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lunedì 25 gennaio 2010

Lettera ai Magnifici Rettori

C.A. Magnifici Rettori,
p.c. ISSNAF, Gruppo2003

21 Gennaio 2010

Oggetto: Lancio di un "sondaggio" sul blog http://rettorevirtuoso.blogspot.com/, con
preghiera di diffonderlo e segnalarlo a tutta la comunità (docenti e studenti e tecnici etc)

Magnifici,

a seguito della mia lettera “Il manuale del Rettore "Virtuoso" --- I rischi della meritocrazia “all’italiana” nell’Università.” del 8 Gennaio u.s. che in sostanza ripete quanto avevo scritto nel messaggio di apertura del blog

http://rettorevirtuoso.blogspot.com/

ho avuto il piacere di ricevere varie segnalazioni di stima da parte di Rettori per l’analisi da loro definita lucida, e spesso condivisa, ma tutti mi hanno chiesto con curiosità: si, ma cosa proponi? Anche stuzzicati dalla mia chiusura in cui rimando alla versione “estesa” del manuale con la “pars construens”. Non ho lanciato nemmeno il blog proprio in attesa della pubblicazione del manuale “esteso”. Già qualche Rettore più rapido ha commentato sul blog, e molti mi hanno promesso di volerlo fare ad horas.

Tuttavia, tanto per citare qualcosa di immediato, una delle prime risposte che ho avuto è stata credo scritta di getto in pochi minuti da un brillante Professore italiano in California, preparato in uno dei ns politecnici Virtuosi (Torino), Giuseppe Caire: in 3 piccoli punti già mi pare sintetizzi un’ottima proposta anche semplice che risolverebbe molti problemi. Ne consiglio lettura, che prende pochi secondi. Naturalmente, in Italia impegniamo il ns genio a fondo a fare 4000 proposte, ognuna di 4000 pagine, ricche di riferimenti incrociati normativi, con i recenti paradossi persino di incentivare la “semplificazione” con leggi appunto che superano i record del numero di articoli -- il ddl Gelmini, tanto per fare nomi, che secondo qualcuno passerà a Febbraio, secondo altri che non condividono la fretta di un testo debole e probabilmente paradossale come dico senza entrare nel merito, potrebbe con calma andare al periodo della Finanziaria per trovare qualche motivazione concreta... Ma io vado molto oltre, non avendo tempo per seguire i dettagli di queste procedure, e non essendo un politico ma un normale docente universitario.

Sono in trattative per la pubblicazione del Manuale Esteso, e non mi sembra corretto inviarla in giro. L’Editore potrebbe essere http://lascienzainrete.it/ la rivista online del Gruppo2003 degli scienziati più citati di Italia secondo la classifica ISIhighlycited.com, che comprende nomi come Nicolais, Garattini, Mannucci, Remuzzi, Mantovani, e circa altri 80 (purtroppo, ne abbiamo meno in Italia di quanti ce ne siano nella sola Harvard, e in tutti gli USA ce ne sono oltre 4200 sul totale di 5000…). Lungi da essere un programma politico, delinea alcuni scenari, se non proposte, che facili non sono…in Italia! Vi allego tuttavia il sommario insieme alla presente lettera. Il punto è che deve finire l’ingenuità di ritenere che una legge, per quanto ricca, possa risolvere ad anello aperto problemi così complessi! E’ una presa in giro che va avanti da (almeno) 50 anni. Nessuno mai ha studiato teoria dei controlli? Occorre lavorare sull’anello chiuso. Altrimenti, fatta la legge, si troverà l’inganno, e non sembra maturato molto il paese dai tempi di Tomasi di Lampedusa, che stranamente nemmeno voleva pubblicare in vita il suo Gattopardo….

Potrei segnalarVi le proposte del gruppo20031 che suonano tremendamente liberali con le 3 GRANDI ABOLIZIONI (del posto fisso, del valore legale e dei concorsi), e il DECALOGO di cose “normali", che "esistono normalmente non solo nell’Eldorado America, ma in tutti i principali paesi Europei". [Editoriale PM Mannucci Università: Ministro, più coraggio! del 3 gennaio, 2009 http://www.scienzainrete.net/node/116]

Sembra di sentire Alesina dalla sua cattedra di Harvard (e purtroppo anche Giavazzi dalla sua cattedra Bocconi negli Editoriali del Corriere) che sentenziano che l’Università italiana va abbandonata al suo destino! Ovvero mandiamo tutti i nostri figli ad Harvard? Se gli scienziati italiani sono ingenui, questi mi pare lo siano troppo per essere in buona fede. Ebbene, l’editoriale di Mannucci, in oltre un anno, ha ricevuto solo 186 letture... direi molto poche. Non so se i grandi scienziati italiani sono talmente sfiniti dal cercare soluzioni che credano davvero alle 3 abolizioni, e l’intelligenza di Mannucci, autore non a caso di oltre 1400 pubblicazioni scientifiche, viene fuori alla fine quando dice Tutte cose ormai così dette e stradette - finora del tutto inutilmente - che a scriverle ci si sente come un disco inceppato! Sono solo degli sfoghi semplicistici che soluzioni.

Potrei segnalarVi le proposte congiunte di gruppo2003 e ISSNAF (l’associazione di
scienziati Italiani in nord america, con nomi molto prestigiosi) a valle del convegno "INSIEME PER LA RICERCA. Scienziati italiani d'ITALIA e USA per una nuova governance" il 21 settembre 2009 all’Università Bocconi con relatori di spicco come Bordignon, Remuzzi, Mantovani, Boeri, Dosi, Peccei, Celi, Einaudi , Sangiovanni-Vincentelli, Dompé, Maccacaro, Campese. Riassumo solo

(i) il giusto richiamo al fatto che mentre Obama ha reagito alla crisi finanziaria con rapidità nel Febbraio 2009 con un pacchetto “stimulus” aggiuntivo di risorse di 21 miliardi di dollari, da erogare subito e su progetti per rilanciare l’occupazione, e oggi sono stati probabilmente quasi tutti erogati --- noi abbiamo invece solo raschiato 500milioni dallo scudo fiscale, e quasi altrettanti per scuole private, che non mi pare rientrino nelle “ferree” meritocrazie delle “classifiche” di virtuosità

(ii) la proposta di Governance “di istituire una rete di agenzie o strutture ad hoc, coordinate da un'unica cabina di regia e di avviare il riordino degli Enti pubblici di ricerca, che sono gli attori fondamentali della ricerca finanziata dallo Stato.”

Non mi cimento nella valutazione di queste proposte, e in attesa di pubblicare il mio “manuale esteso”, preferisco chiederVi di aiutarmi a svolgere un sondaggio sul mio blog, composto da 10 proposte (che qui commento un poco), un misto di cose provocatorie, cose facili da fare, e cose più difficili o già tentate.

1) Indire la “giornata del 30 e lode politico” per richiamare l’attenzione dei media

2) Mettere numero chiuso per le lodi

3) Misure di qualità didattica con test standard informatizzati (GMAT, SAT etc) su materie base all’ingresso e all’uscita primo anno --- la proposta di Giuseppe Caire

4) Assecondare la “svendita delle lauree” per togliere il mercato alle università “online” di bassa qualità, e rilanciare Università di Eccellenza – una battaglia sul “mercato”

5) Abolire la burocrazia dei “concorsi” --- e solo la burocrazia..

6) Quote fisse sulla percentuale di conferme in ruolo (e non conferme per tutti!)

7) Incentivi diretti ai docenti di alta qualità didattica e ispezioni sui docenti meno virtuosi (modello NO CHILD LEFT BEHIND del programma di George Bush 2001), che allarga la proposta di Giuseppe Caire anche ad altre materie, e che richiederebbe la messa a punto di test nuovi. Incentivi e punizioni.. smuoviamo le acque!

8) Creare ruolo del “SuperOrdinario” per selezionare i migliori “Generali” su base internazionale, cui affidare l’esercito e non come promoveatur ut amoveatur. Anche per dare uno stimolo alla competizione ai troppi ordinari

9) Abolire il valore legale della laurea --- e farlo con le buone (regolamentato) o con le cattive (proteste del voto regalato)

10) Abolire i Settori-Scientifico-Disciplinari --- e farlo drasticamente non a “puntate” dai tempi geologici

Per fare il "sondaggio" --- e che sia rappresentativo, vi prego di partecipare attivamente e segnalare a tutta la comunità (docenti e studenti e tecnici etc) di rendere il campione numeroso e quindi utile.


In attesa di Vs cortese riscontro, porgo

Cordiali Saluti.

--
Prof. Michele Ciavarella
Politecnico di BARI
V.le Gentile 182
70125 BARI, Italy
tel+390805962811
fax+390805962777
Mciava@poliba.it
http://rettorevirtuoso.blogspot.com/
facebook: michele ciavarella
skype: micheleciavarella

giovedì 7 gennaio 2010

Il Manuale del Rettore “virtuoso” --- I rischi della meritocrazia “all’italiana” nell’Università

In questo breve articolo, cercherò di delineare cosa dovrebbe fare, alla luce di dati oggettivi e un approccio scientifico e solo “eticamente” sleale, cui forse si vedrà costretto a ricorrere, un Rettore di una Università italiana, per seguire alla lettera la “competizione” lanciata dai parametri indicati dalle normative in vigore per le Università “Virtuose”. La saggezza popolare dice che, a volte, “il meglio è nemico del bene”.

I processi di riforma in "senso europeo" dell’Università cominciati dieci anni fa (il processo “Bologna”), con l’intento di “allineare” i nostri laureati ai parametri medi europei, ridurre il ritardo nell’età media alla laurea e la bassa percentuale dei laureati (circa la metà della media dei paesi OECD), partorirono la Riforma “3+2” DM 509 del 1999 (Laurea Breve più Laurea Specialistica). I risultati, a fronte di molto dispendio di energie, sono modesti: i laureati che completano il ciclo di cinque anni, ossia il 60% dei laureati triennali, sono aumentati solo del 20% .
La proliferazione in teoria positiva dei corsi di laurea (ormai oltre 5000), e delle piccole sedi periferiche, attuata per carpire la domanda di chi vuole stare “sotto casa”, e quindi con lo scopo preciso di aumentare il numero di studenti, è stata considerata eccessiva e la Legge 270 del 2004 ha cercato correzioni. Queste ultime già 5 anni dopo sono giudicate insufficienti da un governo dello stesso colore, e attualmente la “Legge 271” è allo studio. Essa fa tremare molti per la minaccia di parametri strettissimi, e situazioni paradossali, tipo Facoltà senza corsi di laurea ma con Docenti che non possono essere nè spostati nè licenziati. Questo forse spiega l’indecisione nel promulgarla. La saggezza popolare, di nuovo, consiglierebbe di “prendere il toro per le corna”.
Intanto, aver inseguito il “numero” di studenti, e non la loro qualità, a me sembra aver creato un problema ben maggiore della proliferazione dei corsi di laurea e delle sedi, di cui però nessuno parla. Una laurea con lode per tutti? Ma la mia impressione è, purtroppo, supportata dai dati: il voto di laurea medio, già altissimo dieci anni fa (103 su 110), oggi raggiunge valori prossimi al massimo nelle lauree specialistiche (108,7 su 110!). Un voto di laurea “svenduto”, e giustifica la sensazione diffusa che “una “lode” non si nega a nessuno”, un “todos caballeros” di Carloquintiana memoria. In Inghilterra, viceversa, dove il valore legale non ha senso, solo l’11% dei candidati conquista il voto massimo “First”, e rarissimamente si inserisce un “Starred First” (Cambridge, York) o “Congratulatory First” (Oxford) .
Mi è venuto quindi spontaneo un dubbio, e cioè che le nuove norme “meritocratiche” del “Pacchetto Università” varato nel Luglio 2009, con la classifica delle Università “virtuose”, non finiranno con generare altri effetti collaterali, incentivando la svendita delle lauree, degli esami, e dei voti, senza curare la malattia. Con il risultato di rendere la vita molto più difficile a chi studia seriamente e intende distinguersi, nonchè l’alimentazione o persino la creazione di un mercato del lavoro ultra-flessibile ma dequalificato. Tutto questo, magari in buona fede del Ministro, e per mancanza di opportune contromisure e retroazioni. E allora ho tentato di studiare con metodo scientifico, da Ingegnere, i dati sui laureati, e sul mercato del lavoro, incrociando alcuni in modo a me pare originale.
Nel mix di parametri usati dal Ministero per compilare la recente classifica delle università “virtuose”, relativamente alla “qualità della didattica” (che pesano per 1/3) troviamo:-
1) quasi la metà (il 40%) dipende della quantità degli studenti (non ho capito se numero assoluto o percentuale) che si iscrivono al secondo avendo fatto almeno i 2/3 degli esami del primo anno. Questo “per premiare le Università che curano la didattica e in generale gli atenei che limitano la dispersione”. Ma non ci vorrebbe molto a regalare tutti gli esami del primo anno, andando al massimo del punteggio! In che pericolo si incorre? Chi punisce i docenti che facessero così? Un Rettore “sleale” suggerirebbe di farlo, magari senza fare troppo rumore, docente per docente.
Riguardo ai rimanenti tre parametri che pesano ciascuno per un 20%:
2) la “percentuale dei laureati che trovano lavoro a 3 anni dal conseguimento della laurea”. Ma lavoro di che tipo? Oggi abbiamo visto che con i tipi di contratto “flessibili”, il mercato può proporre lavoro da inserire ai minimi livelli (si pensi ai “call center”). Sotto gli 800 euro mensili (calcoli Ires) c'è il 28,2 per cento dei laureati (mentre solo il 14 per cento dei licenziati elementari, e il 14,1 dei diplomati), e nei paesi Ocse siamo quello che paga meno i laureati tra i 30 e i 40 anni --- chiare tendenze verso il paese sottosviluppato in cui conviene cominciare a lavorare presto piuttosto che studiare. Il “pezzo di carta” costa forse meno che in altri paesi ma è comunque un errore in termini di tempo e denaro, in media. La percentuale di “lavoratori-studenti” su scala nazionale invece è in costante rialzo, ormai al 10% del totale studenti. Un ottimo bacino per il Rettore “virtuoso” che riuscirà ad accaparrarsi lavoratori-studenti in massa, attuando agevolazioni sleali a chi non frequenta regolarmente, magari sfruttando le risorse telematiche in modo pretestuoso.
3) “per il 20% delle Università che tengono corsi con i propri insegnanti di ruolo e che limitano il ricorso a contratti e docenti esterni”. In questo modo “si vuole limitare la pratica non virtuosa della proliferazione di corsi ed insegnamenti non necessari e affidati a personale non di ruolo”; ma chi ha creato questa proliferazione, se non l’idea iniziale di attrarre più studenti possibili? Si è certo accentuata la italica tendenza a studiare “sotto casa” (51,3% nel 2008 invece che 46,4% nel 2001), particolarmente fra i laureati di primo livello, meno nelle lauree specialistiche, dove gli studenti forse sentono la necessità di muoversi. Occorrerà forse tagliare, ma si creerà una gran confusione. Il Rettore “virtuoso” che non vuole scontentare nessuno applicherà i migliori geni italici a trovare delle soluzioni per aggirare il problema (“confederazioni” tra Atenei, corsi “inter-universitari”) con risultati ad oggi non prevedibili ma probabilmente vicini alla regola commutativa dell’algebra: cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia! Non potendolo risolvere data l’assenza di veri strumenti decisionali: spostare i docenti da una Sede all’altra, o licenziare, che spetterebbero ad una Riforma di colossali dimensioni, e sarebbe considerato ingiusto, anche se all’estero succede. Paradossalmente, si tornerà di nuovo alla malattia di partenza in quanto a numero di studenti con buona pace del Bologna process, e lasciando sul campo solo gli effetti collaterali, e tanta fatica inutile. Il Rettore “Virtuoso” non potrà convincere rapidamente grandi quantità di studenti a trasferirsi fuori sede, e viceversa cercherà di far percepire che la laurea si può ottenere senza frequentare e senza sforzo. Pagare docenti esterni di prestigio magari dal mondo del lavoro, il primo intento nel sistema sano, con i deficit in bilancio, va invece considerato non virtuoso, e da evitare come la peste.
4) per il 20% delle Università che danno la possibilità agli studenti di valutare attraverso un questionario la qualità della didattica e la soddisfazione per i corsi di laurea frequentati. Ma quanti studenti non sarebbero ben contenti di avere regalati voti ed esami? Se il Rettore convince i docenti a “regalare” gli esami, anche questo parametro sarà altissimo. Con una convenienza anche in termini di fatica a insegnare e studiare. Se nel frattempo il Ministro opporrà l’uso del badge per “controllare” i Professori nella loro attività, allora il Rettore dirà che è “Virtuoso” timbrare il cartellino, e poi andare a prendersi i vari caffè. Ecco come l’Università Italiana, la più antica del mondo, con talenti che nonostante tutto nel loro complesso riescono ancora a collocarci all’ottava posizione per produzione di documenti scientifici di qualità al mondo , si potrà ridurre ad un ufficio di zombie ambulanti.
Per quanto riguarda infine i parametri legati alla qualità della ricerca (che pesano per i 2/3), un Rettore, nemmeno quello “virtuoso”, può fare granchè nell’immediato, visto che le prospettive di assumere docenti nuovi validi o di trasferirne alcuni sono modeste, e vanno in contrasto con tantissime altre richieste, e con la mancanza di fondi: la più virtuosa delle Università di quest’anno, Trento, ottiene 6 milioni in più, briciole. Un Rettore “Virtuoso” non perderebbe troppo tempo. Risultato: rischiamo di tornare indietro a dieci anni fa come numero di studenti, saranno tutti 110 e Lode, il mercato proporrà solo lavori quasi gratuiti a tutti, i professori riscalderanno la sedia (anche perchè mancherà il riscaldamento) o porteranno altri lavori da casa, e tutti i parametri “meritocratici” saranno altissimi. Uno scenario realistico, già visto nei paesi dell’Est dopo il crollo. L’elefante delle grandi riforme meritocratiche ha partorito il topolino, ma questo è nato malato, e ha pure contagiato tutti gli altri topolini, sterminandoli.
Nel “Manuale esteso”, mi cimento nella più difficile pars construens del discorso, facendo possibili proposte.