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lunedì 13 febbraio 2012

La Riforma Gelmini comincerà a puzzare come la peste bubbonica!

A Tutti i Rettori
Al Gruppo2003
Al Ministro Profumo
Al Ministro Monti
Al Forum PD
Parlamentari della Commissione VII
Categorie varie sindacali e non della docenza


Carissimi,

a sentire la lista UNILEX di 1300 docenti che ha appena riportato la notizia di seguito, credo che la popolarità della Riforma Gelmini subirà prestissimo un CROLLO VERTICALE pari a quello della Grecia quando hanno cominciato a licenziare gli statali. Chiunque si faceva portavoce di un minimo di utilità della Riforma Gelmini, farebbe bene a tacere, o perderà qualsiasi forma non solo di consenso, ma persino di saluto dagli amici. Potrebbe in cambio avere "favori" e "promesse" dal Ministro nel tentativo di andare avanti in questa marcia diabolica e silenziosa di una distruzione della Università senza nemmeno che ci sia chiesto un parere, ma non so se nemmeno quello conviene come gioco. Viveversa, sarà naturale creare ora un fronte COMPATTO e SOLIDALE molto più forte persino di quello che mandava avanti la Riforma Gelmini quando è nata. Si tratterebbe anche di salvare qualche idea iniziale che non era male, tipo le graduatorie nella idoneità nazionale, insomma, si tratterebbe, forse forse, di tornare al sistema baronale della Università italiana degli anni 60. Altra idea ancora migliore per compattarsi, copiare il sistema Tedesco, che un mio studente mi ha ben sommariamente descritto nell'allegato.

ps. Il presente comunicato verrà inserito nel blog

Saluti, Michele Ciavarella


---------- Forwarded message ----------
From:
Date: 13 February 2012 13:46
Subject: [UNILEX] Nuovo trattamento economico
To: UNILEX@list.cineca.it


Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
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al link:
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-02-09&task=dettaglio&numgu=33&redaz=012G0018&tmstp=1329070339869

il provvedimento che "rimodula" la retribuzione dei docenti universitari, di tutte e tre le fasce (e definisce la retribuzione dei ricerc. a tempo determinato).

Ricordo di essere andato in audizione alla VII Commissione della Camera per dare il parere della Rete 29 Aprile sul provvedimento. Non è stata recepita neppure una delle osservazioni sui punti discutibili del provvedimento, che di fatto taglia la retribuzione con un effetto che si sente soprattutto al momento del pensionamento. Inoltre si osservi che si perde la ricostruzione della carriera, stabilendo che i ricercatori che diventano professori associati accedono automaticamente alla prima classe di anzianità (tre anni) mentre i PA che diventano PO accedono automaticamente alla seconda classe (sei anni). Viene tolto il collegamento tra le retribuzioni degli universitari e i dirigenti di prima classe dello stato, rendendo la retribuzione variabile in funzione delle decisioni del legislativo o anche del governo (decreto legge).

Inoltre, per quanto riguarda i RTD, viene fissata una retribuzione identica sia per il tipo A sia per il tipo B, il che significa che un ricercatore a tempo determinato assunto con contratto di tipo A per tre anni (poi magari prolungati a cinque) e poi - se fortunato - passato al contratto di tipo B (tre anni), per otto anni avrebbe la stessa identica retribuzione (potrebbe solo sperare negli adeguamenti istat, che però sono bloccati fino al 2014, oppure in adeguamento legislativo.

Il provvedimento entra in vigore il 24 febbraio.

Saluti,
PG

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Unilex, fondata nel 1995, ha 1184 iscritti al 4 giugno 2011.
Le regole di funzionamento sono scaricabili da
http://www.ing.unitn.it/~devol/regole_di_unilex.pdf



SE IN GERMANIA TI PAGANO PER STUDIARE
by Gianvito Volpe on Tuesday, February 7, 2012 at 8:43pm •
La stragrande maggioranza dei politici italiani non sa cosa significhi esattamente vivere in Italia. Molti di loro vivono in una specie di Olimpo, isolati in un mondo tutto loro, completamente distaccato dalla realtà. Giù da quell’Olimpo ci siamo tutti noi. Quelli che devono fare i salti mortali per pagare le bollette e le tasse. Quelli che non hanno l’auto blu e quindi la benzina se la devono pagare di tasca propria, che ogni giorno si alzano per andare a lavorare o a cercarsi un lavoro. Mentre loro litigano su cose che non miglioreranno la vita di nessuno. Parliamoci chiaro: la riforma del digitale terreste era più urgente di altre questioni? sarebbe morto qualcuno se fossimo rimasti un anno in più col tubo catodico...? Ne dubito. Oggi parlavo con una mia amica che vive e studia in Germania, e mi sono fatto qualche domanda su quello che da noi si chiama "diritto allo studio".

Fotografiamo la situazione italiana. L'Italia è terzultima nell'Unione Europea per numero di giovani laureati. Tra i ragazzi di età compresa fra i 25 e i 35 anni, soltanto 18 italiani su 100 risultano in possesso di un diploma di laurea. La media scende a 15 su 100 se si considerano le lauree di secondo livello e le lauree magistrali di nuovo ordinamento. Soltanto Romania e Repubblica Ceca fanno peggio di noi. La media europea è invece del 30 per cento. Poi ci sono Paesi come Francia, Svezia, Danimarca e Inghilterra attorno al 40 per cento. E la Germania davanti a tutti al 42 per cento di giovani laureati. In Italia tre studenti universitari su quattro (73%) vivono con i genitori. La metà è pendolare e il 39% oltre a studiare fa lavori part time. Come mai così tanti pendolari? Nel 2011 chi non ha avuto aiuti economici ha pagato in media 1.160 euro di tasse. Il pendolarismo è una strategia di sopravvivenza. In Italia infatti solo 3 studenti su 10 ricevono aiuti economici per lo studio, due su dieci e uno su trentacinque della media complessiva usufruisce invece di un alloggio isu. In generale, tra lezioni in aula e tempo trascorso sui libri, ogni studente dedica all’università una media di 41 ore a settimana, contro le 32 dei primi anni ‘90. Nonostante la crisi economica influenzi le loro scelte, questi ragazzi si applicano e fanno sacrifici, considerando ancora l’università come un ascensore sociale.

Nel 2011 il 68,5% degli studenti non ha ricevuto alcun aiuto economico. Il 15,2% ha ottenuto un esonero parziale, il 9,3% l’esonero totale, il 7,1% una borsa di studio da enti di diritto allo studio. Questi enti erogano il 56,7% del totale degli aiuti, mentre le università partecipano con il 31,2%. Gli enti privati concorrono per il 6,8%. L’importo mediano delle borse di studio è pari a 1.600. L’Italia spende quattrocentottantuno milioni per le borse di studio ai giovani universitari. La Germania spende 1 miliardo e 400 milioni.

Il sistema tedesco è davvero interessante e penso sia utile conoscerlo almeno sommariamente.

Dal 1º ottobre 1971 gli studenti ricevono degli aiuti grazie alla legge per il sostegno alla formazione individuale degli studenti: la cosiddetta BAföG (Bundesausbildungsförderungsgesetz). Il termine BAföG indica il denaro mensile disponibile mediamente per ciascuno studente. In linea di principio non è su base meritocratica, è un assegno per tutti, tuttavia si riduce per gli studenti che non concludono gli anni di università nei limiti di tempo previsti. Si tratta più propriamente di un prestito per metà a fondo perduto (sotto forma di borsa di studio), e per metà da restituirsi, a tasso zero, a partire dal quinto anno successivo alla laurea. In prima approssimazione possiamo dire l'ammontare medio del BAfoG è di 417 euro mensili. Poi vedremo più precisamente come viene calcolato. In altre parole in 5 anni lo stato tedesco finanzia ogni studente con un assegno che gli permetterà di comprarsi libri, pagarsi tram, metro e di non pesare sulle famiglie. Trascorsi cinque anni dal completamento del percorso universitario, nei quali si presume l'inserimento lavorativo del soggetto, il cittadino comincerà a restituire rateizzate e a tasso zero la metà dei soldi ricevuti per il sostentamento accademico.

I fondi per il BAföG prevedono una copertura del 65 % da parte del Governo Federale, mentre il restante 35 % è a carico dei Länder (più o meno le nostre Regioni). E’ interessante notare come, al contrario delle altre materie lasciate alla competenza dei Länder, quella relativa al diritto allo studio è disciplinata a livello centrale, a garanzia di un trattamento uniforme e di pari opportunità in tutto il territorio nazionale.

In linea di principio, il sostegno viene garantito a coloro che ne fanno richiesta e iniziano il percorso formativo prima di aver compiuto il trentesimo anno di età. L’ammontare medio del BAföG come detto è di 417 euro ma in realtà è proporzionale ai bisogni degli studenti, sulla base della stime dei costi di mantenimento. La legge federale prevede degli importi fissi che dipendono dalla tipologia del corso di studi (se si tratta di allievi o di universitari, l'equivalente della nostra differenza tra diploma di laurea e laurea vera e propria) e anche dal fatto che lo studente viva a con la famiglia di origine o fuori casa. Il livello dell’importo in concreto viene stabilito sulla base del bisogno standard dello studente (che comprende i costi di mantenimento e i costi d’istruzione) e delle spese di alloggio. Le spese per l’alloggio sono previste per gli studenti che vivono fuori casa e quindi andranno ad incrementare l’importo di base. Questo, inoltre, può essere ulteriormente aumentato nel caso in cui lo studente sostenga dei costi di assicurazione sanitaria. Ma questo aspetto è meglio trascurarlo. L'importo del BAfoG è quindi variabile. Considerando tutti i possibili incrementi della quota di base, l’ammontare mensile massimo del BAföG è pari a 630 euro al mese per gli studenti che non vivono con i genitori.

Gli importi sono consessi al 50% sotto forma di borsa di studio mentre il restante 50% viene concesso come prestito a tasso zero. Solo per i disabili è prevista l’erogazionevdell’intero importo come borsa di studio. La restituzione inizia dopo cinque anni dalla fine degli studi e può essere rateizzata in un termine non superiore a 20 anni con una rata minima di rimborso di 105 € al mese.

Solo queste considerazioni basterebbero a stropicciarci gli occhi per lo stupore. Ma i tedeschi hanno fatto di più. Nel 1999 hanno elevato il BAföG a livello costituzionale e lo hanno inserito nella Costituzione. Il nuovo schema di aiuti comprende anche strumenti per eguagliare il carico delle famiglie: ossia oltre alla mensilità del BAfoG prevista per tutti, sono previste detrazioni di imposta per figli a carico e concessione di assegni esenti d’imposta. Naturalmente questa seconda categoria di aiuti può essere richiesta solo nel caso in cui l’individuo rispetti specifici requisiti economici. Il sostegno dipende dal reddito della famiglia, dal quello dello studente e da quello dell’eventuale partner. Sono inoltre previste tutta una serie di agevolazioni economiche come forniture elettriche e telefoniche a prezzi ridotti, sconti sul canone televisivo e sugli abbonamenti ai trasporti pubblici. Se poi lo studente ha anche un figlio, prende altri 113 euro al mese e se ne ha più di uno, prende altri 85 euro per ogni figlio.

Ma ancora non basta. Una recente riforma ha stabilito forme di riduzione del debito dipendenti dalla performance dello studente: se lo studente finisce gli studi nel tempo previsto per il proprio corso di studi, otterrà una riduzione del debito del 20% sulla restituzion. Esistono poi casi particolari in cui il rimborso può essere rinviato o addirittura prescritto: per esempio, se, trascorsi i 5 anni, lo studente risulta disoccupato o con figli a carico di età inferiore ai 10 anni, non ripaga subito il debito, ma il periodo viene prolungato. Inoltre implicitamente lo Stato rinuncia alla restituzione totale nei casi limite dal momento che per legge nessuno può mai ripagare un ammontare superiore a 10.000 €, anche se il prestito ricevuto eccede tale soglia. Questo vuol dire che prendendo il caso estremo del BAfoG da 670 euro mensili, in un percorso universitario di 5 anni fanno 40 mila euro, di cui la metà 20 mila euro andrebbe restituità, ma in realtà la restituzione pretesa è solo di 10 mila euro. La stessa riforma ha stabilito che a godere del BAföG non siano solo gli studenti di nazionalità tedesca, ma anche quelli di nazionalità straniera fuori dall'Unione Europea con diritto di asilo, e gli universitari provenienti dagli stati dell'Unione Europea qualora abbiano trasferito la propria residenza ed abbiano sottoscritto un contratto di lavoro in Germania.

Un sistema efficiente ed ingegnoso. Questo probabilmente spiega perché la Germania voglia una applicazione rigorosa del trattato di Maastricht secondo cui i paesi UE non possono farsi garanti del debito di un paese appartenente alla Comunità stessa: di fatti gli aiuti economici ai Paesi come la Grecia aumentano il debito pubblico dei singoli Stati che partecipano agli aiuti. Ovviamente un aumento del debito pubblico non permette di fare ulteriori investimenti nel proprio Paese.

La ricetta tedesca è investire e contenere le spese, garantendo nel frattempo una minima rete di protezione sociale per chi è stato individualmente colpito dalla crisi; questo comporta quindi l’ingresso, rigidamente regolamentato, di soggetti privati nel finanziamento del welfare e, dall’alta l’opposizione al salvataggio di paesi dell’area Euro. Ma la domanda di fondo è: perché la Germania spende tanto per il diritto allo studio? Perché è un investimento, non un costo. Per uno Stato la formazione, la preparazione, le competenze di una persona sono un investimento. Una persona con un buon grado di istruzione ha maggiori possibilità di trovare un lavoro ben retribuito. Così si producono due effetti: un lavoratore qualificato e preparato che offre un servizio al suo Stato e un buon contribuente perché, avendo un lavoro ben retribuito, pagherà più volentieri le tasse. Ma c’è anche un vantaggio immediato: i BAfoG sono un modo ingegnoso per non far calare i consumi. Gli studenti sono portati a spostarsi fuori sede quindi a stipulare contratti di locazione per usufrure delle maggiori agevolazioni, su quei contratti di locazione lo Stato fa cassa, ma non solo: gli studenti spendono più ragionevolmente soldi che di fatto per metà gli vengono concessi a fondo perduto, e spendendo e fanno girare l'economia. In questo modo i consumi nazionali si mantengono stabili anche in periodi di crisi.
Che qualcuno prenda nota.

lunedì 25 gennaio 2010

Lettera ai Magnifici Rettori

C.A. Magnifici Rettori,
p.c. ISSNAF, Gruppo2003

21 Gennaio 2010

Oggetto: Lancio di un "sondaggio" sul blog http://rettorevirtuoso.blogspot.com/, con
preghiera di diffonderlo e segnalarlo a tutta la comunità (docenti e studenti e tecnici etc)

Magnifici,

a seguito della mia lettera “Il manuale del Rettore "Virtuoso" --- I rischi della meritocrazia “all’italiana” nell’Università.” del 8 Gennaio u.s. che in sostanza ripete quanto avevo scritto nel messaggio di apertura del blog

http://rettorevirtuoso.blogspot.com/

ho avuto il piacere di ricevere varie segnalazioni di stima da parte di Rettori per l’analisi da loro definita lucida, e spesso condivisa, ma tutti mi hanno chiesto con curiosità: si, ma cosa proponi? Anche stuzzicati dalla mia chiusura in cui rimando alla versione “estesa” del manuale con la “pars construens”. Non ho lanciato nemmeno il blog proprio in attesa della pubblicazione del manuale “esteso”. Già qualche Rettore più rapido ha commentato sul blog, e molti mi hanno promesso di volerlo fare ad horas.

Tuttavia, tanto per citare qualcosa di immediato, una delle prime risposte che ho avuto è stata credo scritta di getto in pochi minuti da un brillante Professore italiano in California, preparato in uno dei ns politecnici Virtuosi (Torino), Giuseppe Caire: in 3 piccoli punti già mi pare sintetizzi un’ottima proposta anche semplice che risolverebbe molti problemi. Ne consiglio lettura, che prende pochi secondi. Naturalmente, in Italia impegniamo il ns genio a fondo a fare 4000 proposte, ognuna di 4000 pagine, ricche di riferimenti incrociati normativi, con i recenti paradossi persino di incentivare la “semplificazione” con leggi appunto che superano i record del numero di articoli -- il ddl Gelmini, tanto per fare nomi, che secondo qualcuno passerà a Febbraio, secondo altri che non condividono la fretta di un testo debole e probabilmente paradossale come dico senza entrare nel merito, potrebbe con calma andare al periodo della Finanziaria per trovare qualche motivazione concreta... Ma io vado molto oltre, non avendo tempo per seguire i dettagli di queste procedure, e non essendo un politico ma un normale docente universitario.

Sono in trattative per la pubblicazione del Manuale Esteso, e non mi sembra corretto inviarla in giro. L’Editore potrebbe essere http://lascienzainrete.it/ la rivista online del Gruppo2003 degli scienziati più citati di Italia secondo la classifica ISIhighlycited.com, che comprende nomi come Nicolais, Garattini, Mannucci, Remuzzi, Mantovani, e circa altri 80 (purtroppo, ne abbiamo meno in Italia di quanti ce ne siano nella sola Harvard, e in tutti gli USA ce ne sono oltre 4200 sul totale di 5000…). Lungi da essere un programma politico, delinea alcuni scenari, se non proposte, che facili non sono…in Italia! Vi allego tuttavia il sommario insieme alla presente lettera. Il punto è che deve finire l’ingenuità di ritenere che una legge, per quanto ricca, possa risolvere ad anello aperto problemi così complessi! E’ una presa in giro che va avanti da (almeno) 50 anni. Nessuno mai ha studiato teoria dei controlli? Occorre lavorare sull’anello chiuso. Altrimenti, fatta la legge, si troverà l’inganno, e non sembra maturato molto il paese dai tempi di Tomasi di Lampedusa, che stranamente nemmeno voleva pubblicare in vita il suo Gattopardo….

Potrei segnalarVi le proposte del gruppo20031 che suonano tremendamente liberali con le 3 GRANDI ABOLIZIONI (del posto fisso, del valore legale e dei concorsi), e il DECALOGO di cose “normali", che "esistono normalmente non solo nell’Eldorado America, ma in tutti i principali paesi Europei". [Editoriale PM Mannucci Università: Ministro, più coraggio! del 3 gennaio, 2009 http://www.scienzainrete.net/node/116]

Sembra di sentire Alesina dalla sua cattedra di Harvard (e purtroppo anche Giavazzi dalla sua cattedra Bocconi negli Editoriali del Corriere) che sentenziano che l’Università italiana va abbandonata al suo destino! Ovvero mandiamo tutti i nostri figli ad Harvard? Se gli scienziati italiani sono ingenui, questi mi pare lo siano troppo per essere in buona fede. Ebbene, l’editoriale di Mannucci, in oltre un anno, ha ricevuto solo 186 letture... direi molto poche. Non so se i grandi scienziati italiani sono talmente sfiniti dal cercare soluzioni che credano davvero alle 3 abolizioni, e l’intelligenza di Mannucci, autore non a caso di oltre 1400 pubblicazioni scientifiche, viene fuori alla fine quando dice Tutte cose ormai così dette e stradette - finora del tutto inutilmente - che a scriverle ci si sente come un disco inceppato! Sono solo degli sfoghi semplicistici che soluzioni.

Potrei segnalarVi le proposte congiunte di gruppo2003 e ISSNAF (l’associazione di
scienziati Italiani in nord america, con nomi molto prestigiosi) a valle del convegno "INSIEME PER LA RICERCA. Scienziati italiani d'ITALIA e USA per una nuova governance" il 21 settembre 2009 all’Università Bocconi con relatori di spicco come Bordignon, Remuzzi, Mantovani, Boeri, Dosi, Peccei, Celi, Einaudi , Sangiovanni-Vincentelli, Dompé, Maccacaro, Campese. Riassumo solo

(i) il giusto richiamo al fatto che mentre Obama ha reagito alla crisi finanziaria con rapidità nel Febbraio 2009 con un pacchetto “stimulus” aggiuntivo di risorse di 21 miliardi di dollari, da erogare subito e su progetti per rilanciare l’occupazione, e oggi sono stati probabilmente quasi tutti erogati --- noi abbiamo invece solo raschiato 500milioni dallo scudo fiscale, e quasi altrettanti per scuole private, che non mi pare rientrino nelle “ferree” meritocrazie delle “classifiche” di virtuosità

(ii) la proposta di Governance “di istituire una rete di agenzie o strutture ad hoc, coordinate da un'unica cabina di regia e di avviare il riordino degli Enti pubblici di ricerca, che sono gli attori fondamentali della ricerca finanziata dallo Stato.”

Non mi cimento nella valutazione di queste proposte, e in attesa di pubblicare il mio “manuale esteso”, preferisco chiederVi di aiutarmi a svolgere un sondaggio sul mio blog, composto da 10 proposte (che qui commento un poco), un misto di cose provocatorie, cose facili da fare, e cose più difficili o già tentate.

1) Indire la “giornata del 30 e lode politico” per richiamare l’attenzione dei media

2) Mettere numero chiuso per le lodi

3) Misure di qualità didattica con test standard informatizzati (GMAT, SAT etc) su materie base all’ingresso e all’uscita primo anno --- la proposta di Giuseppe Caire

4) Assecondare la “svendita delle lauree” per togliere il mercato alle università “online” di bassa qualità, e rilanciare Università di Eccellenza – una battaglia sul “mercato”

5) Abolire la burocrazia dei “concorsi” --- e solo la burocrazia..

6) Quote fisse sulla percentuale di conferme in ruolo (e non conferme per tutti!)

7) Incentivi diretti ai docenti di alta qualità didattica e ispezioni sui docenti meno virtuosi (modello NO CHILD LEFT BEHIND del programma di George Bush 2001), che allarga la proposta di Giuseppe Caire anche ad altre materie, e che richiederebbe la messa a punto di test nuovi. Incentivi e punizioni.. smuoviamo le acque!

8) Creare ruolo del “SuperOrdinario” per selezionare i migliori “Generali” su base internazionale, cui affidare l’esercito e non come promoveatur ut amoveatur. Anche per dare uno stimolo alla competizione ai troppi ordinari

9) Abolire il valore legale della laurea --- e farlo con le buone (regolamentato) o con le cattive (proteste del voto regalato)

10) Abolire i Settori-Scientifico-Disciplinari --- e farlo drasticamente non a “puntate” dai tempi geologici

Per fare il "sondaggio" --- e che sia rappresentativo, vi prego di partecipare attivamente e segnalare a tutta la comunità (docenti e studenti e tecnici etc) di rendere il campione numeroso e quindi utile.


In attesa di Vs cortese riscontro, porgo

Cordiali Saluti.

--
Prof. Michele Ciavarella
Politecnico di BARI
V.le Gentile 182
70125 BARI, Italy
tel+390805962811
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