martedì 3 settembre 2013

Ci aspettiamo troppo dai Rettori? Lettera al Rettore Costantino, Riforme in Russia e Riforme in Italia

Caro Nicola

   grazie dei complimenti al mio Blog, sebbene ne segnalo troppo la presenza.  Ho avuto in media 500 lettori al giorno, non avevo bisogno di irritarne alcune decine con le troppe Email di segnalazione.  Me ne scuso.  Il tuo commento mi suscita ulteriore riflessione.  Forse noi tutti ci aspettiamo troppo dal nuovo Rettore, come ci aspettavamo troppo da Te, e se e' bello "to have dreams" nei programmi, come ha detto il Rettore Emerito Ruggiero facendomi anche troppo onore, dobbiamo fare i conti con la realtà.  Rileggendomi il commento al bel libro di Graziosi che ora è un elemento importante di ANVUR, http://rettorevirtuoso.blogspot.it/2010/06/commenti-al-libro-di-graziosi-e.html, leggo

"Cosi’, fa certo impressione vedere i dati nel passaggio da poco piu’ di 1000 ordinari e altrettanti assistenti e incaricati del 1900, a oltre 60mila docenti, dislocati su 3 fasce dalla legge 382 degli anni 80".  Dai 1000 studenti, ai ca.2 milioni. Il rapporto docenti studenti, che si vede nella figura, è aumentato di 2.5 volte.  Sarebbe bello se la crescita aumentasse, ma mi sa non è proprio possibile.

COSA PUO' FARE REALMENTE IL NEO RETTORE OLTRE A SOGNARE?

Pensando a solo questo aspetto, vedo che la numerosità dei docenti oggi è ferma a quella degli anni '80.  E mentre è cresciuta in modo quasi esponenziale --- e si potevano fare grandi progetti allora nell'abbondanza, poi si è fermata da ca. 30 anni!

Ruggero dice "Nel ’95 procurai 10 cattedre di 1^ Fascia (oltre a 10 di 2^) ma mi fu impedito di dedicarle a chiamata di docenti esterni!".  E si puo' ripresentare questa occasione?  Noi avremo piu' che altro da promuovere associati e qualche ordinario con grande difficoltà. Ruggero dice "Nel decennio ’70 (con appendice negli anni ‘80) mi procurai (con Iovane), per la nascente “meccanica”, oltre una quindicina di docenti esterni".  Questo forse nemmeno Trento lo fa ora.  E comunque continuo a lodare Trento, che nel lungo termine sicuramente, in alcuni settori (come le Scienze delle Costruzioni per via di un Direttore illuminato), andrà fortissimo.

Semmai stranieri a tutta forza li prendono in Russia a Skoltech, ma quello è un paradosso, per non avere persone che possono incidere nella politica locale, come oppositori!


Rileggo ancora i miei commenti a Graziosi, che ci fanno capire il dramma della ns lotta interna italiana nella incerta collocazione nel panorama mondiale:

L’Universita’italiana, oggi dislocata su 94 atenei (e 300 sedi) sarebbe secondo Graziosi quindi condannata ad essere, nel migliore dei casi, un CSU californiano, ma come numeri e per criterio (quello dell’assenza di selezione all’ingresso, della quasi gratuita iscrizione, e per numero di studenti), molto piu’ vicina ai CCCS. Peccato non avere dei dati precisi sul collocamento delle varie Universita’ Italiane rispetto appunto ai CSU e CCCS, dato piuttosto difficile da avere, visto che le classifiche internazionali si occupano prevalentemente delle Research Universities, in cui quasi non entriamo.

Confesso di non capire tuttora la questione delle Università telematiche: perchè non lo facciamo noi il teledidattico, università grandi? Perchè non apriamo un bacino di oltre 18 milioni di utenti (i lavoratori italiani non laureati)?
http://rettorevirtuoso.blogspot.it/2010/01/il-boom-silenzioso-degli-studenti.html







Infine, una nota positiva.   Mi sono trovato recentemente a discutere delle fortissime Riforme che stanno facendo in Russia.  Altro che Riforma Gelmini.  Ne ho discusso con un importante professore di fisica (vice capo Dipartimento della prestigiosa Lomonosov, che è un Humboldt Ambassador).


Victor Zadkov:
I nostri stipendi per il personale professori sono aumentati già di circa 1,5 volte , essendo ora alcuni 1.5k dollari per un professore ordinario, con l'obiettivo da essere intorno 3kUSD entro il 2015 . Questo deve essere ottenuto aumentando l'efficacia dell'insegnamento, della ricerca , ecc Strumenti per che non sono fissi e sono adottati da ciascuna università a suo modo . Vedremo in un anno
da ora come funziona per diverse università in Russia .

Michele Ciavarella:
per efficienza si intende che per raddoppiare gli stipendi che hanno da raddoppiare la spesa , o dimezzato le posizioni ? e qual è il senso di reclutare solo gli stranieri per posizioni ben pagate ? Lo stipendio di accademia della scienza è anche sulla scala si parla ? Stanno facendo un buon lavoro a Skoltech , se solo poche persone mediocri sono state reclutate, e 300 milioni di US $ sono stati ceduti a MIT e molti altri a venire ? Che modello si segue lì ? Buttare i soldi al vento?  Unico al mondo ....

Victor Zadkov
Questa è la domanda :- come raggiungere l'obiettivo! Lei ha già accennato un paio di modi . Il governo non farà diminuire il budget per questo , anche in programma di aumentare , ma
ovviamente non per la scala a pagare lo stipendio 3kUSD in due anni da oggi . In sostanza , la tendenza dei finanziamenti sarà sempre più :- il 30 % del budget richiesto dal governo , il 30% dalla ricerca , borse di studio , ecc, e il resto - da vari programmi educativi ( formazione continua , formazione a distanza , ecc.) Con tutto ciò , qualche ottimizzazione del il personale sarà anche inevitabile .

I bassi salari presso le università in Russia negli ultimi 20 anni o giù di lì hanno fatto della professione di " insegnamento " una non interessante per voi giovani generazioni. Quelli che sono professori nelle università o presso l'Accademia delle Scienze preferiscono fare ricerca , non insegnare , dato che la ricerca porta a voi e al vostro gruppo più soldi. Con il successo in gruppi di ricerca è sempre possibile pagare stipendi attraenti per i loro membri ... Alzare gli stipendi nelle università porterà spero persone migliori dalla ricerca nell'orbita educativo , e , a sua volta , ottenere di più giovani alla scienza. Non abbiamo bisogno di troppi, abbiamo bisogno del meglio!

Non è stato annunciato finora a causa della fase di "riforma" della RAS , è stato annunciato solo che gli stipendi degli accademici sono progettate per essere aumentata di un fattore 3 o giù di lì ..

Michele Ciavarella:
caro Victor

   Rimango curioso di tutti questi cambiamenti . Essi sono certamente molto più drammatici in scala di qualsiasi cosa in Occidente . Se questi sono neanche lontanamente politicamente guidati, questa enorme Riforma può essere un disastro, sulla scala di Hitler e Mussolini che si sbarazzarono di Einstein ed Enrico Fermi.

Il diavolo è nei dettagli , ma Nature, la più grande rivista al mondo, mi pare scriva articoli molto "superficiali" e vicini alla linea ufficiale MIT per es. su Skoltech. Ovvero la linea di un altro diavolo! ;)

Victor Zadkov
Mike , sono d'accordo con te che i dettagli ( a volte piccoli dettagli ) sono estremamente importanti e noi non li conosciamo, purtroppo per prendere una decisione corretta . Siamo in grado di vedere solo i risultati ... - Viktor.



lunedì 2 settembre 2013

Lettera aperta del Rettore Virtuoso del Politecnico di BARI, Prof. Emerito Ruggiero



                                                                                   Ai candidati al Rettorato
                                                                                   Ai docenti     
                                                                                   Al personale tecnico, amm.vo e bibliotecario
                                                                                   Agli studenti (e loro rappresentanze)

Politecnico di Bari
Bari, 29 agosto 2013               

Oggetto: Elezione del Rettore

In questo periodo critico, per l’idea di “diversità” e di “eccellenza” che (dal 1988) ho del mio Politecnico, l’importante evento della elezione del 5° Rettore e l’insistenza di alcuni colleghi mi stimolano, ancora una volta, a non mostrarmi estraneo al dibattito in corso.

Desidero anch’io esternare a candidati ed elettori, magari ripetendole (com’è tradizione dei “nonni” in casa) riflessioni già espresse in vari modi sia nelle precedenti elezioni rettorali, sia ai giornali, al Senato e al C.d.A. (ventennale 7.8.2010), sia lasciando la Presidenza dell’importante Consorzio universitario UNIVERSUS- CSEI l’anno scorso.

Ho apprezzato i propositi e l’impegno di ciascuno degli otto candidati a porsi al servizio dell’istituzione, finalizzandolo a più qualificata organizzazione didattica e gestionale, nonché a privilegiare le migliori risorse umane e l’eccellenza della ricerca scientifica che, già oggi, fa primeggiare in Italia il ns. Politecnico.

Nonostante i corposi, anche esaurienti documenti di analisi del contingente, di obiettivi ottimali, di esigenze organizzative e di programmi anche ambiziosi, dei candidati, personalmente non riesco a vedere, oltre alle ottime intenzioni, quelle proposte per interventi concreti (forse ovvi) capaci di vincere finalmente carenze di fondo e difetti gravi del ns. Ateneo (come di altri…) che ci qualificano anche all’esterno. Non intravedo infatti la strategia vincente che nei prossimi 6 anni (son tanti!) possano comportare quell’innovazione e quei cambiamenti indispensabili: “de’ remi facemmo ali”! Era un impegno reale…lo manterremo?

Il collega Ciavarella sollecita tutti a fare “un sogno” (come M.L. King): io invito lui e tutti voi a farne parecchi, nella speranza che almeno qualcuno si avveri!

Come molti di voi, credo, ho visitato diversi “Campus” universitari in Europa e in USA. Non posso dimenticare Stirling (in GB) col teatro cittadino (!), la “University for Tomorrow” a Columbus (Ohio) o anche Stanford (“Benvenuti nel migliore ateneo del mondo”) in California, che fece nascere “Silicon Valley”, nonché esempi buoni anche in Italia (Luiss, Bocconi). Sono isole felici in cui si agisce guardando al futuro. Te ne rendi conto passeggiando per corridoi decorati, aule speciali, mediateca, sale di lettura, musei, laboratori di ogni tipo, negozi, sale ritrovi, mensa e bar e giardini curati: centinaia di studenti, spesso stranieri, lavorano sereni fianco a fianco, partecipano puntuali a lezioni e seminari, perché c’è una perfetta organizzazione e programmi ufficiali che li obbligano e stimolano, dal mattino al pomeriggio, ad una frequenza interessata e condivisa con docenti e tutor di riferimento.
Mio nipote è partito ieri per frequentare un “Master” in una Università inglese ad Hong Kong, in Cina. Già da 1 mese aveva ricevuto (via mail) il programma, il calendario quotidiano dei corsi e degli esami, coi nomi di ogni Professore nonché i regolamenti logistici e comportamentali a cui attenersi.

Noi (posso dirlo?) abbiamo studenti che bivaccano nei corridoi in attesa dei docenti che non rispettano appuntamenti o, a gruppi, che mangiano il panino seduti sulle scale del cortile che, a mio parere, dovrebbe essere il salotto buono (o di rappresentanza) del Politecnico Scuola da terzo mondo?

Uno dei miei sogni era di poter contraddistinguere il Politecnico rispetto alle altre Università (oltre che per valore scientifico) per serietà, ordine, rigore ed efficienza organizzativa con modello didattico e formativo evoluto che possa attrarre, stimolare e conquistare studenti e docenti non solo di Bari e Provincia.

Leggo con piacere che il collega Albino afferma: “dobbiamo essere con realismo consapevoli che cambiare è possibile”.
Ecco, questo è il punto: chi dei candidati, oggi, si impegna seriamente a cambiare decisamente tutto, motivandolo al meglio: strutture, regole, comportamenti e… immagine?
Chi è capace di fare (come Rettore) il direttore di un’orchestra in cui, in un concerto, non si convincano “i solisti” a suonare… in armonia?

Per chi ama il calcio, il Responsabile tecnico (Rettore) dovrebbe poter mettere fuori rosa, o in panchina chi, anche se bravo, dimostri di non seguire il gioco di squadra, ovvero non rispetti gli schemi di gioco condivisi.

Trascuro, anche per carenza di notizie, i tanti argomenti sulla ricerca scientifica, i laboratori, i rapporti nazionali e internazionali e quant’altro, su cui molti candidati si sono già espressi con competenza, idee chiare e ottimi programmi.

Invece un problema serio e complesso è l’organizzazione della didattica. Ritengo che, per eliminare (quasi) i fuori corso e migliorare l’apprendimento, sia indispensabile realizzare (per gradi?) l’obbligatorietà della presenza (lezioni al mattino, esercitazioni e laboratori al pomeriggio) regolamentando appositamente prove ed esami. Con Internet e Facebook lo studente oggi è sicuramente cambiato ed è indispensabile cambiare anche noi. Occorre introdurre nuovi modelli didattici, più corsi interattivi e seminari, materiali didattici e lezioni disponibili in rete, anche in lingua estera. Gli allievi saranno più interessati alla frequenza e a finalizzare subito la preparazione.

Il collega Ciavarella cita molti esempi ormai affermati, al posto delle tradizionali lezioni- conferenza ed eventuale breve esercitazione (con 20 minuti di esame) rivolte solo ai presenti, mentre gli altri sono autodidatti… persino soltanto con i soliti appunti!
Anche i docenti saranno obbligati a rinnovarsi con metodologie multimediali per far didattica attiva e innovativa e potrebbero (?) godere di incentivi premiali se lo fanno! Un premio annuale al miglior docente per ogni corso, scelto dagli studenti!

Inoltre è  appena il caso di riaffermare l’importanza (a mio giudizio risolutiva), per il rinnovamento integrale dell’organizzazione didattica (ed anche di ricerca), dell’acquisizione aggiuntiva di nuove cattedre – almeno 2 per Dipartimento – da affidare esclusivamente a docenti esterni, meglio se dall’estero. Nel ’95 procurai 10 cattedre di 1^ Fascia (oltre a 10 di 2^) ma mi fu impedito di dedicarle a chiamata di docenti esterni!
Nell’attuale situazione di organico del Politecnico, bisognerebbe “fare il diavolo a quattro” (!) per ottenere una assegnazione straordinaria! (Io riuscii nel ’95! Perché oggi non si può? Bisogna con sapienza e… pazienza trovare i canali giusti!).

Nel decennio ’70 (con appendice negli anni ‘80) mi procurai (con Iovane), per la nascente “meccanica”, oltre una quindicina di docenti esterni (anche grossi dirigenti industriali) purtroppo solo ad incarico rinnovabile (qualcuno però prese la cattedra!). Ebbene, per molti anni, la qualità della ns. didattica assunse ai massimi livelli italiani (lo disse la Fondazione Agnelli e lo riconobbe il Politecnico di Torino!). È motivo di orgoglio ricordare che ciò permise a decine dei nostri primi laureati a conquistare la cattedra universitaria o a divenire grandi dirigenti e professionisti.

Vincerebbe ogni classifica la “squadra” del Politecnico se potesse acquisire e disporre di… Pirlo, Balotelli, Messi, C. Ronaldo… e simili, in versione universitaria! Nemmeno il più superbo di noi può rifiutarsi di capire i vantaggi di operare a fianco di colleghi “di qualità”: il primo a beneficiarne sarebbe lui stesso!

Affermo che devo ogni mio (anche se modesto) successo ai colleghi (Iovane più di ogni altro), ai collaboratori e, persino ad alcuni allievi, tutti più bravi di me. Meditate gente, meditate!

Accenno anche su ciò che ho detto e scritto più volte. Non si può considerare Bari (o Taranto o Foggia) “città universitarie” se non si provvede ad alloggi, mense e servizi ambientali dedicati o adeguati agli universitari. Chi può convincere il giovane (e famiglia) di Metaponto, Minervino o Lucera (per non parlare degli stranieri) a sacrificare dai 3 ai 7 anni – i migliori forse della sua vita –  al Politecnico se a Bari (o TA o FG) non trova un collegio universitario, una borsa di studio e il facile collegamento con la realtà produttiva del territorio?
Come convincerlo che, se diventa ingegnere o architetto, non solo l’occupazione ma anche la sua affermazione sociale e professionale è pressocchè (90%?) garantita? Bisogna coraggiosamente tirare per la giacca tutta la classe politica regionale! È compito del Rettore e dei suoi colleghi in Puglia! Abbiamo perso, molti, troppi anni senza intervenire con coraggio e determinazione. Ci sarebbe (credo) Campus X, Mungivacca (in alto mare…). E come? Ma c’è ben altro da fare!

Taccio sui tanti argomenti di e-learning e formazione a distanza (il collega Galantucci curò l’ottima esperienza di Taranto col Consorzio NETTUNO), ovvero di formazione permanente (con gli Ordini professionali) e Master già da 40 anni sperimentati (come per 2 anni la SUMMER SCHOOL in inglese) in UNIVERSUS e di quant’altro possibile su vari temi come ad es. per i beni culturali, architettonici e artistici nel bacino del Mediterraneo. Tante iniziative che con appositi finanziamenti possano porre il Politecnico come polo di interessi scientifico- culturali anche in area più vasta. La Facoltà di Architettura già opera in tal senso.

Per i difficili problemi delle sedi di Taranto e Foggia suggerisco di studiare bene gli esempi di Torino e di Milano.

Altro sogno (qualcuno dei candidati ne ha parlato) è l’informatizzazione globale di tutti gli uffici amministrativi e didattici: dalle segreterie studenti, alle biblio- mediateche… ai Dipartimenti. È da 20 anni che l’attendiamo! Ora è prioritaria e indifferibile!
È facile ad es. dotare lo studente di un badge che gli faciliti ogni operazione (presenza a lezione, registrazione esami, biblioteche, sconto alle mense, al bar, al cinema, nei mezzi pubblici, ecc.) nonché l’accesso a tutti i servizi forniti in rete e non, sia dentro che fuori del Politecnico.

Ma, insisto, come si può pretendere di ottenere nuovi entusiasmi ed impegni onerosi ,per studenti e docenti, se per loro non si crea un ambiente di scuola e di ricerca dignitoso, bello ed accogliente? Bisogna rivedere, in maniera funzionale, edilizia, logistica, estetica, arredamento, luci e colori, in modo da offrire il “piacere”, direi, il “gusto” di vivere la giornata nel Politecnico, come “ospiti” di riguardo!
Ciò vale anche per il duro lavoro del personale Tecnico, Amministrativo e Bibliotecario, anch’esso impiegato intensamente per l’intera giornata.
Non si può accogliere l’attuale 50% di allievi fuori Provincia, ovvero attirare studenti e/o docenti stranieri, se proprio nella (bella?) sede di via Re David non si eliminano per es. le brutture di locali improvvisati sotto i porticati, dal Pronto Soccorso a quelle aule che squalificano la zona d’ingresso, deturpano l’insieme architettonico degli edifici in acciaio e impediscono la migliore fruizione di quell’edilizia un tempo decantata nelle riviste di Architettura. Perché non si valorizzano le 11 sculture dei più rilevanti artisti moderni (Pomodoro, Castelli, Basaldella, Mastroianni, Capogrossi e i baresi Spizzico e Gregorio), prezioso dono dell’indimenticabile e munifico Rettore Quagliariello? Perché la Facoltà di Architettura non si ribella?

A un Rettore illuminato deve essere possibile rivedere quel progetto (del 2000) per valorizzare e rendere pienamente vivibile e decoroso il buio porticato sotto le grandi aule, per realizzare, oltre all’indispensabile Bar- Ristoro- Tavola calda (a prezzi calmierati), essenziali aule di studio e multimediali per i fuori sede (quando sarà pronto lo Student Center?), aule speciali per fornire nuova didattica, ed anche musei tematici, mostre permanenti delle tante tesi di Architettura e di Ingegneria, poster di ricerca ed altro, inclusi laboratori artistici offerti anche ad esterni (pittura, scultura, foto…), “botteghe” per “souvenir Politecnico”, negozi per libri, informatica, musica e sport, oltre alle sedi per gruppi studenteschi. Tutti i porticati devono essere utili e decorosi in un trionfo di modernità giovanile!
Il Rettore Costantino ha già un progetto che finalmente include (sembra) giardini e… fontana! Si potrà attuare e/o rivedere in quest’ottica globale?

Come è in uso altrove, oltre ai sistematici rapporti di ricerca scientifica e/o applicata con le imprese, tutto ciò serve anche per innescare tante iniziative con le altre università e realtà culturali, sociali, sportive e artistiche coinvolgendo il territorio. Si possono ottenere anche notevoli benefici economici a supporto, così come avviene all’estero.
So bene che occorrono le necessarie risorse finanziarie. Ma è vero che sono state sempre poche (come negli anni ‘90) ma ci sono! Bisogna saperle trovare perché… dal cielo non piovono! Nel ’90 riuscimmo ad ottenere Fondi FIO, FERST e speciali (MURST) per ben 184 miliardi! Con 76 miliardi in appalti chiusi e 42 per lavori programmati (soltanto dopo 13 anni, nel 2011, è stato completato l’edificio di Scienze e di Architettura!), al sett. 1997 per l’edilizia erano ancora disponibili 66 miliardi (!), che forse non sono stati impiegati tutti utilmente (che dire del mancato acquisto totale dei suoli Scianatico e della mancata valorizzazione del polo di Japigia per tutti i laboratori ottimizzando manutenzione e sorveglianza?) Perché oggi costruirne altri, sembra, sul quel pezzo di suolo Scianatico, impedendo definitivamente una futura migliore destinazione dell’intera area (2,6 ettari)?

Anche oggi, impegnandoci attivamente con idee e… fantasia, si possono ottenere adeguati finanziamenti, anche notevoli, da risorse europee, nazionali e regionali per progetti intelligenti e grandiosi (realizziamo i sogni?) finalizzati a far “grande” il 3° Politecnico, unico al Sud e capace di attirare anche il 25- 30% di allievi e docenti stranieri.
Un polo didattico- scientifico innovativo – “University for tomorrow” – da vero “Politecnico pugliese” (d’accordo con Lecce!) può essere una grande infrastruttura, mediante progetti da finanziare coi tanti miliardi disponibili nei fondi UE. Ricordiamoci che solo le grandi iniziative vengono approvate!

Dovrei scrivere molte altre pagine… ma non intendo condizionare troppo un “Rettore ambizioso” e all’altezza del compito, come quello che il nostro Politecnico ritengo che “meriti”.

Il 3° Politecnico d’Italia, il grande Politecnico pugliese o “del Sud”, deve “vedersi riconosciuto” nel territorio e dall’estero, come scuola “speciale” e di valore “indiscutibile”, altrimenti… resta una delle 80 e più università- esamificio (terz’ultima nelle qualifiche ANVUR?).

Oltre ai nuovi studenti ce lo chiedono anche gli oltre 1500 ingegneri ed architetti che ogni anno, ben preparati, mandiamo ad arricchire, qualificare ed innovare la nostra società e che dovranno essere sempre più “orgogliosi” del loro Politecnico. (Quando facciamo l’Associazione ex Allievi? Quando coinvolgiamo i nostri laureati “honoris causa”?).

Per questo “domani” è indispensabile partire con entusiasmo da… “oggi”!

Chi è capace di “sposare” queste idee e questa strategia e di non dormire di notte per sognare ad occhi aperti il futuro – faccia pure il Rettore: sarà sicuramente “condannato” ad un clamoroso successo e, “come pena accessoria”, avrà la mia solidarietà, la mia gratitudine e il mio affetto di fratello maggiore (o di padre… putativo) nella bella famiglia del Politecnico.

Ad maiora!                                                                             
                                                                                                

                                                                                                                         Umberto RUGGIERO




Alcuni interventi dell'ex rettore "Virtuoso" Umberto Ruggiero di pochi anni fa sono oggi incredibilmente validi

Ho riletto casualmente alcuni interventi di Umberto di pochi anni fa. In molti casi fa, avessimo seguito il Suo consiglio (vd. su Taranto e sulla didattica), ora non staremmo al punto di prima.

Buona lettura.





Ho l'impressione che Università come Trento siano davvero più virtuose dei Politecnici di Torino e Bari

I candidati Rettori non si sono davvero espressi sui criteri di eccellenza per assumere i nuovi docenti.  Il Rettore Costantino, e anche i predecessori (con l'eccezione di Ruggiero temo), hanno seguito la logica principale della "promozione" degli interni, e degli "idonei" interni.   Una politica non molto lungimirante, come Ruggiero ci ha detto in tante lettere, e temo vorrà dire anche in una lettera di questi giorni, che già circola tra amici.

Temo che i due Politecnici (Torino e Bari) si siano fatti perdere una grandissima Risorsa, Nicola Pugno.   Non solo e' autore di centinaia di pubblicazione (di cui alcune anche con docenti del PoliBA come me e Carbone), ma ormai tra finanziamenti prestigiosi, premi e inviti in televisione, è un vero fiore all'occhiello.  Eppure con un concorso di Prima Fascia a Torino (con percorso accelerazione carriere di Profumo), non riusci' a vincere il concorso, tuttora bloccato.   Poi vinse idoneità a Bari (che ha preferito chiamare altri evidentemente), ma alla fine è stato chiamato direttamente Ordinario a Trento.

Noi vogliamo chiamare dei "Pugno" dall'esterno, o solamente promuovere interni, magari mediocri come me?  Lo dico naturalmente contro il mio interesse e dovrei quindi essere ritenuto molto generoso, oltreche' temerario a intraprendere un tale discorso :)

Saluti, MC

  1. Nicola Pugno - Solid and Structural Mechanics Group - University of ...

    www.ing.unitn.it/~pugno/Traduci questa pagina
    Pugno in the Italian TV program Superquark (22/08/2013, running time: 1h20m, in Italian); Prof. Pugno discovers The “Egg of Columbus” For Making The World's ...

  2. UNITN | L'Università di Trento a SuperQuark di Rai Uno!

    www.unitn.it/en/ateneo/.../luniversita-di-trento-a-superquark-di-rai-uno
    L'Università di Trento a SuperQuark di Rai Uno! ... Nicola Pugno del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell'Università di Trento.

  3. Rai Uno Superquark - Materiali bio-ispirati - Superquark - Rai.it

    www.superquark.rai.it/.../ContentItem-4ecc1523-9f64-43f6-902a-ada94...
    22/ago/2013 - All'Università di Trento, al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica, il team del professor Nicola Pugno li sta studiando, nel ...
 E ora Trento gode della pubblicità, mentre Politecnici di Bari e di Torino cercano di capire perchè si sono fatti sfuggire questa occasione.

Forza Nicola!






Nicola Pugno
Professor of Solid and Structural Mechanics

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Address: Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica
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AUP ha raccolto molte domande x i candidati Rettore, che spero rispondano in dettaglio e per iscritto



AZIONE UNIVERSITARIA POLITECNICO

 
 

Egregi candidati,
Nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di incontrare la gran parte di Voi e ascoltare la Vostra visione generale sul futuro del Politecnico. Da tali incontri è risultato evidente che vi sia una convergenza generale su temi quali Didattica, Infrastrutture, Internazionalizzazione, necessità di modifiche all’assetto amministrativo ed ancor più al nostro Statuto.
E’ tuttavia mancata precisione e convinzione nell’indicare le tempistiche e le modalità di attuazione dei progetti e delle novità che vorrete introdurre, certamente a causa della ristrettezza dei tempi a disposizione per questa campagna elettorale e per l’enormità delle tematiche sulle quali ognuno di Voi è chiamato ad esprimersi.
A valle degli incontri, anche grazie al contributo fornitoci da alcuni studenti intervenuti nel dibattito, abbiamoindividuato quelle che per noi sono criticità e formulato una serie di proposte in merito, che riteniamo essere centrali per lo sviluppo del politecnico nel prossimo sessennio.
Nel sottoporvi tale documento, saremmo lieti di conoscere la Vostra posizione su ogni tema e, soprattutto, letempistiche che ritenete di poter rispettare nell’attuazione di queste idee o di ogni eventuale ulteriore miglioria che vorrete sottoporci.

DIDATTICA
Una delle mission di ogni ateneo, forse la principale, dovrebbe essere quella di raggiungere un livello di eccellenza nella didattica erogata. Ad oggi, il numero elevato di studenti rinunciatari o fuoricorso non può che far accendere un campanello d’allarme in tal senso.

A detta di alcuni docenti, sarebbe sufficiente ridurre il numero di appelli, nella convinzione che questo possa invogliare gli studenti a prepararsi in maniera meno superficiale e, di conseguenza, superare gli esami agevolmente. E’ evidente che questa soluzione è eccessivamente semplicistica; vorremmo quindi presentarvi le nostre alternative su questo e su altri aspetti legati all’argomento, invitandovi a proporci possibili soluzioni per metterle in atto.
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Attivare in ciascun dipartimento sperimentazioni con docenti e studenti volontari su modalità differenti sia nello svolgimento delle lezioni che, soprattutto, nella verifica della preparazione finale degli studenti, in modo che studenti più padroni della materia possano superare gli esami con meno difficoltà.
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Introduzione di un sistema di supporto alla didattica informatizzato. Sull’orma di quanto già attuato con il progetto “Federica” dell’università di Napoli, si può attivare un portale contenente risorse, appunti, video-lezioni accessibili ad ogni studente e che consentano di recuperare le lacune del proprio percorso.
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Obbligo per ogni docente (sia esso strutturato od a contratto) di utilizzo di apposita pagina web per la rapida comunicazione con gli studenti. Ad oggi, infatti, sono ancora tanti i docenti senza un proprio sito di riferimento o che non sfruttano le piattaforme messe loro disposizione dai dipartimenti.
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I dati dell’osservatorio della didattica non devono essere trascurati. Se un tempo i risultati potevano essere falsati, oggi, a seguito dei passi avanti fatti, occorre interrogarsi su come i feedback derivanti dagli studenti possano rappresentare una risorsa per la didattica. A nostro avviso sarebbero utili misure correttive nei confronti di quei docenti che ottengono punteggi eccessivamente bassi, ovviamente dopo aver analizzato nello specifico ogni caso.
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Potenziare i “Double Degree” ed estenderli a tutti i dipartimenti; attivare dei curricula magistrali in lingua inglese; finanziare maggiormente il centro linguistico (i fondi stanziati dal consiglio degli studenti non possono essere sufficienti e, di regola, non dovrebbero essere utilizzati per questo fine); aderire ai progetti dell’ Erasmus Mundus renderebbe il nostro Politecnico sicuramente più attrattivo anche a livello internazionale.
STRUTTURE
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Piano “Pilotis”Ad oggi il piano terra, sotto le grandi aule versa in una inspiegabile condizione di inutilizzo e il nostro politecnico risulta privo (fatta eccezione per il Bar) di un punto ristoro e/o di aree preposte a trascorrere i tempi morti o le pause pranzo. Chiediamo dunque che il progetto di rifacimento non finisca nel dimenticatoio, ma che si faccia di tutto per ottenere il finanziamento necessario quanto prima.
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Videosorveglianza: oramai i furti di biciclette, moto, PC ecc. sono all’ordine del giorno; il progetto Polibacontrol dovrebbe se non debellare questa piaga almeno porvi un freno; crediamo fortemente in quel progetto e vorremmo che sia il primo in ordine temporale ad essere portato a termine.
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Il degrado in cui versano le strutture, soprattutto le grandi aule, è oramai insostenibile per il nostro politecnico, chiediamo dunque nel più breve tempo possibile il ripristino delle stesse ed una precisa valutazione dei costi e dei benefici dell’allacciamento di tali aule al sistema di condizionamento.
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Astreo: L’oramai vecchia rete WiFi del Politecnico non è più in grado di reggere l’attuale livello di  traffico dati, chiediamo dunque un serio potenziamento della stessa che possa realmente permettere a tutti gli utenti di navigare in piena libertà senza gli attuali intoppi quotidiani.

AMMINISTRAZIONE
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I tempi tecnici della segreteria sono troppo lunghi. Informatizzare le procedure di scelta ed approvazione degli esami extracurriculari, oltre a velocizzare l’iter di molte settimane, consentirebbe di risparmiare ore e fatica al personale che potrebbe dedicare quel tempo all’espletamento di altre pratiche. Ad oggi (a titolo d’esempio) il centralino è attivo solo nove ore a settimana, mentre si aggira sui dieci giorni l’attesa per ricevere una risposta alle mail inoltrate.

STATUTO E REGOLAMENTI
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Troppo spesso dipartimenti, e soprattutto direttori, “dimenticano” quelle che sono le linee guida del RAD su particolari argomenti. Rifondare il Senato Accademico, pensando a delle soluzioni per ridurre la forte influenza che direttori hanno su di esso, certamente lo renderebbe più oggettivo nelle scelte ed utile al miglioramento della didattica del Politecnico di Bari.
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La condizione di studente part-time va definita con maggior chiarezza. Tale figura, nata in sostituzione dello studente lavoratore, di fatto non funziona in quanto non è regolamentata in alcun modo e di conseguenza viene interpretata in maniera soggettiva da tutte le strutture.
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Regolamento elettorale studentesco/Statuto: va modificato prima della prossima tornata elettorale in quanto lacunoso e antidemocratico. In primo luogo chiediamo immediate modifiche statutarie perl’ELEZIONE DIRETTA dei componenti di TUTTI GLI ORGANI CENTRALI (ad oggi siamo l’unico ateneo italiano ad avere un sì fatto sistema elettorale con i membri degli studenti in seno a quasi tutti gli organi centrali  inspiegabilmente eletti per delega). A valle delle modifiche statutarie chiediamo la stesura di un nuovo regolamento elettorale studentesco basato sui banali criteri democratici che si differenzi del tutto dall’attuale regolamento a nostro avviso assolutamente sbagliato ed antidemocratico ed, ancor più grave, in molti punti lacunoso e contraddittorio.

INSERIMENTO:
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Stabilire forti partnership con molte delle aziende che operano sul nostro territorio, consentendo ai laureandi di effettuare periodi di prova o tirocini in tali strutture, certamente innalzerebbe il numero di laureati assunti in tempi brevi, valorizzando al contempo le imprese del mezzogiorno.
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La creazione di un incubatore d’impresa è certamente un progetto ambizioso. Imparando da Torino e Milano che, come spesso accade, ci hanno anticipato, si potrebbero gettare le basi di questa iniziativa, coinvolgendo magari sia l’Università di Bari che quella del Salento. Valorizzare le idee “geniali” e la mentalità imprenditoriale è fondamentale per la crescita di qualsiasi area.
Nella speranza che possiate trarre spunti importanti da queste pagine ed in attesa, come sopra indicato, di un Vostro riscontro, porgiamo a Voi tutti i nostri più
Distinti Saluti

I rappresentanti in tutti gli organi collegiali dell’associazione studentesca

Azione Universitaria Politecnico