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martedì 6 marzo 2012

Come sta andando l’ IIT, è la soluzione del Problema Italia, o un “buco nero” di soldi?

Vorrei ritornare su un tema di cui forse si parla poco, mentre si parla tantissimo
di come assegnare 500 o 800 milioni all’anno alle Università con ANVUR, e di concorsi universitari. Il tema è IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia, www.iit.it, che è poco presente nel dibattito di tutto questo, e mi lascia il dubbio se stiano operando meglio loro, e dovremmo tutti andare a quel modello privato, oppure no. Come sapete, l’idea di trasformare in aziende le Università (o meglio, fondazioni), era concreta, ma non è passata. Era il modello di Roberto Perotti (per una Riforma Radicale dell’Università, http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina774.html), poi ripreso da Alesina e Giavazzi, e che ha generato ampio dibattito specie su LaVoce.info (vd Bibliografia).

Dunque, a partire dal sito www.iit.it , che contiene alcune notizie, ovviamente di parte, ci si può fare qualche idea. Sul sito per esempio ci sono dei reports, per es. della “auto”-valutazione per i primi 5 anni, http://www.iit.it/images/stories/fiveyears/iit5-web-ita.pdf

Visto che oggi si parla tanto di ANVUR e indicatori bibliometrici, fa piacere sapere dai report ufficiali di IIT, che c’è una “crescita costante, confermata anche dalla stabile presenza di numerosi senior investigators nella classifica dei top italian scientists con h-factor > 30, redatta da Via Academy (www.tisreports.com)”. A titolo di esempio “menzioniamo il direttore della facility di Nanochemistry presso il laboratorio centrale, Dr. Liberato Manna, che ha un h-factor = 35, eccezionale in rapporto all’età (39 anni) e al settore chimico, e che figura al 24mo posto su 100 della graduatoria mondiale della chimica (www.sciencewatch.com da Thomson Reuters)”. Manna sembra obiettivamente il più promettente di IIT, spero presto sia quindi il presidente di IIT, anche se nemmeno lui lo conosco se non per qualche email. Me ne hanno parlato bene anche giovanissimi italiani all’estero, che hanno fatto carriere in MIT e EPFL, comincio a pensare che effettivamente Manna sia forte.

Io non ricordo che h-factor ho, ma mi pare non arriva a 20. Proporrei tuttavia un nuovo fattore, ossia h factor diviso per il numero di ricercatori, e di soldi pubblici di finanziamento ricevuti.

Ma visto che IIT citano la classifica VIA, me la sono consultata, e ho trovato solo 11 persone con h-factor sopra 30. http://www.topitalianscientists.org/Top_italian_scientists_VIA-Academy.aspx

Posiz rank Nome h luogo materia lavoro
1. 39 Daniele Piomelli 70 USA/Italy pharmacology IIT
2. 58 Fabio Benfenati 51 Italy/USA neurosciences IIT e Genova
3. 58 Roberto Cingolani 51 Italy physics - chemistry IIT e Lecce
4. 67 Roberta Foresti 42 Italy/UK pharmacology IIT
5. 68 R Motterlini 41 France/Italy pharmacology IIT
6. 69 Liberato Manna 40 Italy chemistry IIT
7. 69 Giulio Sandini 40 Italy robotics IIT e Genova Director of Research IIT
8. 73 Luciano Fadiga 36 Italy neurosciences Ferrara e IIT
9. 75 S Panzeri 34 Italy/UK neurosciences IIT
10. 77 G Gigli 32 Italy physics IIT e Salento - Lecce
11. 78 Andrea Cavalli 31 Italy biochemistry - Bologna e IIT
12. 78 Guglielmo Lanzani 31 Italy chemistry - nanotechnology PoliMI e IIT

Di Italiani, ce ne sono in classifica oltre 2500, averne solo 12 in IIT non mi entusiasma, corrisponde al 12/2500=0.5 % solo! Vedendo l'altra classifica VIA, quella per Istituti, dove IIT in Italia figura solo come 40esimo, in effetti le prime 3 posizioni sono occupate da Università pubbliche, di lunga tradizione, come Milano Bologna e Padova, che hanno oltre 100 Top Italian Researchers, ossia 10 volte piu' di IIT. Quindi IIT concentra giovani dottorandi più che altro, alla guida però non dei migliori cervelli italiani. Se avessimo fatto del miliardo di Euro, tante borse di dottorato (come in effetti ce ne vogliono), da distribuire alle prime 40 Università per numero di cervelli come TIS, avremmo probabilmente avuto dei risulatati migliori, a credere a impatto e bibliografia.

1 Milano 5526 129 42.8
2 Padova 5210 121 43.1
3 Bologna 5055 117 43.2

Non mi illudo che ANVUR, se mai valuterà IIT, non ne parlerà che bene. I vertici di ANVUR, guarda caso, sono tutti centri finanziati da IIT, a partire da SISSA, con il Presidente Fantoni, e molto PoliTO, Pisa, etc. Non dico che diranno il falso, ma sono certo in enorme conflitto di interessi. Un oligopolio di cui è difficile spezzare il raggio di influenza.

Non dico di avere premi Nobel, ma prima del migliore IIT, Daniele Piomelli, che peraltro non ho capito se lavora in IIT o in USA, come anche Benfenati, e Foresti, e Motterlini, e Panzeri, non si riesce a capire. Pare inoltre che tutti i bravi IIT siano italiani, o dovrei vedere le altre nazioni?

Rimane per me strano che in IIT non si sia fatto entrare qualche pezzo da novanta. Prima di Pomelli migliore in IIT, ce ne sono 100, e non ne parliamo se andiamo a vedere gli stranieri!

Ora, quanto guadagnano questi ricercatori IIT? Io da semplice associato prendo poco, ma se lo stipendio e’ allettante, perche’ non sono riusciti a prendere il meglio del mondo (o almeno, il meglio in Italia)? Per me resta un mistero.

Perché è direttore Cingolani se, nonostante ha guidato gruppi enormi prima a Lecce, poi in IIT e tuttora di fatto ne guida quasi tutto, non riesce ad avere un h-index maggiore di un normale 50?

Abbiamo speso 1 miliardo di Euro, e cosa abbiamo ottenuto? Forse era meglio spenderli nelle Universita’ italiane? Il dibattito su IIT, che Giavazzi comincio’ sulle colonne del Corriere, dicendo che i centri di eccellenza non erano abbastanza concentrati come soldi, è terminato, o può ricominciare? A mio avviso, dovrebbe ricominciare alla luce dei risultati dei primi 10 anni. Concentrare i soldi serve sempre? O servirebbe concentrare cervelli? E i cervelli si concentrano dove sono i soldi, o dove il leader e’ un premio Nobel? Ci sono casi di un Premio Nobel che lavora sotto un buon manager, ma che ha h-index solo di 50? Perche’ in Italia non abbiamo piu’ premi Nobel? Se IIT e’ la piu’ alta concentrazione di soldi che riusciamo a mettere a disposizione, a costo di far “morire di fame” quasi tutto il resto della Università italiana (che pure esprime i restanti 2000 ricercatori con h>30, mentre IIT ne assorbe solo 11, e non i migliori 11), perche’ non ci ha ancora portato un premio Nobel? Quanto dovremmo aspettare per averlo? E quanto dovremmo spendere?

Spero sia chiaro che non ce l’ho con Cingolani quindi, ma con la strategia alla base. Anche Hitler aveva concentrato molte cose, eppure senza Fermi e Einstein, grandi cervelli che dovettero fuggire all’estero, la bomba atomica non riusci’ a farla, e per fortuna!

Il problema e’ che la Germania si è ripresa dalla guerra mondiale, recuperando da allora diversi nuovi premi Nobel. Noi ne abbiamo avuto solo uno, Giulio Natta, in una Università Statale, il PoliMI, e niente piu’. Aspetteremo IIT? O dobbiamo cambiarne un poco la strategia?

Peraltro, se leggo la classifica di Istituti italiani, mentre IIT sarà molto probabilmente in vetta per finanziamenti, e' solo al 40esimo posto per impatto scientifico. Come vedete, da qualunque punto la si veda, la realtà è difficile da negare.

Cordiali Saluti, Michele Ciavarella

Bibliografia essenziale su lavoce.info
• 18.12.2003 Dibattito sull'Iit Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 16.12.2003 La riforma impossibile Alberto Alesina e Francesco Giavazzi Scuola e Università
• 16.12.2003 Che fare dell'università Luigi Spaventa Scuola e Università
• 16.12.2003 Iit, un buon primo passo Giovanni Peri Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 20.11.2003 Una proposta per l'Iit Tullio Jappelli e Marco Pagano Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 20.11.2003 L'Iit, opportunità o pericolo? Renato Bozio e Guglielmo Weber Scuola e Università / Innovazione e Ricerca
• 20.11.2003 Perché anche l'Iit non cambierà nulla Daniele Checchi Scuola e Università / Innovazione e Ricerca


Appendice 1.

Italiani della classifica VIA prima del migliore in IIT, ossia Davide Piomelli.
Posiz rank Nome h luogo materia lavoro

1. 1 Carlo Croce 142 USA cancer - medicine Ferrara GM prize and other prizes
2. 2 Napoleone Ferrara 129 USA cancer - medicine Lasker award 2010
3. 3 Alberto Mantovani 126 Italy immunology - medicine Humanitas e Milano top Italian in Italy
4. 4 Giorgio Trinchieri 122 France/USA immunology - medicine ISI
5. 5 Ettore Appella 114 USA immunology - medicine ISI, 108 with Google Scholar
6. 6 Giuseppe Remuzzi 110 Italy nephrology - medicine Mario Negri
7. 7 Alex Sette 108 USA immunology - medicine youngest top
8. 8 Lorenzo Moretta 104 Italy immunology - medicine Gaslini GE e Genova ISI
9. 9 Pietro De Camilli 103 USA cell biology - neurosciences
10. 10 Angela Barbaro-Galtieri 102 USA physics top female AND top physicist
11. 10 Giuseppe Mancia 102 Italy clinical - medicine Milano Bicocca
12. 10 Tomaso Poggio 102 USA computer, neurosciences, social sciences most eclectic
13. 11 Silvia Franceschi 101 Italy/France epidemiology - medicine Torino second top female
14. 12 Antonio Lanzavecchia 100 Switzerland immunology - medicine
15. 12 Peter J Schwartz 100 Italy/South Africa cardiology - medicine Pavia PorP
16. 13 Alessandro Moretta 97 Italy immunology - medicine Genova ISI
17. 13 Michele Parrinello 97 Switzerland chemistry - physics
18. 13 PP Pandolfi 97 USA cancer - medicine e Torino Hamdan Award for Medical Research Excellence and other prizes
19. 14 Alberto Alesina 96 USA economics
20. 14 Michelangelo Mangano 96 Switzerland physics
21. 14 PM Mannucci 96 Italy haematology -medicine IRCSS Cà Granda Osp. Maggiore MI e Milano
22. 15 D Bisello 95 Italy physics Padova INFN
23. 15 Giorgio Parisi 95 Italy physics Roma Planck prize 2010
24. 16 Carlo La Vecchia 94 Italy epidemiology and cancer - medicine Mario Negri e Milano
25. 16 Riccardo Dalla Favera 94 USA cancer - medicine
26. 17 Ele Ferrannini 93 Italy diabetes - medicine Pisa e CNR
27. 17 Juan Rosai 93 Italy/USA pathology - medicine Centro Diagnostico Italiano Milano originally, Giovanni
28. 17 Paolo Sassone-Corsi 93 USA neurosciences
29. 17 PG Pelicci 93 Italy cell biology - medicine IEO Milano e Milano
30. 18 Dario Alessi 92 UK biochemistry
31. 18 Giacomo Rizzolatti 92 Italy neurosciences Parma
32. 19 Antonio Colombo 91 Italy cardiology - medicine San Raffaele
33. 19 Silvia G Priori 91 USA/Italy cardiology - medicine IRCSS Maugeri e Pavia
34. 19 Vincenzo Balzani 91 Italy chemistry Bologna ISI
35. 20 Giulio Gabbiani 90 Switzerland pathology - medicine
36. 20 Rino Rappuoli 90 Italy/UK pharmacology Chiron
37. 21 Attilio Maseri 89 Italy clinical - medicine HSC Onlus Grand Prix Sci. 04
38. 22 Piero Anversa 88 USA cancer - medicine
39. 22 Roberto Bolli 88 USA cardiology - medicine
40. 22 Tullio Pozzan 88 Italy cell biology CNR Pisa e Padova ISI
41. 23 A Sangiovanni Vincentelli 86 USA computer sciences IEEE Maxwell Award 2009
42. 23 Adriano Aguzzi 86 Switzerland neurosciences - medicine
43. 23 Alberto Zanchetti 86 Italy cardiology - medicine Istituto Auxiologico
44. 24 Giorgio Bernardi 85 Italy neurology -medicine Roma 2 e IRCSS S. Lucia
45. 24 GL Gessa 85 Italy pharmacology - neurosciences Cagliari retired
46. 24 Sergio Ferrara 85 USA physics INFN Frascati
47. 24 Sergio Romagnani 85 Italy immunology - medicine Firenze PorP
48. 25 Alvio Renzini 84 Italy astrophysics Padova
49. 25 Elisabetta Dejana 84 Italy cancer - mol cell biology IFOM e Milano
50. 25 Michele Pagano 84 USA mol cell biology PorP
51. 25 Vincenzo Di Marzo 84 Italy pharmacology - neurosciences CNR Napoli
52. 26 Ernesto Carafoli 83 Switzerland/Italy biochemistry - cell biology Padova
53. 26 Mario Gerla 83 USA computer sciences
54. 27 PM Comoglio 82 Italy cancer - medicine IRCC e Torino
55. 28 Gianni Bonadonna 81 Italy cancer - medicine Ist Naz Tumori MI
56. 29 G Veneziano 80 France physics
57. 29 LL Cavalli-Sforza 80 USA population genetics
58. 29 Umberto Veronesi 80 Italy cancer - medicine IEO Milano senatore
59. 30 Gianni Tognoni 79 Italy epidemiology - medicine Mario Negri
60. 31 Elio Riboli 78 UK epidemiology - medicine
61. 31 Luigi Ferrucci 78 USA epidemiology - medicine
62. 31 M Prato 78 Italy chemistry Trieste ISI
63. 31 Marco Colonna 78 USA immunology - medicine
64. 31 Mauro Dell'Orso 78 Italy physics Pisa INFN
65. 31 Paolo Boffetta 78 France/USA epidemiology - cancer
66. 31 Renato Baserga 78 USA cancer - medicine retired?
67. 32 Alfredo Fusco 77 Italy cancer - medicine CNR e Napoli
68. 32 Brunangelo Falini 77 Italy haematology - medicine Perugia Jose Carreras Award 2010
69. 32 D Gatteschi 77 Italy chemistry Firenze ISI
70. 32 Dario C Altieri 77 USA cancer - medicine
71. 32 Federico Capasso 77 USA physics - technology
72. 32 Massimo Filippi 77 Italy neurology - medicine San Raffaele
73. 32 Maurizio Fava 77 USA psychiatry - medicine PorP
74. 33 Mago Clerici 76 Italy mol cell biology Milano
75. 33 Riccardo Cortese 76 Italy mol cell biology IRBM Pomezia
76. 33 Silvano Sozzani 76 Italy cancer - medicine Brescia
77. 33 Zaverio Ruggeri 76 USA haematology -medicine
78. 34 Cesare Montecucco 75 Italy cell biology - biochemistry Padova Paul Ehrich prize 2011
79. 34 Claudio Franceschi 75 Italy biochemistry - cell biology Bologna
80. 34 F Bedeschi 75 Italy physics INFN Pisa
81. 34 G Apollinari 75 USA physics
82. 35 Carlo Patrono 74 Italy pharmacology Cattolica Roma
83. 35 Daniela Bortoletto 74 USA physics
84. 35 G Zamorani 74 Italy astrophysics INAF Roma
85. 35 Marco Pierotti 74 Italy cancer - medicine Ist Naz Tumori MI PorP
86. 35 PP Di Fiore 74 Italy cell biology IFOM e Milano
87. 36 G Bellettini 73 Italy/USA physics Pisa
88. 36 Giorgio Chiarelli 73 Italy physics Pisa INFN
89. 36 Leonardo M Fabbri 73 Italy clinical - medicine Modena PorP
90. 36 N Bacchetta 73 Italy physics INFN Padova
91. 37 Alfonso Caramazza 72 USA/Italy psychology - neurosciences Trento
92. 37 Enrico Maggi 72 Italy immunology - medicine Firenze
93. 37 Giovanni De Micheli 72 Switzerland computer sciences
94. 37 Marcello Giorgi 72 Italy physics Pisa
95. 37 Umberto Eco 72 Italy semeiotics - literature Bologna
96. 38 G Ghisellini 71 Italy astrophysics INAF Brera
97. 38 Mario Capecchi 71 USA genetics - mol cell biology Nobel
98. 38 N Panagia 71 USA/Italy astrophysics INAF Catania
99. 38 Renato Iozzo 71 USA cancer - medicine
100. 39 Adriano Zecchina 70 Italy chemistry Torino ISI

Appendice II Top 50 Italian institutes
http://www.tisreports.com/products/4-Top_50_Italian_Institutes.aspx

The Institutes are ranked according to the Sum of H-index of their affiliated TIS.
Those fundamentally private or independent are highlighted in yellow.
Please note, this table is updated in real-time, based on the TIS database.

Rank Inst Sum of H-Index N. of TIS Average H-Index
1 Milano 5526 129 42.8
2 Padova 5210 121 43.1
3 Bologna 5055 117 43.2
4 Torino 4242 98 43.3
5 Roma 4202 106 39.6
6 Firenze 3604 87 41.4
7 CNR 3449 83 41.6
8 INAF 3383 70 48.3
9 Napoli 2847 70 40.7
10 Genova 2822 66 42.8
11 SanRaff 2614 58 45.1
12 Roma 2 2562 64 40.0
13 Pisa 2540 58 43.8
14 INFN 2393 51 46.9
15 Perugia 2067 51 40.5
16 Ferrara 1913 45 42.5
17 Cattol 1827 47 38.9
18 Pavia 1712 41 41.8
19 MiBicoc 1563 35 44.7
20 Bari 1366 33 41.4
21 Verona 1325 32 41.4
22 NazTumor1319 28 47.1
23 MNegri 1176 23 51.1
24 Modena 1136 28 40.6
25 Trieste 1103 27 40.9
26 Brescia 1066 26 41.0
27 Siena 1058 27 39.2
28 Cagliari947 23 41.2
29 Parma 936 24 39.0
30 Napoli2 832 21 39.6
31 Chieti 809 21 38.5
32 Messina 772 20 38.6
33 PoliMI 719 18 39.9
34 SISSA 683 16 42.7
35 Udine 682 18 37.9
36 Trento 661 16 41.3
37 Gaslini 649 15 43.3
38 Sanita' 635 15 42.3
39 Palermo 630 18 35.0
40 IIT 626 15 41.7
41 Normale 626 14 44.7
42 IEO 574 11 52.2
43 Roma 3 563 13 43.3
44 Catanz 560 14 40.0
45 Insubria542 14 38.7
46 IST Gen 535 12 44.6
47 IFOM 531 11 48.3
48 PiemOr 512 12 42.7
49 UniCal 492 12 41.0
50 IRCSSS.L422 9 46.9

lunedì 20 febbraio 2012

Come i ricercatori, specie i "non virtuosi", verranno fregati ancora, per non aver ascoltato un associato che li difende contro il proprio interesse!

di Michele Ciavarella, 20 Febbraio. 2012

I ricercatori italiani dopo scioperi, formazioni di sindacati autonomi (CNRU, Rete29 aprile, et al), non hanno ottenuto ancora nulla, e secondo me continuano a muoversi male! Essi hanno ottenuto sulla carta un PIANO STRAORDINARIO DI RECLUTAMENTO, che doveva promuovere 9000 di loro (che sono 20 mila), ossia quasi la meta'. Ma il Ministro Gelmini, che aveva promesso, aveva in serbo parecchie sorprese e trucchi. Il Min Profumo sapientemente le sta utilizzando tutte, anzi ci sta mettendo del suo per fregare i ricercatori.

1) A Dicembre esce il Piano, e conferma, in barba alla proposta PD (emendamento Ghizzoni, Tocci, Nicolais e altri), che il Piano vale solo per le Universita' che NON superano il 90% del rapporto AF/FFO, in virtu' della legge tuttora in atto di blocco assunzioni. La proposta Ghizzoni, del Settembre 2011, aveva tutto il tempo di essere recepita dal nuovo Governo Monti, ossia da Profumo, insediatosi a Novembre. Invece nulla, il Piano esce con la spaccatura. Almeno 16 universita' sono fuori dal piano. Grande sorpresa, ma i ricercatori, stanchi di tanta protesta, chiedono ai Rettori che fare, ai loro sindacati. Tutti sono confusi... e non fanno l'unica cosa da fare, almeno per i NON VIRTUOSI. Impugnare al TAR, e convincere i propri Rettori a farlo per loro, come dovrebbe essere normale in un Paese del G8 in cui i Rettori difendono i deboli della propria istituzione prima di tutto. Vedasi mio appello, inascoltato.
http://www.corriereuniv.it/cms/2012/01/ricorso-al-tar-lappello-ai-rettori-non-virtuosi/

2) alla prima delusione segue una nuova. Siccome il decreto di idoneita' nazionale, che serve per far partire l'articolo 24c.6 (quello che in origine aveva suscitato le ire dei ricercatori perche' era una chiamata diretta per Ricercatori a Tempo Determinato di tipo B, che per ora in Italia sono solo 4!!), non c'e', allora i soldi del Piano, dice Profumo, inventando un kafkiano sovraconcorso da manager consumato, si possono usare
- per "chiamare gli idonei" associati, e persino
- con sovraconcorsi, mai visti prima, associati gia' in servizio non virtuosi, possono competere con idonei virtuosi, per essere presi in servizio presso universita' virtuose con i soldi del Piano, tramite concorsi aperti art.18 (la Chiamata Diretta)
Quindi una bella fetta di soldi della prima assegnazione sono stati gia' consumati cosi. Oltre al paradosso che una Universita' Virtuosa chiama gente non virtuosa, proprio a dimostrare come la confusione tra colpe collettive e meriti individuali e' massima, e riconosciuta persino da Profumo con la invenzione dei sovraconcorsi per "mescolare il sangue": quanti soldi se ne vanno cosi'? C'e' un limite inferiore, il 20%, ma in realta' non c'e' limite superiore, in quanto si possono bandire fino al 50% dei fondi del Piano, e cmq nessuno sa che punizione c'e' se uno ne spende anche di piu', prendendoci gusto.

3) Ma non basta: gli ingenui ricercatori non virtuosi, non sono riusciti essere voluti andare al TAR, e preferiscono la strada "istituzionale". Allora il RIUNIBA per primo, convoca una grande assemblea con Parlamentari, presenti il sen. Procacci, i Rettori di UniBA e PoliBA, e proclamano lo studio di un emendamento al milleproroghe che, ispirato alla prima richiesta di Ghizzoni, ossia di saltare il parametro 90% come aveva fatto Mussi con i fondi per il riequilibrio dei ricercatori, dovrebbe salvare la situazione. Il passaggio al Senato del DL milleproroghe avviene con il seguente emendamento, che SI CREDE FACCIA rientrare in gioco nell'assegnazione dei fondi straordinari per gli associati gli Atenei "non virtuosi"

2-quinquies. Le risorse di cui all’articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, degli esercizi 2012 e 2013 destinate alla chiamata di professori di seconda fascia sono ripartite nei rispettivi esercizi tra tutte le universita` statali e le istituzioni ad ordinamento speciale. A tal fine la distanza dal limite di cui all’articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e quanto previsto in materia di assunzioni del personale dal decreto legislativo attuativo della delega di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), secondo i principi e criteri direttivi di cui all’articolo 5, comma 4, lettera b), della citata legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono presi in considerazione esclusivamente per graduare le rispettive assegnazioni senza che cio` comporti l’esclusione di alcuna universita` nell’utilizzo delle risorse ai fini della chiamata di professori di seconda fascia, perequando in particolare le assegnazioni alle universita` escluse dalla ripartizione del 2011. Poiché il decreto deve ripassare alla Camera, ma decade il 27.2 sarà quasi sicuramente approvato così come uscito dal Senato.

Ma guardiamo bene. Che vuol dire? Che se DOVESSERO uscire bandi art.24, ossia se DOVESSERO esserci state le IDONEITA' NAZIONALI, allora il PIANO STRAORDINARIO deve arrivare nelle prossime tornate 2012, e 2013, ossia 90 M EUR e 30 M EUR (al più) secondo Marco Torchiano (http://mtorchiano.wordpress.com/2011/12/21/piano-straordinario-per-il-reclutamento-di-professori-associati/), allora essi soldi dovranno essere distribuiti a TUTTE le Universita'. E non solo a quelle che soddisferanno i nuovi requisiti per assumere, che TUTTAVIA serviranno per avere fondi ORDINARI, ossia Punti organico, per assumere anche essi.

4) E se, visto questo stato di cose, il MIUR si impunta, e si arrabbia? Non fa uscire i Decreti di Abilitazione, e quindi non viene bandito proprio niente, A PARTE chiamate di IDONEI e di TRASFERIMENTI di associati gia' in servizio. Ai fondi gia' consumati nel 2012, restano INUTILIZZATI per le Universita' non virtuose le nuove tranche di fondi PIANO straordinario, o succede una rivoluzione, e quindi si consumano ancora in chiamate di idonei e di trasferimenti? Io credo la seconda!

5) Non avete notato una cosa. Il meccanismo assurdo dovuto ad un abuso del senso dell'AUTONOMIA universitaria per cui un esterno costa 4 volte un interno, crea di FATTO una SPARIZIONE DI FFO. Infatti, un esterno che si trasferisce, alla sua Universita' lascia poco o niente (con il blocco turn over e il blocco del 90%, dubito che resti in media piu' del 20%), mentre invece CONSUMA del Piano Straordinario 4 posti di Professore Associato interno da DELTA. Ecco che gli iniziali 9000 posti possono diventare 2000 chiamate di idonei e di trasferimenti, e COMPLETAMENTE SPARIRE le chiamate di nuovi associati !!

6) Ancora peggio, parte ora la Valutazione VQR della ANVUR. In pratica, i prodotti scientifici migliori devono essere selezionati dalle Universita' coscienziosamente per poi avere impatto nel 60% della quota premiale del famoso FFO, basata sulla ricerca, che torna alle Universita' "buone" o "virtuose" per assumere altri docenti come fondi ORDINARI. Ebbene, questi prodotti sono magari scelti bene, perche' chissenefrega se poi la persona che li ha prodotti non viene promosso, per ora li mettiamo! E sono anche valutati bene, perche' ANVUR ha fatto un panel con i fiocchi, tanto non aveva paura che questo desse dirette implicazioni sui concorsi. Allora succede che il bravissimo ricercatore della Univ. non virtuosa produce molto dal 2004 al 2010, NONOSTANTE la didattica che ha dovuto fare, e poi i SUOI prodotti migliori vanno a dare posti a chi? A chi vince i concorsi, che non ha niente a che vedere con lui ! Questo assurdo, non mi pare che nessuno lo abbia notato.

7) SOLUZIONI VERE.

A) Entro il 31 Marzo occorre andare al TAR contro la Prima Assegnazione del Piano STRAORDINARIO
B) Occorre puntare rapidamente a scavalcare il Decreto su Abilitazioni Nazionali, e permettere SUBITO l'uso dell'art.24, e facendo anche uso della migliore valutazione possibile, quella del VQR. Come, semplicemente accogliendo la proposta di un associato che sta dalla parte dei ricercatori, ma CONTRO il suo interesse, che sarebbe magari di trasferirsi in una Universita' Virtuosa "RUBANDO" soldi dei Ricercatori del PIANO!

La proposta si trova nel mio blog e sulla rivista BaresiNelMondo.it, ed e' stata ben accolta dal COSAU. Spero che anche RETE29Aprile e tutti i ricercatori di buon senso aderiscano.

http://www.baresinelmondo.it/index.php/2012/02/18/proposta-di-istituzione-di-titoli-di-distinzione-da-professore-associato-o-ordinario-per-merito/
Si puo' anche commentare o firmare a questo indirizzo http://www.baresinelmondo.it/modulo_questionario2.htm


Cordiali Saluti

Michele Ciavarella
pubblicato sul Blog rettorevirtuoso.blogspot.com e su baresinelmondo.it

giovedì 16 febbraio 2012

PROPOSTA DI ISTITUZIONE DI “TITOLI DI DISTINZIONE” DA PROFESSORE ASSOCIATO O ORDINARIO PER MERITO INDIVIDUALE SCOLLEGATA DALLO STATO FINANZIARIO DELLE

Di Michele Ciavarella, 16 Febbraio 2012.
Da presentare alla riunione COSAU del 17 Febbraio 2012, come variante della proposta CNRU – COSAU in deroga all’articolo 16 comma 4, di inquadramento nei ruoli di professore associato e ordinario sul modello “Title of Distinction” della Università di Oxford degli anni 1990

La seguente proposta parte dalla proposta CNRU – COSAU di avanzamento automatico (saltando quindi la valutazione locale) dei ricercatori e associati in possesso del titolo di idoneità nazionale, che era avvenuta durante la approvazione della legge 240 Gelmini che è molto ben documentata, e provvista di curve di fattibilità economico-finanziaria, e che non è passata come emendamento allora.
Visto lo stato di stallo dei decreti attuativi della idoneità nazionale, che creano enorme disagio nella docenza italiana;
Visto che nessuna categoria, a parte pochi fortunati, sta godendo di concorsi, bloccati da anni, per motivi finanziari, di generale riduzione dei finanziamenti, e in particolare per alcune Università (con criteri peraltro discutibili e che creano sperequazioni enormi).
Considerato che il sistema di valutazione “meritocratico” delle Università in vigore da alcuni anni, per cui i meriti o i demeriti collettivi delle Università, comunque misurati, si riflettono in maggiori o minori disponibilità economiche delle Università, come continuerà ad essere sempre maggiormente vero anche con la nuova valutazione VQR della Agenzia ANVUR. Considerando che poi però si riflettono su altri individui, creando la possibilità che il merito di alcuni eccellenti possa o servire ad altri, o non servire affatto, o solo in casi fortunati essere attribuito al singolo che ha prodotto tali risultati, o non li ha prodotti.
Propongo
di invertire il processo, ossia saltare la idoneità nazionale, e di permettere alle singole Università, tramite i Rettori e i Direttori di Dipartimento, di assegnare “Titoli di distinzione” di professore associato o ordinario, proprio agli individui i cui prodotti di ricerca sono talmente notevoli da essere selezionati per le valutazioni VQR della ANVUR. Tali Titoli di distinzione, seguono il modello di Oxford, introdotto per arginare una fuga di cervelli e uno stato di sofferenza, analogo a quello italiano di oggi, dovuta al fatto che in USA persone meno qualificate dei “Lecturer” di Oxford, godevano del titolo di Professor, seppure magari “Assistant” o “Associate”.
Tali titoli di distinzione non si inquadrano nella categoria retributiva di Professore Associato o Ordinario, e come tali non richiedono una variazione (perlomeno non drammatica) dello stato giuridico.

Referenze
1) http://en.wikipedia.org/wiki/Professor#The_United_Kingdom.2C_Ireland_and_other_English_speaking_countries
In the United Kingdom, the Republic of Ireland, and most Commonwealth countries (but not Canada), traditionally, a professor held either an established chair or a personal chair. An established chair is established by the university to meet their needs for academic leadership and standing in a particular area or discipline and the post is filled from a shortlist of applicants; only a suitably qualified person will be appointed. A personal chair is awarded specifically to an individual in recognition of their high levels of achievements and standing in their particular area or discipline. In most universities, professorships are reserved for only the most senior academic staff, and other academics are generally known as 'lecturers', 'senior lecturers' and 'readers' (in some Commonwealth countries such as Australia and New Zealand, the title 'Associate Professor' can be used instead of 'Reader'[5]). In some countries, senior lecturers are generally paid the same as readers, but the latter is awarded primarily for research excellence, and traditionally carries higher prestige. A few UK universities have recently begun using the Australian terminology, with both "Senior Lecturers" and "Readers" now being called "Associate Professors." Traditionally, Heads of Departments and other senior academic leadership roles within a university were undertaken by professors.[6]
During the 1990s, however, the University of Oxford introduced Titles of Distinction, enabling their holders to be termed professors or readers while holding academic posts at the level of lecturer. The University of Exeter and University of Warwick have adopted the antipodean style of 'associate professor' in lieu of 'reader'. The varied practices these changes have brought about has meant that academic ranks in the United Kingdom are no longer quite as consistent as they once were. The same trend to move towards the North American system is also observed in the former British colony of Hong Kong. Academic ranks there are now becoming more consistent again, with The University of Hong Kong, the oldest university in the territory, having switched to the North American system.
In general the title of 'Professor' is reserved for full professors; lecturers and readers are properly addressed by their academic qualification (Dr for a PhD DPhil etc. and Mr/Mrs/Miss/Ms otherwise). In Australia, New Zealand and Singapore associate professors are by courtesy addressed as "Professor". In official functions, however, Associate Professors are addressed as Dr or Associate Professors and not Professors. As in the USA, the title of 'professor emeritus' may be awarded to a retired or former professor, who may well retain formal or informal links with the institution where the chair was formerly held.

mercoledì 28 dicembre 2011

mia lettera a Gazzetta sui concorsi e proposta al CNRU di Marco Merafina

Il piccolo spunto critico di oggi su Gazzetta. In realtà, nel calcolo che faccio c'e' piuttosto un altro errore o approssimazione --- io considero che i parametri ANVUR (che sono calcolati sulla base della mediana della categoria SUPERIORE), siano applicati alla categoria stessa, altrimenti il conto è impossibile. E questo fa parte delle assurdità barocche del Piano, che comincio a pensare non abbia voluto nessuno, se non qualche mente diabolica che NON vuole fare spendere i soldi davvero. Insomma, se io fossi un ricercatore, e specie di Università non virtuosa, non avrei molte speranze.

Tuttavia, la verità sempre sta nel mezzo. Qualche ragione ci deve essere se le Università non virtuose non lo sono. Se Zich fece i trucchi per non far risultare i fuori corso, e noi lo abbiamo fatto 20 anni dopo, qualche verità c'e'. Se Trento ha riservato 30% del suo budget alla chiamata diretta di vincitori ERC, allora qualcosa di vero ci sarà. Il nostro Rettore Nicola sta facendo molto, ma dobbiamo supportarlo e incitarlo / incentivarlo a fare delle politiche da Università virtuosa, e NON solo da Università del sud che si lamenta di avere i tagli....

Sui parametri ANVUR davvero mi pare barocco che non facciano il 50% della categoria stessa.... anche solo per fare calcoli come ho fatto io !!

Magari chiedo a Giacinto Scholes che credo conosca il Presidente di ANVUR di avere lumi su questa vicenda.

Intanto, non vi riesco a documentare altri passi avanti, parlando con Marco Merafina, che è abbastanza noto (è andato anche a Porta a Porta e Report), ma si lamenta come me del Piano e anche lui dice che i soldi sono solo promesse!

Io ho ricevuto da lui la sua proposta, che ha discusso con il Min Gelmini, senza esito.

Io gli ho detto, ma a nome mio, ovviamente non esistendo uno strumento di direttivo qua, che io sarei a titolo personale contento, e daccordo, SOLO SE

1) LA IDONEITA' viene pero' resa NON UNA FORMALITA' (rimangono i minimi ANVUR, possibilmente nella stessa categoria, in modo che e' tutto piu' semplice)

2) Se ci sono graduatorie progressive, e la chiamata dei migliori è incentivata da budget del ministero, come in magistratura, cosicche' uno possa scegliersi la sede, e quelle che si svuotano, pazienza!

3) l'automatismo NON è completo, nel senso che si prendono i ricercatori in ORDINE di GRADUATORIA, e FINCHE' TERMINANO certi requisiti di copertura contabili, che Merafina abilmente sposta in avanti, ma che comunque prima o poi incidono e quindi vanno valutati.

Che ne dite?

Cordialita', Michele

martedì 27 dicembre 2011

La gara delle Ope Legis nella storia della Università italiana

Mi è arrivata la domanda intelligente, di quale sia stata la più grande ope legis nella storia della Università italiana.

Una analisi della % nella famosa ope legis del 1982 la abbiamo già riportata qua. Si tratta di 40 mila nuovi docenti nel senso di stabilizzazione e quindi numericamente forse è la più grande, ma dal punto di vista della promozione ad associato, io calcolavo una percentuale di promozione intorno al 30%.

Che quella ope legis dei favolosi anni '80 fosse un errore, tanti lo hanno detto. Segnalo ad es. un interessante intervento di Ignazio Marino al convegno sulla ricerca, organizzato anche dal Forum Ricerca e Università del PD, alla sede nazionale.

"credo sarebbe opportuno valutare i circa 30.000 professori (associati e ordinari) entrati in ruolo successivamente alla legge del 1980 e chiedere il pre-pensionamento per coloro che nell'ultimo terzo di secolo non hanno prodotto nulla scientificamente. Al tempo stesso si dovrebbero ammettere nel mondo accademico altrettanti giovani pronti e felici nell'essere valutati sulla base dei loro risultati ogni 3-5 anni. Insomma, un criterio di merito più che anagrafico. "


Su altri paragoni nella storia universitaria, segnalo dal mio commento al Libro di Graziosi, qua.


In particolare, segnalo un grafico che ho ricavato io stesso.

In figura sono tracciati alcuni dati presi dal libro sul numero di docenti (qui si è voluto equiparare incaricati e assistenti ad associati e ricercatori del post 382 degli anni 80, anche se le figure precedenti erano molto piu' precarie delle successive), con i dati rapportati all'unità nel 2008. Si vede chiaramente che tutte le varie categorie hanno avuto un aumento all'incirca simile, con una certa differenza nella dinamica degli assistenti/ricercatori che sono diminuiti di peso negli anni '80 per via delle promozioni di massa ope legis, e invece curiosamene seguono come numero esattamente la dinamica degli ordinari dopo il 1990. La crescita piu' ripida comunque appare chiaramente quella della categoria degli ordinari, che, contrariamente a quanto si dice solitamente, era piu' numerosa in proporzione in passato, anche se con un ruolo infinitamente piu' importante.

Per i concorsi Berlinguer, che ovviamente nemmeno difendo, dal Libro di Graziosi pag.101 leggo che nel 2000-2002 "il numero di ordinari esplose, passando dai meno di 13.000 del 1999 a piu' di 19000 del 2005, con un aumento di quasi il 50%. Tuttavia, sono 6000 che passarono ordinari, a partire da 15.600 associati, quindi una promozione del 38% degli associati!

Gli associati crescevano del 20%, e i ricercatori del 10%.

Quindi se proprio dobbiamo lasciare parlare i numeri, gli associati intorno al 2000 si sono fatti la vera OPE LEGIS. Non ci sono dubbi.

Siamo nelle stesse condizioni ora? E' cosi' che vogliamo fare? Avete sentito parlare di Grecia e crisi internazionale? Errare humanum est, sed diabolicum lo avete sentito dire? Io parlo contro il mio interesse dato che sono associato, e mi piacerebbe per il mio puro interesse una altra OPE LEGIS tipo i concorsi degli anni 2000, concorsi Berlinguer, dell'ex Rettore di Siena Luigi Berlinguer, poi Ministro dell'Università. Siena tra parentesi, non è oggi la più indebitata delle Università?


In conclusione, la classifica delle ope legis, dalla peggiore alla migliore è

1) concorsi Berlinguer (x associati) -- 38% di promossi
2) concorsi L.382 degli anni '80 (solo nel passaggio da Assist.Ord. ad associati) -- 33%
3) concorsi Merafina (passaggio da ric. ad associato) 27%

Andrebbero fatte le intere tabelle di tutti i passaggi per vedere quello più cospicuo. Naturalmente, questi sono significativi in senso statistico, perchè non sappiamo quanti bravi ci sono nel campione. Notate che una promozione al 100% è sicuramente meno meritocratica di una promozione al 10%, ma lo è altrettanto di una allo 0%.

PS. Tanto per dirvi che io so bene come sarà dura far passare anche qualcosa della mia proposta, ecco una risposta interessante di un importante personaggio politico. In pratica, fa capire che un motivo politico almeno della sinistra per fare le ope legis, di fatto, è che quando c'è abbondanza, passano ANCHE i bravi !!!

ora vorrei capire quando non c'e' abbondanza allora a che servono le OPE LEGIS. Lui conclude che manca una strategia politica, io direi che mancano intanto i SOLDI per fare le "strategie" politiche del passato, ossia buttare via tanti soldi, che qualcuno dei soldi viene anche buttato bene!!

Io avrei un suggerimento di riserva a questo punto nella prossima comunicazione con Profumo: visto che da soli non ne usciamo, facciamo esattamente come fanno i paesi in quasi bancarotta:- chiediamo soldi all'estero, alle università straniere o ai governi stranieri, però poi diamo retta a come vogliono fare loro.

che ne dite? ci penso su un poco, in modo che quando mi faranno notare la prossima volta questa osservazione del politico di cui sotto, ho pronta la risposta!

saluti,
MICHELE CIAVARELLA


DA UN POLITICO:

La passione dei professori universitari (giovani o anziani che siano) per i “meccanismi” concorsuali è smodata eppure tutti sanno o dovrebbero sapere che nessun “meccanismo” ha mai funzionato. O meglio, ha funzionato sempre nella medesima direzione (lobbies accademico-scientifiche forti a livello nazionale, con un’unica breve eccezione a fine anni ’90 subito dopo la legge Berlinguer) e, da quel che ho letto in un tuo recente sfogo, persino contro di te stesso. Devo essere più preciso: un’altra eccezione ci fu all’inizio degli anni ’80, quando divenni io ordinario, perché era talmente enorme il numero di nuovi posti messi a concorso che era “facile” premiare i più bravi indipendentemente dalle scuole di provenienza e persino assumere stranieri. Tempi d’oro per l’università italiana, naturalmente a prezzo di una lievitazione della spesa pubblica di cui oggi paghiamo le conseguenze. Ma la parte che ci compete di quella lievitazione sostenne la transizione (rimasta poi parziale) all’università per molti rispetto a quella per pochi, cioè quella che io ritengo un successo sociale e culturale. D’altra parte 15000 ricercatori, 15000 associati, 15000 ordinari (DPR 382/1980) per 1.500.000 studenti circa non era mica una formula sbagliata né in quantità né in “profilo”. Ah, il buon senso degli antichi! Inoltre la fioritura della ricerca italiana a fine ‘900 (pensa anche ai PRIN, ai progetti finalizzati e ad altre iniziative intelligenti) è attribuibile a quelle scelte politiche. Quello che oggi manca è proprio una strategia politica, altro che ricette tecniche più o meno esoticamente brillanti o apparentemente tali.

giovedì 8 dicembre 2011

Elogio dell'anzianita': la speranza di carriera e' l'ultima a morire in Italia



Come sapete, la Riforma Gelmini della meritocrazia nei concorsi sta per vedere la luce. Ma la montagna di meritocrazia ha partorito o sta partorendo un TOPOLINO di merito e una montagna di protezione della anzianita' di servizio, che gia' era protetta abbastanza finora con gli scatti automatici a pioggia senza valutazione.

Il documento ufficiale del regolamento, così come depositato alla camera e successive modifiche proposte dal Consiglio di Stato e' invece
http://www.camera.it/682?atto=372&tipoatto=Atto&leg=16&tab=2#inizio

E' un DPR di inquadramento generale dell'abilitazione scientifica e non entra in dettagli tecnici. All'art. 4, comma 1 dello stesso DPR si dice che "Il Ministro, con proprio regolamento, definisce criteri e parametri differenziati per funzioni e per area disciplinare.... ".

Una bozza di tale regolamento per l'abilitazione nazionale, il testo trasmesso a Crui e Cun, si trova qua
http://www.rete29aprile.it/forum/25-valutazione/326-nuova-bozza-decreto-abilitazioni.html


SPERIAMO CHE LA BOZZA SI POSSA CORREGGERE!

Guardiamo l'articolo 3 comma 4:

4. Nella valutazione di candidati già in servizio come professori associati o ricercatori o in posizioni equivalenti all’estero, fatta salva la considerazione complessiva dei titoli di cui all’articolo 4, comma 4, e all’articolo 5, comma 4, sono prese in considerazione esclusivamente le pubblicazioni prodotte dopo la nomina nella posizione in godimento.

Un chiaro vincolo per proteggere l'anzianità di servizio contro eventuali giovani candidati brillanti.

Il criterio dell'anzianità nel ruolo (che comunque ha sempre avuto un peso sicuramente eccessivo in Italia) viene istituzionalizzato in una forma, oserei dire, estrema, e formalizzata!

EVVIVA I MATUSALEMME, PECCATO CHE SE NON SONO STATI PROMOSSI MAGARI ERANO CIUCCI?

Per assurdo, sembrerebbe FAVORIRE un precario, ma ci si illuda poco!! Questo IMPLICITAMENTE e' una INDICAZIONE che si intendono per lo piu' candidati validi per associato i ricercatori anziani; e per ordinario gli associati anziani.

EVVIVA L'ITALIA, PATRIA DEI MATUSALEMME!

Prof Michele Ciavarella

mercoledì 30 novembre 2011

IDEE PER NOVITA’ NEI CONCORSI DELL’ERA PROFUMO

Circa un anno fa, durante le fasi calde della discussione sulla Riforma Gelmini, e le conseguenti proteste specie da parte dei Ricercatori, mi volli cimentare in un intervento che sottolineasse la necessita` di meritocrazia, parola talmente abusata,che e’ ormai forse megl io abbandonare. Sottolineavo tuttavia che persino nelle piu` rigide e severe migliori Universita’ USA (come MIT) almeno il 50% degli Assistant Professor viene « confermato », senza calcolare che esiston tutta una serie di altre possibilita’ di lavoro, a cascata in altre universita’. Quindi, dicevo anche che passare da un sistema di Ricercatori, Professori Associati e Ordinari tutti a tempo indeterminato e con conferma quasi automatica (ma con promozione incerta, e spesso fonte di tanti problemi), ad un sistema in cui solo i Ricercatori diventano a tempo determinato, quindi con conferma per nulla assicurata, mi pareva una soluzione non ottimale,esageratamente precariezzante per le nuove leve, e proponevo una soglia minima di « conferme » garantite. Creai molta reazione da parte dei ricercatori, che colsero solo una critica della loro protesta. Io ingenuamente difendevo una categoria non protetta, quella delle nuove leve che entrano nell`Universita’, e queste, per definizione non essendo organizzate, ne` rappresentate, non mi hanno letto ne` appoggiato.
Oggi, conoscendo la professionalita’ del nuovo Ministro, e la attenzione che il nuovo governo, composto in larga parte da docenti universitari, dovrebbe porre, mi permetto di dare qualche spunto, forse ancora ingenuo, tornando sul tema, specie in vista delle attuazioni di molte novita`, specie nei concorsi. Dico subito che non entro nel merito delle proposte della agenzia ANVUR di definire dei parametri oggettivi per rendere idonei nei prossimi concorsi solo i "migliori" definiti sulla base della produzione media nel settore disciplinare di riferimento, che in linea di massima mi sembrano condivisibili (Molto meno si e` discusso di come definire quale dei docenti tra vari settori e` meritevole di promozione, che pure e` un problema di forse maggiore importanza).
Dal punto di vista del reclutamento, si sa che la categoria dei Professori Universitari in Italia e' molto anziana, e oggi un problema e' quello della sua sostituzione, che tuttavia e' frenata per ora da blocchi del turnover al 20%. Molta attenzione e` stata attirata a se dai Ricercatori, che hanno a lungo protestato per la loro situazione « precaria » con la messa in esaurimento della categoria del ricercatore a tempo indeterminato. A valle della protesta, hanno strappato la promessa di 4500 posti da associato : non pare definito se questo avverra` subito, e se tale numero sia in esubero rispetto al blocco del turnover o meno. Questo sforzo come « una tantum ». La messa in parallelo e' in realta' abbastanza strumentale, perche' se e' vero che la legge 382 del 1981 che ha creato la figura del "ricercatore" a molti non piace, specie tra chi non ha fatto carriera per un motivo o per l'altro, e' anche vero che non piace nemmeno a chi vuole rendere l'entrata nell'universita' meno rigida, in un verso o nell'altro. Tuttavia parlare di precarieta’ mi pare errato, ed esagerato.

Probabilmente andrebbe fatta una proposta ad hoc per i vari problemi che non sono sovrapponibili. Se nei prossimi 5 anni andranno in pensione quasi la meta` dei docenti attualmente in servizio, il blocco del 20% significa al massimo 6000 nuove entrate, e chiaramente fa differenza se queste 6000 sono incluse nelle 4500, o incluse. Anche nella ipotesi migliore, 10mila nuovi docenti, non basteranno a coprire che 1/3 della fuoriuscita. Questo, tenendo conto che non vi e' flessione del numero di studenti, pare un problema.
Tuttavia, oggi nell`universita`, come in tanti settori, il rischio e' che si decidera` sulla base dei desiderata di chi gia` e` dentro, ed e' rappresentato dai sindacati, e puo` bloccare immediatamente il funzionamento . Ma non e` forse questo un meccanismo perverso che ha creato oggi una grande ed eccessiva disparita` tra i privilegi di una generazione che peraltro li ha ottenuti anche con grandi debiti pubblici, e le troppe difficolta` delle nuove generazioni, che sono conseguenza proprio di quei debiti pubblici ?
In particolare, alcune riflessioni preliminari:
1) molti dei ricercatori entrati con la 382 (o anche associati, in totale quasi 30mila docenti passarono) sono oggi anziani, almeno 60enni, e a questi solo una "macchina del tempo" potrebbe restituire una carriera brillante, ammesso che la meritino. Se oggi cercano una riabilitazione, non e' usando questi 4500 posti per loro che si risolverebbe granche', anzi ci troveremmo domani con lo stesso problema, amplificato nelle altre categorie. Inoltre, molti di loro dovranno pure ammettere che hanno avuto un posto che oggi molti sognerebbero, e che andranno in pensione a stipendio intero che i neo entrati, con la forma a tempo determinato, non avranno nemmeno al 50%.
Si da il caso che promuovere gli anziani peraltro e` una soluzione a costo nullo per l`universita`, visto che con la ricostruzione carriera, in pratica si raggiunge prima il pensionamento che uno stipendio piu` alto. Cui prodest quindi?

2) chi e' meritevole come nuova leva (ma anche come associate), per effetto di questa "infornata" ad hoc per i ricercatori, e’ anche giusto che non sia troppo penalizzato (un nuovo effetto debito pubblico)

3) come assicurare una nuova ondata fresca, magari anche dall`estero? Ci sono giovani che lavorano all'estero. E non parlo di presunti « grandi cervelli », i cui tentativi di rientro sono tutti falliti, e che magari all’estero ci restano tranne rare eccezioni. Parlo di ragazzi brillanti la cui formazione comunque e' costata centinaia di migliaia di euro allo Stato Italiano, e ora si trovano a fare i ricercatori all'estero, non sempre felici di restare a lungo. Tuttavia, certo non potrebbero tornare con un posto da ricercatore a tempo determinato. Dovendo scegliere tra le varie precarieta', molti temo sceglierebbero l'estero.

4) se ANVUR e i criteri bibliometrici paiono aver introdotto dei paletti all`interno dei singoli SSD, nulla si puo` dire per come vengo scelti i nuovi posti da assegnare nelle varie universita`, che peraltro restano le sole che chiamano gli "idonei" in servizio. Potrebbe presentarsi in futuro il problema di tanti idonei che non vengono chiamati, e allora a nulla sara` valso lo sforzo dei criteri ANVUR. E' e` sbagliato lasciare queste scelte completamente all`autonomia locale, che spesso puo` essere influenzata da aspetti parzialmente paradossali, come la dominanza di alcuni settori. Le « scuole » in parte producono ottimi nuovi ricercatori, ma in altra parte, tendono a saturare i vari dipartimenti con repliche ridondanti ed eccessiva concentrazione di sapere in una sola disciplina.


Perche' non pensare quindi anche ai giovani, alle categorie meno protette, e creare meccanismi differenziati e virtuosi, quali per esempio:

1) assegnare una promozione in concomitanza con l`andata in pensione, come si fa con i militari
2) assegnare un numero di posti congrui e predeterminati, e non solo prevedere questa ondata di 4500 posti da associato, disgiunta da qualsiasi altra programmazione
3) non dare meccanismi di posti riservati solo a chi e' gia' in servizio in italia, ma dare eguale valore al servizio prestato all'estero, o persino una riserva separata
4) per la scelta tra i vari settori, creare un percorso di accelerazione carriere in base ad uno screening a priori dei CV, come fu fatto proprio dal rettore Profumo in via sperimentale al Politecnico di Torino.

Grato dell`attenzione, porgo distinti saluti dall`estero!

Michele Ciavarella