotto, sembra di capire che in cambio alla apertura di fatto al progressivo smantellamento della università pubblica come la intendiamo noi, con valore legale del titolo etc., passi anche un emendamento al Decreto Milleproroghe, che sbloccherebbe alle Università non virtuose. Certo, non in senso retroattivo.
E vi domanderete, come mai adesso questo sblocco, quando cose quasi uguali le diceva la molto simile Proposta di legge Ghizzoni C. 4648 Presentata il 27 settembre 2011, che pur essendo stata presentata “prima” del DM del trasferimento dei fondi del Piano Straordinario (ossia in tempo per evitare la distribuzione solo alle Università Virtuose, come è avvenuto poi il 15 Dicembre 2011), non ha avuto alcun esito?
Cosa è cambiato? Non sono mica tanto pazzo da credere che una lettera che ho scritto al Sole24ore, o la lettera di 15 Ministri, che chiede una compensazione per una ingiustizia su individui colpevoli o l'appello ad andare al TAR con molti piu' argomenti siano stati influenti sulla Commissione Istruzione della Camera, di cui fa parte ad es. l'on. Pierluigi Lazzazzera.
L'emendamento sbloccherebbe il tetto del 90% di rapporto spesa/finanziamento FFO, ma questo guarda caso tutti dicono verrà superato ampiamente (almeno dal 73% delle Universita' ) da tutti. Quindi cio' non toglie che si fara' invece affidamento a quanto Profumo dichiaro' in CRUI, ossia che dal 2012 i fondi sarebbero stati invece assegnati tenendo conto delle nuove regole di sostenibilità economico-finanziaria, in corso di definizione.
I Rettori non virtuosi, in realtà, avevano chiesto proprio questo, anche se chiedendo una cosa ancora in definizione, si da un assegno in bianco!
In definitiva, la partita la tiene saldamente in mano Profumo, e tutto e' assolutamente bloccato perche' anche il decreto idoneita' nazionale manca di requisiti fondamentali sui criteri e sui parametri.
Non vi e' una sola categoria contenta.
Un ennesimo trucco contabile, che stavolta io vedo in anticipo solo per intuito, o lo vedete tutti?
Tutto sta nascosto nell'attuazione dell'articolo 5,comma 4, lettera e) della legge n. 240 del 2010, il sistema di contabilita' economico-patrimoniale e analitica, il piano triennale di sostenibilita‘ e di riequilibrio, il limite massimo all'indebitamento, il costo standard unitario di formazione per studente in corso, la previsione della declaratoria di dissesto finanziario, la disciplina delle conseguenze del dissesto finanziario, il commissariamento dell'ateneo, e piano di rientro finanziario, con fondo di rotazione tra atenei.
Un passettino inesistente indietro sulla divisione Univv Virtuose e Non Virtuose, pagato con 100 passi avanti verso lo smantellamento, la possibilità di commissariare, di mettere piani di rientro etc. etc.
Il piano di Giavazzi e Roberto Perotti, leggete il 2003 quando la Gelmini non aveva ancora preso lezioni da loro 2, che essendo Bocconiani come Monti, non crederete siano in conflitto di interessi spero, come non lo sara' Profumo a salvare PoliTO da questi criteri che nascono ogni giorno nuovi !
E' questo il vero piano Gelmini-Profumo, si chiamava diversamente nel 2003
Per una riforma radicale dell'università
di Roberto Perotti 20.11.2003
Leggete:
Il sistema universitario italiano non è più riformabile. Serve un cambiamento globale che spazzi via concorsi, valore legale della laurea, accesso gratuito, finanziamento assicurato e posto a vita per i docenti. Da sostituire con il riconoscimento del ruolo centrale della ricerca e con la consapevolezza che ogni ateneo deve assumersi la responsabilità delle sue scelte didattiche e organizzative. Solo così si svilupperà una competizione capace di premiare i ricercatori e le sedi migliori e garantire più efficienza e più equità. Come già avviene in Gran Bretagna.
Il ricorso al TAR per ora e' l'unica arma efficace per tentare alla disperata di fermare lo smantellamento progressivo delle Università , in particolare poi 3 della Puglia.
In definitiva, sul Piano si sta scatenando un butiferio legislativo innescato dalla Legge Gelmini di tale complessità che forse involontariamente gli ideatori del piano, di orientamento molto vicino a quello del ventennio del secolo scorso, hanno perso di vista, non avendo letto mai Piero Calamandri, i padri veri della Resistenza, e gli estensori della ns nobile Costituzione.
A questo fine, le segnalo
1) che ho presentato insieme con altri firmatari un appello ai Rettori Non Virtuosi a ricorrere al TAR per avere invece “subito” il blocco del finanziamento della prima tranche, già pubblicato
2) che comunque l'applicazione dell'art.24 c.6, che era inteso in origine della Legge Gelmini ai (Ricercatori a Tempo Determinato "tenure track", di nuova istituzione, e non a quelli indeterminati, sia probabilmente di per se incostituzionale, sia nell'uso per il Piano Straordinario, sia per l'uso futuro per i Ricercatori a Tempo Determinato. Si tratta infatti di una ope legis interna, che bypassa chi ha idoneità nazionale ma non ha vinto in passato un concorso a Ricercatore di Tipo B.
Nel Piano Straordinario, l'art.24c.6 può essere usato fino al 50% dei fondi, ma altri interni possono passare anche dai bandi ex art.18 (il vero concorso per "Chiamata dei Professori" come lo chiama la Legge Gelmini), di cui solo il 40% dei posti è riservato ad esterni, peraltro con modalità di funzionamento non chiare per la spesa dei budget, e ancora meno chiare contravvenzioni a chi non applicasse questa riserva per gli esterni.
In pratica, l'art.24c.6 nell'intenzione originaria della Legge Gelmini è un vero concorso interno per stabilizzare precari, nella peggiore tradizione italiana (si veda come la Corte Costituzionale sta restringendo e diffidandone l’uso su wikipedia) che potrebbe ingenerare enorme disordine, che a sua volta nasconde il fatto che i posti da Ricercatori di Tipo B li stanno avendo e li avranno solo le Università Virtuose, o per meglio dire ricche (in genere del Nord).
Nella versione di usarlo per il Piano Straordinario, esso diventa un concorso riservato (non piu' una valutazione di un singolo che è precario, ma ha un budget garantito dalla Università), quindi meno anticostituzionale da un certo punto di vista rispetto ad altri che non hanno la stessa categoria, ma molto piu' anticostituzionale da un altro punto di vista, ossia che essendo a disposizione solo di ricercatori a tempo indeterminato delle Università Virtuose, di fatto fa una discriminazione molto piu' arbitraria e inusitata! Molto simile ad un concorso per Carabinieri solo della Caserma "virtuosa" di Roma Tiburtina!
Ledendo gli Art. 3 (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…), e 97 (I pubblici uffici sono organizzati …assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione).
Nel caso l'emendamento millepropoghe passasse solo per l'anno prossimo, cosa succede dei concorsi che vengono banditi solo quest'anno? Rimangono anticostituzionali, e quindi soggetti, come riconosciuto in sostanza sia dalla proposta di Legge Ghizzoni, sia dall'emendamento al Milleproroghe. Non e' meglio che i Rettori siano responsabili, e vadano al TAR subito, visto che ci sarebbero altrimenti tonnellate di ricorsi individuali?
la premessa per accreditamenti non automatici e quindi per modificare “radicalmente” l’Università, come scriveva Roberto Perotti nel 2003 su Lavoce.Info (chiendeno peraltro di eliminare i “concorsi”), corrispondono forse ad un piano preciso e non ben noto, o il Ministro Profumo vuole un attimo ragionare e condividere? Non si adduca la scusa del governo di emergenza Salva Paese, dato che i posti a concorso per associati sono nominalmente molti, e questo chiederebbe una certa cautela amministrativa. Come diceva Tabellini su Profumo in questo giornale, le logiche di Profumo divergono da quelle di Monti.
La valanga di provvedimenti sono possibili perchè erano tutte in cantiere da tempo, e corrispondono al piano di abbandonare alcune Università al loro destino, come dicevano Giavazzi e Alesina nei dibattiti su LaVoce.info del 2003, in quel caso per promuovere la nascita di IIT con enorme finanziamento, salvo entrare nel board dello stesso. Tuttavia, oggi quell'auspicio di abbandonare le Università al proprio destino sembra particolarmente colpire alcune regioni, come per es la Puglia, che ha ben 3 su 4 Università pubbliche "non virtuose" ossia con il parametro tra spese personale e Fondo di Funzionamento Ordinario assegnato dal Ministero, oltre l'90%. Reagiranno con forza, o sperano ancora di inseguire il Ministro, e il Piano che c’e’ dietro, con emendamenti fuori tempo, volta per volta, e volta per volta vederseli annullare o rendere inefficaci comunque?
La questione mi pare allora strategica, stiamo parlando di un piano e di una Legge Gelmini che corrisponde alla nostra Costituzione, o che vuole rendere intere aree del Paese meno sviluppate, meno "virtuose"? E se questo si fa, è la linea ufficiale del governo Monti? O invece porterà l'intero Paese verso una classificazione di "non virtuosità", stavolta sotto il profilo economico finanziario che ci danno le agenzie di rating, ossia in crollo verticale?
saluti, Michele Ciavarella
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lunedì 9 gennaio 2012
Profumo cambia il vocabolario: virtuoso vuol dire ora Bandito !
Mentre tanti vengono asfissiati, altri vengono gonfiati in FFO, estratto dal "il MONDO" (articolo di Fabio Sottocornola).
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/01/06SIA5053.PDF
Altro che virtuositá, virtuoso in italiano nel dizionario non vuole dire bandito!
From Wikipedia, the free encyclopedia
I virtuosi erano una volta personaggi come Frédéric Chopin, Niccolò Paganini, Franz Liszt, Luigi Boccherini. Bottom Row - From left: Arthur Rubinstein, Sergei Rachmaninoff, Yo-Yo Ma, Itzhak Perlman.
Ora sono i Rettori che riescono a strappare FFO, con metodi barbari. Evviva la nuova definizione!
A virtuoso (from Italian virtuoso, Late Latin virtuosus, Latin virtus meaning: skill, manliness, excellence) is an individual who possesses outstanding technical ability in the fine arts, at singing or playing a musical instrument.[1] The plural form is either virtuosi or the Anglicisation, virtuosos, and the feminine form sometimes used is virtuosa. Virtuosi are often musical composers as well. During the age of Baroque music many composers were also virtuosi on their respective instruments.[citation needed]
[edit] Virtuosity defined
In Music in the Western civilization by Piero Weiss and Richard Taruskin, we find the following definition of virtuoso:[2]
"...a virtuoso was, originally, a highly accomplished musician, but by the nineteenth century the term had become restricted to performers, both vocal and instrumental, whose technical accomplishments were so pronounced as to dazzle the public."
The defining element of virtuosity is the performance ability of the musician in question, who is capable of displaying feats of skill well above the average performer. Musicians focused on virtuosity are commonly[vague] criticized for overlooking substance and emotion in favor of raw technical prowess. Despite the mechanical aspects of virtuosity, many virtuosi successfully avoid such labels[vague]. Once[vague] more commonly applied in the context of the fine arts, the term has since evolved[citation needed] and can now also simply mean a 'master' or 'ace' who excels technically within a particular field or area of human knowledge—anyone especially or dazzlingly skilled at what they do.[1]
The Italian term of "virtuoso" was also once commonly used to describe the group of emerging ballistic experts, engineers, artillerists, and specialists in mechanics and dynamics that arose during the late 17th century in response to the spreading use of gunpowder in Europe.[citation needed]
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2012/01/06SIA5053.PDF
Altro che virtuositá, virtuoso in italiano nel dizionario non vuole dire bandito!
From Wikipedia, the free encyclopedia
I virtuosi erano una volta personaggi come Frédéric Chopin, Niccolò Paganini, Franz Liszt, Luigi Boccherini. Bottom Row - From left: Arthur Rubinstein, Sergei Rachmaninoff, Yo-Yo Ma, Itzhak Perlman.
Ora sono i Rettori che riescono a strappare FFO, con metodi barbari. Evviva la nuova definizione!
A virtuoso (from Italian virtuoso, Late Latin virtuosus, Latin virtus meaning: skill, manliness, excellence) is an individual who possesses outstanding technical ability in the fine arts, at singing or playing a musical instrument.[1] The plural form is either virtuosi or the Anglicisation, virtuosos, and the feminine form sometimes used is virtuosa. Virtuosi are often musical composers as well. During the age of Baroque music many composers were also virtuosi on their respective instruments.[citation needed]
[edit] Virtuosity defined
In Music in the Western civilization by Piero Weiss and Richard Taruskin, we find the following definition of virtuoso:[2]
"...a virtuoso was, originally, a highly accomplished musician, but by the nineteenth century the term had become restricted to performers, both vocal and instrumental, whose technical accomplishments were so pronounced as to dazzle the public."
The defining element of virtuosity is the performance ability of the musician in question, who is capable of displaying feats of skill well above the average performer. Musicians focused on virtuosity are commonly[vague] criticized for overlooking substance and emotion in favor of raw technical prowess. Despite the mechanical aspects of virtuosity, many virtuosi successfully avoid such labels[vague]. Once[vague] more commonly applied in the context of the fine arts, the term has since evolved[citation needed] and can now also simply mean a 'master' or 'ace' who excels technically within a particular field or area of human knowledge—anyone especially or dazzlingly skilled at what they do.[1]
The Italian term of "virtuoso" was also once commonly used to describe the group of emerging ballistic experts, engineers, artillerists, and specialists in mechanics and dynamics that arose during the late 17th century in response to the spreading use of gunpowder in Europe.[citation needed]
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venerdì 6 gennaio 2012
E´il piano straordinario di reclutamento dei Professori associati LEGALE?
O un mix diabólico tra “buonismo” iperegualitario per i sovrafinanziati, e “selezione iperDarwiniana” per i sottofinanziati?
Le universita´italiane hanno fino a pochi anni fa, ricevuto le risorse dal Ministero in maniera relativamente arbitraria, o meglio, secondo criteri politici di interesse nazionale. Giulio Andreotti dichiaro´in una intervista che e´sempre mancato un piano strategico, ma questo ormai e´ storia.
Ora, per quanto le risorse tendenzialmente rimanevano stabili (le serie storiche), eccetto per le creazioni di nuove universita´o programmi speciali, ai concorsi per la docenza potevano iscriversi tutti i cittadini italiani aventi diritti politici, e a parte qualche momento oscuro della storia, non vi e’ mai stata ufficalmente discriminazione di sorta. Forse oggi ci stiamo tornando, ad un momento oscuro.
Una regola di normale paese democratico, che secondo i principi costituzionali, auspica il miglior sviluppo possibile degli intelletti, dello studio, e della scienza e tecnologia, salvaguardando il diritto di tutti a concorrere allo sviluppo, ed esprimendo al pieno le proprie potenzialita´individuali.
Ora, con il combinato disposto di
1) la Legge Gelmini 240-2010, che ha previsto nuove forme di concorso tra cui la ¨valutazione locale" art.24 c.6 (bando “chiuso”),
2) l'assegnazione di risorse per il Reclutamento Straordinario, che sono le piu´importanti previste al momento, 270Ml. Eu (su un totale di ca.6000Ml Eu di FFO, ossia quasi il 5% di aumento dello stesso FFO), solo alle cosiddette Università “virtuose” (rapporto spesa AF/FFO minore del 90%), un parámetro meramente económico molto “sharp“ (ossia un euro in piu’ o in meno puo’ fare enorme differenza), e che viene dichiarato purtroppo a posteriori. Una definizione semplificata e brutale di virtuosita', che non credo abbia paragoni nel mondo e nella storia della civilta’. Daltronde, poiche’ una parte significativa del FFO, ca il 10% nel 2010 era stata gia' assegnata per una serie piu' ampia ma comunque discutibilissima di parametri di virtuosita (virtuosita' complessa)), e a sua volta lo stesso avveniva nel 2009 (con la prima classifica Gelmini), anche un Ragionier Fantozzi avrebbe il dubbio che il parametro puo’ risultare basso per avere pompato il denominatore negli anni precedenti. In altre parole, puo’ essere probabile che le Universita’ virtuose sono quelle gia’ oggi sovrafinanziate. Insomma, quanto deciso a fine 2010 per calcolare la virtuosita’, ha un impatto enorme sulla possibilita' di reclutare nel 2012. Si assegna un ulteriore 5% di FFO alle universita’ gia’ definite arbitrariamente virtuose nel 2009, decretando quanto Francesco Giavazzi diceva dagli Editoriali del Corsera: asfissiare le universita’ non virtuose.
3) spesa di 80% di questo Piano per concorsi ¨blindati¨ interni, mentre solo il 20% per "bando aperto" ex art. 18 di cui almeno il 40% riservato ad esterni. A parte la bizantina complessita’ della cosa, si vede una enorme differenza tra i concorsi chiusi, che difatto sono blindati per i ricercatori italiani (totale 20mila circa, di cui forse solo 9000 sono nelle universita’ virtuose, quindi di fatto la loro promozione in massa, peggio delle peggiori ope legis del passato), e che permettono persino una spartizione tra SSD che ritengono di aver bisogno di promuovere i propri ricercatori, e i concorsi “aperti”, di gran lunga i piu’ competitivi, dove possono accedere stranieri, italiani cervelli in fuga, associati gia’ in servizio in sedi non virtuose che chiedono trasferimento (mentre finora non si poteva fare), oltre obviamente alla enorme ricchezza del paese, i ca. 40mila precari delle Universita!
4) parziale autonomia universitaria Ruberti, che dovrebbe essere una conquista, ma pare ora si ritorca contro, se permette alle Univ. di bandire tali concorsi “blindati”
5) parametri minimi ANVUR, che erano una conquista per dare trasparenza, ma il parlamento ha bocciato, mentre la Gelmini ha tentato di recuperare per decreto in extremis. Non si sa se alla fine ci saranno o meno, confermando il rischio che la promozione in massa dei ricercatori “virtuosi” e’ possibile
Questo rischia di creare una discriminazione senza precedenti nella storia millenaria delle Univv italiane, che pure al momento sono ancora Univ Statali, sebbene in parziale autonomia.
Mi spiego meglio:
1) Si e’ mai visto un concorso per Carabinieri blindato solo per quelli in servizio alla stazione di Canicatti’? Forse si puo’ fare oggi nell’Universita’ perche’ siamo autonomi? E’ una conquista, o siamo piu’ in basso ormai di ogni altra categoría, come conferma la nascita di nuovi sindacati/associazioni di categoría, che ormai invocano un ruolo único come prossimo passo, sicuramente alla fine gestito solo dalle Universita’ virtuose?
2) Ha senso viziare la quasi totalita’ di ricercatori delle Universita’ virtuose (e che virtu’ esercitano a viziarli cosi?, possibile mai che sono tutti bravi?), e punire e asfissiare decine di migliaia di altri docenti, o non docenti, che possano ambire a portare vera virtu’?
NASCERANNO MIGLIAIA DI RICORSI AL TAR? MI HANNO GIA' RISPOSTO CENTINAIA DI RICERCATORI E PRECARI DICENDOMI CHE FARANNO DOMANDA LO STESSO AI CONCORSI BLINDATI, E QUANDO RICEVERANNO RISPOSTA DI NON AMMISSIBITA' FARANNO RICORSO AL TAR PER PALESE INCOSTITUZIONALITA'. SARA' UN BELLO SPETTACOLO?
Di conseguenza, con i 270MEu a disposizione, le risorse allocate sono eccessive e sprecate per le Univ virtuose, probabilmente ledono i principi della Costituzione, della dignita’ dell’uomo, e sono comunque un enorme errore strategico per il paese, proprio in un momento delicato.
Si fermi inmediatamente la legge Gelmini, o il decreto di assegnazione delle risorse, e si fermi il piano, e si preveda un piano di assunzioni alternativo che privilegi subito l’eccellenza e il merito del singolo individuo, indipendentemente dalla posizione ricoperta, dalla Università di provenienza,
Lettera aperta al Ministro Profumo, al Premier Mario Monti, al Presidente Giorgio Napolitano
DUE PROPOSTE PER L'ECCELLENZA
• Introduzione di graduatorie progressive nelle idoneità nazionali in via di definizione, per dare precedenza di chiamata o incentivo di budget alla chiamata dei "migliori" (similmente ai concorsi in Magistratura, o nelle FFAA). Per es. copertura progressiva del budget da parte del MIUR (al primo il 90%, al secondo 80% e così via).
• Proposta di concorsi a chiamata diretta per eccellenti sul modello art.29c.7 della Legge 240/2010, come vincitori di finanziamenti e riconoscimenti internazionali importanti (ERC, Cattedre o borse Humboldt, Fullbright) oppure per valutazione di commissione da Università leader nelle classifiche internazionali) incentivati oltre il 100% di budget, e con le stesse deroghe del Piano Straordinario di assunzione di Professori Associati (al turn-over, ai punti organico etc.). Esempio incentivare 400% (o altra % da determinarsi in funzione del merito) di budget per ogni chiamata di “cervello” onde vincere le resistenze locali, o distribuire ulteriori posti per il gruppo, da valutare in successive commissioni che comprendano anche il “chiamato”.
Entrambe le proposte da realizzare preferibilmente con risorse fresche, ma in alternativa anche dal Piano Straordinario di Assunzione di Professori Associati, che rischia di avere risorse eccessive. Infatti, l’intersezione degli estremamente complessi meccanismi di spendibilità (solo Università “virtuose” (rapporto spesa AF/FFO minore del 90%), spesa di 80% di budget a "valutazione" ex art.24 c.6 (bando “chiuso”), di 20% per "bando aperto" ex art. 18 di cui almeno il 40% riservato ad esterni, insieme con i parametri minimi ANVUR), rischia di non trovare sufficienti ricercatori in servizio, o comunque di innestare meccanismi non trasparenti di allocazione delle risorse e non di semplice promozione dei meritevoli. Di conseguenza, con i 270MEu a disposizione, le risorse allocate sono eccessive e finirebbero sprecate se non si prevede un piano di assunzioni alternativo e complementare, che privilegi subito l’eccellenza e il merito del singolo individuo, indipendentemente dalla posizione ricoperta, dalla Università di provenienza, e dalla anzianità. Per i meccanismi di incentivo, si valutino anche incentivi oltre il 100%, in modo da vincere le resistenze locali alla chiamata di forze fresche. I budget in eccesso siano da distribuire con commissioni che comprendano il “chiamato”.
I meccanismi sono anche studiati per dare modo alle Università non Virtuose di esercitare aggressive campagne di reclutamento dei “migliori” e degli “eccellenti”, e risollevarsi subito, invece di aspettare improbabili tempi di risposta degli incerti requisiti di virtuosità.
La lettera al Ministro Profumo, al Presidente Napolitano e al Premier Mario Monti, si trova allegata con una premessa in inglese sul blog di Harvard imechanica.org : http://imechanica.org/node/11626
Per iscriversi al gruppo https://groups.google.com/group/humboldtiani/subscribe?hl=en e a quel punto si scrive a tutti gli oltre 120 membri con un solo indirizzo humboldtiani@googlegroups.com
Firmatari Gruppo Humboltiani
1) Michele Ciavarella. Prof Associato di Progettazione Meccanica. Politecnico di Bari, and University TUHH Hamburg, DE.
2) Simone Natale, Ricercatore Postdoc, Università di Colonia.
3) Marcello Barbanera , Prof. di Archeologia, Università di Roma "La Sapienza"
4) Pietro Podolak, Universität Würzburg: elMuT
5) Ulisse Stefanelli , Primo Ricercatore, IMATI-CNR, Pavia
6) Paolo Ruggerone , Prof. Associato di Fisica, Univ. Cagliari
7) Grazyna Ptak , Prof Medicina, Univ Teramo
8) Abdelaziz Rhandi , Prof Ord Dip Matematica, Univ Salerno
9) Paolo Prodi , Prof Ord Storia, Univ Bologna
10) Fabrizio Illuminati , Prof. Ass. Fisica, Univ Salerno
11) Evelyn Kustatscher , Museo Naturale, Bolzano
12) Laura de Lorenzis , Prof. Structural Mechanics, ERC starting grant, Humboldt, Fulbright
Firmatari Highlycited scientists, Fulbright fellow, ERC o FIRB grant holders
1 Pier Mannuccio Mannucci , Prof Ord, Med Interna, IRCCS Ca Granda Foundation Maggiore, ISI Highly Cited
2 Alessandro Reali , Prof Ing. Strutt., Univ Pavia, ERC Starting 2010
3 Matteo Viel , Ric.Astron. INAF, Trieste, ERC Starting 2010
4 Stefano Pluchino , Lecturer in Brain Repair, Univ Cambrige, UK, ERC Starting 2010
5 Andrea Alimonti , MD, ERC Investigator, Oncology Institute of Southern Switzerland, Bellinzona Switzerland
6 Antonia Follenzi , MD, PhD Università del Piemonte Orientale "A.Avogadro"
7 Cristiano Collettini , Ricercatore, Scienze Terra, ERC starting, Univ Perugia.
8 Sabrina Sabatini , Ricercatore Biologia, Roma Sapienza, ERC nel 2010
9 Carla Comellini , Prof. Ass, Univ. di Bologna, Fulbright 1981-82, 2 borse Governo canadese
10 Annalisa Buffa , ERC, IMATI-CNR 'E. Magenes'. Pavia
12 Paola Romagnani , MD PhD, ERC Starting 2008, Nefrologia, Centro Eccellenza Denothe, Univ Firenze
13 Michele Napolitano , Prof. Fluid Mechanics, Politecnico di Bari, Fulbright 1973, Director of Excellence Center in Computational Mechanics
Le universita´italiane hanno fino a pochi anni fa, ricevuto le risorse dal Ministero in maniera relativamente arbitraria, o meglio, secondo criteri politici di interesse nazionale. Giulio Andreotti dichiaro´in una intervista che e´sempre mancato un piano strategico, ma questo ormai e´ storia.
Ora, per quanto le risorse tendenzialmente rimanevano stabili (le serie storiche), eccetto per le creazioni di nuove universita´o programmi speciali, ai concorsi per la docenza potevano iscriversi tutti i cittadini italiani aventi diritti politici, e a parte qualche momento oscuro della storia, non vi e’ mai stata ufficalmente discriminazione di sorta. Forse oggi ci stiamo tornando, ad un momento oscuro.
Una regola di normale paese democratico, che secondo i principi costituzionali, auspica il miglior sviluppo possibile degli intelletti, dello studio, e della scienza e tecnologia, salvaguardando il diritto di tutti a concorrere allo sviluppo, ed esprimendo al pieno le proprie potenzialita´individuali.
Ora, con il combinato disposto di
1) la Legge Gelmini 240-2010, che ha previsto nuove forme di concorso tra cui la ¨valutazione locale" art.24 c.6 (bando “chiuso”),
2) l'assegnazione di risorse per il Reclutamento Straordinario, che sono le piu´importanti previste al momento, 270Ml. Eu (su un totale di ca.6000Ml Eu di FFO, ossia quasi il 5% di aumento dello stesso FFO), solo alle cosiddette Università “virtuose” (rapporto spesa AF/FFO minore del 90%), un parámetro meramente económico molto “sharp“ (ossia un euro in piu’ o in meno puo’ fare enorme differenza), e che viene dichiarato purtroppo a posteriori. Una definizione semplificata e brutale di virtuosita', che non credo abbia paragoni nel mondo e nella storia della civilta’. Daltronde, poiche’ una parte significativa del FFO, ca il 10% nel 2010 era stata gia' assegnata per una serie piu' ampia ma comunque discutibilissima di parametri di virtuosita (virtuosita' complessa)), e a sua volta lo stesso avveniva nel 2009 (con la prima classifica Gelmini), anche un Ragionier Fantozzi avrebbe il dubbio che il parametro puo’ risultare basso per avere pompato il denominatore negli anni precedenti. In altre parole, puo’ essere probabile che le Universita’ virtuose sono quelle gia’ oggi sovrafinanziate. Insomma, quanto deciso a fine 2010 per calcolare la virtuosita’, ha un impatto enorme sulla possibilita' di reclutare nel 2012. Si assegna un ulteriore 5% di FFO alle universita’ gia’ definite arbitrariamente virtuose nel 2009, decretando quanto Francesco Giavazzi diceva dagli Editoriali del Corsera: asfissiare le universita’ non virtuose.
3) spesa di 80% di questo Piano per concorsi ¨blindati¨ interni, mentre solo il 20% per "bando aperto" ex art. 18 di cui almeno il 40% riservato ad esterni. A parte la bizantina complessita’ della cosa, si vede una enorme differenza tra i concorsi chiusi, che difatto sono blindati per i ricercatori italiani (totale 20mila circa, di cui forse solo 9000 sono nelle universita’ virtuose, quindi di fatto la loro promozione in massa, peggio delle peggiori ope legis del passato), e che permettono persino una spartizione tra SSD che ritengono di aver bisogno di promuovere i propri ricercatori, e i concorsi “aperti”, di gran lunga i piu’ competitivi, dove possono accedere stranieri, italiani cervelli in fuga, associati gia’ in servizio in sedi non virtuose che chiedono trasferimento (mentre finora non si poteva fare), oltre obviamente alla enorme ricchezza del paese, i ca. 40mila precari delle Universita!
4) parziale autonomia universitaria Ruberti, che dovrebbe essere una conquista, ma pare ora si ritorca contro, se permette alle Univ. di bandire tali concorsi “blindati”
5) parametri minimi ANVUR, che erano una conquista per dare trasparenza, ma il parlamento ha bocciato, mentre la Gelmini ha tentato di recuperare per decreto in extremis. Non si sa se alla fine ci saranno o meno, confermando il rischio che la promozione in massa dei ricercatori “virtuosi” e’ possibile
Questo rischia di creare una discriminazione senza precedenti nella storia millenaria delle Univv italiane, che pure al momento sono ancora Univ Statali, sebbene in parziale autonomia.
Mi spiego meglio:
1) Si e’ mai visto un concorso per Carabinieri blindato solo per quelli in servizio alla stazione di Canicatti’? Forse si puo’ fare oggi nell’Universita’ perche’ siamo autonomi? E’ una conquista, o siamo piu’ in basso ormai di ogni altra categoría, come conferma la nascita di nuovi sindacati/associazioni di categoría, che ormai invocano un ruolo único come prossimo passo, sicuramente alla fine gestito solo dalle Universita’ virtuose?
2) Ha senso viziare la quasi totalita’ di ricercatori delle Universita’ virtuose (e che virtu’ esercitano a viziarli cosi?, possibile mai che sono tutti bravi?), e punire e asfissiare decine di migliaia di altri docenti, o non docenti, che possano ambire a portare vera virtu’?
NASCERANNO MIGLIAIA DI RICORSI AL TAR? MI HANNO GIA' RISPOSTO CENTINAIA DI RICERCATORI E PRECARI DICENDOMI CHE FARANNO DOMANDA LO STESSO AI CONCORSI BLINDATI, E QUANDO RICEVERANNO RISPOSTA DI NON AMMISSIBITA' FARANNO RICORSO AL TAR PER PALESE INCOSTITUZIONALITA'. SARA' UN BELLO SPETTACOLO?
Di conseguenza, con i 270MEu a disposizione, le risorse allocate sono eccessive e sprecate per le Univ virtuose, probabilmente ledono i principi della Costituzione, della dignita’ dell’uomo, e sono comunque un enorme errore strategico per il paese, proprio in un momento delicato.
Si fermi inmediatamente la legge Gelmini, o il decreto di assegnazione delle risorse, e si fermi il piano, e si preveda un piano di assunzioni alternativo che privilegi subito l’eccellenza e il merito del singolo individuo, indipendentemente dalla posizione ricoperta, dalla Università di provenienza,
Lettera aperta al Ministro Profumo, al Premier Mario Monti, al Presidente Giorgio Napolitano
DUE PROPOSTE PER L'ECCELLENZA
• Introduzione di graduatorie progressive nelle idoneità nazionali in via di definizione, per dare precedenza di chiamata o incentivo di budget alla chiamata dei "migliori" (similmente ai concorsi in Magistratura, o nelle FFAA). Per es. copertura progressiva del budget da parte del MIUR (al primo il 90%, al secondo 80% e così via).
• Proposta di concorsi a chiamata diretta per eccellenti sul modello art.29c.7 della Legge 240/2010, come vincitori di finanziamenti e riconoscimenti internazionali importanti (ERC, Cattedre o borse Humboldt, Fullbright) oppure per valutazione di commissione da Università leader nelle classifiche internazionali) incentivati oltre il 100% di budget, e con le stesse deroghe del Piano Straordinario di assunzione di Professori Associati (al turn-over, ai punti organico etc.). Esempio incentivare 400% (o altra % da determinarsi in funzione del merito) di budget per ogni chiamata di “cervello” onde vincere le resistenze locali, o distribuire ulteriori posti per il gruppo, da valutare in successive commissioni che comprendano anche il “chiamato”.
Entrambe le proposte da realizzare preferibilmente con risorse fresche, ma in alternativa anche dal Piano Straordinario di Assunzione di Professori Associati, che rischia di avere risorse eccessive. Infatti, l’intersezione degli estremamente complessi meccanismi di spendibilità (solo Università “virtuose” (rapporto spesa AF/FFO minore del 90%), spesa di 80% di budget a "valutazione" ex art.24 c.6 (bando “chiuso”), di 20% per "bando aperto" ex art. 18 di cui almeno il 40% riservato ad esterni, insieme con i parametri minimi ANVUR), rischia di non trovare sufficienti ricercatori in servizio, o comunque di innestare meccanismi non trasparenti di allocazione delle risorse e non di semplice promozione dei meritevoli. Di conseguenza, con i 270MEu a disposizione, le risorse allocate sono eccessive e finirebbero sprecate se non si prevede un piano di assunzioni alternativo e complementare, che privilegi subito l’eccellenza e il merito del singolo individuo, indipendentemente dalla posizione ricoperta, dalla Università di provenienza, e dalla anzianità. Per i meccanismi di incentivo, si valutino anche incentivi oltre il 100%, in modo da vincere le resistenze locali alla chiamata di forze fresche. I budget in eccesso siano da distribuire con commissioni che comprendano il “chiamato”.
I meccanismi sono anche studiati per dare modo alle Università non Virtuose di esercitare aggressive campagne di reclutamento dei “migliori” e degli “eccellenti”, e risollevarsi subito, invece di aspettare improbabili tempi di risposta degli incerti requisiti di virtuosità.
La lettera al Ministro Profumo, al Presidente Napolitano e al Premier Mario Monti, si trova allegata con una premessa in inglese sul blog di Harvard imechanica.org : http://imechanica.org/node/11626
Per iscriversi al gruppo https://groups.google.com/group/humboldtiani/subscribe?hl=en e a quel punto si scrive a tutti gli oltre 120 membri con un solo indirizzo humboldtiani@googlegroups.com
Firmatari Gruppo Humboltiani
1) Michele Ciavarella. Prof Associato di Progettazione Meccanica. Politecnico di Bari, and University TUHH Hamburg, DE.
2) Simone Natale, Ricercatore Postdoc, Università di Colonia.
3) Marcello Barbanera , Prof. di Archeologia, Università di Roma "La Sapienza"
4) Pietro Podolak, Universität Würzburg: elMuT
5) Ulisse Stefanelli , Primo Ricercatore, IMATI-CNR, Pavia
6) Paolo Ruggerone , Prof. Associato di Fisica, Univ. Cagliari
7) Grazyna Ptak , Prof Medicina, Univ Teramo
8) Abdelaziz Rhandi , Prof Ord Dip Matematica, Univ Salerno
9) Paolo Prodi , Prof Ord Storia, Univ Bologna
10) Fabrizio Illuminati , Prof. Ass. Fisica, Univ Salerno
11) Evelyn Kustatscher , Museo Naturale, Bolzano
12) Laura de Lorenzis , Prof. Structural Mechanics, ERC starting grant, Humboldt, Fulbright
Firmatari Highlycited scientists, Fulbright fellow, ERC o FIRB grant holders
1 Pier Mannuccio Mannucci , Prof Ord, Med Interna, IRCCS Ca Granda Foundation Maggiore, ISI Highly Cited
2 Alessandro Reali , Prof Ing. Strutt., Univ Pavia, ERC Starting 2010
3 Matteo Viel , Ric.Astron. INAF, Trieste, ERC Starting 2010
4 Stefano Pluchino , Lecturer in Brain Repair, Univ Cambrige, UK, ERC Starting 2010
5 Andrea Alimonti , MD, ERC Investigator, Oncology Institute of Southern Switzerland, Bellinzona Switzerland
6 Antonia Follenzi , MD, PhD Università del Piemonte Orientale "A.Avogadro"
7 Cristiano Collettini , Ricercatore, Scienze Terra, ERC starting, Univ Perugia.
8 Sabrina Sabatini , Ricercatore Biologia, Roma Sapienza, ERC nel 2010
9 Carla Comellini , Prof. Ass, Univ. di Bologna, Fulbright 1981-82, 2 borse Governo canadese
10 Annalisa Buffa , ERC, IMATI-CNR 'E. Magenes'. Pavia
12 Paola Romagnani , MD PhD, ERC Starting 2008, Nefrologia, Centro Eccellenza Denothe, Univ Firenze
13 Michele Napolitano , Prof. Fluid Mechanics, Politecnico di Bari, Fulbright 1973, Director of Excellence Center in Computational Mechanics
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