domenica 7 luglio 2013

Grazie Ministro Carrozza per avermi rubato (finalmente) l'idea!

Del programma del Ministro Carrozza, è stato realizzato qualcosa nel decreto del "fare" che ha sbloccato il turnover al 50%. Carrozza ha spiegato: «Potremo assumere 1.500 ricercatori di tipo B e circa 1.500 professori ordinari"

Dal suo programma, e da incontri intersindacali la Ministra avrebbe proposto, per i concorsi
RDT tipo B, delle graduatorie nazionali e la possibilità - per i vincitori -  di scegliere le sedi.

Non vi pare che sia la proposta che feci io (con un coro quasi unanime di critiche), al Min. Profumo, di cui usci' su QdR Magazine e su Sole24 ore [1-2]?  E  che poi scoprii aveva già fatto un brillante bocconiano Tommaso Nannicini [4] già 6 mesi prima durante la discussione della L.240 "Gelmini"?.    Era una lettera inviata al Ministro Profumo ufficialmente (e lui mi ringrazio' ma non ne fece nulla), intitolata "DUE PROPOSTE PER L'ECCELLENZA" che ebbe firme illustri (per es. il fratello di Romano Prodi, ex rettore di Trento), nonchè l'incoraggiamento personale di Romano con una lettera a me diretta.  Ebbene, ora posso dire che la Ministro Carrozza ha recepito almeno una parte delle proposte, anche se non per i docenti ma per i ricercatori (tipo B, quelli che poi diventano associati se ottengono l'idoneità, e che finora non sono praticamente stati banditi in nessun Università, dato che serve la copertura di budget come per un posto a tempo indeterminato).  Furono giudicate blasfeme dalla comunità accademica allora: ricordo critiche inferocite su chi diceva che volessi militarizzare o magistraturalizzare l'Universita' (per i paralleli con i concorsi militari, della magistratura, delle FF.AA.). Invece guarda caso stanno funzionando bene nella altrettanto nepotista e localista Spagna (vedasi il PS).  

Grazie Ministro Carrozza per voler inserire le graduatorie, e Le perdono il non aver ricordato i precedenti dell'idea (che allora era per il concorso di associato e di ordinario, mentre qui entra dalla finestra dei ricercatori tipo B). Naturalmente farebbe piacere lavorare con un Ministro così in sintonia, se vuole ancora delle idee, per es. su come estendere l'esperimento anche alla fascia docente, come proponemmo noi, sono a disposizione, e credo tutti i miei firmatari di allora!  Le allego la lettera originale con le firme del Natale 2011 al ministro Profumo.

Saluti, Michele Ciavarella

[0] intervento della Min. Carrozza
[1] M. Ciavarella, Buon Anno Ministro Profumo. 3 gennaio 2012. QdR Magazine
[2] Concorsi e leggi non sono ancora uguali per tutti Il Sole24 ore 11 gennaio 2012
[3] UNA GERARCHIA PER I PROF ABILITATI di Tommaso Nannicini,  La voce Categoria Scuola e Università, Data 30.08.2011

PS Pare che sia stata proposta APRI, dato che già col FFO 2013 Profumo ha stanziato una cifra (piccola) per finanziare i tdb, si è pensato di sottrarli agli Atenei e fare un programma di reclutamento nazionale, estendendo agli italioti il programma Montalcini. Il modello che si ha in mente è quello dei Ramon y Cajal, ovvero la creazione di un canale di reclutamento parallelo a quello locale aperto a tutti (italiani e stranieri, espatriati e locali). Per ora si tratta di 1000 posti, con commissione nazionale, in cui chi vince sceglie dove andare. I dettagli tecnici del meccanismo vanno rivisti, perché è evidente che quel meccanismo che funzionava per i Montalcini (poche decine di posti) non funziona necessariamente se i posti sono 1000.




Lettera aperta al Ministro Profumo
DUE PROPOSTE PER L'ECCELLENZA


Sig. Ministro, Prof. Profumo
Abbiamo creato per via telematica una comunità eterogenea di ca.90 tra vincitori di borse prestigiose della Fondazione Humboldt, di finanziamenti ERC, di FIRB, membri del gruppo2003 (gli scienziati piu’ altamente citati di Italia). Siamo attivi in diversi settori scientifici, sia giovani all'inizio della carriera sia persone che hanno raggiunto già l'apice della stessa. Sulla base delle nostre diversificate esperienze nella competizione internazionale nella ricerca, abbiamo discusso del processo in corso di rinnovamento dell’ Università e degli enti di Ricerca italiani. Anche se non vogliamo naturalmente esaurire in poche righe un argomento tanto vasto, e nemmeno peccare all’origine arrogandoci il titolo di eccellenti, abbiamo raggiunto delle proposte in linea generale condivise tra noi, e speriamo di suscitare un dibattito e di raccogliere interesse in altre organizzazioni analoghe e da colleghi che condividano l’ambizione all’eccellenza, e alla competizione internazionale.

Da qualche tempo si è iniziato a parlare di incentivi e di classificazioni sulla base di indicatori di ricerca e didattici riconosciuti a livello internazionale, e quanto fatto finora occorre potenziarlo di molto, soprattutto con riferimento all'eccellenza. Pensiamo ai cluster di eccellenza nel sistema tedesco di ricerca che somiglia vagamente ai Centri di Eccellenza CofinLab del 2000, che si pretendeva si autofinanziassero dopo 3 anni. Pensiamo al sistema di valutazione inglese (RAE e REF), che permette alle Università che hanno modalita' molto snelle di fare reclutamento (contratti a 5 anni), anche in tempi di restrizioni economiche, di assumere in modo molto aggressivo i migliori disponibili “sul mercato" e in campi non definiti a priori.  Le condizioni per realizzare tali iniziative sono apparentemente semplici: obiettivi chiari, tempi congruenti (5 anni), incentivi certi e verifiche stringenti da cui può dipendere la sopravvivenza dell’intera struttura. Tuttavia, quanto si puo' applicare all'Italia, dove i concorsi sono dei percorsi ad ostacoli che tra impostazione, definizione, e passaggi vari, nella migliore delle ipotesi da soli portano anni, se non sono addirittura bloccati da questioni generali (come al momento), criteri e tagli orizzontali e generalizzati, che mal si sposano con una flessibilità per fare eccellenza?  Unica esperienza diversa in Italia a tutto questo e' IIT, che meriterebbe un discorso a parte, e che comunque si limita a certi settori. 

Uno degli aspetti piu’ positivi a nostro avviso della Legge Gelmini ( art.29 c.7 L.240/2010 )e’ di dare potere al Ministro di identificare i programmi di alta qualificazione, erogati dalla UE o dal MIUR stesso, i cui vincitori posso essere destinatari di chiamata diretta per posti di ricercatore, associato e ordinario. A seguito del decreto di attuazione, un coordinatore di progetto ERC starting grant valutato positivamente, puo’ aspirare ad una chiamata a ricercatore TD di tipo B, o fino ad associato, mentre se valutato positivamente per ERC advanced grant puo’ aspirare alla chiamata diretta a associato, o fino ad ordinario.  Tali posti sono cofinanziati al 50% dal MIUR, e tuttavia gia’ si stanno manifestando gli stessi meccanismi di resistenza che si verificarono con il rientro dei cervelli, che pure era finanziato al 95% dal MIUR. Quello delle resistenze locali potremmo chiamarlo effetto NIMU (Not In My University), secondo un acronimo creato dal primo firmatario di questa lettera ad imitazione del ben noto (NYMBY - Not In My Back Yard) quando tutti vogliono a parole qualcosa -- ma non nel girdino di casa, dove evidentemente da fastidio. Noi penseremmo che per farli davvero funzionare questi incentivi, si deve avere il coraggio di potenziarli oltre il 100%, in modo da creare risorse che allettino proprio coloro che pongono le resistenze. La cosa non e' insensata, nella misura in cui un premio ad assumere persone brillanti dovrebbe arrivare, in un sistema normale, anche con la valutazione meritocratica per l'FFO, e tuttavia questa sarebbe diluita nel significato e non avrebbe effetto diretto.

Noi vorremmo fortemente potenziare questo art.29, allargandolo intanto ad altri finanziamenti e premi di prestigio (come dimenticare Premi Nobel e Medaglie Field, che pure sono il parametro piu' pesante in tutte le classifiche internazionali di Università), e anche come Humboldt o Fulbright. Non aver ricordato il Nobel vuol dire non avere una prospettiva di largo respiro.

Sempre allargando il principio dell'art.29, e pensando alle eccellenze, proponiamo un meccanismo di concorso per chiamata diretta con valutazione da parte della comunità internazionale simile a quanto esperimentato proprio dal Rettore Profumo del PoliTO nel programma "accelerazione carriere", che allora era sperimentale, e non poteva bypassare gli altri passaggi dei concorsi.

Oggi, tra le cose più concrete e meglio incentivate, leggiamo che è ormai in partenza un Piano Straordinario di assunzione di Professori Associati per gli anni 2011-2016, e che questo viene a valle della introduzione della figura dei Ricercatori a Tempo Determinato e con la messa ad esaurimento del Ruolo di Ricercatore a Tempo Indeterminato, che hanno fortemente protestano avendo diritto di non svolgere didattica, paralizzando le Universita’ nei mesi scorsi. Esso sembra quindi prevalentemente rispondere alla richiesta di promozioni dei ricercatori in protesta. Esso avviene con modalità del tutto straordinarie rispetto a tutto il contesto:-

- un budget molto piu’ significativo di quello dei progetti per eccellenza; se usato per la promozione di ricercatori in servizio, si calcola potrebbe farlo per 9000 di loro, ossia circa la meta’
- un budget finanziato al 100% dal MIUR, ben oltre l’incentivo per chiamata diretta dei coordinatori vincitori di bandi prestigiosi, e persino del Rientro Cervelli. Quindi avviene a totale incremento del Fondo di Funzionamento Ordinario (F.F.O.) base dell’Università, e fuori dalla valutazione di merito dello stesso
- un budget certo anno per anno, per 5 anni
- un budget in deroga alle regole del turn-over, del vincolo della distribuzione dei punti organico nelle diverse percentuali, e forse anche al vincolo del 90% del rapporto spesa in personale/FFO;

e rimane solo il criterio della idoneità nazionale a salvaguardare i requisiti minimi. Si noti subito t
uttavia che il requisito minimo famoso definito dall’ANVUR, ossia quello della “mediana”, potrebbe coincidere con la disponibilità di promozioni. Quindi è teoricamente più che possibile che il Piano Straordinario corrisponda alla promozione di tutti i Ricercatori italiani in servizio con i requisiti minimi. Di fatto, una corsia preferenziale, dove ci affidiamo al buon senso delle commissioni nel lasciar spazio a giovani eccellenti, indipendentemente dalla loro provenienza. Ma lasciare spazio senza poi avere un sistema di feedback e' troppo ingenuo. Pensando ai ca.40 mila “precari” alcuni dei quali possono già essere eccellenti e non vengono allettati con gli attuali posti di Ricercatore a Tempo Determinato (peraltro per ora pochi e anche quasi tutti di tipo A), e ad un non ben definito numero di stranieri o italiani all’estero altrettanto eccellenti, che potrebbero invece non essere considerati. Sappiamo naturalmente che essi possono partecipare alle idoneità e successivi concorsi locali, ma non ci illudiamo che questo avverrà senza opportuni meccanismi di incentivo. Anzi, leggiamo tra le righe delle bozze di decreti per le idoneità, un certo favoritismo per l’anzianità di servizio (valutabilità dei titoli solo se prodotti a partire dalla entrata in servizio nel posto attuale). Questi meccanismi noi li individuamo in uso di graduatorie pubbliche a valle della idoneita’, in particolare che si usino i parametri ANVUR non solo per stilare le medie, ma anche per valutare in che ordine si trovano i candidati. Nessuno chiede automatismi, sia chiaro, specie per i Settori Disciplinari Umanistici per cui i parametri non sono del tutto accettati universalmente. Ma perche’ buttare informazioni una volta recuperate, e dare credito solo a una quantita’ (la mediana), che non rappresenta affatto quanto son dispersi i valori: in particolare, se tra il primo e l’ultimo (tra quelli sopra la mediana), c’e’ un abisso, non e’ giusto che il primo appunto, non venga messo in priorita’. Si usi in ogni caso la classifica della idoneità per distribuire premi diretti in termini di finanziamento FFO direttamente al dipartimento che chiama l'idoneo "eccellente".

Parlando degli idonei, nulla viene detto su chi verrà effettivamente chiamato in servizio dopo l’ulteriore passaggio di concorso locale (art.18 della Legge Gelmini). Potrebbe verificarsi il caso di nessun chiamato, ma potrebbe anche verificarsi il caso paradossale che venga chiamato solo chi risponde ai requisiti minimi, senza trovare spazio per i “migliori”. Pare altresì potenzialmente paradossale che Università considerate “non virtuose” dalla valutazioni del MIUR, possano essere esageratamente premiate con questi fondi FFO extra solo per avere in servizio molto personale di Ricercatori con una certa anzianità. Come possono concretamente fare quindi le Università che intendano migliorare il loro posizionamento? Potrebbero essere addirittura scoraggiate da reclutare personale esterno e brillante. Un risultato paradossale che davvero va evitato a tutti i costi.

Riassumendo, proponiamo almeno tre strade come Piano Straordinario per l’eccellenza:-

I) graduatorie nelle idoneità nazionali, con premialità in FFO per la chiamata dei migliori, in misura intorno al 150%. Laddove il 100% del budget proviene già dal Piano Straordinario per il Reclutamento di associati, aumentare tale incentivo del 50%
II) Concorsi a chiamata diretta per vincitori di finanziamenti prestigiosi o premi prestigiosi, o concorsi a chiamata diretta con commissioni internazionali con membri di Università leader ossia nelle prime posizioni delle classifiche internazionali, in entrambi i casi con premialità immediata in FFO, in misura maggiore del 100%, per es 150%

Certi di un suo cortese riscontro, restiamo disponibili per un incontro, Le porgiamo i migliori auguri per il suo incarico.

Primi firmatari Humboltiani
1) Michele Ciavarella. Prof associato di Progettazione Meccanica. Politecnico di Bari.
2) Simone Natale, Ricercatore Postdoc, Università di Colonia.
3) Marcello Barbanera, Prof. di Archeologia, Università di Roma "La Sapienza"
4) Pietro Podolak, Universität Würzburg: elMuT
5) Ulisse Stefanelli, Primo Ricercatore, IMATI-CNR, Pavia
6) Paolo Ruggerone, Prof. Associato di Fisica, Univ. Cagliari
7) Grazyna Ptak, Prof Medicina, Univ Teramo
8) Abdelaziz Rhandi, Prof Ord Dip Matematica, Univ Salerno
9) Paolo Prodi, Prof Ord Storia, Univ Bologna
10) Fabrizio Illuminati, Prof. ord. Fisica, Univ Salerno
11) Evelyn Kustatscher, Museo Naturale, Bolzano

Gruppo2003, ERC o FIRB grantees, italiani highlycited
1 Pier Mannuccio Mannucci, Prof Ord, Med Interna, IRCCS Ca Granda Foundation Maggiore, Pres.on. Gruppo 2003
2 Alessandro Reali, Prof Ing. Strutt., Univ Pavia, ERC Starting 2010
3 Matteo Viel, Ric.Astron. INAF, Trieste, ERC Starting 2010
4 Giuseppe Matarese, Primo Ric CNR-IEOS, Napoli, ERC Starting 2010 
5 Stefano Pluchino, Lecturer in Brain Repair, Univ Cambrige, UK, ERC Starting 2010 
6 Maria Rescigno, PhD  Dept Exper Oncology, ERC starting, Milano
7 Giulio Vaccaro, Ricercatore CNR, ERC starting, Padova
8 Andrea Alimonti, MD, ERC Investigator, Oncology Institute of Southern Switzerland, Bellinzona Switzerland
9 Antonia Follenzi, MD, PhD Università del Piemonte Orientale "A.Avogadro"
10 Cristiano Collettini, Ricercatore, Scienze Terra, ERC starting,  Univ Perugia.
11 Sabrina Sabatini, Ricercatore Biologia, Roma Sapienza, ERC nel 2010
12 Carla Comellini, Prof. Ass, Univ. di Bologna, Fulbright 1981-82, 2 Governo canadese
13 Antonia Follenzi, Med , ERC starting,
14 Annalisa Buffa, ERC, IMATI-CNR 'E. Magenes'. Pavia
15 Paola Romagnani, MD PhD, ERC Starting 2008, Nefrologia, Centro Eccellenza Denothe, Univ Firenze


PS.  Per iscriversi al gruppo e' semplice: basta seguire il link di cui sotto, chiedere la membership secondo le istruzioni, e a quel punto si puo' leggere la posta del gruppo sul gruppo stesso, oppure ricevendo tutte le emails, oppure una sola al giorno (setting abridged email, default), e si possono inviare a tutto il gruppo all'indirizzo , vi aspetto attivi nella discussione!   cordiali saluti,
michele ciavarella

http://groups.google.com/group/humboldtiani?hl=en







domenica 30 giugno 2013

Il rettore "contro" nel Paese degli eterni baroni

Un articolo che rende giustizia al ns Rettore, davvero nobile nel Suo operato.  Qualcuno ha pensato addirittura abbia voluto imitare l'esempio di Papa Ratzinger, e lasciare quando non poteva più operare al meglio, o ai grandi campioni dello sport che sanno lasciare all'apice della carriera. In questo caso, mi sentirei di proporre il ruolo di "Rettore Emerito"!
Quando intrapresi a scrivere questo modesto blog, era il Rettore del Politecnico di Torino a proporre la "virtuosità", che poi ha continuato a rendere linea guida nell'operato da Ministro. Non c'era ancora il Rettore Costantino al Politecnico di BARI, ma mi pare di poter dire senza tema di smentita che ha operato in modo virtuoso, e se non ha fatto di più, è per via degli "eterni baroni" come li chiama il giornalista del Secolo XIX... Ora spero che il neo-Ministro Carrozza voglia premiare chi ha operato "virtuosamente", attenendosi alle direttive ministeriali, raggiungendo obiettivi insperati, e possa far rilanciare il ruolo dell'unico Politecnico del Sud, che quanto mai ha bisogno di ingenti risorse per poter operare.  Risorse mirate su progetti strategici e meritocratici, non fondi PON / POR a pioggia che sono facile consumo appunto degli "eterni baroni" ma non lasciano vere innovazioni. La Ministro Carrozza ha lanciato segnali interessanti, di concorsi su base nazionale per Ricercatori tipo B, per liberare dal vincolo del 20% del turn-over, quindi speriamo bene.   Magari con l'aiuto di un Rettore "Emerito" come Nicola Costantino!
Buona domenica. Michele Ciavarella

PS.  Il Rettore in data 1 Luglio ufficializza le dimissioni con i seguente messaggio.

Cari colleghi docenti, tecnici, amministrativi, bibliotecari,
carissimi studenti,
desidero ringraziare i tantissimi tra Voi che hanno voluto esprimermi solidarietà e affetto, in termini che mi hanno veramente commosso. La Vostra stima, il Vostro apprezzamento costituiscono la più preziosa “indennità di carica” che potessi richiedere per i quattro anni trascorsi a servizio del Politecnico.
Ritengo però che le oggettive motivazioni che mi hanno spinto ad anticipare di un anno la fine del mio mandato, con l’esclusivo obiettivo di risparmiare al nostro Ateneo dodici mesi di anomala ed insoddisfacente conduzione, conservino intatte la loro validità: ho pertanto ufficializzato al Ministro la mia volontà, chiedendo al contempo al nostro Decano, Prof. Michele Napolitano, di avviare le procedure per le elezioni del nuovo Rettore. Siamo una piccola comunità, e ci conosciamo tutti bene: sono sicuro che i tre mesi che ci separano dal 1° ottobre prossimo saranno più che sufficienti per far emergere e valutare valide candidature, consentendoci quindi di eleggere una nuova Guida che  mi auguro – chiunque Ella o Egli sia – voglia proseguire in una logica che anteponga, sempre e comunque, il bene del nostro bellissimo Politecnico a qualunque uso personalistico dell’autorità: come ci insegna Papa Francesco, “il vero potere è il servizio”.
Nicola Costantino

venerdì 23 marzo 2012

proposte a studenti e docenti per la sede di Taranto

Alla CA di

Magn. Rettore
Ampl. Preside
Colleghi “incardinati a Taranto”
Colleghi “incardinati a Bari”
Colleghi del ex “Dimeg” ora DIMM
Colleghi del “Centro interdipartimentale” (?)
Colleghi tutti del Poliba
Associazioni studenti di Taranto, e del Poliba


Oggetto: Considerazioni sulla “sede di Taranto”, ovvero sull’ afferenza o “l’incardinamento” alla “sede”, al “centro interdipartimentale”, o alla “facoltà” di Taranto, a seguito delle variazioni indotte dalla L.240/2010 (Gelmini). Proposte uso fondi provincia prevalentemente per trasporti sulla base delle nuove esigenze di didattica per classi del CUC di BARI. Proposte su “rotazione” docenti su Taranto, e di afferenza al nuovo Centro interdipartimentale nel transitorio solo ai non “tarantini”



Carissimi

Nel quasi decennale della mia permanenza a Taranto e a seguito delle grosse modifiche indotte dalla Legge 240 Gelmini, permettetemi di fare alcune considerazioni, e proposte motivate. Mi pare che siamo ad un (ennesimo) momento delicato e di transizione. La legge dice che al 1 ottobre scompaiono le facoltà, inclusa quella di Taranto. Scompare DIASS, e non si e’ riusciti a fare un Dipartimento con sede Taranto – cosa che sarebbe stata necessaria per tenere “formalmente” incardinati i docenti perché ai Dipartimenti compete la gestione dei carichi didattici. L’offerta formativa non è più prettamente “tarantina”, ma in quasi tutti i casi facciamo riferimento a “classi” dei corsi di laurea di Bari, con presidente CUC a Bari, e in futuro, in carico ai vari Dipartimenti di Bari.

Ho afferito volentieri al Dipartimento DIMEG, ora DIMMM (nome che ho contribuito a lanciare, e in cui credo per l’integrazione nuova di matematica, management e meccanica), mentre altri colleghi hanno afferito ad altri dipartimenti. Vorrei ora concentrarmi a fare ricerca e integrarmi con i nuovi colleghi, sia ex Dimeg che conosco in parte, sia matematici confluiti in DIMMM che conosco meno. Vorrei avere degli spazi congrui. Come ufficio, mi contento di quello che ho, mentre vorrei degli spazi laboratori.

Sulla didattica, per spirito di servizio, continuerò volentieri ad accollarmi i corsi di “taranto”, ma vorrei che fosse apprezzato la mia scelta, e non considerata una cosa dovuta. Non sono più, infatti, per legge “INCARDINATO” a Taranto, come sento dire senza alcun riferimento normativo, persino ieri in una riunione del Dipartimento DIMMM.

Al tempo stesso, noi transitati dal DIASS nei vari dipartimenti di Bari, non siamo afferiti “di serie B”, nemmeno se nascerà il “Centro Interdipartimentale”. Venga ufficialmente chiarito ciò dal Rettore, se è necessario, perché se questo è il motivo di fare il Centro (ossia di farci tornare “INCARDINATI A VITA” a Taranto), ne sono contrario, e comunque NON vi farò domanda di afferenza, se non tra due o tre anni. Questo non lo dico solo per mera difesa del mio diritto, ma guardando agli studenti di Taranto, che hanno diritto alla migliore possibile formazione, e quindi hanno anche diritto a maggior numero di docenti, a maggior rotazione di docenti, sfruttando in positivo le nuove opportunità aperte dalla trasformazione unificata con i corsi di Bari, o si chiuda Taranto! Quando sarà chiaro e ufficiale che sono un docente del DIMM di serie A, e avrò i miei spazi di lavoro nel DIMM, e avrò fatto la transizione di 2 -3 anni relativa, e se vedrò che questo Centro Interdipartimentale viene davvero spinto da tanti colleghi anche di Bari, allora volentieri afferirò.

Questione trasporti per docenti e studenti. Siccome siamo tornati indietro nel tempo, a prima del 1990 quando fu istituita la Facoltà, vorrei richiamare che i fondi Provincia furono chiesti nel 1990 (rettore allora Umberto Ruggiero, che mi ha confermato la circostanza) anche per compensare i costi di trasferta dei docenti che si fecero carico di “incardinarsi” alla neonata Facolta’. A maggior ragione, e anche in vista dell’enorme aumento del costo del carburante, e per salvaguardare l’ambiente già malmesso di Taranto, essi tornino ad essere riutilizzati a questo scopo. Se le associazioni studenti oggi si lamentano ufficialmente di assenteismo docenti, e io non posso loro dar torto, allora occorre IMMEDIATAMENTE procedere al RIPRISTINO del BUS, ovvero a compensare per i costi aggiuntivi di trasferta, ormai molto gravosi, i docenti che continuano a “AUTOINCARDINARSI” a Taranto. Anche perche’ altrimenti si tratta di una scelta che andrà molto poco lontano. Di nuovo, NON lo dico solo per interesse di parte, ma anche per gli studenti, e chiederei il raddoppio del servizio a 4 corse giornaliere. Secondo me con i 250 mila Euro della Provincia si puo’ fare, in modo che molti studenti vorranno seguire corsi a Bari, ora a scelta libera per loro.

Chiedo al Magnifico Rettore che “chiarisca” il senso della creazione del CENTRO INTERDIPARTIMENTALE e si pensi molto attentamente a cosa esso vuol dire. Se questo “limita” i ns diritti verso il “VERO” dipartimento di afferenza, questo di fatto significherà la morte molto rapida dello stesso. Per me, occorre che tutto il PoliBA mostri interesse, e quindi che il CENTRO: parta per i primi due- tre anni solo come un CENTRO di NON TARANTINI. E successivamente aderiscano pure i “tarantini”.

Chiedo all’Ampl. Preside che una copia della presente sia lasciata in Presidenza a Taranto per una raccolta firme sulle mie proposte, come ripetuto in appendice per le firme.


Cordiali Saluti
Michele Ciavarella
Bari, 23 Marzo 2012.

Proposta ripristino autobus su fondi Provincia Richiesta chiarimento afferenze ai Dip di Bari
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venerdì 16 marzo 2012

Lettera a Tito Boeri: come Profumo può uscire dalla Palude dell'Università per ascoltare Tito Boeri e tutta italia?

Risposta a Tito Boeri: come Profumo può uscire dalla Palude dell'Università?

Abbiamo letto l'editoriale su Repubblica di Tito Boeri, importante economista Bocconiano, che critica per la prima volta in modo nettissimo quanto sta facendo Profumo proseguendo la Riforma Gelmini (e dire che finora i bocconiani, ossia Giavazzi, parlavano di “riforma sana”, e Perotti pensava fosse la “riforma radicale” che aveva auspicato qualche anno fa sulla rivista La voce.info appunto di Tito Boeri).

Io penso che sia molto peggio di come dice Tito Boeri, in quanto mi sono convinto, leggendo la storia delle Riforme in UK che mi ha inviato un Ex Rettore dell’Università di Leicester, Alan Ponter, per un convegno di domani Sabato 17 Marzo al Politecnico, che di palude si tratta in italia da almeno 50 anni. Se si sono create Università al Sud come al Nord, nessuno sa per quanti studenti e per fare cosa. Andreotti disse che non e' mai fatto un vero piano strategico per l'università, si andava dal ministro a chiedere nuove universita' e nuove cattedre.

Ma fotografiamo la situazione oggi. Mentre Germania, Russia, Inghilterra, e altri si basano su un finanziamento che dipende dal numero di studenti che vai a formare, ad un costo standard per studente (come oggi si dice in Sanità, e in questo caso in senso inverso, ossia al Sud si dice che costa di piu' il paziente), qua al Sud viene fuori che lo studente costa meno! Ovvero, che ci sono meno docenti da pagare per ogni studente. Sarebbe giusto investire di più, invece si vuole togliere persino quel poco che si “concede”.

Stamattina ho fatto semplici calcoli, sommando FFO del 2011 (il Fondo di Finanziamento Ordinario alle Università), diviso per macroaree: si ha che il Nord si becca il 32% del totale di FFO, il centro il 41%, e il sud solo il 27%. E come se non bastasse, abbiamo anche una riduzione maggiore al SUD nei tre anni da 2008 a 2011 (% riduzione -10,6% al SUD, -3,2% al Centro, e -2,82% al Nord) grazie al tagli della ditta Gelmini & Profumo.

Siamo ancora ai tempi di prima dell'Unità di Italia, e non sappiamo nemmeno cogliere l'opportunità di un SUD che puo' svezzare i figli pigri della ricca borghesia milanese, magari i figli di Tito Boeri e dei bocconiani, che certo studiano alla Bocconi, mentre in USA, se nasci ad Harvard, tutto fai tranne che restare a casa sul divano comodo e frequentare Harvard.

Ecco come si forma la generazione ne' ne', un milione di giovani inattivi che non studiano né lavorano, perche’ dove non c’e’ lavoro, non c’e’ università, e dove c’e’ lavoro, c’e’ troppa Università!

Se Tito Boeri sarà daccordo con me che occorre investire in Università, sarebbe meglio chiarire che occorre farlo soprattutto al Sud, invertendo la tendenza Gelmini ma di molto! “Parcheggiare i giovani disoccupati”, al limite! Ma non parcheggiamoli tutti alla Bocconi, che costa tantissimo al contribuente, tantissimo allo studente, e tantissimo alla famiglia che lo deve mandare e sostenere per 10 mila euro di tasse all'anno, e 1500 euro di vita al mese a Milano.

Dalla palude dell'università si esce facendo scelte radicali. Si deve investire al sud, trasferire a costo zero docenti e studenti al sud (magari si son stancati di stare nelle grigie città del nord i tanti meridionali trasferitisi), facendo anche grandi residence per studenti, anche sfruttando le nostre coste e i nostri poli artistici, creando grandi campus al sud, dove anche gli studenti del nord, vanno a studiare, con beneficio e risparmio di tutti. E' finita l'epoca della Universita' sotto casa per gli studenti, ed e' finita l'epoca delle universita' sotto le grandi aziende, dato che ormai non vedo un vero motivo per restare -- persino la FIAT ha quartieri generali in USA ormai.

E in UK hanno fatto proprio questo. Leggete dal discorso di Ponter a COSAU - POLITO sabato 17 Marzo

Un aspetto che chiaramente distingue i nostri sistemi è il reclutamento di docenti e degli studenti. Tutte le nostre università sono residenziali e ora c’è la tacita aspettativa che il diplomato o laureato andrà in una Università ad una certa distanza da casa. Questo nasce dalla demografia; una percentuale elevata della popolazione vive nelle città e nei villaggi. Ci sono certamente schemi ricorrenti di reclutamento e le Università scozzesi trovano ancora la maggior parte degli studenti tra i propri cittadini, ma la popolarità di Exeter, Bath e Bristol tra i figli e le figlie delle classi medio-alte di professionisti di Londra è stata attribuita alla ferrovia Brunel e alla loro distanza da Londra, ancora in Inghilterra e non nel Nord. Città universitarie con una reputazione per una buona vita studentesca, come Newcastle, sono popolari. Infatti, e questo contrasta maggiormente con l'Italia, le città in recessione industriale, dove il costo della sistemazione è basso, hanno un vantaggio. Città in declino industriali come Leicester, Manchester e Newcastle sono diventate città universitarie dove la presenza di Università forti fornisce la migliore speranza per la ripresa economica ed è vista e apprezzata come tale.

Altra proposta innovativa. Basiamoci una volta per tutte sul merito. H-index avrà tanti difetti, e per es. dipende dalle materie, ma certo permette una prima scrematura tra ciuccissimi, e bravissimi. La Gelmini la voleva mettere nell'ANVUR come criteri concorsi, il parlamento ha bocciato, ora non so a che punto siamo.

Allora, in parallelo ad ANVUR, creiamo un gruppo di Top Italian Scientists che hanno h-index almeno pari a 30, come ho lanciato (in inglese) sul blog di Harvard ieri (http://imechanica.org/node/12111) insieme ad alcuni colleghi, e allargando il gruppo anche agli holders di grants ERC, di fellowships Fulbright, e Humboldt, come Google Group (
http://groups.google.com/group/topitalianscientists?hl=en), Facebook group (https://www.facebook.com/groups/316993078364403/), e un Blog http://topitalianscientists.blogspot.com/

Siete invitati ad unirvi, e a partecipare alle discussioni. Spero questa lettera venga letta da Tito Boeri, e tutti i bocconiani, fino a Monti che e’ il presidente onorario credo ancora.

Cordiali Saluti
Michele Ciavarella
Politecnico di BARI, delegato del Rettore al CNR
Humbolt Fellow, TUHH Hamburg, DE

mercoledì 14 marzo 2012

Il Presidente Vendola e l’intera Giunta regionale per politiche di sostegno nei confronti del sistema universitario pugliese

Bari, 14 marzo 2012
Il Consiglio regionale della Puglia
Premesso
che la situazione delle Università meridionali è fortemente compromessa dalla attuale configurazione del sistema, che prefigura un sistema universitario nazionale in cui gli atenei pubblici risultano penalizzati e ridefiniti in Atenei di ricerca e insegnamento (research universities), pressoché tutti al Nord, e Atenei di insegnamento (teaching universities), differenziandoli di fatto in Università di serie A e serie B.
Considerato
- che il Decreto “Profumo”, DM 393/ 2011 aveva escluso le Università pugliesi (tranne quella di Lecce) dal piano di reclutamento straordinario dei professori associati per l’anno 2011, in considerazione della “non virtuosità” degli Atenei nella gestione del proprio bilancio (per aver superato il rapporto del 90% fra costi stipendiali e fondo di finanziamento ordinario), peggiorandone drasticamente la condizione e soprattutto individuando criteri di valutazione non del tutto chiari né condivisi;
- che i rettori delle università pugliesi si sono fatti parte attiva nella protesta delle università contro questo provvedimento, con una nota congiunta indirizzata al ministro Profumo;
- che le Università di Bari hanno manifestato il proprio dissenso in una assemblea tenutasi lo scorso 23 gennaio;
- che grazie alla mobilitazione creata intorno al caso l’emendamento è stato approvato e a parziale risarcimento è stato riconosciuto il diritto delle Università alla dotazione ordinaria anche in caso di non virtuosità.
Rilevata l’esigenza
di vigilare sull’iter parlamentare di approvazione dello schema di Decreto delegato n. 437, attuativo della delega di cui all’art. 5 della stessa legge 240 in tema di bilanci delle Università e di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (FFO). Secondo la relazione tecnica redatta dallo stesso Ministero e allegata al Decreto in discussione, ben 37 università italiane si troveranno in una situazione tale per cui saranno costrette ad un turn over che peggiorerà ulteriormente il già pessimo rapporto docenti/studenti. Tanto condannerà all'emigrazione “forzata” le presenti e future generazioni di giovani studiosi, già intollerabilmente precarizzate dall'introduzione della figura del “ricercatore a tempo determinato”. Inoltre, il decreto favorisce le università con un sistema di tassazione elevato, invitando così indirettamente gli Atenei ad aumentare ancora il prelievo fiscale, nonostante il nostro Paese sia già al terzo posto in Europa quanto ad oneri a carico dagli studenti.
Ricordando
che le Università pugliesi, come tutte quelle meridionali, saranno particolarmente penalizzate dai nuovi criteri di valutazione dell’agenzia ANVUR, che determinerà la classifica delle Università in base alla loro produttività, legate anche alle risorse del territorio e degli enti locali investitori
Preso atto
di una situazione universitaria le cui sorti sono indissolubilmente legate all’intero sistema regionale sia produttivo che culturale
ribadendo
che l’Università pubblica rappresenta un patrimonio fondamentale per lo sviluppo complessivo della Puglia

impegna il Presidente e l’intera Giunta regionale

• a mettere in atto politiche di sostegno nei confronti del sistema universitario pugliese ed in particolare azioni dirette a sensibilizzare il ministro Profumo sull’esigenza di non lasciar degenerare il sistema universitario verso una penalizzante diversificazione delle Università fondata esclusivamente sull’area geografica nella quale sono collocate e non sulle oggettive qualità didattiche e di ricerca
• ad assumere posizioni determinate, soprattutto in relazione al confronto sul Decreto 437, a restituire il finanziamento delle Università a parametri certi, condivisi e soprattutto stabili nel tempo.
• a coinvolgere i parlamentari pugliesi per fare fronte comune, in un momento di particolare gravità e decisiva importanza per il sistema universitario, risorsa insostituibile ai fini dello sviluppo culturale sociale ed economico di tutto il territorio regionale.