Carissimi
negli ultimi giorni si moltiplicano le discussioni sul pensionamento forzoso dei ricercatori e associati a 65, che trovo ingiusto, e proporrei addirittura, visto che il governo dice tanto di essere filo-inglese e americano, di proporre che la pensione non sia PIU' obbligatoria per i professori, come in USA. Qualcuno della sinistra, o comunque chi ha fatto ridurre l'età pensionabile persino agli ordinari, creando non pochi ricorsi TAR, salterà dalla sedia, ma intanto questo penso ora, e vorrei tornare indietro.
Se avete visto il testo di Alan Ponter x convegno Cosau di sabato 17, che ricordo trovate qua, trovate che la storia UK insegna molto, e anzi vi allego di sotto una nota successsiva di Ponter di chiarimento, in inglese e italiano.
Siccome non si puo' scendere di FFO piu' di un 2 - 3 % all'anno a meno di grossi pensionamenti, in UK fecero prepensionamenti. Ma in UK sono sempre stati volontari e con pacchetti di incentivi! Peraltro stamattina calcolavo che negli ultimi 3 anni FFO e' sceso mediamente di 7%, ma solo del 2% nelle università del centro, del 4% al Nord, e ben del 9% al SUD, il chè indica un desiderio di secessione!
Ma tornando a noi, condivido la rivolta in atto, e anzi vi posso dare spunti per la protesta. Rispetto agli anni 80, ora il governo inglese e' andato avanti, ha deciso un anno fa di lseguire la direttiva europea che invita gli stati membri ad evitare la "age discrimination" e a forzare quindi la gente a lasciare il lavoro non per demerito ma per data di nascita. Questa direttiva si ispira a quanto vige negli Stati Uniti dove, se lavori bene e l'Università non ha ragioni di merito per licenziarti, puoi continuare a lavorare indipendentemente dall'età - appunto perchè altrimenti saresti discriminato per la tua età. Stanno iniziando ad esserci sentence in questo senso in Europa. E' un punto di importanza fondamentale con grandi conseguenze, soprattutto in un campo come il nostro dove si può essere perfettamente attivi, creativi e propositivi tanto a 60 come a 75 anni ed oltre. Credo sia un argomento importante anche nel momento in cui si invita a non anticipare l'andata in pensione. Comunque l'Europa si sta muovendo in questa direzione ed io la sto seguendo con un avvocato internazionalista.
Se venite al convegno COSAU, vi posso dare maggior informazioni. Potrebbe anche partire una class action contro l'andata in pensione di TUTTI, ma che si faccia su base volontaria, e per fare entrare i giovani, non per cacciare i bravi migliori scienziati italiani. Va fatto su base meritocratica!
Vi allego di sotto quindi la mia proposta piu' aggiornata.
Michele Ciavarella
Pensionamento anticipato in UK negli anni ’80-’90 (da Ponter, Università inglesi e italiane, discorso al Convegno Cosau del 17 Marzo Politecnico di Torino, versione 3).
A causa della tenure, inviti ad andare in pensione furono estesi a categorie di accademici, inizialmente tutti gli over 60 (l'età pensionabile normale era 65), anche se fu creato un criterio di "interesse manageriale". Ad esempio, se l’accademico aveva una posizione che l'Università doveva immediatamente sostituire, l'argomento per il prepensionamento era gravemente indebolito. Lo staff delle Università ha il suo schema di pensionamento indipendente e, nel 1980 potè assorbire prepensionamenti con qualche integrazione del governo. Altri inviti selettivi al pensionamento anticipato furono portati avanti, con condizioni abbastanza generose. Il numero di pensionamenti era tale che il reclutamento di giovani (meno costoso) è continuato, producendo una distribuzione per età del personale che divenne più salutare rispetto al passato. La promozione del personale è continuata sul merito, indipendente dal costo (invece in Italia siamo ormai ancorati a considerare per es un esterno, “costoso”, ndt). Molti accademici hanno continuato l'insegnamento dopo il pensionamento sui contratti con pagamento in base alle ore insegnate.
NDT e proposta per l’Italia di Michele Ciavarella: Tenendo conto dell’esperienza inglese, e aggiungendo le recenti normative contro la “age discrimination”, che pare stanno per essere accolte già in UK, e quindi dovranno esserlo anche in Italia, non ha senso proporre pensionamenti sulla base dell’età, meno che mai sulla base della categoria, differenziando anche l’età pensionabile (per quale motivo discriminare?). In Italia sarebbe auspicabile un mix di azioni di prepensionamento su base volontaria e incentivata, e un’estensione dell’età pensionabile come in USA, per chi è particolarmente attivo e dimostra eccezionali capacità. Queste capacità potrebbero essere valutate da commissioni interne all’Ateneo, ma anche con componenti esterni nazionali e internazionali di alto livello. Nelle more del funzionamento di ANVUR che è già oberata di troppi compiti, per es. si potrebbe optare per valutatori estratti dai migliori 2500 scienziati Italiani della classifica VIA-ACademy http://www.topitalianscientists.org/Top_italian_scientists_VIA-Academy.aspx e naturalmente agli stessi si dovrebbe offrire a maggior ragione, se sono in servizio in Italia, un automatico riconoscimento avendo h-index >30. D’altro canto, che senso ha aver introdotto, se non formalmente, almeno informalmente in molti SSD, dei criteri minimi per passare di categoria, e dei criteri minimi per entrare nelle commissioni, se non è prevista qualche forma di distinzione anche per gli ordinari? In altre parole, solo i migliori 50% degli ordinari dovrebbero entrare nelle commissioni, e allo stesso tempo, solo a loro dovrebbe essere data la possibilità di restare in servizio. A coloro che sono al disotto della mediana, oltre a non partecipare alle commissioni di concorso, dovrebbe essere reso più difficile, a meno di non limitarsi a puro insegnamento, il proseguimento delle attività di ricerca, se non su base volontaria. Il tutto per avere un quadro coerente e meritocratico.
Naturalmente, la preoccupazione che gli anziani possano ancorarsi al posto a vita, specie chi ha cariche importanti, va scongiurata, da un lato mettendo dei vincoli agli eccessi sulle cariche, e dall’altro favorendo soprattutto l’insegnamento, come in UK, ma anche in USA, dove un anziano viene SFAVORITO sia nei finanziamenti che nell’insegnamento, finchè deve davvero essere estremamente motivato per restare. Una pensione ancora alta come per chi va in pensione ora, integrata da ulteriori incentivi, dovrebbe essere motivo sufficiente ad alcuni prepensionamenti. In Italia poi la curva di pensionamenti è talmente forte nei prossimi anni, che piuttosto che i prepensionamenti, sarebbe da auspicare lo sblocco del turn-over. Ma lasciare qualche grande scienziato operativo, magari compensando in questo modo lo sblocco del turn over, non deve ostacolare l’assunzione di giovani. In altre parole, se l’anziano che resta in servizio viene calcolato da quella percentuale di posti di blocco turn over che comunque andrebbero persi, non sussiste il rischio che questo blocchi dei posti dei giovani.
POST SCRIPTUM
Altri dibattiti relativi a questa questione, che sono lunghi da riportare.
Nella circolare n.2 del Dipartimento della funzione pubblica dell'8 marzo 2012
si legge CHIARAMENTE che si mandano in pensione a 65 anni, e per chi ha
maturato i requisiti anche prima, tutti i dipendenti statali fatti salvi coloro
ai quali è consentito andare a riposo a 70 anni come i magistrati, gli avvocati
e i procuratori dello Stato, e i professori ORDINARI.
Tutti gli altri in pensione subito, anche se non hanno raggiunto l'anzianità di
servizio.
Questa legge assurda anti-Fornero sta mettendo in subbuglio tutti i Ministeri.
Noi ne abbiamo notizia? O meglio qualcuno sa cosa capiterà da domani ai
ricercatori e ai professori associati?
Grazie, resto in attesa e intanto vi mando il link a un articolo di Italia oggi
che parla della tagliola sugli statali.
http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201203091110057013&chkAgenzie=ITALIAOGGI&sez=newsPP&titolo=Dipendenti%20statali%20a%20casa%20di%20corsa
Cordiali saluti
Prof. Maurizia Migliorini
Per chi ancora non lo sapesse (!!!!) le ricercatrici e i ricercatori da
alcuni anni sperimentano questo trattamento e la storia ultima brulica di
ricorsi al TAR (alcuni vinti altri no).
La maggior parte degli Atenei infatti si e' affrettato a licenziare (un
pensionamento forzato lo chiamerei cosi') le ricercatrici e i ricercatori
ai sensi dell’art. 17, comma 35 nonies, della l. n. 102 del 2009, secondo
cui per “gli anni 2009, 2010 e 2011 le pubbliche amministrazioni (…)
possono, a decorrere dal compimento dell’anzianità massima contributiva di
quaranta anni del personale dipendente (…) risolvere unilateralmente il
rapporto di lavoro ed il contratto individuale anche del personale
dirigenziale, con un preavviso di sei mesi”.
Buon fine settimana
Maria Letizia Ruello
La legge è stata solo parzialmente modificata. Io per esempio mi sono dimesso pochi mesi prima del compimento dei 67 anni, altrimenti a quel compimento sarei andato ("stato messo") automaticamente in pensione.
Poi la legge ha tolto il diritto al +2 e il limite è diventato 65 ed enti come il CNR hanno deliberato che non avrebbero concesso a nessuno la proroga a 67.
Poi la legge ha aggiunto il limite di 40 anni di contributi (incluso l'eventuale riscatto della laurea). Ma il calcolo della pensione ha sempre solo utilizzato un massimo di 40 anni (io ho "perduto" in tal modo tutto il riscatto). Dopo i quarant'anni di contributi la pensione aumenterebbe ancora di valore (col metodo retributivo) solo per il possibile aumento dell'ultimo stipendio in godimento e per lo scorrimento in avanti degli "ultimi" 40 anni. Ma molto più grave di ciò è la graduale diminuzione del rendimento dei contributi, introdotta da un Governo di una quindicina di anni fa, al disopra di un reddito di circa 40.000 euro (nel 2008, il limite si rivaluta ISTAT ogni anno), che riduce progressivamente il valore totale della pensione: di questo non ho mai sentito nessuno lamentarsi.
Si può essere scontenti della legge, ma legge è legge. Arrivati al limite non c'é "forzatura" né "unilateralità" né "tagliola", ma la semplice applicazione della legge.
Il limite dei 70 anni di età è rimasto solo per pochi. A quanto pare però io non avevo capito che l'estensione del limite di età introdotta dalla riforma Fornero non vale per il pubblico impiego.
Franco Pavese
Cari colleghi,
la circolare dice espressamente che la riforma Fornero non viene applicata al pubblico impiego. Allego il testo della circolare http://www.funzionepubblica.gov.it/media/956787/circolare_2_2012.pdf
Ringrazio tutti coloro che invitano a un sereno pensionamento e ad accettare il nuovo corso, ma vi chiedo se il pensionamento ai raggiunti 40 anni d anzianità e ai 65 anni deve intendersi applicato anche ai professori associati che fino a ieri godevano di un periodo di lavoro più lungo. Non so se vi è chiaro ma questa legge svuoterebbe gli Atenei. Qualcuno riesce a fornire un'interpretazione? Grazie
Maurizia Migliorini
A Bologna (e quindi credo debba essere così ovunque), i PO vengono collocati a riposo al termine dell'AA in cui compiono i 70 anni. Lo stesso vale per i PA che optino per il regime della L. 230/2005 (Gelmini); per i PA che non esercitino l'opzione (ancora possibile), il collocamento a riposo è a 65 anni.
Gian Piero Spada
Gli associati con più di 65 anni dovrebbero essere 2000-2200 e dall'anno
prossimo 500-600 l'anno. Numeri piuttostro grandi per la sostenibilità dei
corsi considerando l'attuale turn over.
Chi si può considerare in regime 230/2005? Non ci sono mai stati concorsi
secondo quella legge e non ho capito se a fronte di una opzione
l'unversità risponde con un documento ufficiale all'interessato. La cosa
non è di poco conto.
Avevo in mente di riservare per altro il mio intervento, ma il provocatorio messaggio che riporto qui sopra mi impone di rispondere.
NON adesso. La mia personale posizione è questa: avendo sia i requisiti di età (sono nato nel 1946) sia di contributi (ben oltre i 40 anni) potrei andarmene "domani". Ma ho fatto l'opzione di cui al comma 19 della legge 230/2005 "Moratti" (per chi lo chiedeva: l'opzione c'è, non è stata abrogata e per cancellare il diritto all'opzione ci vuole una legge, non basta una circolare; se non si esercita l'opzione l'età di pensionamento dei professori associati è a 65 anni: il buffo e tragico è che molti sembra non lo sappiano) quindi ho diritto di restare in servizio sino al compimento dei 70 anni di età. A prescindere dal fatto che mi ritengo utile all'Università, proprio per l'esperienza accumulata, non vado via perché ritengo che sarebbe una diserzione, una mancanza ai miei doveri. Mi spiego meglio: se andassi in pensione adesso lascerei a disposizione del mio Ateneo metà del mio budget, con vincoli di legge tali che anche questa metà non sarebbe neppure tutta utilizzabile. Se me ne
andrò dopo la fine del blocco (parziale) del turn over, lascerò a disposizione del mio Ateneo TUTTO il mio budget: io sento che sto difendendo a favore dei giovani un posto di ruolo, non che lo sto occupando.
Ben lieto di leggere sensate argomentazioni contrarie, ma per piacere, basta con le affermazioni apodittiche travestite da domande. Sono passato anch'io per il periodo "tutto il potere ai giovani" e "non fidarsi di chi ha più di trent'anni", ma ne sono cresciuto fuori; no alla gerontocrazia, no a chi si abbarbica al potere, ma affermo troppo se dico di credere nel buon senso?
Buona giornata a tutti
Paolo Manzini
Vice Presidente Nazionale (vicario) del CIPUR
Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
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Se si fa l'opzione Moratti per potere raggiungere l'anzianità contributiva
e si decide poi di andare in pensione per esempio a 67 anni si deve
aspettare 2 anni per la liquidazione. Senza opzione Moratti si va a 65 con
la liquidazione pagata dopo 6 mesi ma con la pensione inferiore.
Stanno così le cose?
Gentili professori e colleghi,
si ritiene utile evidenziare che alla pagina
http://www.unipi.it/ateneo/governo/organi/attivita/cda/Anno-accad/Seduta-del3/1_6.pdf
del sito web di Ateneo e' pubblicato un documento riassuntivo concernente i
provvedimenti normativi in itinere riguardanti le Pubbliche amministrazioni
e il Sistema universitario in particolare.
1.6 Provvedimenti in itinere riguardanti le Pubbliche Amministrazioni Il
Presidente comunica che negli ultimi tempi si è assistito ad una cospicua
produzione normativa
che impegna molto le pubbliche amministrazioni, e il sistema universitario
in particolare, nell’opera di
recepimento, studio e valutazione dei vari contenuti.
In particolare, nell’ordine:
1. La legge n.183/2011 (legge di stabilità per l’anno 2012 in GU n.265 del
14 novembre 2011). Tra le
norme più importanti per l’impatto sugli enti pubblici si segnalano quelle
relative all’introduzione
di un contributo per la partecipazioni alle selezioni per il reclutamento
di personale dirigente, la
norma che interviene sulla disciplina del congedo per motivi di studio da
parte dei professori e
assistenti universitari. Inoltre una parte molto rilevante del testo è
dedicato alla modifica del DPR
445/2000 il testo sulla documentazione amministrativa di cui recentemente
la Direzione
amministrativa ha emanato una specifica nota. Altri interventi riguardano
l’istituto della mobilità,
l’incremento dei contributi INPS della gestione separata oltre ad alcune
misure sul lavoro a tempo
parziale e al telelavoro. La legge è importante perché si autorizza
l’ulteriore spesa a vantaggio del
Fondo di Finanziamento Ordinario e l’incremento del Fondo di Dotazione per
la concessione dei
Presiti di onore.
2. Decreto Legge 29 dicembre 2011 n. 216 (GU n. 302 del 29 dicembre 2011)
Proroga di termini
previsti da disposizioni legislative (c.d. decreto milleproroghe). Il
provvedimento è in attesa di
conversione. Il Presidente ricorda che la conversione del provvedimento
deve avvenire entro due
mesi dall’entrata in vigore. A oggi il provvedimento è in discussione al
Senato dopo le modifiche
intervenute alla Camera. Tra le norme che hanno riflessi per le Università
si ricorda l’art.1 che
contiene la proroga di alcuni dei termini entro i quali le pubbliche
amministrazioni, in base alla
legislazione vigente, possono procedere alle assunzioni di personale a
tempo indeterminato
nell’ambito dei limiti previsti per il turn over. In particolare, si
prorogano al 31 dicembre 2012 i
termini per le assunzioni di personale a tempo indeterminato per
specifiche amministrazioni anche
in riferimento alle cessazioni verificatesi nel biennio 2009-2010 (comma
2). Inoltre, si estende al
quadriennio 2009-2012 (in luogo del triennio 2009-2011) la possibilità di
assumere prevista per le
università statali, nonché la proroga al 31 dicembre 2012 del termine per
procedere alle assunzioni
di professori universitari di II fascia previste per il 2011. Inoltre
l'efficacia delle graduatorie dei
concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, relative alle
amministrazioni pubbliche
soggette a limitazioni delle assunzioni, approvate successivamente al 30
settembre 2003, è
prorogata fino al 31 dicembre 2012. Sarà indispensabile seguire l’iter
della conversione per capire
se ci sono ulteriori norme di impatto per gli atenei.
3. Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 Disposizioni urgenti per la
crescita, l'equità e il
consolidamento dei conti pubblici. (GU n.284 del 6-12-2011 - Supplemento
Ordinario n. 251)
convertito con modificazioni dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214 (in
Supplemento Ordinamento n.
276, G.U. 27/12/2011, n. 300). Anche in questo caso si tratta di un
provvedimento molto complesso
che tratta moltissimi argomenti. In primis si segnala l’art. 24 che
disciplina, tra l’altro, la riforma
delle pensioni con il definitivo passaggio al sistema contributivo e
l’abbandono delle c.d. pensioni
di anzianità. Tra le altre misure che sono già in vigore, si evidenziano
le norme sulla tracciabilità e i
pagamenti per cassa da parte delle Pubbliche amministrazioni, alcune
modifiche al codice degli
appalti a proposito dell’anomalia delle offerte e altre norme collegate.
Su questi ultimi argomenti la
Direzione amministrativa ha recentemente emanato una circolare a tutte le
strutture.
4. Decreto Legge 24 gennaio 2012, n.1 (Decreto Liberalizzazioni)
“Disposizioni urgenti per la
concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” (GU n.
19 del 24 gennaio 2012 -
suppl. ordinario n.18) anche in questo caso si tratta di un provvedimento
in attesa di conversione.
5. Rispetto al decreto mille proroghe non è stato ancora licenziato da un
ramo del Parlamento vista
anche la presenza di moltissimi emendamenti. Tra le norme di forte impatto
per le Università si
segnala l’art. 35, commi da 8 a 13 che dispone, a decorrere dalla data di
pubblicazione del decreto e
fino al 31.12.2014, la sospensione del regime di tesoreria unica mista e
l’applicazione, anche alle
versità, del regime di Tesoreria Unica (T.U.) disciplinato dalla legge
29.10.1984 n. 720. In
buona sostanza tutte le entrate dell’Università (amministrazione centrale
e dipartimenti) dovranno
essere versate nelle contabilità speciali aperte presso la sezione di
tesoreria provinciale dello Stato
gestita dalla Banca d’Italia. In particolare, le entrate proprie,
accreditate sul conto corrente presso
l’Istituto Cassiere, dovranno essere riversate, ad opera dello stesso
Cassiere, nella contabilità
speciale, sottoconto fruttifero, mentre le entrate ministeriali e i
trasferimenti dello Stato, compresi
quelli provenienti da mutui, dovranno affluire nella contabilità speciale,
sottoconto infruttifero.
Anche in questo caso bisogna attendere la conversione in legge per capire
la dimensione
dell’impatto sugli Atenei del complesso provvedimento.
6. Decreto Legge 9 febbraio 2012, n.5 Disposizioni urgenti per la
semplificazione e lo sviluppo. (G.U.
n. 33 del 9.2.2012 supplemento ordinario n. 27). Anche in questo caso si
tratta di un decreto legge
omnibus che contiene una serie di norme che riguardano un po’ tutti i
campi. Il provvedimento tra
l’altro contiene una serie di modifiche alla legge 240/2010 e ad altri
ambiti del settore universitario
(allegato 1) oltre ad un’altra serie di interventi che riguardano gli
appalti, misure per la
semplificazione della ricerca internazionale e industriale, la ricerca di
base. Inoltre è introdotta una
nuova ipotesi di aspettativa per il personale dipendente per attribuzione
di Grant comunitari o
internazionali e semplificazioni per la ricerca. Sono introdotte, tra le
tantissime norme, nuove regole
per l’astensione anticipata dal lavoro per maternità. Anche in questa
circostanza bisogna attendere
la conversione in legge per capire la dimensione dell’impatto sugli Atenei
del complesso
provvedimento.
Il Presidente, mentre rileva che la Direzione amministrativa sta svolgendo
un costante monitoraggio
dei provvedimenti per l’individuazione in concreto delle norme applicabili
in vista della conversione in
legge, ricorda che all’11 febbraio 2012, sono stati emanati n. 19 decreti
di attuazione della legge
240/2010 (allegato 2).
"In our time it is broadly true that political writing is bad writing. Where it is not true, it will generally be found that the writer is some kind of rebel, expressing his private opinions and not a "party line." Orthodoxy, of whatever color, seems to demand a lifeless, imitative style." George Orwell, "Politics and the English Language," 1946
lunedì 12 marzo 2012
martedì 6 marzo 2012
Come sta andando l’ IIT, è la soluzione del Problema Italia, o un “buco nero” di soldi?
Vorrei ritornare su un tema di cui forse si parla poco, mentre si parla tantissimo
di come assegnare 500 o 800 milioni all’anno alle Università con ANVUR, e di concorsi universitari. Il tema è IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia, www.iit.it, che è poco presente nel dibattito di tutto questo, e mi lascia il dubbio se stiano operando meglio loro, e dovremmo tutti andare a quel modello privato, oppure no. Come sapete, l’idea di trasformare in aziende le Università (o meglio, fondazioni), era concreta, ma non è passata. Era il modello di Roberto Perotti (per una Riforma Radicale dell’Università, http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina774.html), poi ripreso da Alesina e Giavazzi, e che ha generato ampio dibattito specie su LaVoce.info (vd Bibliografia).
Dunque, a partire dal sito www.iit.it , che contiene alcune notizie, ovviamente di parte, ci si può fare qualche idea. Sul sito per esempio ci sono dei reports, per es. della “auto”-valutazione per i primi 5 anni, http://www.iit.it/images/stories/fiveyears/iit5-web-ita.pdf
Visto che oggi si parla tanto di ANVUR e indicatori bibliometrici, fa piacere sapere dai report ufficiali di IIT, che c’è una “crescita costante, confermata anche dalla stabile presenza di numerosi senior investigators nella classifica dei top italian scientists con h-factor > 30, redatta da Via Academy (www.tisreports.com)”. A titolo di esempio “menzioniamo il direttore della facility di Nanochemistry presso il laboratorio centrale, Dr. Liberato Manna, che ha un h-factor = 35, eccezionale in rapporto all’età (39 anni) e al settore chimico, e che figura al 24mo posto su 100 della graduatoria mondiale della chimica (www.sciencewatch.com da Thomson Reuters)”. Manna sembra obiettivamente il più promettente di IIT, spero presto sia quindi il presidente di IIT, anche se nemmeno lui lo conosco se non per qualche email. Me ne hanno parlato bene anche giovanissimi italiani all’estero, che hanno fatto carriere in MIT e EPFL, comincio a pensare che effettivamente Manna sia forte.
Io non ricordo che h-factor ho, ma mi pare non arriva a 20. Proporrei tuttavia un nuovo fattore, ossia h factor diviso per il numero di ricercatori, e di soldi pubblici di finanziamento ricevuti.
Ma visto che IIT citano la classifica VIA, me la sono consultata, e ho trovato solo 11 persone con h-factor sopra 30. http://www.topitalianscientists.org/Top_italian_scientists_VIA-Academy.aspx
Posiz rank Nome h luogo materia lavoro
1. 39 Daniele Piomelli 70 USA/Italy pharmacology IIT
2. 58 Fabio Benfenati 51 Italy/USA neurosciences IIT e Genova
3. 58 Roberto Cingolani 51 Italy physics - chemistry IIT e Lecce
4. 67 Roberta Foresti 42 Italy/UK pharmacology IIT
5. 68 R Motterlini 41 France/Italy pharmacology IIT
6. 69 Liberato Manna 40 Italy chemistry IIT
7. 69 Giulio Sandini 40 Italy robotics IIT e Genova Director of Research IIT
8. 73 Luciano Fadiga 36 Italy neurosciences Ferrara e IIT
9. 75 S Panzeri 34 Italy/UK neurosciences IIT
10. 77 G Gigli 32 Italy physics IIT e Salento - Lecce
11. 78 Andrea Cavalli 31 Italy biochemistry - Bologna e IIT
12. 78 Guglielmo Lanzani 31 Italy chemistry - nanotechnology PoliMI e IIT
Di Italiani, ce ne sono in classifica oltre 2500, averne solo 12 in IIT non mi entusiasma, corrisponde al 12/2500=0.5 % solo! Vedendo l'altra classifica VIA, quella per Istituti, dove IIT in Italia figura solo come 40esimo, in effetti le prime 3 posizioni sono occupate da Università pubbliche, di lunga tradizione, come Milano Bologna e Padova, che hanno oltre 100 Top Italian Researchers, ossia 10 volte piu' di IIT. Quindi IIT concentra giovani dottorandi più che altro, alla guida però non dei migliori cervelli italiani. Se avessimo fatto del miliardo di Euro, tante borse di dottorato (come in effetti ce ne vogliono), da distribuire alle prime 40 Università per numero di cervelli come TIS, avremmo probabilmente avuto dei risulatati migliori, a credere a impatto e bibliografia.
1 Milano 5526 129 42.8
2 Padova 5210 121 43.1
3 Bologna 5055 117 43.2
Non mi illudo che ANVUR, se mai valuterà IIT, non ne parlerà che bene. I vertici di ANVUR, guarda caso, sono tutti centri finanziati da IIT, a partire da SISSA, con il Presidente Fantoni, e molto PoliTO, Pisa, etc. Non dico che diranno il falso, ma sono certo in enorme conflitto di interessi. Un oligopolio di cui è difficile spezzare il raggio di influenza.
Non dico di avere premi Nobel, ma prima del migliore IIT, Daniele Piomelli, che peraltro non ho capito se lavora in IIT o in USA, come anche Benfenati, e Foresti, e Motterlini, e Panzeri, non si riesce a capire. Pare inoltre che tutti i bravi IIT siano italiani, o dovrei vedere le altre nazioni?
Rimane per me strano che in IIT non si sia fatto entrare qualche pezzo da novanta. Prima di Pomelli migliore in IIT, ce ne sono 100, e non ne parliamo se andiamo a vedere gli stranieri!
Ora, quanto guadagnano questi ricercatori IIT? Io da semplice associato prendo poco, ma se lo stipendio e’ allettante, perche’ non sono riusciti a prendere il meglio del mondo (o almeno, il meglio in Italia)? Per me resta un mistero.
Perché è direttore Cingolani se, nonostante ha guidato gruppi enormi prima a Lecce, poi in IIT e tuttora di fatto ne guida quasi tutto, non riesce ad avere un h-index maggiore di un normale 50?
Abbiamo speso 1 miliardo di Euro, e cosa abbiamo ottenuto? Forse era meglio spenderli nelle Universita’ italiane? Il dibattito su IIT, che Giavazzi comincio’ sulle colonne del Corriere, dicendo che i centri di eccellenza non erano abbastanza concentrati come soldi, è terminato, o può ricominciare? A mio avviso, dovrebbe ricominciare alla luce dei risultati dei primi 10 anni. Concentrare i soldi serve sempre? O servirebbe concentrare cervelli? E i cervelli si concentrano dove sono i soldi, o dove il leader e’ un premio Nobel? Ci sono casi di un Premio Nobel che lavora sotto un buon manager, ma che ha h-index solo di 50? Perche’ in Italia non abbiamo piu’ premi Nobel? Se IIT e’ la piu’ alta concentrazione di soldi che riusciamo a mettere a disposizione, a costo di far “morire di fame” quasi tutto il resto della Università italiana (che pure esprime i restanti 2000 ricercatori con h>30, mentre IIT ne assorbe solo 11, e non i migliori 11), perche’ non ci ha ancora portato un premio Nobel? Quanto dovremmo aspettare per averlo? E quanto dovremmo spendere?
Spero sia chiaro che non ce l’ho con Cingolani quindi, ma con la strategia alla base. Anche Hitler aveva concentrato molte cose, eppure senza Fermi e Einstein, grandi cervelli che dovettero fuggire all’estero, la bomba atomica non riusci’ a farla, e per fortuna!
Il problema e’ che la Germania si è ripresa dalla guerra mondiale, recuperando da allora diversi nuovi premi Nobel. Noi ne abbiamo avuto solo uno, Giulio Natta, in una Università Statale, il PoliMI, e niente piu’. Aspetteremo IIT? O dobbiamo cambiarne un poco la strategia?
Peraltro, se leggo la classifica di Istituti italiani, mentre IIT sarà molto probabilmente in vetta per finanziamenti, e' solo al 40esimo posto per impatto scientifico. Come vedete, da qualunque punto la si veda, la realtà è difficile da negare.
Cordiali Saluti, Michele Ciavarella
Bibliografia essenziale su lavoce.info
• 18.12.2003 Dibattito sull'Iit Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 16.12.2003 La riforma impossibile Alberto Alesina e Francesco Giavazzi Scuola e Università
• 16.12.2003 Che fare dell'università Luigi Spaventa Scuola e Università
• 16.12.2003 Iit, un buon primo passo Giovanni Peri Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 20.11.2003 Una proposta per l'Iit Tullio Jappelli e Marco Pagano Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 20.11.2003 L'Iit, opportunità o pericolo? Renato Bozio e Guglielmo Weber Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 20.11.2003 Perché anche l'Iit non cambierà nulla Daniele Checchi Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
Appendice 1.
Italiani della classifica VIA prima del migliore in IIT, ossia Davide Piomelli.
Posiz rank Nome h luogo materia lavoro
1. 1 Carlo Croce 142 USA cancer - medicine Ferrara GM prize and other prizes
2. 2 Napoleone Ferrara 129 USA cancer - medicine Lasker award 2010
3. 3 Alberto Mantovani 126 Italy immunology - medicine Humanitas e Milano top Italian in Italy
4. 4 Giorgio Trinchieri 122 France/USA immunology - medicine ISI
5. 5 Ettore Appella 114 USA immunology - medicine ISI, 108 with Google Scholar
6. 6 Giuseppe Remuzzi 110 Italy nephrology - medicine Mario Negri
7. 7 Alex Sette 108 USA immunology - medicine youngest top
8. 8 Lorenzo Moretta 104 Italy immunology - medicine Gaslini GE e Genova ISI
9. 9 Pietro De Camilli 103 USA cell biology - neurosciences
10. 10 Angela Barbaro-Galtieri 102 USA physics top female AND top physicist
11. 10 Giuseppe Mancia 102 Italy clinical - medicine Milano Bicocca
12. 10 Tomaso Poggio 102 USA computer, neurosciences, social sciences most eclectic
13. 11 Silvia Franceschi 101 Italy/France epidemiology - medicine Torino second top female
14. 12 Antonio Lanzavecchia 100 Switzerland immunology - medicine
15. 12 Peter J Schwartz 100 Italy/South Africa cardiology - medicine Pavia PorP
16. 13 Alessandro Moretta 97 Italy immunology - medicine Genova ISI
17. 13 Michele Parrinello 97 Switzerland chemistry - physics
18. 13 PP Pandolfi 97 USA cancer - medicine e Torino Hamdan Award for Medical Research Excellence and other prizes
19. 14 Alberto Alesina 96 USA economics
20. 14 Michelangelo Mangano 96 Switzerland physics
21. 14 PM Mannucci 96 Italy haematology -medicine IRCSS Cà Granda Osp. Maggiore MI e Milano
22. 15 D Bisello 95 Italy physics Padova INFN
23. 15 Giorgio Parisi 95 Italy physics Roma Planck prize 2010
24. 16 Carlo La Vecchia 94 Italy epidemiology and cancer - medicine Mario Negri e Milano
25. 16 Riccardo Dalla Favera 94 USA cancer - medicine
26. 17 Ele Ferrannini 93 Italy diabetes - medicine Pisa e CNR
27. 17 Juan Rosai 93 Italy/USA pathology - medicine Centro Diagnostico Italiano Milano originally, Giovanni
28. 17 Paolo Sassone-Corsi 93 USA neurosciences
29. 17 PG Pelicci 93 Italy cell biology - medicine IEO Milano e Milano
30. 18 Dario Alessi 92 UK biochemistry
31. 18 Giacomo Rizzolatti 92 Italy neurosciences Parma
32. 19 Antonio Colombo 91 Italy cardiology - medicine San Raffaele
33. 19 Silvia G Priori 91 USA/Italy cardiology - medicine IRCSS Maugeri e Pavia
34. 19 Vincenzo Balzani 91 Italy chemistry Bologna ISI
35. 20 Giulio Gabbiani 90 Switzerland pathology - medicine
36. 20 Rino Rappuoli 90 Italy/UK pharmacology Chiron
37. 21 Attilio Maseri 89 Italy clinical - medicine HSC Onlus Grand Prix Sci. 04
38. 22 Piero Anversa 88 USA cancer - medicine
39. 22 Roberto Bolli 88 USA cardiology - medicine
40. 22 Tullio Pozzan 88 Italy cell biology CNR Pisa e Padova ISI
41. 23 A Sangiovanni Vincentelli 86 USA computer sciences IEEE Maxwell Award 2009
42. 23 Adriano Aguzzi 86 Switzerland neurosciences - medicine
43. 23 Alberto Zanchetti 86 Italy cardiology - medicine Istituto Auxiologico
44. 24 Giorgio Bernardi 85 Italy neurology -medicine Roma 2 e IRCSS S. Lucia
45. 24 GL Gessa 85 Italy pharmacology - neurosciences Cagliari retired
46. 24 Sergio Ferrara 85 USA physics INFN Frascati
47. 24 Sergio Romagnani 85 Italy immunology - medicine Firenze PorP
48. 25 Alvio Renzini 84 Italy astrophysics Padova
49. 25 Elisabetta Dejana 84 Italy cancer - mol cell biology IFOM e Milano
50. 25 Michele Pagano 84 USA mol cell biology PorP
51. 25 Vincenzo Di Marzo 84 Italy pharmacology - neurosciences CNR Napoli
52. 26 Ernesto Carafoli 83 Switzerland/Italy biochemistry - cell biology Padova
53. 26 Mario Gerla 83 USA computer sciences
54. 27 PM Comoglio 82 Italy cancer - medicine IRCC e Torino
55. 28 Gianni Bonadonna 81 Italy cancer - medicine Ist Naz Tumori MI
56. 29 G Veneziano 80 France physics
57. 29 LL Cavalli-Sforza 80 USA population genetics
58. 29 Umberto Veronesi 80 Italy cancer - medicine IEO Milano senatore
59. 30 Gianni Tognoni 79 Italy epidemiology - medicine Mario Negri
60. 31 Elio Riboli 78 UK epidemiology - medicine
61. 31 Luigi Ferrucci 78 USA epidemiology - medicine
62. 31 M Prato 78 Italy chemistry Trieste ISI
63. 31 Marco Colonna 78 USA immunology - medicine
64. 31 Mauro Dell'Orso 78 Italy physics Pisa INFN
65. 31 Paolo Boffetta 78 France/USA epidemiology - cancer
66. 31 Renato Baserga 78 USA cancer - medicine retired?
67. 32 Alfredo Fusco 77 Italy cancer - medicine CNR e Napoli
68. 32 Brunangelo Falini 77 Italy haematology - medicine Perugia Jose Carreras Award 2010
69. 32 D Gatteschi 77 Italy chemistry Firenze ISI
70. 32 Dario C Altieri 77 USA cancer - medicine
71. 32 Federico Capasso 77 USA physics - technology
72. 32 Massimo Filippi 77 Italy neurology - medicine San Raffaele
73. 32 Maurizio Fava 77 USA psychiatry - medicine PorP
74. 33 Mago Clerici 76 Italy mol cell biology Milano
75. 33 Riccardo Cortese 76 Italy mol cell biology IRBM Pomezia
76. 33 Silvano Sozzani 76 Italy cancer - medicine Brescia
77. 33 Zaverio Ruggeri 76 USA haematology -medicine
78. 34 Cesare Montecucco 75 Italy cell biology - biochemistry Padova Paul Ehrich prize 2011
79. 34 Claudio Franceschi 75 Italy biochemistry - cell biology Bologna
80. 34 F Bedeschi 75 Italy physics INFN Pisa
81. 34 G Apollinari 75 USA physics
82. 35 Carlo Patrono 74 Italy pharmacology Cattolica Roma
83. 35 Daniela Bortoletto 74 USA physics
84. 35 G Zamorani 74 Italy astrophysics INAF Roma
85. 35 Marco Pierotti 74 Italy cancer - medicine Ist Naz Tumori MI PorP
86. 35 PP Di Fiore 74 Italy cell biology IFOM e Milano
87. 36 G Bellettini 73 Italy/USA physics Pisa
88. 36 Giorgio Chiarelli 73 Italy physics Pisa INFN
89. 36 Leonardo M Fabbri 73 Italy clinical - medicine Modena PorP
90. 36 N Bacchetta 73 Italy physics INFN Padova
91. 37 Alfonso Caramazza 72 USA/Italy psychology - neurosciences Trento
92. 37 Enrico Maggi 72 Italy immunology - medicine Firenze
93. 37 Giovanni De Micheli 72 Switzerland computer sciences
94. 37 Marcello Giorgi 72 Italy physics Pisa
95. 37 Umberto Eco 72 Italy semeiotics - literature Bologna
96. 38 G Ghisellini 71 Italy astrophysics INAF Brera
97. 38 Mario Capecchi 71 USA genetics - mol cell biology Nobel
98. 38 N Panagia 71 USA/Italy astrophysics INAF Catania
99. 38 Renato Iozzo 71 USA cancer - medicine
100. 39 Adriano Zecchina 70 Italy chemistry Torino ISI
Appendice II Top 50 Italian institutes
http://www.tisreports.com/products/4-Top_50_Italian_Institutes.aspx
The Institutes are ranked according to the Sum of H-index of their affiliated TIS.
Those fundamentally private or independent are highlighted in yellow.
Please note, this table is updated in real-time, based on the TIS database.
Rank Inst Sum of H-Index N. of TIS Average H-Index
1 Milano 5526 129 42.8
2 Padova 5210 121 43.1
3 Bologna 5055 117 43.2
4 Torino 4242 98 43.3
5 Roma 4202 106 39.6
6 Firenze 3604 87 41.4
7 CNR 3449 83 41.6
8 INAF 3383 70 48.3
9 Napoli 2847 70 40.7
10 Genova 2822 66 42.8
11 SanRaff 2614 58 45.1
12 Roma 2 2562 64 40.0
13 Pisa 2540 58 43.8
14 INFN 2393 51 46.9
15 Perugia 2067 51 40.5
16 Ferrara 1913 45 42.5
17 Cattol 1827 47 38.9
18 Pavia 1712 41 41.8
19 MiBicoc 1563 35 44.7
20 Bari 1366 33 41.4
21 Verona 1325 32 41.4
22 NazTumor1319 28 47.1
23 MNegri 1176 23 51.1
24 Modena 1136 28 40.6
25 Trieste 1103 27 40.9
26 Brescia 1066 26 41.0
27 Siena 1058 27 39.2
28 Cagliari947 23 41.2
29 Parma 936 24 39.0
30 Napoli2 832 21 39.6
31 Chieti 809 21 38.5
32 Messina 772 20 38.6
33 PoliMI 719 18 39.9
34 SISSA 683 16 42.7
35 Udine 682 18 37.9
36 Trento 661 16 41.3
37 Gaslini 649 15 43.3
38 Sanita' 635 15 42.3
39 Palermo 630 18 35.0
40 IIT 626 15 41.7
41 Normale 626 14 44.7
42 IEO 574 11 52.2
43 Roma 3 563 13 43.3
44 Catanz 560 14 40.0
45 Insubria542 14 38.7
46 IST Gen 535 12 44.6
47 IFOM 531 11 48.3
48 PiemOr 512 12 42.7
49 UniCal 492 12 41.0
50 IRCSSS.L422 9 46.9
di come assegnare 500 o 800 milioni all’anno alle Università con ANVUR, e di concorsi universitari. Il tema è IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia, www.iit.it, che è poco presente nel dibattito di tutto questo, e mi lascia il dubbio se stiano operando meglio loro, e dovremmo tutti andare a quel modello privato, oppure no. Come sapete, l’idea di trasformare in aziende le Università (o meglio, fondazioni), era concreta, ma non è passata. Era il modello di Roberto Perotti (per una Riforma Radicale dell’Università, http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina774.html), poi ripreso da Alesina e Giavazzi, e che ha generato ampio dibattito specie su LaVoce.info (vd Bibliografia).
Dunque, a partire dal sito www.iit.it , che contiene alcune notizie, ovviamente di parte, ci si può fare qualche idea. Sul sito per esempio ci sono dei reports, per es. della “auto”-valutazione per i primi 5 anni, http://www.iit.it/images/stories/fiveyears/iit5-web-ita.pdf
Visto che oggi si parla tanto di ANVUR e indicatori bibliometrici, fa piacere sapere dai report ufficiali di IIT, che c’è una “crescita costante, confermata anche dalla stabile presenza di numerosi senior investigators nella classifica dei top italian scientists con h-factor > 30, redatta da Via Academy (www.tisreports.com)”. A titolo di esempio “menzioniamo il direttore della facility di Nanochemistry presso il laboratorio centrale, Dr. Liberato Manna, che ha un h-factor = 35, eccezionale in rapporto all’età (39 anni) e al settore chimico, e che figura al 24mo posto su 100 della graduatoria mondiale della chimica (www.sciencewatch.com da Thomson Reuters)”. Manna sembra obiettivamente il più promettente di IIT, spero presto sia quindi il presidente di IIT, anche se nemmeno lui lo conosco se non per qualche email. Me ne hanno parlato bene anche giovanissimi italiani all’estero, che hanno fatto carriere in MIT e EPFL, comincio a pensare che effettivamente Manna sia forte.
Io non ricordo che h-factor ho, ma mi pare non arriva a 20. Proporrei tuttavia un nuovo fattore, ossia h factor diviso per il numero di ricercatori, e di soldi pubblici di finanziamento ricevuti.
Ma visto che IIT citano la classifica VIA, me la sono consultata, e ho trovato solo 11 persone con h-factor sopra 30. http://www.topitalianscientists.org/Top_italian_scientists_VIA-Academy.aspx
Posiz rank Nome h luogo materia lavoro
1. 39 Daniele Piomelli 70 USA/Italy pharmacology IIT
2. 58 Fabio Benfenati 51 Italy/USA neurosciences IIT e Genova
3. 58 Roberto Cingolani 51 Italy physics - chemistry IIT e Lecce
4. 67 Roberta Foresti 42 Italy/UK pharmacology IIT
5. 68 R Motterlini 41 France/Italy pharmacology IIT
6. 69 Liberato Manna 40 Italy chemistry IIT
7. 69 Giulio Sandini 40 Italy robotics IIT e Genova Director of Research IIT
8. 73 Luciano Fadiga 36 Italy neurosciences Ferrara e IIT
9. 75 S Panzeri 34 Italy/UK neurosciences IIT
10. 77 G Gigli 32 Italy physics IIT e Salento - Lecce
11. 78 Andrea Cavalli 31 Italy biochemistry - Bologna e IIT
12. 78 Guglielmo Lanzani 31 Italy chemistry - nanotechnology PoliMI e IIT
Di Italiani, ce ne sono in classifica oltre 2500, averne solo 12 in IIT non mi entusiasma, corrisponde al 12/2500=0.5 % solo! Vedendo l'altra classifica VIA, quella per Istituti, dove IIT in Italia figura solo come 40esimo, in effetti le prime 3 posizioni sono occupate da Università pubbliche, di lunga tradizione, come Milano Bologna e Padova, che hanno oltre 100 Top Italian Researchers, ossia 10 volte piu' di IIT. Quindi IIT concentra giovani dottorandi più che altro, alla guida però non dei migliori cervelli italiani. Se avessimo fatto del miliardo di Euro, tante borse di dottorato (come in effetti ce ne vogliono), da distribuire alle prime 40 Università per numero di cervelli come TIS, avremmo probabilmente avuto dei risulatati migliori, a credere a impatto e bibliografia.
1 Milano 5526 129 42.8
2 Padova 5210 121 43.1
3 Bologna 5055 117 43.2
Non mi illudo che ANVUR, se mai valuterà IIT, non ne parlerà che bene. I vertici di ANVUR, guarda caso, sono tutti centri finanziati da IIT, a partire da SISSA, con il Presidente Fantoni, e molto PoliTO, Pisa, etc. Non dico che diranno il falso, ma sono certo in enorme conflitto di interessi. Un oligopolio di cui è difficile spezzare il raggio di influenza.
Non dico di avere premi Nobel, ma prima del migliore IIT, Daniele Piomelli, che peraltro non ho capito se lavora in IIT o in USA, come anche Benfenati, e Foresti, e Motterlini, e Panzeri, non si riesce a capire. Pare inoltre che tutti i bravi IIT siano italiani, o dovrei vedere le altre nazioni?
Rimane per me strano che in IIT non si sia fatto entrare qualche pezzo da novanta. Prima di Pomelli migliore in IIT, ce ne sono 100, e non ne parliamo se andiamo a vedere gli stranieri!
Ora, quanto guadagnano questi ricercatori IIT? Io da semplice associato prendo poco, ma se lo stipendio e’ allettante, perche’ non sono riusciti a prendere il meglio del mondo (o almeno, il meglio in Italia)? Per me resta un mistero.
Perché è direttore Cingolani se, nonostante ha guidato gruppi enormi prima a Lecce, poi in IIT e tuttora di fatto ne guida quasi tutto, non riesce ad avere un h-index maggiore di un normale 50?
Abbiamo speso 1 miliardo di Euro, e cosa abbiamo ottenuto? Forse era meglio spenderli nelle Universita’ italiane? Il dibattito su IIT, che Giavazzi comincio’ sulle colonne del Corriere, dicendo che i centri di eccellenza non erano abbastanza concentrati come soldi, è terminato, o può ricominciare? A mio avviso, dovrebbe ricominciare alla luce dei risultati dei primi 10 anni. Concentrare i soldi serve sempre? O servirebbe concentrare cervelli? E i cervelli si concentrano dove sono i soldi, o dove il leader e’ un premio Nobel? Ci sono casi di un Premio Nobel che lavora sotto un buon manager, ma che ha h-index solo di 50? Perche’ in Italia non abbiamo piu’ premi Nobel? Se IIT e’ la piu’ alta concentrazione di soldi che riusciamo a mettere a disposizione, a costo di far “morire di fame” quasi tutto il resto della Università italiana (che pure esprime i restanti 2000 ricercatori con h>30, mentre IIT ne assorbe solo 11, e non i migliori 11), perche’ non ci ha ancora portato un premio Nobel? Quanto dovremmo aspettare per averlo? E quanto dovremmo spendere?
Spero sia chiaro che non ce l’ho con Cingolani quindi, ma con la strategia alla base. Anche Hitler aveva concentrato molte cose, eppure senza Fermi e Einstein, grandi cervelli che dovettero fuggire all’estero, la bomba atomica non riusci’ a farla, e per fortuna!
Il problema e’ che la Germania si è ripresa dalla guerra mondiale, recuperando da allora diversi nuovi premi Nobel. Noi ne abbiamo avuto solo uno, Giulio Natta, in una Università Statale, il PoliMI, e niente piu’. Aspetteremo IIT? O dobbiamo cambiarne un poco la strategia?
Peraltro, se leggo la classifica di Istituti italiani, mentre IIT sarà molto probabilmente in vetta per finanziamenti, e' solo al 40esimo posto per impatto scientifico. Come vedete, da qualunque punto la si veda, la realtà è difficile da negare.
Cordiali Saluti, Michele Ciavarella
Bibliografia essenziale su lavoce.info
• 18.12.2003 Dibattito sull'Iit Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 16.12.2003 La riforma impossibile Alberto Alesina e Francesco Giavazzi Scuola e Università
• 16.12.2003 Che fare dell'università Luigi Spaventa Scuola e Università
• 16.12.2003 Iit, un buon primo passo Giovanni Peri Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 20.11.2003 Una proposta per l'Iit Tullio Jappelli e Marco Pagano Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 20.11.2003 L'Iit, opportunità o pericolo? Renato Bozio e Guglielmo Weber Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 20.11.2003 Perché anche l'Iit non cambierà nulla Daniele Checchi Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
Appendice 1.
Italiani della classifica VIA prima del migliore in IIT, ossia Davide Piomelli.
Posiz rank Nome h luogo materia lavoro
1. 1 Carlo Croce 142 USA cancer - medicine Ferrara GM prize and other prizes
2. 2 Napoleone Ferrara 129 USA cancer - medicine Lasker award 2010
3. 3 Alberto Mantovani 126 Italy immunology - medicine Humanitas e Milano top Italian in Italy
4. 4 Giorgio Trinchieri 122 France/USA immunology - medicine ISI
5. 5 Ettore Appella 114 USA immunology - medicine ISI, 108 with Google Scholar
6. 6 Giuseppe Remuzzi 110 Italy nephrology - medicine Mario Negri
7. 7 Alex Sette 108 USA immunology - medicine youngest top
8. 8 Lorenzo Moretta 104 Italy immunology - medicine Gaslini GE e Genova ISI
9. 9 Pietro De Camilli 103 USA cell biology - neurosciences
10. 10 Angela Barbaro-Galtieri 102 USA physics top female AND top physicist
11. 10 Giuseppe Mancia 102 Italy clinical - medicine Milano Bicocca
12. 10 Tomaso Poggio 102 USA computer, neurosciences, social sciences most eclectic
13. 11 Silvia Franceschi 101 Italy/France epidemiology - medicine Torino second top female
14. 12 Antonio Lanzavecchia 100 Switzerland immunology - medicine
15. 12 Peter J Schwartz 100 Italy/South Africa cardiology - medicine Pavia PorP
16. 13 Alessandro Moretta 97 Italy immunology - medicine Genova ISI
17. 13 Michele Parrinello 97 Switzerland chemistry - physics
18. 13 PP Pandolfi 97 USA cancer - medicine e Torino Hamdan Award for Medical Research Excellence and other prizes
19. 14 Alberto Alesina 96 USA economics
20. 14 Michelangelo Mangano 96 Switzerland physics
21. 14 PM Mannucci 96 Italy haematology -medicine IRCSS Cà Granda Osp. Maggiore MI e Milano
22. 15 D Bisello 95 Italy physics Padova INFN
23. 15 Giorgio Parisi 95 Italy physics Roma Planck prize 2010
24. 16 Carlo La Vecchia 94 Italy epidemiology and cancer - medicine Mario Negri e Milano
25. 16 Riccardo Dalla Favera 94 USA cancer - medicine
26. 17 Ele Ferrannini 93 Italy diabetes - medicine Pisa e CNR
27. 17 Juan Rosai 93 Italy/USA pathology - medicine Centro Diagnostico Italiano Milano originally, Giovanni
28. 17 Paolo Sassone-Corsi 93 USA neurosciences
29. 17 PG Pelicci 93 Italy cell biology - medicine IEO Milano e Milano
30. 18 Dario Alessi 92 UK biochemistry
31. 18 Giacomo Rizzolatti 92 Italy neurosciences Parma
32. 19 Antonio Colombo 91 Italy cardiology - medicine San Raffaele
33. 19 Silvia G Priori 91 USA/Italy cardiology - medicine IRCSS Maugeri e Pavia
34. 19 Vincenzo Balzani 91 Italy chemistry Bologna ISI
35. 20 Giulio Gabbiani 90 Switzerland pathology - medicine
36. 20 Rino Rappuoli 90 Italy/UK pharmacology Chiron
37. 21 Attilio Maseri 89 Italy clinical - medicine HSC Onlus Grand Prix Sci. 04
38. 22 Piero Anversa 88 USA cancer - medicine
39. 22 Roberto Bolli 88 USA cardiology - medicine
40. 22 Tullio Pozzan 88 Italy cell biology CNR Pisa e Padova ISI
41. 23 A Sangiovanni Vincentelli 86 USA computer sciences IEEE Maxwell Award 2009
42. 23 Adriano Aguzzi 86 Switzerland neurosciences - medicine
43. 23 Alberto Zanchetti 86 Italy cardiology - medicine Istituto Auxiologico
44. 24 Giorgio Bernardi 85 Italy neurology -medicine Roma 2 e IRCSS S. Lucia
45. 24 GL Gessa 85 Italy pharmacology - neurosciences Cagliari retired
46. 24 Sergio Ferrara 85 USA physics INFN Frascati
47. 24 Sergio Romagnani 85 Italy immunology - medicine Firenze PorP
48. 25 Alvio Renzini 84 Italy astrophysics Padova
49. 25 Elisabetta Dejana 84 Italy cancer - mol cell biology IFOM e Milano
50. 25 Michele Pagano 84 USA mol cell biology PorP
51. 25 Vincenzo Di Marzo 84 Italy pharmacology - neurosciences CNR Napoli
52. 26 Ernesto Carafoli 83 Switzerland/Italy biochemistry - cell biology Padova
53. 26 Mario Gerla 83 USA computer sciences
54. 27 PM Comoglio 82 Italy cancer - medicine IRCC e Torino
55. 28 Gianni Bonadonna 81 Italy cancer - medicine Ist Naz Tumori MI
56. 29 G Veneziano 80 France physics
57. 29 LL Cavalli-Sforza 80 USA population genetics
58. 29 Umberto Veronesi 80 Italy cancer - medicine IEO Milano senatore
59. 30 Gianni Tognoni 79 Italy epidemiology - medicine Mario Negri
60. 31 Elio Riboli 78 UK epidemiology - medicine
61. 31 Luigi Ferrucci 78 USA epidemiology - medicine
62. 31 M Prato 78 Italy chemistry Trieste ISI
63. 31 Marco Colonna 78 USA immunology - medicine
64. 31 Mauro Dell'Orso 78 Italy physics Pisa INFN
65. 31 Paolo Boffetta 78 France/USA epidemiology - cancer
66. 31 Renato Baserga 78 USA cancer - medicine retired?
67. 32 Alfredo Fusco 77 Italy cancer - medicine CNR e Napoli
68. 32 Brunangelo Falini 77 Italy haematology - medicine Perugia Jose Carreras Award 2010
69. 32 D Gatteschi 77 Italy chemistry Firenze ISI
70. 32 Dario C Altieri 77 USA cancer - medicine
71. 32 Federico Capasso 77 USA physics - technology
72. 32 Massimo Filippi 77 Italy neurology - medicine San Raffaele
73. 32 Maurizio Fava 77 USA psychiatry - medicine PorP
74. 33 Mago Clerici 76 Italy mol cell biology Milano
75. 33 Riccardo Cortese 76 Italy mol cell biology IRBM Pomezia
76. 33 Silvano Sozzani 76 Italy cancer - medicine Brescia
77. 33 Zaverio Ruggeri 76 USA haematology -medicine
78. 34 Cesare Montecucco 75 Italy cell biology - biochemistry Padova Paul Ehrich prize 2011
79. 34 Claudio Franceschi 75 Italy biochemistry - cell biology Bologna
80. 34 F Bedeschi 75 Italy physics INFN Pisa
81. 34 G Apollinari 75 USA physics
82. 35 Carlo Patrono 74 Italy pharmacology Cattolica Roma
83. 35 Daniela Bortoletto 74 USA physics
84. 35 G Zamorani 74 Italy astrophysics INAF Roma
85. 35 Marco Pierotti 74 Italy cancer - medicine Ist Naz Tumori MI PorP
86. 35 PP Di Fiore 74 Italy cell biology IFOM e Milano
87. 36 G Bellettini 73 Italy/USA physics Pisa
88. 36 Giorgio Chiarelli 73 Italy physics Pisa INFN
89. 36 Leonardo M Fabbri 73 Italy clinical - medicine Modena PorP
90. 36 N Bacchetta 73 Italy physics INFN Padova
91. 37 Alfonso Caramazza 72 USA/Italy psychology - neurosciences Trento
92. 37 Enrico Maggi 72 Italy immunology - medicine Firenze
93. 37 Giovanni De Micheli 72 Switzerland computer sciences
94. 37 Marcello Giorgi 72 Italy physics Pisa
95. 37 Umberto Eco 72 Italy semeiotics - literature Bologna
96. 38 G Ghisellini 71 Italy astrophysics INAF Brera
97. 38 Mario Capecchi 71 USA genetics - mol cell biology Nobel
98. 38 N Panagia 71 USA/Italy astrophysics INAF Catania
99. 38 Renato Iozzo 71 USA cancer - medicine
100. 39 Adriano Zecchina 70 Italy chemistry Torino ISI
Appendice II Top 50 Italian institutes
http://www.tisreports.com/products/4-Top_50_Italian_Institutes.aspx
The Institutes are ranked according to the Sum of H-index of their affiliated TIS.
Those fundamentally private or independent are highlighted in yellow.
Please note, this table is updated in real-time, based on the TIS database.
Rank Inst Sum of H-Index N. of TIS Average H-Index
1 Milano 5526 129 42.8
2 Padova 5210 121 43.1
3 Bologna 5055 117 43.2
4 Torino 4242 98 43.3
5 Roma 4202 106 39.6
6 Firenze 3604 87 41.4
7 CNR 3449 83 41.6
8 INAF 3383 70 48.3
9 Napoli 2847 70 40.7
10 Genova 2822 66 42.8
11 SanRaff 2614 58 45.1
12 Roma 2 2562 64 40.0
13 Pisa 2540 58 43.8
14 INFN 2393 51 46.9
15 Perugia 2067 51 40.5
16 Ferrara 1913 45 42.5
17 Cattol 1827 47 38.9
18 Pavia 1712 41 41.8
19 MiBicoc 1563 35 44.7
20 Bari 1366 33 41.4
21 Verona 1325 32 41.4
22 NazTumor1319 28 47.1
23 MNegri 1176 23 51.1
24 Modena 1136 28 40.6
25 Trieste 1103 27 40.9
26 Brescia 1066 26 41.0
27 Siena 1058 27 39.2
28 Cagliari947 23 41.2
29 Parma 936 24 39.0
30 Napoli2 832 21 39.6
31 Chieti 809 21 38.5
32 Messina 772 20 38.6
33 PoliMI 719 18 39.9
34 SISSA 683 16 42.7
35 Udine 682 18 37.9
36 Trento 661 16 41.3
37 Gaslini 649 15 43.3
38 Sanita' 635 15 42.3
39 Palermo 630 18 35.0
40 IIT 626 15 41.7
41 Normale 626 14 44.7
42 IEO 574 11 52.2
43 Roma 3 563 13 43.3
44 Catanz 560 14 40.0
45 Insubria542 14 38.7
46 IST Gen 535 12 44.6
47 IFOM 531 11 48.3
48 PiemOr 512 12 42.7
49 UniCal 492 12 41.0
50 IRCSSS.L422 9 46.9
lunedì 27 febbraio 2012
se le private sono queste... ben vengano le pubbliche! IDEA: eliminiamo ANVUR e valutiamo solo i Rettori ?
E' apparsa ieri sul Secolo XiX una interessante inchiesta.
In particolare il caso peggiore pare sia quello purtroppo nella mia citta' di
Bari, anzi alle porte di Bari, nel centro commerciale vicino alla LUM di
proprieta' della Famiglia DeGennaro da sempre chiacchierata per molta ....
spericolatezza.
Quanti soldi drenano le private si vede chiaramente sull'inchiesta, e poi, come mai drenano cosi' tanti soldi pubblici, visto che sono private? Persino le migliori
due o tre, come Bocconi naturalmente, costa tantissimo al privato,
tantissimo al contribuente, e alla fine, e' al 629 posto della classifica
SCIMAGO, dove Politecnico di Bari e' la prima pubblica, per impatto
scientifico normalizzato, a pochi posti di distanza, 634. Qualcosa non
torna, e le Riforme in atto non vanno in nessuna delle direzioni
intelligenti e strategiche. Quindi saranno tutte cosi' le universita'
italiane del futuro? E se ANVUR fara' la certificazione, togliera' subito
a queste qualsiasi valore legale, o invece tartassera' le cmq decenti
Universita' pubbliche che ancora abbiamo, per fortuna?
Valutiamo piuttosto i Rettori con i criteri ANVUR. Invece di fare un
lavoraccio, ci sbrighiamo in pochi minuti, e abbiamo un quadro
significativo. Qualche giornalista magari mi ascolta e lo fa. Se ne
volete parlare, avendo molti dati, sono a disposizione.
--
_________
Prof. Ing. Michele Ciavarella. Centro di Eccellenza in Meccanica
Computazionale. Politecnico di BARI.
+39 080 5962811, mob. +393204316816. Humboldt fellow 2010-2012. University
TUHH. Germany. http://poliba.academia.edu/micheleciavarella
Email: engineeringchallenges@gmail.com, mciava@poliba.it.
Facebook ID https://www.facebook.com/profile.php?id=100000873761233
Convegno IL FUTURO DELL’UNIVERSITA’ PUBBLICA ITALIANA Sabato 17 marzo 2012,
Politecnico di Torino http://futurouniversitapubblica.blogspot.com/
https://www.facebook.com/groups/246673728752882/
Founder, "Humboldtiani" google group-->
https://groups.google.com/group/humboldtiani/subscribe?hl=en
Gruppo di discussione sulle Università non Virtuose"
http://groups.google.com/group/non_virtuosi/subscribe?hl=en
RETTORE VIRTUOSO BLOG ->http://rettorevirtuoso.blogspot.com/
In particolare il caso peggiore pare sia quello purtroppo nella mia citta' di
Bari, anzi alle porte di Bari, nel centro commerciale vicino alla LUM di
proprieta' della Famiglia DeGennaro da sempre chiacchierata per molta ....
spericolatezza.
Quanti soldi drenano le private si vede chiaramente sull'inchiesta, e poi, come mai drenano cosi' tanti soldi pubblici, visto che sono private? Persino le migliori
due o tre, come Bocconi naturalmente, costa tantissimo al privato,
tantissimo al contribuente, e alla fine, e' al 629 posto della classifica
SCIMAGO, dove Politecnico di Bari e' la prima pubblica, per impatto
scientifico normalizzato, a pochi posti di distanza, 634. Qualcosa non
torna, e le Riforme in atto non vanno in nessuna delle direzioni
intelligenti e strategiche. Quindi saranno tutte cosi' le universita'
italiane del futuro? E se ANVUR fara' la certificazione, togliera' subito
a queste qualsiasi valore legale, o invece tartassera' le cmq decenti
Universita' pubbliche che ancora abbiamo, per fortuna?
Valutiamo piuttosto i Rettori con i criteri ANVUR. Invece di fare un
lavoraccio, ci sbrighiamo in pochi minuti, e abbiamo un quadro
significativo. Qualche giornalista magari mi ascolta e lo fa. Se ne
volete parlare, avendo molti dati, sono a disposizione.
--
_________
Prof. Ing. Michele Ciavarella. Centro di Eccellenza in Meccanica
Computazionale. Politecnico di BARI.
+39 080 5962811, mob. +393204316816. Humboldt fellow 2010-2012. University
TUHH. Germany. http://poliba.academia.edu/micheleciavarella
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Convegno IL FUTURO DELL’UNIVERSITA’ PUBBLICA ITALIANA Sabato 17 marzo 2012,
Politecnico di Torino http://futurouniversitapubblica.blogspot.com/
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sabato 25 febbraio 2012
Lettera/invito al Ministro Profumo su proposte di Eccellenza e proposte innovative per trasferimento e reclutamento
Lettera/invito al Ministro Profumo su proposte di Eccellenza e proposte innovative per trasferimento e reclutamento
Sig. Ministro,
ha dato gioia a molti di noi firmatari della lettera a Lei indirizzata del 24 dicembre 2011 di cui in allegato riportiamo un estratto di allegato, e che comunque sul blog di Harvard imechanica.org, TWO PROPOSALS TO FORWARD EXCELLENCE IN ITALY, ha avuto oltre 7000 letture da tutto il mondo, vedere che qualcosa Lei ha fatto in risposta alle ns richieste, in particolare la apertura del Piano Straordinario alle Chiamate dirette secondo legge 230/2005 (chiamata diretta per ricercatori all'estero e chiamata per chiara fama), senza specificare che tale legge va integrata con le modificazioni successive (tipo quella dell'art. 29 comma 7 della legge Gelmini), che pure sembravano una conquista. Ci viene il dubbio che nell´oliare la Riforma Gelmini, si stiano facendo sia passi avanti che passi indietro. Quelle modificazioni vanno comunque inserite e per dirla con semplicita´, chiediamo il Piano Straordinario, della cui gestione molti si lamentano, almeno per pochi eccellenti, andrebbe usato con parametri certi e internazionalmente riconosciuti, come le conquiste di prestigiosi bandi ERC, mentre ora torniamo al rischio di aleatorieta´. Un passo indietro rispetto alla meritocrazia? Ci saranno certo ricorsi TAR.
Nel frattempo, almeno il primo Firmatario di quella lettera, Michele Ciavarella, avendo creato una discussione aperta e internazionale, ha avuto numerosi nuovi sostegni e in particolare portera´a nome COSAU, ossia il Coordinamento dei Sindacati Autonomi, CIPUR, CISAL, CNRU, CNU, SNALS DOCENTI UNIVERSITA', una serie di proposte che sono maturate anche dalla discussione, di cui una originata da Giacinto Scoles, docente nella Universita´non virtuosa di Udine, ma anche di quella virtuosissima di Princeton, nonche´Fellow della Royal Society, per fare ottimo e semplice “mescolamento del sangue”, mentre abbiamo notato che l´attuale meccanismo, il concorso ex art.18 Legge 240, non solo drena risorse al Piano Straordinario di Reclutamento di Associati in misura falsamente elevata (per ogni docenti Associati gia´ in servizio, una Universita´Virtuosa deve spendere 3 o 4 volte il budget che serve a chiamare per avanzamento un Ricercatore idonei in procedure di reclutamento di vecchio tipo). Questo e´dannoso da molti punti di vista. Intanto, una innovazione del tutto evitabile, perche´un associato gia´in servizio e´gia´ pagato dal MIUR tramite allocazione FFO, non dovrebbe fare perdere il budget alla sua Universita´(non virtuosa) di provenienza, come avverrebbe di fatto. Inoltre, non dovrebbe costare 3 o 4 posti per chiamate di Ricercatori con il nuovo art.24comma 6, che intanto non possono avvenire perche´i decreti attuativi delle idoneita´nazionali sono fermi, e comunque richiederanno tempo per portare alla valutazione di migliaia di ricercatori. E infine, perche´il vecchio trasferimento, nella variante proposta da Giacinto Scoles, sarebbe molto piu´efficace e semplice da realizzare. Non occorre essere Fellow della Royal Society inglese per pensarlo, si tratta di qualcosa molto simile ai vecchi trasferimenti tra Atenei, bloccati perversamente dalla Autonomia Universitaria.
Speriamo che venga al convegno della Sua Alma Mater Politecnico di Torino il 17 Marzo quindi a discutere di tali questioni. Alcuni di noi inoltre vorrebbero segnalare altre problematiche che ci erano sfuggite, e che sono altrettanto gravi.
1) Le chiediamo se c'e' un chiaro limite di spesa alle chiamate dirette dal Piano Straordinario, dato che fino ad ora i limiti erano per i bandi ex art.18 (Chiamata Docente, gia' aperto nelle Universita' virtuose, per solo chiamata di idonei dei vecchi concorsi, o per sovraconcorso di associati gia' in servizio presso universita' non virtuose, o per stranieri associati). Le segnaliamo che gli incentivi di cui noi parlavamo non sono stati accolti, quindi rimane difficile chiamare, anche se ci sono i soldi, davvero gli eccellenti ex art.29, o anche gli stranieri associati ex art.18, non fosse altro perche' il sito del MIUR sui bandi e' tutto rigorosamente in italiano.
2) A noi interessava molto anche la questione piu' ampia di tutti ricercatori italiani i cui concorsi sono bloccati da anni (che il PIANO STRAORDINARIO DI RECLUTAMENTO sia aperto solo alle Universita' “virtuose”, comunque sia la definizione di virtuosa, lo hanno notato in tanti come un grave errore. Ma le difficolta´nate dal non aver voluto fare una idoneita´con graduatoria, come ci risulta era stato pensato nelle prime stesure della Legge Gelmini, e che il Parlamento ha voluto bocciare (e quindi la capiamo se ora non e´facile ripensare a questa strada), non sono finite, anzi aumentano con le aperture ai sovraconcorsi e agli idonei e ora ai chiara fama, drenando risorse ai ricercatori meritevoli. Se il Piano doveva promuovere 9000 di loro (che sono 20 mila), ossia quasi la meta', e forse questo era eccessivo, non si rischia ora di passare all'eccesso opposto?
3) Sta partendo, anche con difficolta´, la Valutazione VQR della ANVUR, che dovrebbe essere, si spera un fiore all'occhiello, molto simile al RAE, oggi RAF, inglese. In realtà a noi sembra essere diverso! Infatti, in UK come Lei sa i contratti di tipo privato permettono di reclutare aggressivamente in funzione delle valutazioni future, prendendo i migliori in campo possibili. Noi, non avendo ottenuto una vera trasformazione delle Universita´in private (come avvenne con la Thatcher in UK negli anni 80, molti dicono per grande errore strategico), valutiamo oggi i prodotti da 2004 a 2010. Una idea su come migliorare le cose nel panorama italiano la abbiamo avuta. Le Universita´dovranno selezionare i prodotti scientifici migliori (coscienziosamente) per poi avere impatto nel 60% della quota premiale del famoso FFO, che quindi e´vitale. Tuttavia, un bravissimo e meritevole ricercatore che ha prodotto molto e bene dal 2004 al 2010, magari nonostante la didattica che ha dovuto fare, potrebbe non avere alcuna promozione nonostante i suoi prodotti hanno dato FFO alla sua Universita´, perche' la sua Universita' potrebbe essere globalmente non virtuosa, oppure anche perche', nonostante sia virtuosa e possa assumere, nessuno obbliga i Rettori e Direttori di Dipartimento a collegare i prodotti selezionati per VQR e i reclutamenti secondo il nuovo articolo 24 comma 6, che e´un concorso locale, con il solo filtro della idoneita´ nazionale.
Ecco quindi una idea innovativa: proponiamo di scavalcare il Decreto su Abilitazioni Nazionali, senza eliminarlo, e parallelamente permettere subito la elargizione di un primo riconoscimenti a chi viene selezionato per prodotti di ricerca che vengono inviati alla futura valutazione VQR. Il riconoscimento peraltro lo abbiamo pensato proprio ragionando sul lungo processo transitorio che ha generato in UK la privatizzazione delle Universita´della Thatcher con taglio di ca. il 20% del FFO di allora. Dopo anni di discussione, si arrivo´a istituire TITOLI DI DISTINZIONE da Professore Associato e Ordinario, prima ad Oxford negli anni 90 e poi in tutta l'Inghilterra. Impariamo in modo creativo quindi da questa esperienza.
Post Scriptum. Il recente emendamento con prima firma Senatore Procacci e altri 50 firmatari, passato al Senato nel DL milleproroghe, dovrebbe redistribuire e perequare il finanziamento del Piano Straordinario a tutte le Universita'. Paradossalmente, esso puo' essere una accelerazione della distrazione o sparizione dei fondi del Piano Straordinario! Non crediamo che i firmatari del PD e degli altri partiti avessero notato il potenziale autogol.
Notiamo invece che le Universita' che soddisferanno i nuovi requisiti per assumere (ex art.5, che comprendera' pero' un mix di parametri che rischia di aiutare nuovamente le Universita' del Nord, premiandole perche' hanno tasse alte e perche' hanno gia' ricevuto incrementi di FFO in passato), avranno fondi ordinari, ossia Punti organico, in funzione dei pensionamenti, da cui attingere per assumere e quindi come al solito andranno avanti.
Firmatari
Prof. Ing. Michele Ciavarella
Seguono altre firme.
Per gli allegati, vedere la lettera completa sul blog rettorevirtuoso.blogspot.com
Allegato 1. Estratto della PRIMA LETTERA AL MINISTRO PROFUMO DEL 24/12/2012 con elenco firmatari di tale lettera (vedasi TWO PROPOSALS TO FORWARD EXCELLENCE IN ITALY che ha avuto ad oggi oltre 7000 letture da tutto il mondo, http://imechanica.org/node/11626 )
Oggetto: "Proposta di concorsi a chiamata diretta per eccellenti (come vincitori di riconoscimenti internazionali importanti o per valutazione di commissione da Università leader nelle classifiche internazionali) incentivati oltre il 100% di budget, e con le stesse deroghe del Piano Straordinario di assunzione di Professori Associati, che da semplici calcoli potrebbe essere sovradimensionato rispetto al numero di ricercatori in servizio che possono avere requisiti minimi ANVUR. Introduzione di graduatorie progressive nelle idoneita' nazionali in via di definizione, tipo concorso di Magistratura, per dare precedenza di chiamata o incentivo di budget alla chiamata dei "migliori", senza attendere risultati di valutazioni ex-post che finora hanno creato poca reale competizione tra tra Università definite «Virtuose», e quelle non. Entrambe le proposte da realizzare meglio se con risorse fresche, ma anche dal Piano Straordinario nel senso di ridurre il rischio che esso ritorni in usi diversi da quello dell’Università. In modo da permettere strategie aggressive e innovative di reclutamento nell’Università, per renderla davvero competitiva".
First signatures from working group of Humboltians
1) Michele Ciavarella. Prof associato di Progettazione Meccanica. Politecnico di Bari, and University TUHH Hamburg, DE.
2) Simone Natale, Ricercatore Postdoc, Università di Colonia.
3) Marcello Barbanera , Prof. di Archeologia, Università di Roma "La Sapienza"
4) Pietro Podolak, Universität Würzburg: elMuT
5) Ulisse Stefanelli , Primo Ricercatore, IMATI-CNR, Pavia
6) Paolo Ruggerone , Prof. Associato di Fisica, Univ. Cagliari
7) Grazyna Ptak , Univ Teramo
8) Abdelaziz Rhandi , Prof Ord Dip Matematica, Univ Salerno
9) Paolo Prodi , Prof Ord Storia, Univ Bologna
10) Fabrizio Illuminati , Prof. Ass. Fisica, Univ Salerno
11) Evelyn Kustatscher , Museo Naturale, Bolzano
12) Laura de Lorenzis , Prof. Structural Mechanics, ERC starting grant, Humboldt, Fulbright
First Signatures Highlycited scientists, Fulbright fellow, ERC o FIRB grant holders
1 Pier Mannuccio Mannucci , Prof Ord, Med Interna, IRCCS Ca Granda Foundation Maggiore, ISI Highly Cited
2 Alessandro Reali , Ric. di Scienza delle Costruzioni, Univ Pavia, ERC Starting 2010
3 Matteo Viel , Ric.Astron. INAF, Trieste, ERC Starting 2010
4 Stefano Pluchino , Lecturer in Brain Repair, Univ Cambrige, UK, ERC Starting 2010
5 Andrea Alimonti , MD, ERC Investigator, Oncology Institute of Southern Switzerland, Bellinzona Switzerland
6 Antonia Follenzi , MD, PhD Università del Piemonte Orientale "A.Avogadro"
7 Cristiano Collettini , Ricercatore, Scienze Terra, ERC starting, Univ Perugia.
8 Sabrina Sabatini , Ricercatore Biologia, Roma Sapienza, ERC nel 2010
9 Carla Comellini , Prof. Ass, Univ. di Bologna, Fulbright 1981-82, 2 borse Governo canadese
10 Annalisa Buffa , ERC, IMATI-CNR 'E. Magenes'. Pavia
12 Paola Romagnani , MD PhD, ERC Starting 2008, Nefrologia, Centro Eccellenza Denothe, Univ Firenze
13 Michele Napolitano , Prof. Fluid Mechanics, Politecnico di Bari, Fulbright 1973, Director of Excellence Center in Computational Mechanics
Allegato 2. Apertura del Piano Straordinario alla chiamata diretta e per chiara fama
Il riferimento normativo e' l'art. 49 lettera n) del Decreto-Legge n. 5 del 9/2/2012 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo), che puo' essere reperito al link:http://www.gazzettaufficialeonline.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-02-09&task=dettaglio&numgu=33&redaz=012G0019&tmstp=1329751794588. In particolare, tale articolo modifica l'art. 29 comma 9 della Legge Gelmini come segue: "A valere sulle risorse previste dalla legge di stabilita` per il 2011 per il fondo per il finanziamento ordinario delle universita`, e` riservata una quota non superiore a 13 milioni di euro per l’anno 2011, 93 milioni di euro per l’anno 2012 e 173 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2013, per la chiamata di professori di seconda fascia, secondo le procedure di cui agli articoli 18 e 24, comma 6, della presente legge e di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n. 230. L’utilizzo delle predette risorse e` disposto con decreto del Ministro, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere conforme delle Commissioni parlamentari competenti".
Allegato 3. Emendamento di ca. 50 senatori
2-quinquies. Le risorse di cui all’articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, degli esercizi 2012 e 2013 destinate alla chiamata di professori di seconda fascia sono ripartite nei rispettivi esercizi tra tutte le universita` statali e le istituzioni ad ordinamento speciale. A tal fine la distanza dal limite di cui all’articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e quanto previsto in materia di assunzioni del personale dal decreto legislativo attuativo della delega di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), secondo i principi e criteri direttivi di cui all’articolo 5, comma 4, lettera b), della citata legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono presi in considerazione esclusivamente per graduare le rispettive assegnazioni senza che cio` comporti l’esclusione di alcuna universita` nell’utilizzo delle risorse ai fini della chiamata di professori di seconda fascia, perequando in particolare le assegnazioni alle universita` escluse dalla ripartizione del 2011.
Sig. Ministro,
ha dato gioia a molti di noi firmatari della lettera a Lei indirizzata del 24 dicembre 2011 di cui in allegato riportiamo un estratto di allegato, e che comunque sul blog di Harvard imechanica.org, TWO PROPOSALS TO FORWARD EXCELLENCE IN ITALY, ha avuto oltre 7000 letture da tutto il mondo, vedere che qualcosa Lei ha fatto in risposta alle ns richieste, in particolare la apertura del Piano Straordinario alle Chiamate dirette secondo legge 230/2005 (chiamata diretta per ricercatori all'estero e chiamata per chiara fama), senza specificare che tale legge va integrata con le modificazioni successive (tipo quella dell'art. 29 comma 7 della legge Gelmini), che pure sembravano una conquista. Ci viene il dubbio che nell´oliare la Riforma Gelmini, si stiano facendo sia passi avanti che passi indietro. Quelle modificazioni vanno comunque inserite e per dirla con semplicita´, chiediamo il Piano Straordinario, della cui gestione molti si lamentano, almeno per pochi eccellenti, andrebbe usato con parametri certi e internazionalmente riconosciuti, come le conquiste di prestigiosi bandi ERC, mentre ora torniamo al rischio di aleatorieta´. Un passo indietro rispetto alla meritocrazia? Ci saranno certo ricorsi TAR.
Nel frattempo, almeno il primo Firmatario di quella lettera, Michele Ciavarella, avendo creato una discussione aperta e internazionale, ha avuto numerosi nuovi sostegni e in particolare portera´a nome COSAU, ossia il Coordinamento dei Sindacati Autonomi, CIPUR, CISAL, CNRU, CNU, SNALS DOCENTI UNIVERSITA', una serie di proposte che sono maturate anche dalla discussione, di cui una originata da Giacinto Scoles, docente nella Universita´non virtuosa di Udine, ma anche di quella virtuosissima di Princeton, nonche´Fellow della Royal Society, per fare ottimo e semplice “mescolamento del sangue”, mentre abbiamo notato che l´attuale meccanismo, il concorso ex art.18 Legge 240, non solo drena risorse al Piano Straordinario di Reclutamento di Associati in misura falsamente elevata (per ogni docenti Associati gia´ in servizio, una Universita´Virtuosa deve spendere 3 o 4 volte il budget che serve a chiamare per avanzamento un Ricercatore idonei in procedure di reclutamento di vecchio tipo). Questo e´dannoso da molti punti di vista. Intanto, una innovazione del tutto evitabile, perche´un associato gia´in servizio e´gia´ pagato dal MIUR tramite allocazione FFO, non dovrebbe fare perdere il budget alla sua Universita´(non virtuosa) di provenienza, come avverrebbe di fatto. Inoltre, non dovrebbe costare 3 o 4 posti per chiamate di Ricercatori con il nuovo art.24comma 6, che intanto non possono avvenire perche´i decreti attuativi delle idoneita´nazionali sono fermi, e comunque richiederanno tempo per portare alla valutazione di migliaia di ricercatori. E infine, perche´il vecchio trasferimento, nella variante proposta da Giacinto Scoles, sarebbe molto piu´efficace e semplice da realizzare. Non occorre essere Fellow della Royal Society inglese per pensarlo, si tratta di qualcosa molto simile ai vecchi trasferimenti tra Atenei, bloccati perversamente dalla Autonomia Universitaria.
Speriamo che venga al convegno della Sua Alma Mater Politecnico di Torino il 17 Marzo quindi a discutere di tali questioni. Alcuni di noi inoltre vorrebbero segnalare altre problematiche che ci erano sfuggite, e che sono altrettanto gravi.
1) Le chiediamo se c'e' un chiaro limite di spesa alle chiamate dirette dal Piano Straordinario, dato che fino ad ora i limiti erano per i bandi ex art.18 (Chiamata Docente, gia' aperto nelle Universita' virtuose, per solo chiamata di idonei dei vecchi concorsi, o per sovraconcorso di associati gia' in servizio presso universita' non virtuose, o per stranieri associati). Le segnaliamo che gli incentivi di cui noi parlavamo non sono stati accolti, quindi rimane difficile chiamare, anche se ci sono i soldi, davvero gli eccellenti ex art.29, o anche gli stranieri associati ex art.18, non fosse altro perche' il sito del MIUR sui bandi e' tutto rigorosamente in italiano.
2) A noi interessava molto anche la questione piu' ampia di tutti ricercatori italiani i cui concorsi sono bloccati da anni (che il PIANO STRAORDINARIO DI RECLUTAMENTO sia aperto solo alle Universita' “virtuose”, comunque sia la definizione di virtuosa, lo hanno notato in tanti come un grave errore. Ma le difficolta´nate dal non aver voluto fare una idoneita´con graduatoria, come ci risulta era stato pensato nelle prime stesure della Legge Gelmini, e che il Parlamento ha voluto bocciare (e quindi la capiamo se ora non e´facile ripensare a questa strada), non sono finite, anzi aumentano con le aperture ai sovraconcorsi e agli idonei e ora ai chiara fama, drenando risorse ai ricercatori meritevoli. Se il Piano doveva promuovere 9000 di loro (che sono 20 mila), ossia quasi la meta', e forse questo era eccessivo, non si rischia ora di passare all'eccesso opposto?
3) Sta partendo, anche con difficolta´, la Valutazione VQR della ANVUR, che dovrebbe essere, si spera un fiore all'occhiello, molto simile al RAE, oggi RAF, inglese. In realtà a noi sembra essere diverso! Infatti, in UK come Lei sa i contratti di tipo privato permettono di reclutare aggressivamente in funzione delle valutazioni future, prendendo i migliori in campo possibili. Noi, non avendo ottenuto una vera trasformazione delle Universita´in private (come avvenne con la Thatcher in UK negli anni 80, molti dicono per grande errore strategico), valutiamo oggi i prodotti da 2004 a 2010. Una idea su come migliorare le cose nel panorama italiano la abbiamo avuta. Le Universita´dovranno selezionare i prodotti scientifici migliori (coscienziosamente) per poi avere impatto nel 60% della quota premiale del famoso FFO, che quindi e´vitale. Tuttavia, un bravissimo e meritevole ricercatore che ha prodotto molto e bene dal 2004 al 2010, magari nonostante la didattica che ha dovuto fare, potrebbe non avere alcuna promozione nonostante i suoi prodotti hanno dato FFO alla sua Universita´, perche' la sua Universita' potrebbe essere globalmente non virtuosa, oppure anche perche', nonostante sia virtuosa e possa assumere, nessuno obbliga i Rettori e Direttori di Dipartimento a collegare i prodotti selezionati per VQR e i reclutamenti secondo il nuovo articolo 24 comma 6, che e´un concorso locale, con il solo filtro della idoneita´ nazionale.
Ecco quindi una idea innovativa: proponiamo di scavalcare il Decreto su Abilitazioni Nazionali, senza eliminarlo, e parallelamente permettere subito la elargizione di un primo riconoscimenti a chi viene selezionato per prodotti di ricerca che vengono inviati alla futura valutazione VQR. Il riconoscimento peraltro lo abbiamo pensato proprio ragionando sul lungo processo transitorio che ha generato in UK la privatizzazione delle Universita´della Thatcher con taglio di ca. il 20% del FFO di allora. Dopo anni di discussione, si arrivo´a istituire TITOLI DI DISTINZIONE da Professore Associato e Ordinario, prima ad Oxford negli anni 90 e poi in tutta l'Inghilterra. Impariamo in modo creativo quindi da questa esperienza.
Post Scriptum. Il recente emendamento con prima firma Senatore Procacci e altri 50 firmatari, passato al Senato nel DL milleproroghe, dovrebbe redistribuire e perequare il finanziamento del Piano Straordinario a tutte le Universita'. Paradossalmente, esso puo' essere una accelerazione della distrazione o sparizione dei fondi del Piano Straordinario! Non crediamo che i firmatari del PD e degli altri partiti avessero notato il potenziale autogol.
Notiamo invece che le Universita' che soddisferanno i nuovi requisiti per assumere (ex art.5, che comprendera' pero' un mix di parametri che rischia di aiutare nuovamente le Universita' del Nord, premiandole perche' hanno tasse alte e perche' hanno gia' ricevuto incrementi di FFO in passato), avranno fondi ordinari, ossia Punti organico, in funzione dei pensionamenti, da cui attingere per assumere e quindi come al solito andranno avanti.
Firmatari
Prof. Ing. Michele Ciavarella
Seguono altre firme.
Per gli allegati, vedere la lettera completa sul blog rettorevirtuoso.blogspot.com
Allegato 1. Estratto della PRIMA LETTERA AL MINISTRO PROFUMO DEL 24/12/2012 con elenco firmatari di tale lettera (vedasi TWO PROPOSALS TO FORWARD EXCELLENCE IN ITALY che ha avuto ad oggi oltre 7000 letture da tutto il mondo, http://imechanica.org/node/11626 )
Oggetto: "Proposta di concorsi a chiamata diretta per eccellenti (come vincitori di riconoscimenti internazionali importanti o per valutazione di commissione da Università leader nelle classifiche internazionali) incentivati oltre il 100% di budget, e con le stesse deroghe del Piano Straordinario di assunzione di Professori Associati, che da semplici calcoli potrebbe essere sovradimensionato rispetto al numero di ricercatori in servizio che possono avere requisiti minimi ANVUR. Introduzione di graduatorie progressive nelle idoneita' nazionali in via di definizione, tipo concorso di Magistratura, per dare precedenza di chiamata o incentivo di budget alla chiamata dei "migliori", senza attendere risultati di valutazioni ex-post che finora hanno creato poca reale competizione tra tra Università definite «Virtuose», e quelle non. Entrambe le proposte da realizzare meglio se con risorse fresche, ma anche dal Piano Straordinario nel senso di ridurre il rischio che esso ritorni in usi diversi da quello dell’Università. In modo da permettere strategie aggressive e innovative di reclutamento nell’Università, per renderla davvero competitiva".
First signatures from working group of Humboltians
1) Michele Ciavarella. Prof associato di Progettazione Meccanica. Politecnico di Bari, and University TUHH Hamburg, DE.
2) Simone Natale, Ricercatore Postdoc, Università di Colonia.
3) Marcello Barbanera , Prof. di Archeologia, Università di Roma "La Sapienza"
4) Pietro Podolak, Universität Würzburg: elMuT
5) Ulisse Stefanelli , Primo Ricercatore, IMATI-CNR, Pavia
6) Paolo Ruggerone , Prof. Associato di Fisica, Univ. Cagliari
7) Grazyna Ptak , Univ Teramo
8) Abdelaziz Rhandi , Prof Ord Dip Matematica, Univ Salerno
9) Paolo Prodi , Prof Ord Storia, Univ Bologna
10) Fabrizio Illuminati , Prof. Ass. Fisica, Univ Salerno
11) Evelyn Kustatscher , Museo Naturale, Bolzano
12) Laura de Lorenzis , Prof. Structural Mechanics, ERC starting grant, Humboldt, Fulbright
First Signatures Highlycited scientists, Fulbright fellow, ERC o FIRB grant holders
1 Pier Mannuccio Mannucci , Prof Ord, Med Interna, IRCCS Ca Granda Foundation Maggiore, ISI Highly Cited
2 Alessandro Reali , Ric. di Scienza delle Costruzioni, Univ Pavia, ERC Starting 2010
3 Matteo Viel , Ric.Astron. INAF, Trieste, ERC Starting 2010
4 Stefano Pluchino , Lecturer in Brain Repair, Univ Cambrige, UK, ERC Starting 2010
5 Andrea Alimonti , MD, ERC Investigator, Oncology Institute of Southern Switzerland, Bellinzona Switzerland
6 Antonia Follenzi , MD, PhD Università del Piemonte Orientale "A.Avogadro"
7 Cristiano Collettini , Ricercatore, Scienze Terra, ERC starting, Univ Perugia.
8 Sabrina Sabatini , Ricercatore Biologia, Roma Sapienza, ERC nel 2010
9 Carla Comellini , Prof. Ass, Univ. di Bologna, Fulbright 1981-82, 2 borse Governo canadese
10 Annalisa Buffa , ERC, IMATI-CNR 'E. Magenes'. Pavia
12 Paola Romagnani , MD PhD, ERC Starting 2008, Nefrologia, Centro Eccellenza Denothe, Univ Firenze
13 Michele Napolitano , Prof. Fluid Mechanics, Politecnico di Bari, Fulbright 1973, Director of Excellence Center in Computational Mechanics
Allegato 2. Apertura del Piano Straordinario alla chiamata diretta e per chiara fama
Il riferimento normativo e' l'art. 49 lettera n) del Decreto-Legge n. 5 del 9/2/2012 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo), che puo' essere reperito al link:http://www.gazzettaufficialeonline.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-02-09&task=dettaglio&numgu=33&redaz=012G0019&tmstp=1329751794588. In particolare, tale articolo modifica l'art. 29 comma 9 della Legge Gelmini come segue: "A valere sulle risorse previste dalla legge di stabilita` per il 2011 per il fondo per il finanziamento ordinario delle universita`, e` riservata una quota non superiore a 13 milioni di euro per l’anno 2011, 93 milioni di euro per l’anno 2012 e 173 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2013, per la chiamata di professori di seconda fascia, secondo le procedure di cui agli articoli 18 e 24, comma 6, della presente legge e di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n. 230. L’utilizzo delle predette risorse e` disposto con decreto del Ministro, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere conforme delle Commissioni parlamentari competenti".
Allegato 3. Emendamento di ca. 50 senatori
2-quinquies. Le risorse di cui all’articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, degli esercizi 2012 e 2013 destinate alla chiamata di professori di seconda fascia sono ripartite nei rispettivi esercizi tra tutte le universita` statali e le istituzioni ad ordinamento speciale. A tal fine la distanza dal limite di cui all’articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e quanto previsto in materia di assunzioni del personale dal decreto legislativo attuativo della delega di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), secondo i principi e criteri direttivi di cui all’articolo 5, comma 4, lettera b), della citata legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono presi in considerazione esclusivamente per graduare le rispettive assegnazioni senza che cio` comporti l’esclusione di alcuna universita` nell’utilizzo delle risorse ai fini della chiamata di professori di seconda fascia, perequando in particolare le assegnazioni alle universita` escluse dalla ripartizione del 2011.
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lunedì 20 febbraio 2012
Come i ricercatori, specie i "non virtuosi", verranno fregati ancora, per non aver ascoltato un associato che li difende contro il proprio interesse!
di Michele Ciavarella, 20 Febbraio. 2012
I ricercatori italiani dopo scioperi, formazioni di sindacati autonomi (CNRU, Rete29 aprile, et al), non hanno ottenuto ancora nulla, e secondo me continuano a muoversi male! Essi hanno ottenuto sulla carta un PIANO STRAORDINARIO DI RECLUTAMENTO, che doveva promuovere 9000 di loro (che sono 20 mila), ossia quasi la meta'. Ma il Ministro Gelmini, che aveva promesso, aveva in serbo parecchie sorprese e trucchi. Il Min Profumo sapientemente le sta utilizzando tutte, anzi ci sta mettendo del suo per fregare i ricercatori.
1) A Dicembre esce il Piano, e conferma, in barba alla proposta PD (emendamento Ghizzoni, Tocci, Nicolais e altri), che il Piano vale solo per le Universita' che NON superano il 90% del rapporto AF/FFO, in virtu' della legge tuttora in atto di blocco assunzioni. La proposta Ghizzoni, del Settembre 2011, aveva tutto il tempo di essere recepita dal nuovo Governo Monti, ossia da Profumo, insediatosi a Novembre. Invece nulla, il Piano esce con la spaccatura. Almeno 16 universita' sono fuori dal piano. Grande sorpresa, ma i ricercatori, stanchi di tanta protesta, chiedono ai Rettori che fare, ai loro sindacati. Tutti sono confusi... e non fanno l'unica cosa da fare, almeno per i NON VIRTUOSI. Impugnare al TAR, e convincere i propri Rettori a farlo per loro, come dovrebbe essere normale in un Paese del G8 in cui i Rettori difendono i deboli della propria istituzione prima di tutto. Vedasi mio appello, inascoltato.
http://www.corriereuniv.it/cms/2012/01/ricorso-al-tar-lappello-ai-rettori-non-virtuosi/
2) alla prima delusione segue una nuova. Siccome il decreto di idoneita' nazionale, che serve per far partire l'articolo 24c.6 (quello che in origine aveva suscitato le ire dei ricercatori perche' era una chiamata diretta per Ricercatori a Tempo Determinato di tipo B, che per ora in Italia sono solo 4!!), non c'e', allora i soldi del Piano, dice Profumo, inventando un kafkiano sovraconcorso da manager consumato, si possono usare
- per "chiamare gli idonei" associati, e persino
- con sovraconcorsi, mai visti prima, associati gia' in servizio non virtuosi, possono competere con idonei virtuosi, per essere presi in servizio presso universita' virtuose con i soldi del Piano, tramite concorsi aperti art.18 (la Chiamata Diretta)
Quindi una bella fetta di soldi della prima assegnazione sono stati gia' consumati cosi. Oltre al paradosso che una Universita' Virtuosa chiama gente non virtuosa, proprio a dimostrare come la confusione tra colpe collettive e meriti individuali e' massima, e riconosciuta persino da Profumo con la invenzione dei sovraconcorsi per "mescolare il sangue": quanti soldi se ne vanno cosi'? C'e' un limite inferiore, il 20%, ma in realta' non c'e' limite superiore, in quanto si possono bandire fino al 50% dei fondi del Piano, e cmq nessuno sa che punizione c'e' se uno ne spende anche di piu', prendendoci gusto.
3) Ma non basta: gli ingenui ricercatori non virtuosi, non sono riusciti essere voluti andare al TAR, e preferiscono la strada "istituzionale". Allora il RIUNIBA per primo, convoca una grande assemblea con Parlamentari, presenti il sen. Procacci, i Rettori di UniBA e PoliBA, e proclamano lo studio di un emendamento al milleproroghe che, ispirato alla prima richiesta di Ghizzoni, ossia di saltare il parametro 90% come aveva fatto Mussi con i fondi per il riequilibrio dei ricercatori, dovrebbe salvare la situazione. Il passaggio al Senato del DL milleproroghe avviene con il seguente emendamento, che SI CREDE FACCIA rientrare in gioco nell'assegnazione dei fondi straordinari per gli associati gli Atenei "non virtuosi"
2-quinquies. Le risorse di cui all’articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, degli esercizi 2012 e 2013 destinate alla chiamata di professori di seconda fascia sono ripartite nei rispettivi esercizi tra tutte le universita` statali e le istituzioni ad ordinamento speciale. A tal fine la distanza dal limite di cui all’articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e quanto previsto in materia di assunzioni del personale dal decreto legislativo attuativo della delega di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), secondo i principi e criteri direttivi di cui all’articolo 5, comma 4, lettera b), della citata legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono presi in considerazione esclusivamente per graduare le rispettive assegnazioni senza che cio` comporti l’esclusione di alcuna universita` nell’utilizzo delle risorse ai fini della chiamata di professori di seconda fascia, perequando in particolare le assegnazioni alle universita` escluse dalla ripartizione del 2011. Poiché il decreto deve ripassare alla Camera, ma decade il 27.2 sarà quasi sicuramente approvato così come uscito dal Senato.
Ma guardiamo bene. Che vuol dire? Che se DOVESSERO uscire bandi art.24, ossia se DOVESSERO esserci state le IDONEITA' NAZIONALI, allora il PIANO STRAORDINARIO deve arrivare nelle prossime tornate 2012, e 2013, ossia 90 M EUR e 30 M EUR (al più) secondo Marco Torchiano (http://mtorchiano.wordpress.com/2011/12/21/piano-straordinario-per-il-reclutamento-di-professori-associati/), allora essi soldi dovranno essere distribuiti a TUTTE le Universita'. E non solo a quelle che soddisferanno i nuovi requisiti per assumere, che TUTTAVIA serviranno per avere fondi ORDINARI, ossia Punti organico, per assumere anche essi.
4) E se, visto questo stato di cose, il MIUR si impunta, e si arrabbia? Non fa uscire i Decreti di Abilitazione, e quindi non viene bandito proprio niente, A PARTE chiamate di IDONEI e di TRASFERIMENTI di associati gia' in servizio. Ai fondi gia' consumati nel 2012, restano INUTILIZZATI per le Universita' non virtuose le nuove tranche di fondi PIANO straordinario, o succede una rivoluzione, e quindi si consumano ancora in chiamate di idonei e di trasferimenti? Io credo la seconda!
5) Non avete notato una cosa. Il meccanismo assurdo dovuto ad un abuso del senso dell'AUTONOMIA universitaria per cui un esterno costa 4 volte un interno, crea di FATTO una SPARIZIONE DI FFO. Infatti, un esterno che si trasferisce, alla sua Universita' lascia poco o niente (con il blocco turn over e il blocco del 90%, dubito che resti in media piu' del 20%), mentre invece CONSUMA del Piano Straordinario 4 posti di Professore Associato interno da DELTA. Ecco che gli iniziali 9000 posti possono diventare 2000 chiamate di idonei e di trasferimenti, e COMPLETAMENTE SPARIRE le chiamate di nuovi associati !!
6) Ancora peggio, parte ora la Valutazione VQR della ANVUR. In pratica, i prodotti scientifici migliori devono essere selezionati dalle Universita' coscienziosamente per poi avere impatto nel 60% della quota premiale del famoso FFO, basata sulla ricerca, che torna alle Universita' "buone" o "virtuose" per assumere altri docenti come fondi ORDINARI. Ebbene, questi prodotti sono magari scelti bene, perche' chissenefrega se poi la persona che li ha prodotti non viene promosso, per ora li mettiamo! E sono anche valutati bene, perche' ANVUR ha fatto un panel con i fiocchi, tanto non aveva paura che questo desse dirette implicazioni sui concorsi. Allora succede che il bravissimo ricercatore della Univ. non virtuosa produce molto dal 2004 al 2010, NONOSTANTE la didattica che ha dovuto fare, e poi i SUOI prodotti migliori vanno a dare posti a chi? A chi vince i concorsi, che non ha niente a che vedere con lui ! Questo assurdo, non mi pare che nessuno lo abbia notato.
7) SOLUZIONI VERE.
A) Entro il 31 Marzo occorre andare al TAR contro la Prima Assegnazione del Piano STRAORDINARIO
B) Occorre puntare rapidamente a scavalcare il Decreto su Abilitazioni Nazionali, e permettere SUBITO l'uso dell'art.24, e facendo anche uso della migliore valutazione possibile, quella del VQR. Come, semplicemente accogliendo la proposta di un associato che sta dalla parte dei ricercatori, ma CONTRO il suo interesse, che sarebbe magari di trasferirsi in una Universita' Virtuosa "RUBANDO" soldi dei Ricercatori del PIANO!
La proposta si trova nel mio blog e sulla rivista BaresiNelMondo.it, ed e' stata ben accolta dal COSAU. Spero che anche RETE29Aprile e tutti i ricercatori di buon senso aderiscano.
http://www.baresinelmondo.it/index.php/2012/02/18/proposta-di-istituzione-di-titoli-di-distinzione-da-professore-associato-o-ordinario-per-merito/
Si puo' anche commentare o firmare a questo indirizzo http://www.baresinelmondo.it/modulo_questionario2.htm
Cordiali Saluti
Michele Ciavarella
pubblicato sul Blog rettorevirtuoso.blogspot.com e su baresinelmondo.it
I ricercatori italiani dopo scioperi, formazioni di sindacati autonomi (CNRU, Rete29 aprile, et al), non hanno ottenuto ancora nulla, e secondo me continuano a muoversi male! Essi hanno ottenuto sulla carta un PIANO STRAORDINARIO DI RECLUTAMENTO, che doveva promuovere 9000 di loro (che sono 20 mila), ossia quasi la meta'. Ma il Ministro Gelmini, che aveva promesso, aveva in serbo parecchie sorprese e trucchi. Il Min Profumo sapientemente le sta utilizzando tutte, anzi ci sta mettendo del suo per fregare i ricercatori.
1) A Dicembre esce il Piano, e conferma, in barba alla proposta PD (emendamento Ghizzoni, Tocci, Nicolais e altri), che il Piano vale solo per le Universita' che NON superano il 90% del rapporto AF/FFO, in virtu' della legge tuttora in atto di blocco assunzioni. La proposta Ghizzoni, del Settembre 2011, aveva tutto il tempo di essere recepita dal nuovo Governo Monti, ossia da Profumo, insediatosi a Novembre. Invece nulla, il Piano esce con la spaccatura. Almeno 16 universita' sono fuori dal piano. Grande sorpresa, ma i ricercatori, stanchi di tanta protesta, chiedono ai Rettori che fare, ai loro sindacati. Tutti sono confusi... e non fanno l'unica cosa da fare, almeno per i NON VIRTUOSI. Impugnare al TAR, e convincere i propri Rettori a farlo per loro, come dovrebbe essere normale in un Paese del G8 in cui i Rettori difendono i deboli della propria istituzione prima di tutto. Vedasi mio appello, inascoltato.
http://www.corriereuniv.it/cms/2012/01/ricorso-al-tar-lappello-ai-rettori-non-virtuosi/
2) alla prima delusione segue una nuova. Siccome il decreto di idoneita' nazionale, che serve per far partire l'articolo 24c.6 (quello che in origine aveva suscitato le ire dei ricercatori perche' era una chiamata diretta per Ricercatori a Tempo Determinato di tipo B, che per ora in Italia sono solo 4!!), non c'e', allora i soldi del Piano, dice Profumo, inventando un kafkiano sovraconcorso da manager consumato, si possono usare
- per "chiamare gli idonei" associati, e persino
- con sovraconcorsi, mai visti prima, associati gia' in servizio non virtuosi, possono competere con idonei virtuosi, per essere presi in servizio presso universita' virtuose con i soldi del Piano, tramite concorsi aperti art.18 (la Chiamata Diretta)
Quindi una bella fetta di soldi della prima assegnazione sono stati gia' consumati cosi. Oltre al paradosso che una Universita' Virtuosa chiama gente non virtuosa, proprio a dimostrare come la confusione tra colpe collettive e meriti individuali e' massima, e riconosciuta persino da Profumo con la invenzione dei sovraconcorsi per "mescolare il sangue": quanti soldi se ne vanno cosi'? C'e' un limite inferiore, il 20%, ma in realta' non c'e' limite superiore, in quanto si possono bandire fino al 50% dei fondi del Piano, e cmq nessuno sa che punizione c'e' se uno ne spende anche di piu', prendendoci gusto.
3) Ma non basta: gli ingenui ricercatori non virtuosi, non sono riusciti essere voluti andare al TAR, e preferiscono la strada "istituzionale". Allora il RIUNIBA per primo, convoca una grande assemblea con Parlamentari, presenti il sen. Procacci, i Rettori di UniBA e PoliBA, e proclamano lo studio di un emendamento al milleproroghe che, ispirato alla prima richiesta di Ghizzoni, ossia di saltare il parametro 90% come aveva fatto Mussi con i fondi per il riequilibrio dei ricercatori, dovrebbe salvare la situazione. Il passaggio al Senato del DL milleproroghe avviene con il seguente emendamento, che SI CREDE FACCIA rientrare in gioco nell'assegnazione dei fondi straordinari per gli associati gli Atenei "non virtuosi"
2-quinquies. Le risorse di cui all’articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, degli esercizi 2012 e 2013 destinate alla chiamata di professori di seconda fascia sono ripartite nei rispettivi esercizi tra tutte le universita` statali e le istituzioni ad ordinamento speciale. A tal fine la distanza dal limite di cui all’articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e quanto previsto in materia di assunzioni del personale dal decreto legislativo attuativo della delega di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), secondo i principi e criteri direttivi di cui all’articolo 5, comma 4, lettera b), della citata legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono presi in considerazione esclusivamente per graduare le rispettive assegnazioni senza che cio` comporti l’esclusione di alcuna universita` nell’utilizzo delle risorse ai fini della chiamata di professori di seconda fascia, perequando in particolare le assegnazioni alle universita` escluse dalla ripartizione del 2011. Poiché il decreto deve ripassare alla Camera, ma decade il 27.2 sarà quasi sicuramente approvato così come uscito dal Senato.
Ma guardiamo bene. Che vuol dire? Che se DOVESSERO uscire bandi art.24, ossia se DOVESSERO esserci state le IDONEITA' NAZIONALI, allora il PIANO STRAORDINARIO deve arrivare nelle prossime tornate 2012, e 2013, ossia 90 M EUR e 30 M EUR (al più) secondo Marco Torchiano (http://mtorchiano.wordpress.com/2011/12/21/piano-straordinario-per-il-reclutamento-di-professori-associati/), allora essi soldi dovranno essere distribuiti a TUTTE le Universita'. E non solo a quelle che soddisferanno i nuovi requisiti per assumere, che TUTTAVIA serviranno per avere fondi ORDINARI, ossia Punti organico, per assumere anche essi.
4) E se, visto questo stato di cose, il MIUR si impunta, e si arrabbia? Non fa uscire i Decreti di Abilitazione, e quindi non viene bandito proprio niente, A PARTE chiamate di IDONEI e di TRASFERIMENTI di associati gia' in servizio. Ai fondi gia' consumati nel 2012, restano INUTILIZZATI per le Universita' non virtuose le nuove tranche di fondi PIANO straordinario, o succede una rivoluzione, e quindi si consumano ancora in chiamate di idonei e di trasferimenti? Io credo la seconda!
5) Non avete notato una cosa. Il meccanismo assurdo dovuto ad un abuso del senso dell'AUTONOMIA universitaria per cui un esterno costa 4 volte un interno, crea di FATTO una SPARIZIONE DI FFO. Infatti, un esterno che si trasferisce, alla sua Universita' lascia poco o niente (con il blocco turn over e il blocco del 90%, dubito che resti in media piu' del 20%), mentre invece CONSUMA del Piano Straordinario 4 posti di Professore Associato interno da DELTA. Ecco che gli iniziali 9000 posti possono diventare 2000 chiamate di idonei e di trasferimenti, e COMPLETAMENTE SPARIRE le chiamate di nuovi associati !!
6) Ancora peggio, parte ora la Valutazione VQR della ANVUR. In pratica, i prodotti scientifici migliori devono essere selezionati dalle Universita' coscienziosamente per poi avere impatto nel 60% della quota premiale del famoso FFO, basata sulla ricerca, che torna alle Universita' "buone" o "virtuose" per assumere altri docenti come fondi ORDINARI. Ebbene, questi prodotti sono magari scelti bene, perche' chissenefrega se poi la persona che li ha prodotti non viene promosso, per ora li mettiamo! E sono anche valutati bene, perche' ANVUR ha fatto un panel con i fiocchi, tanto non aveva paura che questo desse dirette implicazioni sui concorsi. Allora succede che il bravissimo ricercatore della Univ. non virtuosa produce molto dal 2004 al 2010, NONOSTANTE la didattica che ha dovuto fare, e poi i SUOI prodotti migliori vanno a dare posti a chi? A chi vince i concorsi, che non ha niente a che vedere con lui ! Questo assurdo, non mi pare che nessuno lo abbia notato.
7) SOLUZIONI VERE.
A) Entro il 31 Marzo occorre andare al TAR contro la Prima Assegnazione del Piano STRAORDINARIO
B) Occorre puntare rapidamente a scavalcare il Decreto su Abilitazioni Nazionali, e permettere SUBITO l'uso dell'art.24, e facendo anche uso della migliore valutazione possibile, quella del VQR. Come, semplicemente accogliendo la proposta di un associato che sta dalla parte dei ricercatori, ma CONTRO il suo interesse, che sarebbe magari di trasferirsi in una Universita' Virtuosa "RUBANDO" soldi dei Ricercatori del PIANO!
La proposta si trova nel mio blog e sulla rivista BaresiNelMondo.it, ed e' stata ben accolta dal COSAU. Spero che anche RETE29Aprile e tutti i ricercatori di buon senso aderiscano.
http://www.baresinelmondo.it/index.php/2012/02/18/proposta-di-istituzione-di-titoli-di-distinzione-da-professore-associato-o-ordinario-per-merito/
Si puo' anche commentare o firmare a questo indirizzo http://www.baresinelmondo.it/modulo_questionario2.htm
Cordiali Saluti
Michele Ciavarella
pubblicato sul Blog rettorevirtuoso.blogspot.com e su baresinelmondo.it
giovedì 16 febbraio 2012
PROPOSTA DI ISTITUZIONE DI “TITOLI DI DISTINZIONE” DA PROFESSORE ASSOCIATO O ORDINARIO PER MERITO INDIVIDUALE SCOLLEGATA DALLO STATO FINANZIARIO DELLE
Di Michele Ciavarella, 16 Febbraio 2012.
Da presentare alla riunione COSAU del 17 Febbraio 2012, come variante della proposta CNRU – COSAU in deroga all’articolo 16 comma 4, di inquadramento nei ruoli di professore associato e ordinario sul modello “Title of Distinction” della Università di Oxford degli anni 1990
La seguente proposta parte dalla proposta CNRU – COSAU di avanzamento automatico (saltando quindi la valutazione locale) dei ricercatori e associati in possesso del titolo di idoneità nazionale, che era avvenuta durante la approvazione della legge 240 Gelmini che è molto ben documentata, e provvista di curve di fattibilità economico-finanziaria, e che non è passata come emendamento allora.
Visto lo stato di stallo dei decreti attuativi della idoneità nazionale, che creano enorme disagio nella docenza italiana;
Visto che nessuna categoria, a parte pochi fortunati, sta godendo di concorsi, bloccati da anni, per motivi finanziari, di generale riduzione dei finanziamenti, e in particolare per alcune Università (con criteri peraltro discutibili e che creano sperequazioni enormi).
Considerato che il sistema di valutazione “meritocratico” delle Università in vigore da alcuni anni, per cui i meriti o i demeriti collettivi delle Università, comunque misurati, si riflettono in maggiori o minori disponibilità economiche delle Università, come continuerà ad essere sempre maggiormente vero anche con la nuova valutazione VQR della Agenzia ANVUR. Considerando che poi però si riflettono su altri individui, creando la possibilità che il merito di alcuni eccellenti possa o servire ad altri, o non servire affatto, o solo in casi fortunati essere attribuito al singolo che ha prodotto tali risultati, o non li ha prodotti.
Propongo
di invertire il processo, ossia saltare la idoneità nazionale, e di permettere alle singole Università, tramite i Rettori e i Direttori di Dipartimento, di assegnare “Titoli di distinzione” di professore associato o ordinario, proprio agli individui i cui prodotti di ricerca sono talmente notevoli da essere selezionati per le valutazioni VQR della ANVUR. Tali Titoli di distinzione, seguono il modello di Oxford, introdotto per arginare una fuga di cervelli e uno stato di sofferenza, analogo a quello italiano di oggi, dovuta al fatto che in USA persone meno qualificate dei “Lecturer” di Oxford, godevano del titolo di Professor, seppure magari “Assistant” o “Associate”.
Tali titoli di distinzione non si inquadrano nella categoria retributiva di Professore Associato o Ordinario, e come tali non richiedono una variazione (perlomeno non drammatica) dello stato giuridico.
Referenze
1) http://en.wikipedia.org/wiki/Professor#The_United_Kingdom.2C_Ireland_and_other_English_speaking_countries
In the United Kingdom, the Republic of Ireland, and most Commonwealth countries (but not Canada), traditionally, a professor held either an established chair or a personal chair. An established chair is established by the university to meet their needs for academic leadership and standing in a particular area or discipline and the post is filled from a shortlist of applicants; only a suitably qualified person will be appointed. A personal chair is awarded specifically to an individual in recognition of their high levels of achievements and standing in their particular area or discipline. In most universities, professorships are reserved for only the most senior academic staff, and other academics are generally known as 'lecturers', 'senior lecturers' and 'readers' (in some Commonwealth countries such as Australia and New Zealand, the title 'Associate Professor' can be used instead of 'Reader'[5]). In some countries, senior lecturers are generally paid the same as readers, but the latter is awarded primarily for research excellence, and traditionally carries higher prestige. A few UK universities have recently begun using the Australian terminology, with both "Senior Lecturers" and "Readers" now being called "Associate Professors." Traditionally, Heads of Departments and other senior academic leadership roles within a university were undertaken by professors.[6]
During the 1990s, however, the University of Oxford introduced Titles of Distinction, enabling their holders to be termed professors or readers while holding academic posts at the level of lecturer. The University of Exeter and University of Warwick have adopted the antipodean style of 'associate professor' in lieu of 'reader'. The varied practices these changes have brought about has meant that academic ranks in the United Kingdom are no longer quite as consistent as they once were. The same trend to move towards the North American system is also observed in the former British colony of Hong Kong. Academic ranks there are now becoming more consistent again, with The University of Hong Kong, the oldest university in the territory, having switched to the North American system.
In general the title of 'Professor' is reserved for full professors; lecturers and readers are properly addressed by their academic qualification (Dr for a PhD DPhil etc. and Mr/Mrs/Miss/Ms otherwise). In Australia, New Zealand and Singapore associate professors are by courtesy addressed as "Professor". In official functions, however, Associate Professors are addressed as Dr or Associate Professors and not Professors. As in the USA, the title of 'professor emeritus' may be awarded to a retired or former professor, who may well retain formal or informal links with the institution where the chair was formerly held.
Da presentare alla riunione COSAU del 17 Febbraio 2012, come variante della proposta CNRU – COSAU in deroga all’articolo 16 comma 4, di inquadramento nei ruoli di professore associato e ordinario sul modello “Title of Distinction” della Università di Oxford degli anni 1990
La seguente proposta parte dalla proposta CNRU – COSAU di avanzamento automatico (saltando quindi la valutazione locale) dei ricercatori e associati in possesso del titolo di idoneità nazionale, che era avvenuta durante la approvazione della legge 240 Gelmini che è molto ben documentata, e provvista di curve di fattibilità economico-finanziaria, e che non è passata come emendamento allora.
Visto lo stato di stallo dei decreti attuativi della idoneità nazionale, che creano enorme disagio nella docenza italiana;
Visto che nessuna categoria, a parte pochi fortunati, sta godendo di concorsi, bloccati da anni, per motivi finanziari, di generale riduzione dei finanziamenti, e in particolare per alcune Università (con criteri peraltro discutibili e che creano sperequazioni enormi).
Considerato che il sistema di valutazione “meritocratico” delle Università in vigore da alcuni anni, per cui i meriti o i demeriti collettivi delle Università, comunque misurati, si riflettono in maggiori o minori disponibilità economiche delle Università, come continuerà ad essere sempre maggiormente vero anche con la nuova valutazione VQR della Agenzia ANVUR. Considerando che poi però si riflettono su altri individui, creando la possibilità che il merito di alcuni eccellenti possa o servire ad altri, o non servire affatto, o solo in casi fortunati essere attribuito al singolo che ha prodotto tali risultati, o non li ha prodotti.
Propongo
di invertire il processo, ossia saltare la idoneità nazionale, e di permettere alle singole Università, tramite i Rettori e i Direttori di Dipartimento, di assegnare “Titoli di distinzione” di professore associato o ordinario, proprio agli individui i cui prodotti di ricerca sono talmente notevoli da essere selezionati per le valutazioni VQR della ANVUR. Tali Titoli di distinzione, seguono il modello di Oxford, introdotto per arginare una fuga di cervelli e uno stato di sofferenza, analogo a quello italiano di oggi, dovuta al fatto che in USA persone meno qualificate dei “Lecturer” di Oxford, godevano del titolo di Professor, seppure magari “Assistant” o “Associate”.
Tali titoli di distinzione non si inquadrano nella categoria retributiva di Professore Associato o Ordinario, e come tali non richiedono una variazione (perlomeno non drammatica) dello stato giuridico.
Referenze
1) http://en.wikipedia.org/wiki/Professor#The_United_Kingdom.2C_Ireland_and_other_English_speaking_countries
In the United Kingdom, the Republic of Ireland, and most Commonwealth countries (but not Canada), traditionally, a professor held either an established chair or a personal chair. An established chair is established by the university to meet their needs for academic leadership and standing in a particular area or discipline and the post is filled from a shortlist of applicants; only a suitably qualified person will be appointed. A personal chair is awarded specifically to an individual in recognition of their high levels of achievements and standing in their particular area or discipline. In most universities, professorships are reserved for only the most senior academic staff, and other academics are generally known as 'lecturers', 'senior lecturers' and 'readers' (in some Commonwealth countries such as Australia and New Zealand, the title 'Associate Professor' can be used instead of 'Reader'[5]). In some countries, senior lecturers are generally paid the same as readers, but the latter is awarded primarily for research excellence, and traditionally carries higher prestige. A few UK universities have recently begun using the Australian terminology, with both "Senior Lecturers" and "Readers" now being called "Associate Professors." Traditionally, Heads of Departments and other senior academic leadership roles within a university were undertaken by professors.[6]
During the 1990s, however, the University of Oxford introduced Titles of Distinction, enabling their holders to be termed professors or readers while holding academic posts at the level of lecturer. The University of Exeter and University of Warwick have adopted the antipodean style of 'associate professor' in lieu of 'reader'. The varied practices these changes have brought about has meant that academic ranks in the United Kingdom are no longer quite as consistent as they once were. The same trend to move towards the North American system is also observed in the former British colony of Hong Kong. Academic ranks there are now becoming more consistent again, with The University of Hong Kong, the oldest university in the territory, having switched to the North American system.
In general the title of 'Professor' is reserved for full professors; lecturers and readers are properly addressed by their academic qualification (Dr for a PhD DPhil etc. and Mr/Mrs/Miss/Ms otherwise). In Australia, New Zealand and Singapore associate professors are by courtesy addressed as "Professor". In official functions, however, Associate Professors are addressed as Dr or Associate Professors and not Professors. As in the USA, the title of 'professor emeritus' may be awarded to a retired or former professor, who may well retain formal or informal links with the institution where the chair was formerly held.
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martedì 14 febbraio 2012
10 domande ai rappresentanti degli studenti. e agli studenti
Sulle costanti richieste ai docenti, o sulla incapacita' di organizzarsi e di volersi organizzare e creare un futuro
Al magn. Rettore, Al Preside, PoliBA
Ai CSJ e CINETIK, agli studenti di Taranto
Ogg. Disagi assenteismo studenti, e assenteismo interesse
Ricevo la lettera delle rappresentanze studenti, come docente, e mi sento accusato come gli altri, di non essere abbastanza presente. Nonostante io personalmente mi sento la coscienza a posto, dato che persino quando viaggio in modo frenetico assicuro una presenza non solo come richiesto dal mio contratto, ma molto di piu' (sfido qualsiasi studente a dichiarare che non abbia ricevuto risposta immediata, email, facebook, o di persona, ad una mia richiesta), vorrei cogliere l'occasione di porre io delle domande ai rappresentanti e quindi agli studenti, visto che sono in vena ultimamente di porre domande, come al governo, di cui vi segnalo il link. http://www.corriereuniv.it/cms/2012/02/valore-legale-o-incapicta-di-valutare/
In particolare, come premessa alle mie domande, vi segnalo le domande 6 e 9
6) il valore della laurea si è svalutato moltissimo negli ultimi 12 anni, ossia dal processo Bologna, per inseguire i sogni di laureati come nelle medie europee.Nonostante si regalino ormai lauree e Lodi, non ci siamo riusciti. Mentre in Germania uno studente non può ripetere un esame più di tre volte, da noi può farlo sino a sfinire il docente. Come affrontare questo problema senza lo slogan della abolizione del valore legale per come e’ impostato ora?
9) Gli studenti italiani già hanno capito il vero problema e fuggono ormai in massa (60mila) dalle università italiane, avendo trovato università migliori in Germania e in paesi scandinavi a meno prezzo!
Le mie domande sono le seguenti
1) come mai in 12 anni che io insegno, le persone che mi chiedono chiarimenti tecnici si contano sulla punta delle dita delle mani, mentre quelli che mi chiedono logistica su come si fanno gli esami, su come salvare esoneri di anni passati, su come evitare scritti, su come evitare pagine di libri, su come evitare di studiare insomma, sono a bizzeffe?
2) Come mai alcuni studenti, dopo queste domande di logistica, avendo fissato un esame per la settimana successiva, mi chiedono informazioni su quale sia il libro di testo?
3) Sapete che esiste la Generazione «né-né»: settecentomila giovani «inattivi convinti» Hanno da 15 a 35 anni: niente lavoro, niente studio. Come pensate di affrontare questo gigantesco problema, prima dell'eventuale assenteismo dei docenti, tutto da dimostrare? http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_16/mangiarotti_rapporto_gioventu_e39551a0-71ca-11de-87a4-00144f02aabc.shtml
4) Come mai alle lezioni mie e di molti colleghi, ci sono assenteismi cronici di studenti, confusi su cosa fare, o su quando farlo, e quindi un assenteismo degli studenti che pure dovrebbero partecipare alle lezioni in modo piu' interessato dei docenti? Sareste daccordo ad introdurre delle firme di presenza?
5) Poiche' il valore della laurea si e' svalutato, sareste daccordo a introdurre dei limiti ai voti alti, in percentuali come peraltro prescritto nella legge del Diploma Supplement?
6) Perche' non promuovete azioni culturali, eventi, anche coinvolgendo professori, invece di assecondare le pressioni degli studenti di svalutare ancora di piu' il senso di frequentare una Universita?
7) Sareste daccordo a mettere un limite massimo al numero di ripetizioni di un esame, come si fa in Germania, in modo da rendere il processo piu' serio ed ordinato per tutti, e alla fine a vantaggio degli studenti?
8) Sareste disposti ad organizzare una giornata su questo tema assenteismo docenti, studenti, e interesse? Ovvero generazione ne' ne', e incapacita' generalizzata di valutare il merito, ma anche di aspirare al merito?
9) Alla fine, come mai i pochi che seguono regolarmente i corsi, che ascoltano i miei consigli su non tentare alchimie strane, ma seguire semplicemente i piani di studio, in genere fanno esame una volta sola, e con risultati decenti?
10) Dove volete arrivare con queste uscite singole di attacco ai docenti, senza fare nessun tipo di autocritica?
Cordialmente
Prof. Michele Ciavarella
Al magn. Rettore, Al Preside, PoliBA
Ai CSJ e CINETIK, agli studenti di Taranto
Ogg. Disagi assenteismo studenti, e assenteismo interesse
Ricevo la lettera delle rappresentanze studenti, come docente, e mi sento accusato come gli altri, di non essere abbastanza presente. Nonostante io personalmente mi sento la coscienza a posto, dato che persino quando viaggio in modo frenetico assicuro una presenza non solo come richiesto dal mio contratto, ma molto di piu' (sfido qualsiasi studente a dichiarare che non abbia ricevuto risposta immediata, email, facebook, o di persona, ad una mia richiesta), vorrei cogliere l'occasione di porre io delle domande ai rappresentanti e quindi agli studenti, visto che sono in vena ultimamente di porre domande, come al governo, di cui vi segnalo il link. http://www.corriereuniv.it/cms/2012/02/valore-legale-o-incapicta-di-valutare/
In particolare, come premessa alle mie domande, vi segnalo le domande 6 e 9
6) il valore della laurea si è svalutato moltissimo negli ultimi 12 anni, ossia dal processo Bologna, per inseguire i sogni di laureati come nelle medie europee.Nonostante si regalino ormai lauree e Lodi, non ci siamo riusciti. Mentre in Germania uno studente non può ripetere un esame più di tre volte, da noi può farlo sino a sfinire il docente. Come affrontare questo problema senza lo slogan della abolizione del valore legale per come e’ impostato ora?
9) Gli studenti italiani già hanno capito il vero problema e fuggono ormai in massa (60mila) dalle università italiane, avendo trovato università migliori in Germania e in paesi scandinavi a meno prezzo!
Le mie domande sono le seguenti
1) come mai in 12 anni che io insegno, le persone che mi chiedono chiarimenti tecnici si contano sulla punta delle dita delle mani, mentre quelli che mi chiedono logistica su come si fanno gli esami, su come salvare esoneri di anni passati, su come evitare scritti, su come evitare pagine di libri, su come evitare di studiare insomma, sono a bizzeffe?
2) Come mai alcuni studenti, dopo queste domande di logistica, avendo fissato un esame per la settimana successiva, mi chiedono informazioni su quale sia il libro di testo?
3) Sapete che esiste la Generazione «né-né»: settecentomila giovani «inattivi convinti» Hanno da 15 a 35 anni: niente lavoro, niente studio. Come pensate di affrontare questo gigantesco problema, prima dell'eventuale assenteismo dei docenti, tutto da dimostrare? http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_16/mangiarotti_rapporto_gioventu_e39551a0-71ca-11de-87a4-00144f02aabc.shtml
4) Come mai alle lezioni mie e di molti colleghi, ci sono assenteismi cronici di studenti, confusi su cosa fare, o su quando farlo, e quindi un assenteismo degli studenti che pure dovrebbero partecipare alle lezioni in modo piu' interessato dei docenti? Sareste daccordo ad introdurre delle firme di presenza?
5) Poiche' il valore della laurea si e' svalutato, sareste daccordo a introdurre dei limiti ai voti alti, in percentuali come peraltro prescritto nella legge del Diploma Supplement?
6) Perche' non promuovete azioni culturali, eventi, anche coinvolgendo professori, invece di assecondare le pressioni degli studenti di svalutare ancora di piu' il senso di frequentare una Universita?
7) Sareste daccordo a mettere un limite massimo al numero di ripetizioni di un esame, come si fa in Germania, in modo da rendere il processo piu' serio ed ordinato per tutti, e alla fine a vantaggio degli studenti?
8) Sareste disposti ad organizzare una giornata su questo tema assenteismo docenti, studenti, e interesse? Ovvero generazione ne' ne', e incapacita' generalizzata di valutare il merito, ma anche di aspirare al merito?
9) Alla fine, come mai i pochi che seguono regolarmente i corsi, che ascoltano i miei consigli su non tentare alchimie strane, ma seguire semplicemente i piani di studio, in genere fanno esame una volta sola, e con risultati decenti?
10) Dove volete arrivare con queste uscite singole di attacco ai docenti, senza fare nessun tipo di autocritica?
Cordialmente
Prof. Michele Ciavarella
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lunedì 13 febbraio 2012
La Riforma Gelmini comincerà a puzzare come la peste bubbonica!
A Tutti i Rettori
Al Gruppo2003
Al Ministro Profumo
Al Ministro Monti
Al Forum PD
Parlamentari della Commissione VII
Categorie varie sindacali e non della docenza
Carissimi,
a sentire la lista UNILEX di 1300 docenti che ha appena riportato la notizia di seguito, credo che la popolarità della Riforma Gelmini subirà prestissimo un CROLLO VERTICALE pari a quello della Grecia quando hanno cominciato a licenziare gli statali. Chiunque si faceva portavoce di un minimo di utilità della Riforma Gelmini, farebbe bene a tacere, o perderà qualsiasi forma non solo di consenso, ma persino di saluto dagli amici. Potrebbe in cambio avere "favori" e "promesse" dal Ministro nel tentativo di andare avanti in questa marcia diabolica e silenziosa di una distruzione della Università senza nemmeno che ci sia chiesto un parere, ma non so se nemmeno quello conviene come gioco. Viveversa, sarà naturale creare ora un fronte COMPATTO e SOLIDALE molto più forte persino di quello che mandava avanti la Riforma Gelmini quando è nata. Si tratterebbe anche di salvare qualche idea iniziale che non era male, tipo le graduatorie nella idoneità nazionale, insomma, si tratterebbe, forse forse, di tornare al sistema baronale della Università italiana degli anni 60. Altra idea ancora migliore per compattarsi, copiare il sistema Tedesco, che un mio studente mi ha ben sommariamente descritto nell'allegato.
ps. Il presente comunicato verrà inserito nel blog
Saluti, Michele Ciavarella
---------- Forwarded message ----------
From:
Date: 13 February 2012 13:46
Subject: [UNILEX] Nuovo trattamento economico
To: UNILEX@list.cineca.it
Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
**************************************************************************
al link:
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-02-09&task=dettaglio&numgu=33&redaz=012G0018&tmstp=1329070339869
il provvedimento che "rimodula" la retribuzione dei docenti universitari, di tutte e tre le fasce (e definisce la retribuzione dei ricerc. a tempo determinato).
Ricordo di essere andato in audizione alla VII Commissione della Camera per dare il parere della Rete 29 Aprile sul provvedimento. Non è stata recepita neppure una delle osservazioni sui punti discutibili del provvedimento, che di fatto taglia la retribuzione con un effetto che si sente soprattutto al momento del pensionamento. Inoltre si osservi che si perde la ricostruzione della carriera, stabilendo che i ricercatori che diventano professori associati accedono automaticamente alla prima classe di anzianità (tre anni) mentre i PA che diventano PO accedono automaticamente alla seconda classe (sei anni). Viene tolto il collegamento tra le retribuzioni degli universitari e i dirigenti di prima classe dello stato, rendendo la retribuzione variabile in funzione delle decisioni del legislativo o anche del governo (decreto legge).
Inoltre, per quanto riguarda i RTD, viene fissata una retribuzione identica sia per il tipo A sia per il tipo B, il che significa che un ricercatore a tempo determinato assunto con contratto di tipo A per tre anni (poi magari prolungati a cinque) e poi - se fortunato - passato al contratto di tipo B (tre anni), per otto anni avrebbe la stessa identica retribuzione (potrebbe solo sperare negli adeguamenti istat, che però sono bloccati fino al 2014, oppure in adeguamento legislativo.
Il provvedimento entra in vigore il 24 febbraio.
Saluti,
PG
****************************************************
Unilex, fondata nel 1995, ha 1184 iscritti al 4 giugno 2011.
Le regole di funzionamento sono scaricabili da
http://www.ing.unitn.it/~devol/regole_di_unilex.pdf
SE IN GERMANIA TI PAGANO PER STUDIARE
by Gianvito Volpe on Tuesday, February 7, 2012 at 8:43pm •
La stragrande maggioranza dei politici italiani non sa cosa significhi esattamente vivere in Italia. Molti di loro vivono in una specie di Olimpo, isolati in un mondo tutto loro, completamente distaccato dalla realtà. Giù da quell’Olimpo ci siamo tutti noi. Quelli che devono fare i salti mortali per pagare le bollette e le tasse. Quelli che non hanno l’auto blu e quindi la benzina se la devono pagare di tasca propria, che ogni giorno si alzano per andare a lavorare o a cercarsi un lavoro. Mentre loro litigano su cose che non miglioreranno la vita di nessuno. Parliamoci chiaro: la riforma del digitale terreste era più urgente di altre questioni? sarebbe morto qualcuno se fossimo rimasti un anno in più col tubo catodico...? Ne dubito. Oggi parlavo con una mia amica che vive e studia in Germania, e mi sono fatto qualche domanda su quello che da noi si chiama "diritto allo studio".
Fotografiamo la situazione italiana. L'Italia è terzultima nell'Unione Europea per numero di giovani laureati. Tra i ragazzi di età compresa fra i 25 e i 35 anni, soltanto 18 italiani su 100 risultano in possesso di un diploma di laurea. La media scende a 15 su 100 se si considerano le lauree di secondo livello e le lauree magistrali di nuovo ordinamento. Soltanto Romania e Repubblica Ceca fanno peggio di noi. La media europea è invece del 30 per cento. Poi ci sono Paesi come Francia, Svezia, Danimarca e Inghilterra attorno al 40 per cento. E la Germania davanti a tutti al 42 per cento di giovani laureati. In Italia tre studenti universitari su quattro (73%) vivono con i genitori. La metà è pendolare e il 39% oltre a studiare fa lavori part time. Come mai così tanti pendolari? Nel 2011 chi non ha avuto aiuti economici ha pagato in media 1.160 euro di tasse. Il pendolarismo è una strategia di sopravvivenza. In Italia infatti solo 3 studenti su 10 ricevono aiuti economici per lo studio, due su dieci e uno su trentacinque della media complessiva usufruisce invece di un alloggio isu. In generale, tra lezioni in aula e tempo trascorso sui libri, ogni studente dedica all’università una media di 41 ore a settimana, contro le 32 dei primi anni ‘90. Nonostante la crisi economica influenzi le loro scelte, questi ragazzi si applicano e fanno sacrifici, considerando ancora l’università come un ascensore sociale.
Nel 2011 il 68,5% degli studenti non ha ricevuto alcun aiuto economico. Il 15,2% ha ottenuto un esonero parziale, il 9,3% l’esonero totale, il 7,1% una borsa di studio da enti di diritto allo studio. Questi enti erogano il 56,7% del totale degli aiuti, mentre le università partecipano con il 31,2%. Gli enti privati concorrono per il 6,8%. L’importo mediano delle borse di studio è pari a 1.600. L’Italia spende quattrocentottantuno milioni per le borse di studio ai giovani universitari. La Germania spende 1 miliardo e 400 milioni.
Il sistema tedesco è davvero interessante e penso sia utile conoscerlo almeno sommariamente.
Dal 1º ottobre 1971 gli studenti ricevono degli aiuti grazie alla legge per il sostegno alla formazione individuale degli studenti: la cosiddetta BAföG (Bundesausbildungsförderungsgesetz). Il termine BAföG indica il denaro mensile disponibile mediamente per ciascuno studente. In linea di principio non è su base meritocratica, è un assegno per tutti, tuttavia si riduce per gli studenti che non concludono gli anni di università nei limiti di tempo previsti. Si tratta più propriamente di un prestito per metà a fondo perduto (sotto forma di borsa di studio), e per metà da restituirsi, a tasso zero, a partire dal quinto anno successivo alla laurea. In prima approssimazione possiamo dire l'ammontare medio del BAfoG è di 417 euro mensili. Poi vedremo più precisamente come viene calcolato. In altre parole in 5 anni lo stato tedesco finanzia ogni studente con un assegno che gli permetterà di comprarsi libri, pagarsi tram, metro e di non pesare sulle famiglie. Trascorsi cinque anni dal completamento del percorso universitario, nei quali si presume l'inserimento lavorativo del soggetto, il cittadino comincerà a restituire rateizzate e a tasso zero la metà dei soldi ricevuti per il sostentamento accademico.
I fondi per il BAföG prevedono una copertura del 65 % da parte del Governo Federale, mentre il restante 35 % è a carico dei Länder (più o meno le nostre Regioni). E’ interessante notare come, al contrario delle altre materie lasciate alla competenza dei Länder, quella relativa al diritto allo studio è disciplinata a livello centrale, a garanzia di un trattamento uniforme e di pari opportunità in tutto il territorio nazionale.
In linea di principio, il sostegno viene garantito a coloro che ne fanno richiesta e iniziano il percorso formativo prima di aver compiuto il trentesimo anno di età. L’ammontare medio del BAföG come detto è di 417 euro ma in realtà è proporzionale ai bisogni degli studenti, sulla base della stime dei costi di mantenimento. La legge federale prevede degli importi fissi che dipendono dalla tipologia del corso di studi (se si tratta di allievi o di universitari, l'equivalente della nostra differenza tra diploma di laurea e laurea vera e propria) e anche dal fatto che lo studente viva a con la famiglia di origine o fuori casa. Il livello dell’importo in concreto viene stabilito sulla base del bisogno standard dello studente (che comprende i costi di mantenimento e i costi d’istruzione) e delle spese di alloggio. Le spese per l’alloggio sono previste per gli studenti che vivono fuori casa e quindi andranno ad incrementare l’importo di base. Questo, inoltre, può essere ulteriormente aumentato nel caso in cui lo studente sostenga dei costi di assicurazione sanitaria. Ma questo aspetto è meglio trascurarlo. L'importo del BAfoG è quindi variabile. Considerando tutti i possibili incrementi della quota di base, l’ammontare mensile massimo del BAföG è pari a 630 euro al mese per gli studenti che non vivono con i genitori.
Gli importi sono consessi al 50% sotto forma di borsa di studio mentre il restante 50% viene concesso come prestito a tasso zero. Solo per i disabili è prevista l’erogazionevdell’intero importo come borsa di studio. La restituzione inizia dopo cinque anni dalla fine degli studi e può essere rateizzata in un termine non superiore a 20 anni con una rata minima di rimborso di 105 € al mese.
Solo queste considerazioni basterebbero a stropicciarci gli occhi per lo stupore. Ma i tedeschi hanno fatto di più. Nel 1999 hanno elevato il BAföG a livello costituzionale e lo hanno inserito nella Costituzione. Il nuovo schema di aiuti comprende anche strumenti per eguagliare il carico delle famiglie: ossia oltre alla mensilità del BAfoG prevista per tutti, sono previste detrazioni di imposta per figli a carico e concessione di assegni esenti d’imposta. Naturalmente questa seconda categoria di aiuti può essere richiesta solo nel caso in cui l’individuo rispetti specifici requisiti economici. Il sostegno dipende dal reddito della famiglia, dal quello dello studente e da quello dell’eventuale partner. Sono inoltre previste tutta una serie di agevolazioni economiche come forniture elettriche e telefoniche a prezzi ridotti, sconti sul canone televisivo e sugli abbonamenti ai trasporti pubblici. Se poi lo studente ha anche un figlio, prende altri 113 euro al mese e se ne ha più di uno, prende altri 85 euro per ogni figlio.
Ma ancora non basta. Una recente riforma ha stabilito forme di riduzione del debito dipendenti dalla performance dello studente: se lo studente finisce gli studi nel tempo previsto per il proprio corso di studi, otterrà una riduzione del debito del 20% sulla restituzion. Esistono poi casi particolari in cui il rimborso può essere rinviato o addirittura prescritto: per esempio, se, trascorsi i 5 anni, lo studente risulta disoccupato o con figli a carico di età inferiore ai 10 anni, non ripaga subito il debito, ma il periodo viene prolungato. Inoltre implicitamente lo Stato rinuncia alla restituzione totale nei casi limite dal momento che per legge nessuno può mai ripagare un ammontare superiore a 10.000 €, anche se il prestito ricevuto eccede tale soglia. Questo vuol dire che prendendo il caso estremo del BAfoG da 670 euro mensili, in un percorso universitario di 5 anni fanno 40 mila euro, di cui la metà 20 mila euro andrebbe restituità, ma in realtà la restituzione pretesa è solo di 10 mila euro. La stessa riforma ha stabilito che a godere del BAföG non siano solo gli studenti di nazionalità tedesca, ma anche quelli di nazionalità straniera fuori dall'Unione Europea con diritto di asilo, e gli universitari provenienti dagli stati dell'Unione Europea qualora abbiano trasferito la propria residenza ed abbiano sottoscritto un contratto di lavoro in Germania.
Un sistema efficiente ed ingegnoso. Questo probabilmente spiega perché la Germania voglia una applicazione rigorosa del trattato di Maastricht secondo cui i paesi UE non possono farsi garanti del debito di un paese appartenente alla Comunità stessa: di fatti gli aiuti economici ai Paesi come la Grecia aumentano il debito pubblico dei singoli Stati che partecipano agli aiuti. Ovviamente un aumento del debito pubblico non permette di fare ulteriori investimenti nel proprio Paese.
La ricetta tedesca è investire e contenere le spese, garantendo nel frattempo una minima rete di protezione sociale per chi è stato individualmente colpito dalla crisi; questo comporta quindi l’ingresso, rigidamente regolamentato, di soggetti privati nel finanziamento del welfare e, dall’alta l’opposizione al salvataggio di paesi dell’area Euro. Ma la domanda di fondo è: perché la Germania spende tanto per il diritto allo studio? Perché è un investimento, non un costo. Per uno Stato la formazione, la preparazione, le competenze di una persona sono un investimento. Una persona con un buon grado di istruzione ha maggiori possibilità di trovare un lavoro ben retribuito. Così si producono due effetti: un lavoratore qualificato e preparato che offre un servizio al suo Stato e un buon contribuente perché, avendo un lavoro ben retribuito, pagherà più volentieri le tasse. Ma c’è anche un vantaggio immediato: i BAfoG sono un modo ingegnoso per non far calare i consumi. Gli studenti sono portati a spostarsi fuori sede quindi a stipulare contratti di locazione per usufrure delle maggiori agevolazioni, su quei contratti di locazione lo Stato fa cassa, ma non solo: gli studenti spendono più ragionevolmente soldi che di fatto per metà gli vengono concessi a fondo perduto, e spendendo e fanno girare l'economia. In questo modo i consumi nazionali si mantengono stabili anche in periodi di crisi.
Che qualcuno prenda nota.
Al Gruppo2003
Al Ministro Profumo
Al Ministro Monti
Al Forum PD
Parlamentari della Commissione VII
Categorie varie sindacali e non della docenza
Carissimi,
a sentire la lista UNILEX di 1300 docenti che ha appena riportato la notizia di seguito, credo che la popolarità della Riforma Gelmini subirà prestissimo un CROLLO VERTICALE pari a quello della Grecia quando hanno cominciato a licenziare gli statali. Chiunque si faceva portavoce di un minimo di utilità della Riforma Gelmini, farebbe bene a tacere, o perderà qualsiasi forma non solo di consenso, ma persino di saluto dagli amici. Potrebbe in cambio avere "favori" e "promesse" dal Ministro nel tentativo di andare avanti in questa marcia diabolica e silenziosa di una distruzione della Università senza nemmeno che ci sia chiesto un parere, ma non so se nemmeno quello conviene come gioco. Viveversa, sarà naturale creare ora un fronte COMPATTO e SOLIDALE molto più forte persino di quello che mandava avanti la Riforma Gelmini quando è nata. Si tratterebbe anche di salvare qualche idea iniziale che non era male, tipo le graduatorie nella idoneità nazionale, insomma, si tratterebbe, forse forse, di tornare al sistema baronale della Università italiana degli anni 60. Altra idea ancora migliore per compattarsi, copiare il sistema Tedesco, che un mio studente mi ha ben sommariamente descritto nell'allegato.
ps. Il presente comunicato verrà inserito nel blog
Saluti, Michele Ciavarella
---------- Forwarded message ----------
From:
Date: 13 February 2012 13:46
Subject: [UNILEX] Nuovo trattamento economico
To: UNILEX@list.cineca.it
Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
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al link:
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-02-09&task=dettaglio&numgu=33&redaz=012G0018&tmstp=1329070339869
il provvedimento che "rimodula" la retribuzione dei docenti universitari, di tutte e tre le fasce (e definisce la retribuzione dei ricerc. a tempo determinato).
Ricordo di essere andato in audizione alla VII Commissione della Camera per dare il parere della Rete 29 Aprile sul provvedimento. Non è stata recepita neppure una delle osservazioni sui punti discutibili del provvedimento, che di fatto taglia la retribuzione con un effetto che si sente soprattutto al momento del pensionamento. Inoltre si osservi che si perde la ricostruzione della carriera, stabilendo che i ricercatori che diventano professori associati accedono automaticamente alla prima classe di anzianità (tre anni) mentre i PA che diventano PO accedono automaticamente alla seconda classe (sei anni). Viene tolto il collegamento tra le retribuzioni degli universitari e i dirigenti di prima classe dello stato, rendendo la retribuzione variabile in funzione delle decisioni del legislativo o anche del governo (decreto legge).
Inoltre, per quanto riguarda i RTD, viene fissata una retribuzione identica sia per il tipo A sia per il tipo B, il che significa che un ricercatore a tempo determinato assunto con contratto di tipo A per tre anni (poi magari prolungati a cinque) e poi - se fortunato - passato al contratto di tipo B (tre anni), per otto anni avrebbe la stessa identica retribuzione (potrebbe solo sperare negli adeguamenti istat, che però sono bloccati fino al 2014, oppure in adeguamento legislativo.
Il provvedimento entra in vigore il 24 febbraio.
Saluti,
PG
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Unilex, fondata nel 1995, ha 1184 iscritti al 4 giugno 2011.
Le regole di funzionamento sono scaricabili da
http://www.ing.unitn.it/~devol/regole_di_unilex.pdf
SE IN GERMANIA TI PAGANO PER STUDIARE
by Gianvito Volpe on Tuesday, February 7, 2012 at 8:43pm •
La stragrande maggioranza dei politici italiani non sa cosa significhi esattamente vivere in Italia. Molti di loro vivono in una specie di Olimpo, isolati in un mondo tutto loro, completamente distaccato dalla realtà. Giù da quell’Olimpo ci siamo tutti noi. Quelli che devono fare i salti mortali per pagare le bollette e le tasse. Quelli che non hanno l’auto blu e quindi la benzina se la devono pagare di tasca propria, che ogni giorno si alzano per andare a lavorare o a cercarsi un lavoro. Mentre loro litigano su cose che non miglioreranno la vita di nessuno. Parliamoci chiaro: la riforma del digitale terreste era più urgente di altre questioni? sarebbe morto qualcuno se fossimo rimasti un anno in più col tubo catodico...? Ne dubito. Oggi parlavo con una mia amica che vive e studia in Germania, e mi sono fatto qualche domanda su quello che da noi si chiama "diritto allo studio".
Fotografiamo la situazione italiana. L'Italia è terzultima nell'Unione Europea per numero di giovani laureati. Tra i ragazzi di età compresa fra i 25 e i 35 anni, soltanto 18 italiani su 100 risultano in possesso di un diploma di laurea. La media scende a 15 su 100 se si considerano le lauree di secondo livello e le lauree magistrali di nuovo ordinamento. Soltanto Romania e Repubblica Ceca fanno peggio di noi. La media europea è invece del 30 per cento. Poi ci sono Paesi come Francia, Svezia, Danimarca e Inghilterra attorno al 40 per cento. E la Germania davanti a tutti al 42 per cento di giovani laureati. In Italia tre studenti universitari su quattro (73%) vivono con i genitori. La metà è pendolare e il 39% oltre a studiare fa lavori part time. Come mai così tanti pendolari? Nel 2011 chi non ha avuto aiuti economici ha pagato in media 1.160 euro di tasse. Il pendolarismo è una strategia di sopravvivenza. In Italia infatti solo 3 studenti su 10 ricevono aiuti economici per lo studio, due su dieci e uno su trentacinque della media complessiva usufruisce invece di un alloggio isu. In generale, tra lezioni in aula e tempo trascorso sui libri, ogni studente dedica all’università una media di 41 ore a settimana, contro le 32 dei primi anni ‘90. Nonostante la crisi economica influenzi le loro scelte, questi ragazzi si applicano e fanno sacrifici, considerando ancora l’università come un ascensore sociale.
Nel 2011 il 68,5% degli studenti non ha ricevuto alcun aiuto economico. Il 15,2% ha ottenuto un esonero parziale, il 9,3% l’esonero totale, il 7,1% una borsa di studio da enti di diritto allo studio. Questi enti erogano il 56,7% del totale degli aiuti, mentre le università partecipano con il 31,2%. Gli enti privati concorrono per il 6,8%. L’importo mediano delle borse di studio è pari a 1.600. L’Italia spende quattrocentottantuno milioni per le borse di studio ai giovani universitari. La Germania spende 1 miliardo e 400 milioni.
Il sistema tedesco è davvero interessante e penso sia utile conoscerlo almeno sommariamente.
Dal 1º ottobre 1971 gli studenti ricevono degli aiuti grazie alla legge per il sostegno alla formazione individuale degli studenti: la cosiddetta BAföG (Bundesausbildungsförderungsgesetz). Il termine BAföG indica il denaro mensile disponibile mediamente per ciascuno studente. In linea di principio non è su base meritocratica, è un assegno per tutti, tuttavia si riduce per gli studenti che non concludono gli anni di università nei limiti di tempo previsti. Si tratta più propriamente di un prestito per metà a fondo perduto (sotto forma di borsa di studio), e per metà da restituirsi, a tasso zero, a partire dal quinto anno successivo alla laurea. In prima approssimazione possiamo dire l'ammontare medio del BAfoG è di 417 euro mensili. Poi vedremo più precisamente come viene calcolato. In altre parole in 5 anni lo stato tedesco finanzia ogni studente con un assegno che gli permetterà di comprarsi libri, pagarsi tram, metro e di non pesare sulle famiglie. Trascorsi cinque anni dal completamento del percorso universitario, nei quali si presume l'inserimento lavorativo del soggetto, il cittadino comincerà a restituire rateizzate e a tasso zero la metà dei soldi ricevuti per il sostentamento accademico.
I fondi per il BAföG prevedono una copertura del 65 % da parte del Governo Federale, mentre il restante 35 % è a carico dei Länder (più o meno le nostre Regioni). E’ interessante notare come, al contrario delle altre materie lasciate alla competenza dei Länder, quella relativa al diritto allo studio è disciplinata a livello centrale, a garanzia di un trattamento uniforme e di pari opportunità in tutto il territorio nazionale.
In linea di principio, il sostegno viene garantito a coloro che ne fanno richiesta e iniziano il percorso formativo prima di aver compiuto il trentesimo anno di età. L’ammontare medio del BAföG come detto è di 417 euro ma in realtà è proporzionale ai bisogni degli studenti, sulla base della stime dei costi di mantenimento. La legge federale prevede degli importi fissi che dipendono dalla tipologia del corso di studi (se si tratta di allievi o di universitari, l'equivalente della nostra differenza tra diploma di laurea e laurea vera e propria) e anche dal fatto che lo studente viva a con la famiglia di origine o fuori casa. Il livello dell’importo in concreto viene stabilito sulla base del bisogno standard dello studente (che comprende i costi di mantenimento e i costi d’istruzione) e delle spese di alloggio. Le spese per l’alloggio sono previste per gli studenti che vivono fuori casa e quindi andranno ad incrementare l’importo di base. Questo, inoltre, può essere ulteriormente aumentato nel caso in cui lo studente sostenga dei costi di assicurazione sanitaria. Ma questo aspetto è meglio trascurarlo. L'importo del BAfoG è quindi variabile. Considerando tutti i possibili incrementi della quota di base, l’ammontare mensile massimo del BAföG è pari a 630 euro al mese per gli studenti che non vivono con i genitori.
Gli importi sono consessi al 50% sotto forma di borsa di studio mentre il restante 50% viene concesso come prestito a tasso zero. Solo per i disabili è prevista l’erogazionevdell’intero importo come borsa di studio. La restituzione inizia dopo cinque anni dalla fine degli studi e può essere rateizzata in un termine non superiore a 20 anni con una rata minima di rimborso di 105 € al mese.
Solo queste considerazioni basterebbero a stropicciarci gli occhi per lo stupore. Ma i tedeschi hanno fatto di più. Nel 1999 hanno elevato il BAföG a livello costituzionale e lo hanno inserito nella Costituzione. Il nuovo schema di aiuti comprende anche strumenti per eguagliare il carico delle famiglie: ossia oltre alla mensilità del BAfoG prevista per tutti, sono previste detrazioni di imposta per figli a carico e concessione di assegni esenti d’imposta. Naturalmente questa seconda categoria di aiuti può essere richiesta solo nel caso in cui l’individuo rispetti specifici requisiti economici. Il sostegno dipende dal reddito della famiglia, dal quello dello studente e da quello dell’eventuale partner. Sono inoltre previste tutta una serie di agevolazioni economiche come forniture elettriche e telefoniche a prezzi ridotti, sconti sul canone televisivo e sugli abbonamenti ai trasporti pubblici. Se poi lo studente ha anche un figlio, prende altri 113 euro al mese e se ne ha più di uno, prende altri 85 euro per ogni figlio.
Ma ancora non basta. Una recente riforma ha stabilito forme di riduzione del debito dipendenti dalla performance dello studente: se lo studente finisce gli studi nel tempo previsto per il proprio corso di studi, otterrà una riduzione del debito del 20% sulla restituzion. Esistono poi casi particolari in cui il rimborso può essere rinviato o addirittura prescritto: per esempio, se, trascorsi i 5 anni, lo studente risulta disoccupato o con figli a carico di età inferiore ai 10 anni, non ripaga subito il debito, ma il periodo viene prolungato. Inoltre implicitamente lo Stato rinuncia alla restituzione totale nei casi limite dal momento che per legge nessuno può mai ripagare un ammontare superiore a 10.000 €, anche se il prestito ricevuto eccede tale soglia. Questo vuol dire che prendendo il caso estremo del BAfoG da 670 euro mensili, in un percorso universitario di 5 anni fanno 40 mila euro, di cui la metà 20 mila euro andrebbe restituità, ma in realtà la restituzione pretesa è solo di 10 mila euro. La stessa riforma ha stabilito che a godere del BAföG non siano solo gli studenti di nazionalità tedesca, ma anche quelli di nazionalità straniera fuori dall'Unione Europea con diritto di asilo, e gli universitari provenienti dagli stati dell'Unione Europea qualora abbiano trasferito la propria residenza ed abbiano sottoscritto un contratto di lavoro in Germania.
Un sistema efficiente ed ingegnoso. Questo probabilmente spiega perché la Germania voglia una applicazione rigorosa del trattato di Maastricht secondo cui i paesi UE non possono farsi garanti del debito di un paese appartenente alla Comunità stessa: di fatti gli aiuti economici ai Paesi come la Grecia aumentano il debito pubblico dei singoli Stati che partecipano agli aiuti. Ovviamente un aumento del debito pubblico non permette di fare ulteriori investimenti nel proprio Paese.
La ricetta tedesca è investire e contenere le spese, garantendo nel frattempo una minima rete di protezione sociale per chi è stato individualmente colpito dalla crisi; questo comporta quindi l’ingresso, rigidamente regolamentato, di soggetti privati nel finanziamento del welfare e, dall’alta l’opposizione al salvataggio di paesi dell’area Euro. Ma la domanda di fondo è: perché la Germania spende tanto per il diritto allo studio? Perché è un investimento, non un costo. Per uno Stato la formazione, la preparazione, le competenze di una persona sono un investimento. Una persona con un buon grado di istruzione ha maggiori possibilità di trovare un lavoro ben retribuito. Così si producono due effetti: un lavoratore qualificato e preparato che offre un servizio al suo Stato e un buon contribuente perché, avendo un lavoro ben retribuito, pagherà più volentieri le tasse. Ma c’è anche un vantaggio immediato: i BAfoG sono un modo ingegnoso per non far calare i consumi. Gli studenti sono portati a spostarsi fuori sede quindi a stipulare contratti di locazione per usufrure delle maggiori agevolazioni, su quei contratti di locazione lo Stato fa cassa, ma non solo: gli studenti spendono più ragionevolmente soldi che di fatto per metà gli vengono concessi a fondo perduto, e spendendo e fanno girare l'economia. In questo modo i consumi nazionali si mantengono stabili anche in periodi di crisi.
Che qualcuno prenda nota.
mercoledì 1 febbraio 2012
Fermiamo l’attacco all’Università pubblica -- una proposta anonima di appello COSTRUTTIVAMENTE contro la abolizione del valore legale della laurea
Appello agli Universitari, agli studenti, ai cittadini da mandare al
Ministro Profumo, al Parlamento, al Governo, e al Presidente Napolitano
Innanzitutto, l’abolizione del valore legale del titolo di studio è un progetto della P2 di Licio Gelli, che è istruttivo rileggere oggi perché dice i veri possibili obiettivi della abolizione del valore legale. Dal programma di rinascita "democratica" di Licio Gelli e la P2. b) Provvedimenti economico-sociali: b1) abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sflollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione).(NDR: sflollare è un refuso nel testo, si intende per “sfollare”).
Quindi questo chiarisce subito che nelle intenzioni dichiarate del piano P2, l’abolizione ha il preciso scopo di diminuire il numero di studenti, in contrasto con gli obiettivi che ci siamo dati già nel processo di Bologna, e ancora oggi siamo lungi da attuare, di aumentare il numero di studenti fino a raggiungere le lontane medie europee che sono ancora al doppio circa.
Nell’attuare “i precetti della Costituzione” invece, il piano intende probabilmente far riferimento all’art.34 della Costituzione, che sancisce “La scuola è aperta a tutti. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Dove in questo articolo c’è da un lato il diritto allo studio fino ai gradi più alti (quindi quasi la necessità della Università Pubblica --- de facto, una Privata potrebbe sostituirla solo se ci fosse la concreta possibilità di pagare le tasse in forme di prestiti obbligatori per legge e con condizioni particolarmente tutelate, cose non ancora viste).
Dall’altro punto di vista, si parla di “meritevoli”, e su questo la Università Pubblica ha spesso fatto poco, nel senso di aver dato maggiore spazio alla corsa al reclutamento delle masse, proprio per via del ritardo anche in quella direzione! E i concetti di meritocrazia, che solo da poco sono “tornati di moda”, lo sono stato in modo non solo puramente retorico nella Riforma Gelmini, ma anche strumentale, nascondendo invece ben altri intenti sotto la “meritocrazia”, che sono quelli di avvantaggiare con criteri clientelari e politicamente orientati, la creazione di “Aziende” universitarie sotto controllo politico.
Per fare meritocrazia in forma più quantitativa, andrebbe introdotto l’uso, ormai indispensabile, di criteri di misura standard, affidabili, robusti, trasparenti di tests che hanno decine di anni di esperienza e di correttivi alle distorsioni che possono nascere (vedasi Abravanel, Meritocrazia, Garzanti, 2008), totalmente assenti invece nella Riforma Gelmini.
Si propope oggi la abolizione del titolo di studio, confondendo con le “liberalizzazioni” del governo Monti, ma lo stesso Governo ha fatto già doppia marcia indietro data la sollevazione generale dell’Università a fare qualsiasi cosa che sia cosi’ brutale e poco condivisa, profittando di una maggioranza sciacciante del Governo stesso, che tuttavia ha il compito di SALVARE L’ITALIA dalla crisi, non di distruggere l’Università pubblica!
Mantenere il valore legale, dicono queste sirene della sua abolizione, è “chiudersi nella torre eburnea dell'Accademia trascurando le diversità”. Peccato che il piano nasce dalle stesse correnti politiche che hanno approvato la Legge Gelmini, che più che trascurare le diversità, le annulla proprio, salvando solo i ricchi e i “potenti”, centralizzando tutto sui Rettori, ingrandendo i Dipartimenti come luogi di vero potere, e rendendo i singoli molto meno liberi e autonomi.
In un recente dibattito, per es., il Prof. Gustavo Zagrebelsky, sollecitato dal Prof. Michele Ciavarella del Politecnico di BARI ha dichiarato, testualmente:
“Che il modo con cui si affrontano i problemi dell’Istruzione è purtroppo un modo aziendalistico e questo è un tradimento profondo della vocazione degli studi di Istruzione soprattutto quelli superiori. Perché poi quando si fanno le graduatorie (tra Università, ndr) si va a vedere la “Produttività”, il rapporto iscritti / laureati, il tasso di assorbimento dei laureati nella forza lavoro, nel tessuto produttivo locale. E’ la prosecuzione della “logica delle tre i”: “Impresa, Internet, Inglese”, lanciata questa logica da governi precedenti per le Scuole medie, ma che adesso si sta estendendo all’Università. Se ci riflettete tutto ciò con la “Cultura” non ha quasi nulla a che fare. Queste “tre i” e ciò che si preannuncia (vediamo cosa succederà con l’Università), ciò che è accaduto, inserisce, colloca, i problemi dell’Istruzione nella logica e-se-cu-ti-va, le “tre i” indicano una formazione di tipo esecutivo, ma la cultura è un’altra cosa”.Aldilà dei problemi di Costituzionalità io credo che dovremmo avere anche l’orgoglio di dire che l’Università non può ridursi ad una cosa di questo genere".
La stessa Riforma sta stravolgendo i “concorsi”, prima ancora di rendere le Università del tutto Private, creando concorsi inusitati e probabilmente molto meno meritocratici (ex. Art.24 c.6 della Legge Gelmini 240/2010). Non ci sarà più bisogno di far ritirare misteriosamente i concorrenti alternativi ai candidati “iper raccomandati”, come dichiarato da un commissario anonimo del Concorso del Vice Ministro Martone al SecoloXIX, visto che altri candidati non ci saranno, saranno tutti scelti ad personam da Rettori e Direttori di Dipartimento come se fossero vertici di azienda.
Il rischio che la abolizione del titolo legale porti ad un aumento sconsiderato delle tasse universitarie è più che realistico. Lo sottolinea il fatto che tra i firmatari di appello a favore figurano persone come Alberto Alesina e Andrea Ichino che da tempo si battono per aumentarle, creando prestiti che sarebbero pesanti per la maggior parte delle famiglie già gravate dalla Crisi Economica.
Gli Atenei potrebbero avviare una competizione di tipo economico al rialzo, al tempo stesso svilendo la qualità. In definitiva, si affida la valutazione al "mercato", prima ancora di verificare che il Paese sia maturo per una Etica vera. Le valutazioni a posteriori finora fatte in Italia dimostrano il contrario.
La competizione tra Università italiane poi è sempre esistita, e funziona bene, la qualità tra private e pubbliche cambia pochissimo, ed è il complesso delle Università italiane che è carente – parliamo prevelentemente del criterio produzione scientifica, che è il criterio più semplice e oggettivo da misurare. Lo dimostra la classifica mondiale della ricerca delle classifiche SCIMAGO, (che misura indicatori normalizzati per dimensione, con criteri come output, collaborazione internazionale, specializzazione tematica, e impatto scientifico, secondo gli ultimi trend anche in UK),: con risultati sorprendenti. 1) il Politecnico di BARI, nel 2010 considerato dal MIUR “non virtuoso” sulla base di parametri economici, e quindi escluso nel 2011 e 2012 da grossi finanziamenti del Piano Straordinario di Reclutamento di Professori Associati, “risulta l’ateneo al primo posto tra le 67 accademie pubbliche italiane per la qualità dei lavori scientifici prodotti, staccando tutte le altre, da Milano a Palermo comprese le sedi blasonate come Bologna, Padova e Roma la Sapienza.
Soprattutto, il Politecnico barese offusca le concorrenti più dirette, i Politecnici di Torino e Milano nei vari settori dell’architettura e dell’ingegneria.”. La Bocconi è si migliore del Politecnico di BARI, ma di pochissimo, e la sola, tra le private! Tutte le altre invece scompaiono. Tra le Scuole statali ma a statuto speciale (Napoleonico, come le Scuole Normali francesi che volle Napoleone che credeva ai test durissimi di ammissione e al merito, anche sul campo), invece, si ottengono leggeri miglioramenti, con la Scuola Santanna di Pisa al 613° posto.
Ma il punto vero è che lo stato Italiano non tutela i “meritevoli” in quanto non offre nessuna Università in Italia di livello competitivo al mondo! I meritevoli, non solo non sarebbero avvantaggiati dalla abolizione del valore legale, ma non sono aiutati affatto nell’unica soluzione oggi possibile per avere educazione di livello superiore: studiando nelle migliori Università del mondo, e non alla Bocconi che è solo 629° nel mondo. Ci sono ben 628 Università migliori dove studiare. Se tra Bocconi al 629° posto, e il Politecnico di Bari al 642° posto, ci sono solo 13 Università di differenza sul totale di 3042, la differenza è trascurabile, eppure pesata già oggi enormemente come costo dello studente, sia per lo stato che per lo studente stesso.
Semmai quindi dovremmo finanziare molto di più il Politecnico di BARI, e ridurre finanziamenti e tasse Universitarie alla Bocconi. Ma questo potrebbe creare un conflitto di interesse in un Governo guidato dal Presidente della Bocconi stessa. Un governo che ha già il conflitto di interesse enorme del Ministro Profumo, che per la prima volta nella storia italiana, è anche contemporaneamente Presidente del maggiore Ente di Ricerca, il CNR.
Il problema va impostato correttamente allora, perché uno studente e una famiglia che conosca questi dati, messa di fronte alla possibilità di studiare all’estero, a volte a costi persino inferiori (in alcuni Paesi Scandinavi accolgono studenti italiani in condizioni di estremo favore, e anche in Germania le tasse universitarie sono bassissime, e le vogliono completamente azzerare presto), sarà presto de facto invogliato a emigrare.
Al vero top della Classifica SCIMAGO tendono a esserci istituti di ricerca, invece che Università, come è ovvio visto che SCIMAGO misura solo la ricerca. E allora troviamo il Broad Institute of MIT and Harvard, ma anche la Spagna con “Institut d'Estudis Espacials de Catalunya” o il Dana Farber Cancer Institute e il J. Craig Venter Institute (quello che ha sequenziato il genoma, per intenderci), o l’Howard Hughes Medical Institute, o la Microsoft Research a Cambridge vicinissimo alla Università.
Per trovare un istituto di ricerca di livello mondiale tra i primi cento se ne trovano alcuni, come al la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, al 73 gli Ospedali Riuniti di Bergamo, e al 76 l’Istituto Europeo di Oncologia. Occorre invece scendere parecchio, per trovare l'Istituto Italiano di Tecnologia, che se si trova al 240 posto, ma che con una spesa paragonabile a quella di una Università italiana di medie dimensioni, si sta collocando bene, nonostante le critiche, a solo un posto di distacco dal famoso Caltech.
La fuga dei cervelli quindi ora comincia ai 18 anni, e non è un caso infatti che ormai sono decine di migliaia i giovani italiani che vanno a studiare nelle Università straniere.
Sui concorsi pubblici, se essi devono essere obbligatoriamente aperti a tutti i cittadini europei (come in realtà la Legge Gelmini limita tantissimo, per via dei concorsi ex art.24c.6), allora attribuire un peso diverso alla laurea in base all'ateneo che la ha rilasciata sarebbe non solo sbagliato, ma anche impossibile, a meno che l'ANVUR non stili un ranking di tutte le università dei 27 (quasi 28) Stati membri della UE, se non di tutto il mondo.
In definitiva, un problema sbagliato, e come detto da Luciano Modica su Europa del 26 gennaio 2012, l’abolizione viene proposta “rifacendosi alle “prediche inutili” di Luigi Einaudi o a qualche modello straniero più o meno frainteso”. “Inutilmente analisi rigorose tra cui quelle di Sabino Cassese, ora giudice costituzionale, di Giovanni Cordini, del Servizio Studi del Senato hanno segnalato la complessità del problema. Inutilmente tutti coloro che si intendono davvero di università hanno espresso perplessità.” Basti ricordare il recente caso del ritiro a furor di popolo dell’autorizzazione ad istituire un’università privata che prendeva il nome dal suo proprietario ed era ubicata in una palazzina di sua proprietà nella piccola cittadina di residenza. Si noti peraltro che il regime autorizzativo è presente in forme diverse in tutti i Paesi dell’Unione Europea e una sua abrogazione nel nostro rischierebbe di porci fuori dall’Area Europea dell?Istruzione Superiore (EHEA).
La competizione tra le università scatta veramente e funziona positivamente solo quando si verifica attentamente e si premia la bravura dei rispettivi laureati nel mondo del lavoro, non quando si approntano tabelle in base a complicati e largamente arbitrari parametri quantitativi generali. Inoltre, una volta garantite eguali opportunità di partenza mediante un solido e ampio sistema di diritto allo studio, la valutazione del merito personale dei laureati è l’unico vero motore dell?ascensore sociale. Una proposta di “affievolimento” del valore legale è contenuta in un documento della Conferenza dei Rettori del 1995; le classi di equivalenza del valore legale di lauree differenti sono contenute nel decreto ministeriale del 1999 che ha introdotto la nuova architettura europea degli studi universitari, il cosiddetto 3+2. E sono proprio gli interventi di cui il Ministro Profumo ha fornito anticipazioni. Da molti anni sono sul tavolo dei ministri competenti senza che nessuno sia mai riuscito a realizzarli. Speriamo che anche in questo caso sia la volta buona”
Insomma, un piano complessivamente vicino a quello della “scuola di partito” che profetizzava Calamandrei nel celebre discorso del 1950 . Nell’interpretare l’art.33 della Costituzione “La repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”, egli afferma che “La scuola è aperta a tutti. Lo stato deve quindi costituire scuole ottime per ospitare tutti. Questo è scritto nell’articolo 33 della Costituzione”. La preoccupazione qui è quella di creare cittadini, non cattolici, né protestanti, non fascisti, né comunisti, collegandosi anche ai concetti di eguaglianza e parità sociale dell’art.3, e dell’art.51 nell’accesso agli uffici pubblici.
Forse, rileggendolo dopo 50 anni, l’enfasi nella visione che lo Stato possa creare apertura a tutti, con scuole ottime per tutti, di tutti i gradi e tipi, e dovunque, lasciando in secondo piano la questione dei “capaci e meritevoli”, pare criticabile, e crea il dibattito di oggi. Dimenticando che le risorse non sono infinite, e scelte vanno fatte La scuola pubblica, non è priva di rischi di creare cittadini “politicizzati”, o di diventare essa stessa non seria, e mal organizzata.
Ma come sono stati valutati i “meriti” anzi le “virtuosità” delle Università? A partire dal primo esperimento del Settembre 2009 (Classifica Gelmini), quando i criteri, fissati a posteriori, in modo non trasparente, sono emersi solo per una fuga di notizie tramite il giornale online lavoce.info! Si veda noisefromamerika.org con l’articolo di Alessandro Figà Talamanca “Università: una graduatoria di merito?”
Una delle firmatarie dell’appello pro Abolizione, Margherita Hack (in "Margherita Hack, Libera scienza in Libero Stato", Rizzoli, 2010), dice che la riforma Berlinguer del 3+2 della fine degli anni 90, ha “certamente avuto un effetto positivo” nel senso, per esempio, che nello stesso anno 2003, mentre con il vecchio ordinamento si laureavano “in corso” meno del 5% degli studenti, con il nuovo ordinamento si sono laureati il 44.1%! Ma un salto in un solo botto di 10 volte, non fa rabbrividire qualsiasi ottimistica previsione di miglioramento? La Margherita Hack pare notevolmente ingenua. Nell’articolo “Il Manuale del Rettore “virtuoso” --- I rischi della meritocrazia “all’italiana” nell’Università” del 7/1/2010, forse si spiega qualcosa.
Si segnalava che con una media nazionale del voto di laurea saltata dal già troppo alto 103, a ben 108.7 (con la lode assegnata ad oltre il 30% dei laureati in media, e con punte di proporzioni incredibili in alcune università), gli effetti degli incentivi per acquisire “virtuosità” da parte del Ministero sono perversi, e lo sarebbero ancora di più con l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Sarebbero “todos caballeros”, e in un Paese dove tutti sono Re, nessuno è Re!
Il problema va affrontato con un approccio radicalmente diverso, che con la selvaggia abolizione del valore legale!
La visione della proposta è notevolmente provinciale. Quando si opera per il DIPLOMA SUPPLEMENT, ossia per integrarsi in Europa, già oggi siamo in difficoltà. Secondo le linee guida lo schema ECTS prevede la suddivisione dei voti per percentuali prefissate.
• voto A: contiene circa il 10% dei voti a partire da quelli più alti,
• voto B: contiene il successivo 25% circa dei voti,
• voto C: contiene il successivo 30% circa dei voti,
• voto D: contiene il successivo 25% circa dei voti,
• voto E: contiene il rimanente 10% circa dei voti.
Ma come si fa se il i voti piu' alti sono ben oltre il 10%?? Non si riesce a rispettare le regole pensate in Europa, e noi abbiamo la lode che coincide con le categorie A, B, C del Diploma Supplement! Il che' in effetti chiarisce che da noi la lode vale quanto mediamente un B in Europa.
Il valore legale va tenuto, ma i voti vanno contenuti! Quindi il problema è italiano, e NON della Università Pubblica! Abolire il valore legale non risolve proprio nulla, anzi peggiora lo status quo.
Gli americani, cui sembra la proposta di Abolire il valore legale si ispiri, hanno loro stessi notato il problema della inflazione dei voti, ma loro li inquadrano subito come fasulli, e corretti con misure drastiche --- che da noi non ci sono, perché la nostra Etica non funziona. Sarebbe un Far West. Princeton prese posizione nel 2004 pubblicamente contro la propria politica di eccessiva larga manica.
Tornando ancora al discorso di Calamandrei, egli segnala come un partito dominante che volesse creare scuole di partito (qui il riferimento scottante è sempre all’esperienza del fascismo da cui si era appena usciti): “comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private”. “Tutte le cure cominciano ad andare alle scuole private”. Il circuito vizioso sarebbe quindi quello di allentare i controlli sulle scuole private, e addirittura finanziarle con denaro pubblico, “il metodo più pericoloso”, come si fa in molti casi in Italia! Insomma, nel privato si annida il rischio della “concorrenza al ribasso”, con una “equipollenza” aggirata di fatto. Il pericolo è il “disfacimento morale della Scuola”.
La Hack lo riconosceva nel libro riconoscendo che quanto stava facendo il Ministro Gelmini con “tagli insopportabili alle scuole di ogni ordine e grado”, per cui “invece di migliorare le Scuole pubbliche, in nome di una presunta libertà di favorire le private che, per attirare più studenti, sono notoriamente di manica larga, e hanno docenti spesso sottopagati e alle prime armi”. Come mai la Hack ora ha cambiato idea radicalmente?
La Riforma Gelmini, rischiano di rilanciare la corsa alla concorrenza al ribasso delle Università pubbliche, visto che, con i parametri “meritocratici” introdotti, hanno anche esse vantaggio ad aumentare slealmente gli studenti, e devono farlo se non si vuole rischiare il fallimento, o il commissariamento! La Hack invece non toccava la Bocconi, riconoscendo che “e' di ottimo livello, ma molto cara”.
Da dove viene questa proposta? Da alcuni economisti italiani della Bocconi (Perotti, Giavazzi) o di Harvard (Alesina), che hanno sostenuto che l’università statale fosse talmente “malata”, “truccata” e sfinita, che solo la privatizzazione può ripristinare il merito. Siamo al paradosso del paradosso, tenendo conto che in realtà, dati alla mano, l’Università statale italiana è la meno cara di Europa, mentre la privata italiana è troppo cara (si veda “La cura "privatizzazione" -- Non sarà che la Bocconi spreca molto piu' delle Università pubbliche?”) dimostrando che la Bocconi costa molto più, in proporzione alla Statale, di quanto costi Harvard rispetto alla università statale americana!
Insomma, in materia di Riforme Universitarie, il Governo Monti pare molto più in conflitto di interesse del governo Berlusconi, e la situazione non a caso sta degenerando.
PRIMI FIRMATARI ANONIMI
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