Si passa da 33,7% dei promossi, a 27%, ma oggi non siamo più ricchi come negli anni ’80, e lo si fa con enorme burocrazia
Il piano straordinario è lo strumento introdotto per ovviare ad alcuni problemi della legge Gelmini (Legge 240/2010) legati all’esaurimento del ruolo dei Ricercatori a tempo indeterminato e alla conseguente potenziale competizione con le nuove figure previste dalla legge (RTD), per l’acceso al ruolo di Professore di II fascia. Dimostro in questa nota che questo piano ha molti punti deboli, e ricorda fortemente la “ope legis” degli anni ’80, dimostrando che gli errori si ripetono esattamente uguali in Italia. E che non basta dire abbastanza quanto gli anni ’80 e la spesa pubblica sconsiderata ci abbiano rovinato, ora ripetiamo questo errore di nuovo, andando a pesare sulle generazioni future. Se si vuole usare la sola promozione di ricercatori in servizio, che è la soluzione che molti Rettori sceglieranno per cercare di contentare i Ricercatori del ruolo ad esaurimento, e per “massimizzare” l’uso delle risorse, nel senso che fare una promozione costa meno che assumere una forza fresca.
Il legislatore ha voluto mettere alcuni vincoli per forzare il “mescolamento del sangue”, come lo chiama il Min. Profumo, ossia la chiamata di esterni. Vediamo se comporta più guai dei benefici che introduce.
Il piano (art. 29, comma 9) prevede i seguenti stanziamenti: 13 M EUR per il 2011 (confermato nel DM 439/2011), fino a 93 M EUR per il 2012, fino a 173 M EUR per il 2012. Sviluppando il costo della nuova posizione per tutta la vita lavorativa, i nuovi posti di PA sono per 13 Meu nel primo anno, e 80Meu per i successivi due.
Il costo di un PA è per progressione di carriera interna: tra 20K Eu e 25 K Eu; per assunzione fresca: costo medio annuo lungo la vita lavorativa è di circa 70 K Eu.
Il 50% dei fondi va usato per "bando aperto" ex art. 18 di cui almeno il 40% riservato ad esterni (quindi il 20% del totale): se il vincitore è interno si fa la progressione, se esterno, l’assunzione. Occorre comunque preventivare il costo pieno (70 KEu). Il restante 50% dei fondi va usato per "valutazione" ex art.24 comma 6 - la persona valutata è già in servizio presso l’ateneo (progressione), quindi il costo è ridotto (da 20 a 25 KEu).
Da semplici conti si vede come si possono bandire dei posti e sfruttare i residui varie volte. Un problema sono i tempi di un bando aperto, e le risorse andranno riportate sull’anno successivo, cosa che puntualmente i sindacati chiederanno e forse il ministero vuole fare, se e’ coerente con quanto deciso recentemente per slittare l’inizio del Piano. Ma la cosa diventa barocca e ingovernabile.
Alla fine in soldoni passeranno 80% di interni, sfruttando il meccanismo dei residui, e quindi il costo medio è di 22.5keu. Il 20% sono esterni, a 70Keu. Quindi un costo medio finale è 32kEu.
Il conto banale del totale di posti è 173000/32= 5400 posti, che corrispondono a oltre il 27% dei ricercatori in servizio (20mila ca.), ovvero il 54% di quelli papabili di idoneità con i parametri ANVUR.
Ammesso che promuovere 5400 ricercatori in servizio sia una bella cosa meritocratica in tempi in cui la Ministro Gelmini diceva di aver introdotto concorsi meritocratici, che confronto si può fare con la famigerata e sempre universalmente criticata “ope legis” della legge 382 del 1982? Leggiamo Andrea Graziosi di “L’Università per tutti” Il Mulino 2010, a pag. 68 “soprattutto, a seguito di una precisa scelta politico-sindacale furono previsti meccanismi che assicuravano la stabilizzazione di quasi tutto il personale precaro e la promozione alla nuova fascia degli associati di quasi tutti i vecchi assistenti e incaricati. Essi si basavano su “giudizi di idoneità” senza tetti numerici e vincoli finanziari, e con appelli ripetuti. Nel 1985, quando le tornate si erano grosso modo concluse, vi erano 9012 ordinari, 17963 associati, e 17259 ricercatori, di contro ai 5209 ordinari, 8465 incaricati, e 28150 assistenti e assimilati del 1975”.
Quindi, facendo due conti, gli ordinari aumentarono di ben 3803 unità, ma con concorso normale, mentre di forze fresche entrarono in 3 anni, solo 2410, il 5.4% degli iniziali 44234 docenti totali. Per il resto, si trattò di una promozione di massa degli esistenti 44234. Tuttavia, quanti furono promossi? Considerando in via cautelativa e contro il mio ragionamento, che chi passò ricercatore era stato stabilizzato e non promosso (per quanto il ruolo non si vuole ricordare era certo molto migliore dei precedenti assistenti), sono i 9498 degli originari 28150 quindi solo il 33,7%!
Oggi tra parametri ANVUR che tagliano al 50%, e i limiti del budget, promuoveremo il 27% dei ricercatori, e non il 33,7% degli anni ’80! E’ davvero un cambiamento insignificativo, e molto più grave di allora, visto che non siamo più ricchi come negli anni ’80!
Peggio di così, almeno fare l’ope legis era facile! Qui invece occorre una serie complicatissima di artifici contabili, un numero di bandi altissimo, con la corsa al recupero del budget, e il punto essenziale di garantire le risorse per i bandi di esterni, con il rischio di contenziosi TAR enorme. Per coprire il 20% di esterni, minimizzando l’esposizione di budget iniziale, occorre bandire quasi tutti interni ex Art.24, e a posteriori verificare che almeno il 20% sia per esterni. E che succede se non è cosi? I vincitori interni non prendono servizio? Paradossale e sicuramente non praticabile. Oppure, si trova l’accordo su quale SSD vuole esterni, il chè probabilmente andrà a coincidere con gli SSD che non hanno ricercatori in servizio. Se ce ne sono, scavalcarli, impedendo loro di partecipare ad un concorso solo perché lavorano nell’ateneo in cui presta servizio, pare paradossale, e non avviene.
Nella più seria e semplice Inghilterra, al contrario ci sono promozioni interne, chiuse all’esterno, e concorsi aperti, ma aperti a tutti. Quindi qua si vuole forzare burocraticamente la chiamata di esterni, ma nascerà solo contenzioso, non si riusciranno a usare tutte le risorse, e sarebbe meglio a questo punto aprire queste risorse alla scelta degli Atenei su cosa bandire.
In conclusione, molto meglio rifare tutto, e aprire ai giovani e ai precari, e a discorsi meritocratici basati sull’eccellenza, come proposto da questo appello.
Michele Ciavarella
domenica 25 dicembre 2011
Perché il Piano Straordinario per il Reclutamento di Professori Associati è molto peggio della Ope Legis degli anni ’80
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Caro professore,
RispondiEliminalei si ostina a non osservare che il livello degli attuali ricercatori "associabili" è in media alquanto superiore a quello degli opelegizzati anni '80.
E che di ricercatori promossi tra il 2003 e oggi ce ne sono stati pochissimi.
Ma tornando al primo punto, ripensi al suo percorso da studente e alle figure che ha incontrato. E ora pensi a chi è in servizio oggi, venti anni dopo.
Non le sembra che i trentacinque-quarantenni di oggi abbiano qualcosa in più da dire in termini di didattica, dedizione e, guarda caso, produzione scientifica?
Se legge un po' di verbali delle sessioni 2008 scoprirà che i candidati avevano talora CV migliori dei commissari!
Io negli ultimi dieci ho osservato in Dip. un netto miglioramento. E lei?
Sono daccordo con lei, e non vedo quale sia la contraddizione con quanto dico.
RispondiEliminaA proposito di categorie, cosa ne pensa della questione dei parametri ANVUR?
Pessimi: eccessivi per il mio SSD dove spuntare 1 art/anno su rivista seria non è affatto scontato. Specie se, ricercatore, insegni da solo.
RispondiEliminaLa valutazione delle conferenze poi è grottesca. Per esempio Scopus non vede la migliore conferenza del mondo nel mio campo (con round multipli di peer-review e rifiuti oltre il 50%!) ma conta, eccome, congressi balneari col loro bravo ISBN.
D'altro canto i criteri ci dovrebbero sbarazzare, in sede di concorso, da quei commissari-ordinari che non pubblicano da lustri perché troppo impegnati a far soldi.
Diciamo che i criteri sono uno sprone allo studio ma nell'attuale ambiente delle pubblicazioni e della didattica creeranno seri problemi di sistema.
PS(1) Con un'interpretazione realistica ma non troppo favorevole dei criteri sto -poco- sotto l'asticella.
PS(2) sono revisore per due riviste del settore e avrei molto da dire sulla mitica peer review
PS(3) Seriamente, ci sono temi/spunti che proprio non riesco a portare avanti per mancanza di tempo ed energia: non sarei così pessimista se i miei -ottimi- tesisti si facessero abbindolare dal dottorato!!
RispondiEliminaQuindi quel "pessimi" andrebbe depurato dalla mia situazione personale..
Un saluto e
Buon 2012
io cmq sono per abbandonare la valutazione delle poiche' se sono al 90%, in sostanza gli stipendi vanno pagati. e spostare la parte premiale al reclutamento valutando SOLO l'individuo! che ne dice?
RispondiEliminaIo sono d'accordo con il piano di reclutamento straordinario di PA...ma scaglionato nel tempo, garantendo le risorse per poter bandire nuovi concorsi RTD e mettendo da parte (per reali e non fittizie tenure track) i fondi per un possibile passaggio ad associati di questi ultimi.
RispondiEliminaVero è che potranno verificarsi situazioni di conflittualità tra RTI ed RTD ai fini della chiamata a PA...ma in questi casi cosa preferire: un RTD (che magari ha già i suoi 35-40) che rimanga in mezzo ad una strada (dato che la legge prevede chiaramente che l'unico modo per risultare stabilizzati è diventare PA) o far attendere (preferibilmente per poco tempo) un RTI nella sua progressione di carriera??? Questo la legge lo deve rendere chiaro e, a mio parere, dovrebbe esplicitamente tutelare le nuove figure di RTD!
L'alternativa è ritornare alla vecchia ipotesi di creare nuovamente la figura di un RTI, in modo da stabilizzare i più meritevoli (e ce ne sono tanti) precari che oggi permettono la sopravvivenza di molti corsi di laurea, dipartimenti e facoltà!...insomma il funzionamento degli atenei!...e questo i rettori virtuosi lo devono prendere in seria considerazione, al di là di una mera convenienza economica di budget (nuove assunzioni o progressioni di carriera tagliando le gambe a giovani e volenterose nuove leve?)
P.S: se non ricordo male, daltronde è la stessa legge Gelmini che in maniera non tanto celata mette in evidenza di creare GIOVANI PA...peraltro ricordiamoci che biologicamente l'età più produttiva in termini di nuove idee e possibilità di apportare progresso e nuove risorse alle istituzioni va dai 20 ai 40 anni! Non distruggiamo il sogno di intere generazioni meritevoli e con esse il sogno di progresso di una bella nazione quale è la nostra!
RispondiEliminaLa legge Gelmini butta fumo negli occhi. Leggi gli ultimi posts, e vedrai che in realta' si tratta di un insieme incostituzionale con il Piano di Reclutamento Straordinario di Associati, con concorsi blindati prevalenentemente ad anziani. L'insieme devi valutare, non i singoli articoli. Vedi i recenti posts.
RispondiEliminae scusami questo che vuol dire? per quanto tempo allora nn potranno essere reclutati RTD?
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