"In our time it is broadly true that political writing is bad writing. Where it is not true, it will generally be found that the writer is some kind of rebel, expressing his private opinions and not a "party line." Orthodoxy, of whatever color, seems to demand a lifeless, imitative style."
George Orwell, "Politics and the English Language," 1946
Salve, mossi dalla crisi ormai quasi irreversibile dell'Istruzione, della Università, e della Ricerca, che rischia di portarci rapidamente ad un Paese con solo lavoro per precari sottopagati, in cui tutte le aziende high-tech stanno chiudendo, in cui l'Università non offre più motivazione ai giovani ma si è ridotta ad "esamificio", "Fabbrica di Ignoranti", una "casta", una struttura "Truccata", "baronale", in cui regnerebbe il "nepotismo" più sfrenato, e che quindi forma una classe di giovani destinati ad entrare nel mondo del lavoro sempre piu' tardi e sempre peggio pagati, abbiamo deciso di dare un taglio netto.
Segnaliamo quindi una iniziativa che un gruppo di scienziati, docenti, studenti e cittadini sta predisponendo per il lancio di un Dibattito in stile sciencedebate2008.com (la più grande iniziativa democratica per la politica della scienza della storia, cominciata con la campagna presidenziale USA del 2008), per il recupero di circa 1 miliardo di euro tra fondi "dormienti" nazionali, o Europei non spesi dalle nostre Regioni per cui scatta la restituzione automatica a Bruxelles.
L'Italia è il terzo principale beneficiario dei fondi europei della politica di coesione: l'Unione infatti erogherà al nostro paese circa 28 miliardi di euro di aiuti, ai quali sono da aggiungere 31,4 miliardi di cofinanziamento nazionale. Tuttavia, noi diamo a Bruxelles molto più di quanto torna indietro, per nostra incapacità della macchina amministrativa, e per incapacità di incanalare questi finanziamenti in tempo. Dal 1995 al 2006 l’Italia ha accumulato nei confronti dell’Europa un saldo negativo di 30,3 miliardi di euro!
Solo nel 2007 i contributi italiani versati alla Ue si sono attestati a 13,8 miliardi euro, secondi solo a Germania (20%) e Francia (16,9%), ma le risorse accreditate all’Italia dall’Unione sono state inferiori di 3,5 miliardi di euro. Non solo, dei finanziamenti ricevuti nel biennio 2006-2007 le regioni del Mezzogiorno rischiano di perdere circa 9,3 miliardi di euro «a causa – secondo il Presidente dell’Eurispes, Prof. Gian Maria Fara – dell’incapacità di attivare le procedure adeguate in un apparato estremamente burocratizzato come il nostro, della scarsa propensione a fare rete tra gli Enti Locali, della mancanza di una diffusa informazione presso i cittadini sull’esistenza dei fondi comunitari, dei mille cavilli tra i quali gli stessi fruitori dei finanziamenti devono districarsi». Si tratta di una cifra che da sola coprirebbe una Finanziaria e che fa dell’Italia il paese meno virtuoso dell’Ue in questo settore.
L'idea della petizione, che sembra avere consensi politici bipartisan, mira a utilizzare progetti presentati da giovani studiosi italiani, spesso precari e ciononostante fiduciosi di lavorare nel nostro Paese ricevendo adeguata valutazione, progetti che per il solo numero hanno creato difficoltà di vario tipo per la selezione. Operando secondo il modello di www.Sciencedebate2008.com, la più grande iniziativa sul web della storia della Scienza, che ha portato Obama e McCain a confrontarsi sulle strategie della Scienza nel 2008, i firmatari di questo appello propongono un lancio di un Dibattito on-line per scegliere tra varie petizioni che nel loro insieme coprono tutti i fruitori del settore università e ricerca (fino alle famiglie degli studenti). In particolare sono 6 le linee di azione individuate. Descrizione dettagliata dell'iniziativa sul blog:
http://rettorevirtuoso.blogspot.com
sul quale stesso sito potete partecipare anche a un pre-sondaggio per la selezione delle azioni ritenute più efficaci. Partecipate numerosi al sondaggio. Le 6 petizioni proposte sono:
Quale petizione ritieni vincente/piu' urgente?
SCIENCE DEBATE - pubblico dibattito in cui i candidati alle cariche elettive discutano di strategie su Univ e Ricerca
Young generation (“homo zappiens”) petition. Petizione per lancio progetto “Motivazione dei Giovani nelle Università”, con borse di studio per studenti svantaggiati o meritevoli sulla base di tests PISA, GMAT, e progetti per il tutoraggio
FIRB-Futuro in Ricerca petition: Petizione per riaprire immediatamente la parte meritevole dei progetti FIRB-Futuro in Ricerca, non finanziati in generale per insufficienza di fondi (prima 50 milioni, poi 96, con valutazione dubbiosa
PRIN petition. Petizione per gli ultimi PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) la cui soglia di finanziabilita` era fissata dal MIUR in 48/60 ma di cui e` passato solo una piccola parte di quelli con 58 punti su 60, con estremi dubbi sull’approf
FFO petition. Petizione per il ripristino FFO a quelle Università che siano state svantaggiate dalla Classifica Gelmini, ma che invece presentino un buon posizionamento nella classifica “media” di tutte le classifiche internazionali, per esempio fatta da M
CENTRES OF EXCELLENCE petition. Petizione per “call for proposal” da parte dei Centri di Eccellenza, abbandonati dopo i primi 3 anni di finanziamento, per un totale di 30 milioni di euro l'anno, e che hanno impegnato (e in parte, illuso!) 4.200 ricercatori
IIT- petition. Regolarizzare la situazione contrattuale dei ricercatori, stabilendo delle regole precise di valutazione, sia dei singoli che non possono essere precari a vita, sia dell'istituto, che non va distrutto ma nemmeno iperfinanziato senza controlli
Se desiderate commentare sul sondaggio, formulando proposte prima che il Dibattito vero e proprio venga lanciato definitivamente, potete intervenire sul blog nei commenti degli articoli relativi alla petizione
Cogliamo l'occasione per una newsletter degli articoli nell''archivio del blog che danno maggiori informazioni.
Se desiderate ricevere ulteriori aggiornamenti per posta elettronica rispondere semplicemente a questa mail con oggetto “fan rettore virtuoso”; oppure se non volete essere iscritto a questa newsletter, rispondere "Cancellami".
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PETIZIONE “STIMULUS” RICERCA E UNIVERSITA’ E “ITALIAN SCIENCEDEBATE”
di Michele Ciavarella Politecnico di Bari, mciava@poliba.it http://rettorevirtuoso.blogspot.com/ Draft 2. 22 /2/2010
Premessa Si intende utilizzare alcuni elementi del vincente formato della più grande iniziativa politica sulla scienza della storia, il SCIENCE DEBATE 2008 (Dibattito sulle scienze 2008, www.sciencedebate2008.com), iniziativa no-profit e bipartisan, nata e sviluppata solo sul web, sulla base di un appello “Is America Losing its Competitive Edge? A Presidential Debate on Science and America’s Future” ha raccolto le firme di oltre 170 Rettori delle maggiori Università Americane e decine di premi Nobel, ha ricevuto oltre 800 milioni di contatti sul web, e infine ottenuto risposte scritte a 14 domande precise da parte degli allora candidati alla Presidenza USA Barack Obama e John McCain. Seguendo ScienceDebate, ci sarà il presente appello / petizione bipartisan: - preso atto delle grandi sfide che si affacciano per l’Italia, e della sempre più stringente esigenza di un'informazione e documentazione scientifica accurata, su cui basare le future scelte politiche intorno ai temi cruciali di Formazione, Innovazione e Ricerca Scientifica, oggetto da lungo tempo di riforme che non riescono ad arrestare la crisi del sistema delle Università e della Ricerca, oggi esacerbate da discutibili riduzioni di risorse (fatta eccezione per alcune isole felici che godono di una serie di vantaggi amministrativi); - considerato il ruolo vitale della ricerca e dell'innovazione scientifica nonché delle risorse umane necessarie per rilanciare in Italia la crescita economica e la competitività specialmente nei temi attuali dell'Ambiente, Salute, Educazione, Scienza e Tecnologia ;
si chiede un pubblico dibattito di più ampia diffusione, in cui i candidati alle cariche elettive di vari gradi (comunali, provinciali, regionali, nazionali, europee) discutano con precisione e nella concretezza le loro visioni strategiche che contemplino la funzione prioritaria ed essenziale dell’Università e della Ricerca. Prima proposta di dibattito. In Italia, il mondo della Ricerca e dell’Università è in piena crisi da oltre ventenni, con continue riforme, piccoli passi indietro e avanti, ad ogni cambio di governo. Invece ci sarebbe gran bisogno di iniziative di largo respiro e lunga durata. Ci sono segnali positivi riguardo alla convergenza bipartisan sulla visione delle riforme Universitarie, si vedano i recenti articoli di V Visco e G Quagliariello. Nell’immediato, come prima proposta del istituendo “Science Debate” italiano, noi proponiamo un piano di Rilancio seguendo il formato del Pacchetto STIMULUS di Obama del Febbraio 2009. Esso si applica benissimo alla situazione attuale italiana che già da molto tempo soffre nel passaggio dal finanziamento “a pioggia” (di cui parlava male già Felice Ippolito negli anni ‘60), al passaggio a finanziamenti persino troppo concentrati, per mancanza di cultura ed esperienza sul peer review (la sindrome di Bertoldo), e all’esperienza nuova del tutto isolata dal contesto di una Fondazione come IIT, l’Istituto Italiano della Tecnologia, che non segue le regole degli altri Enti di Ricerca, e ciò viene visto da qualcuno con qualche perplessità – se il sistema è valido perché non applicarlo a tutti gli Enti? Al tempo stesso, il progetto FIRB-Futuro in ricerca che nella declaratoria favoriva “il ricambio generazionale sia il sostegno alle eccellenze scientifiche emergenti e già presenti presso gli atenei e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, destinando adeguate risorse al finanziamento di progetti di ricerca fondamentale” ha visto i giovani lanciarsi con grandi speranze (3 miliardi di Eu di progetti pervenuti contro i 50 ml. di finanziamento), e un processo di valutazione molto arbitrario con un solo reviewer lasciato inconsapevole della vera soglia di ammissibilità del progetto – si è creata quindi una difficoltà a scegliere l’eccellente, costretti a trascurare progetti che erano davvero sullo stesso piano di quelli finanziati, con il paradosso di vedere nei giudizi criteri di eccellenza, ma nei numeri, pochi punti in meno rendere il progetto non finanziabile. Per reagire alla crisi finanziaria e della Ricerca e Università in particolare, e dare immediatamente rilancio dell’occupazione attraverso la Ricerca e specie con i progetti già valutati, si propone di A) riformulare l’idea dell’Interrogazione parlamentare di Bachelet e Tocci, ossia di chiedere alla Fondazione IIT di mettere a disposizione una parte dei 400 milioni di Euro del patrimonio che non vuole o non riesce a spendere (fondi dormienti), aventi il privilegio di non essere soggetti ai vincoli della legge della perequazione per cui se non si spende entro 3 anni si restituisce. Siccome probabilmente questa “riserva” viene mantenuta per assicurare un futuro all’Istituto, che nel 2013 ca. vedrà scaduta la legge istitutiva che gli assegnava 10 anni di finanziamento, si veda una delle altre proposte B) recuperare altri fondi su cui fare completa ricognizione che non siano stati erogati, come ad esempio fondi da recupero evasione, che correttamente dovrebbero andare a compensare anche il fondo delle tasse universitarie. C) bloccare una quota dei 13 Miliardi di Euro dei fondi Europei Aree Convergenza, ove applicabili. Ma anche sbloccare una quota dei fondi FES normalmente usati a “sportello” sulla formazione, senza una visione strategica. Oggi una significativa parte di questi fondi non li riusciamo a spendere e tornano indietro, invece nei progetti di cui sopra, una valutazione c’e’ stata, e potremmo subito attribuirli.
Con questi fondi, per un totale di ca. 1 Miliardo di Euro, si chiede per es. (come prima ipotesi non vincolante):
0). Young generation (“homo zappiens”) petition. Petizione per lancio progetto “Motivazione dei Giovani nelle Università”, con borse di studio per studenti svantaggiati o meritevoli sulla base di tests PISA, GMAT, e progetti per il tutoraggio "personalized learning", con incentivi sia a docenti che a studenti, basati su miglioramento in tali tests. Si chiedono altri 100 milioni. In altre parole, l’idea e' che se i giovani si perdono, è anche perché i docenti non li seguono one-to-one e face-to-face come ad Oxford da mille anni, e al tempo stesso i docenti non sono preparati alle trasformazioni quasi antropologiche degli studenti della nuova generazione “homo zappiens”... Un modello USA potrebbe essere il piano No Child Left Behind di Bush del 2001, a seguito del quale il finanziamento per le scuole fu aumentato e continua ad aumentare dai $17.4Miliardi del 2001 a $24.4 Miliardi del 2007. Questo è basato essenzialmente sulla politica del “standards-based education reform”, in cui si definiscono gli standards accademici di cosa lo studente deve sapere o essere capace di fare. Si potrebbe persino aprire a progetti di studenti che fondano vere Università Online, di supporto quindi agli studenti, per ora (chissà in futuro soppianteranno le Università meno virtuose troppo lente), come quella di Marco de Rossi, www.oilproject.org, che a 19 anni è un “Rettore Bambino” e sta già aiutando 9000 studenti, iscritti da lui gratis, e magari in altre università, a conoscere i temi dell’innovazione. Lui stesso e’ studente di Bocconi, a dimostrare che le Università reali ancora servono… ma per quanto?
1) FIRB-Futuro in Ricerca petition: Petizione per riaprire immediatamente la parte meritevole dei progetti FIRB-Futuro in Ricerca, non finanziati in generale per insufficienza di fondi (prima 50 milioni, poi 96 per primi scricchiolii interni…), e su cui molti dubbi sono stati espressi sulla completezza e approfondimento della valutazione per la selezione di quelli effettivamente finanziati. Lo stesso presidente della commissione ha detto meritevoli erano almeno progetti per 400 mil. Euro. Servirebbero a occhio ca. altri 300 milioni. La selezione si potrà fare previa congruenza alla mission IIT, da valutare in nuove audizioni “seconda fase” che ovviamente vanno allargate a questi altri progetti, per parità di trattamento di quelli della prima tranche. Oppure farlo in autocertificazione?
2) PRIN petition. Petizione per gli ultimi PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) la cui soglia di finanziabilita` era fissata dal MIUR in 48/60 ma di cui e` passato solo una piccola parte di quelli con 58 punti su 60, con estremi dubbi sull’approfondimento della valutazione. Da stime di larga massima, servono altri 100 Milioni di Euro
3) FFO petition. Petizione per il ripristino FFO a quelle Università che siano state svantaggiate dalla Classifica Gelmini, ma che invece presentino un buon posizionamento nella classifica “media” di tutte le classifiche internazionali, per esempio fatta da Mauro degli Esposti di Via- Academy. Tuttavia, non possiamo pretendere che si faccia retro-front, quindi si premino le Università che non si cullino troppo del modello tradizionale, e invece vadano in parte nel mercato a cercare risorse, per es. predispongano un “Piano Strategico”, triennale o quinquennale, di rilancio e risanamento, come fatto da MIT per esempio per recuperare $50-100Ml all’anno tra tagli alle spese e nuove entrate. http://web.mit.edu/instituteplanning/ Segnalo per es il tema 1. Nuove entrate da opportunità educazionali aprendo all’estero in tutto il mondo sedi “decentrate” (per ora, maggiormente come “double degree”, summer corse, aumento di numero studenti undergrad, MIT Lifetime Academy, Scalable Educational Online Platforms, Extension Studies using OpenCourseWare, professional educational programs, corporate universities). In Italia, volendo reagire sul “mercato dei 18 mil. di lavoratori non laureati” (per es anche solo a 1000Eu/anno di iscrizione, recupererebbero 18 miliardi di Euro, ossia più del doppio dell’attuale FFO!). Inoltre, rivalutazione scaglioni tasse, aumentando sedi periferiche “low cost” o persino "zero cost" con iscrizione tempo parziale in largo uso. Si chiede un fondo pari ai 500 milioni della quota meritocratica del 7% che è stata distribuita. Questa cifra può essere integrata dal rientro dello Scudo Fiscale, che a tuttoggi non è noto come verrà distribuito tra le Università, e che invece potrebbe essere distribuito con questa modalità.
4) CENTRES OF EXCELLENCE petition. Petizione per “call for proposal” da parte dei Centri di Eccellenza, abbandonati dopo i primi 3 anni di finanziamento, per un totale di 30 milioni di euro l'anno, e che hanno impegnato (e in parte, illuso!) ben 4.200 ricercatori, in gran parte giovani, con un 40% di donne e per il 25% dall'estero. La call for proposal dovrà tener conto dei risultati ottenuti dai CE, e subire nuova valutazione dei progetti. Si chiedono altri 30 milioni l’anno per 3 anni, quindi 90 milioni.
5) IIT- extension petition. Per quanto lo spazio di 10 anni dovrebbe garantire un minimo di autofinanziamento (paradossalmente veniva chiesto di raggiungere questo target ai Centri di Eccellenza in soli 3 anni!), si chiede di lavorare in modo che il finanziamento in finanziaria di IIT sia esteso di altri 10 anni, semmai con importi da rivedere per la parte pubblica, e previa valutazione più seria e trasparente ed approfondita di quanto fatto finora, da un panel veramente internazionale e senza alcun conflitto di interessi con l’Istituto. Questo tipo di proposta da un lato assicurerebbe un futuro ai ricercatori senza creare 700 nuovi disoccupati ingiustamente “fregati” dall’idea di costruire un gran progetto in Italia, dall’altro libererebbe i 400 milioni che a quel punto potrebbero finanziare, anche nello spirito della mission IIT, le altre petizioni qui presenti.
Totale 1090 Milioni di Euro, ma le petizioni saranno aperte a risposte separate.
Bibliografia essenziale 1) STIMULUS Package di OBAMA del Febbraio 2009. Dal ARRA (The American Recovery and Reinvestment Act), sono fiorite una serie di “recovery acts” delle varie agenize federali di finanziamento, che hanno implemetato le loro informazioni nei siti descritti all’indirizzo: www.recovery.gov. Per es. NIH si selezionano progetti di ricerca già selezionati con peer review come “altamente meritori” (R01s e altri), che possano essere finiti entro i 2 anni, o si finanziano nuovi progetti, si accelerano ricerche in corso via supplementi agli attuali finanziamenti o infine si lancia un nuovo programma, il “NIH Challenge Grant Program”, che lancia delle nuove aree transdisciplinari, individuate da Instituti centri o uffici NIH, ved grants.nih.gov/recovery. NSF ha ricevuto $3 miliardi per il Fiscal Year 2009. Anche qui, preferenza viene accordata a progetti già giudicati positivamente al 1 Ott.08 o dopo, che però NSF non era stato in grado di finanziare, o progetti che sono già sottomessi e si potessero valutare entro Sett.09. nuovi progetti ad alto-rischio/alto ritorno. Contrariamente a NIH, i progetti saranno di normale durata (5 anni). http://www.nsf.gov/recovery. Infine, il Department of Energy Office of Science, che è guidato da un fisico premio Nobel, Steven Chu, ha ricevuto $1.2 miliardi. Anche qui, supporto sarà dedicato a progetti esistenti nei 10 National Laboratories. In aggiunta saranno finanziati “university laboratory-based researchers” su progetti di priorità nazionale. Il sito http://www.energy.gov/recovery/, raccoglie dettagli. 2) V. Visco, Troppo facile entrare, difficile uscire. Ora una riforma per l' Università. I SEI PUNTI DA AFFRONTARE, Corriere della Sera, 18 febbr.2010 http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/18/Troppo_facile_entrare_difficile_uscire_co_9_100218065.shtml 3) Gaetano Quagliariello, L'università che verrà, 12 febbraio 2010. convegno a Bologna "Verso una riforma: come modernizzare il sistema universitario". http://magna-carta.it/content/luniversit%C3%A0-che-verr%C3%A0 4) Declan Butler, French research wins huge cash boost: President Sarkozy uses 'big loan' to push his reform agenda. Nature 462, 838 (2009) doi:10.1038/462838a 5) http://en.wikipedia.org/wiki/No_Child_Left_Behind_Act si vedano anche le critiche al sistema. 6) Sui Firb – Futuro in Ricerca, RICERCA - LA FUGA DEI CERVELLI Per un punto il giovane se ne andò all'estero di Fabio Beltram, il Sole 24 ore, 30/1/2010 che segnala Le proposte non sono mancate, quasi 4mila, confermando la drammatica sproporzione tra risorse disponibili (50 milioni) e richieste….. Sotto la pressione della difficile scelta (e non solo di quella) il Comitato Firb entra in fibrillazione e il suo presidente arriva alle dimissioni: nulla succede per dare le risposte rapide e rigorose attese dai giovani proponenti. Monta quindi la protesta per il ritardo e sull'onda del "fare presto" le regole della selezione vengono, ahimé, "semplificate". Scompaiono quasi completamente gli stranieri, e valutatori quasi tutti italiani (in moltissimi casi, un solo valutatore) giudicano le proposte. In questi giorni sono stati ammessi a un'audizione a partire dal mese di febbraio un totale di 204 progetti. Il 95% circa delle proposte, ovvero 3.588, è stato scartato in base alla sola votazione numerica attribuita, senza alcuna valutazione comparativa, senza un disegno equilibrato tra le diverse aree scientifiche, senza alcuna reale possibilità di capire il ruolo effettivo del proponente. L'esempio delle procedure seguite per gli Starting Grant di Erc o gli altri progetti europei non è stato considerato. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/30-gennaio-2010/ricerca-estero-fuga-cervelli.shtml?uuid=91af693c-0d76-11df-829e-8208089d2a32&DocRulesView=Libero 7) Sempre sui Firb – Futuro in Ricerca, http://futuroinricerca.miur.it/documenti/Comunicato_FIRB.pdf Si noti per es. nonostante il punteggio minimo per l'idoneità fosse 38/40esimi, solo i 204 progetti con 40/40esimi sono stati ammessi alle audizioni. In questo articolo qualche dettaglio in più: http://www.filefactory.com/file/b023fh5/n/ll_Messaggero_19_01_2010.pdf 8) Paolo Bianco, Ranieri Cancedda, Elena Cattaneo, Stefano Di Donato, Pier Mannuccio Mannucci, Jacopo Meldolesi, Giovanni Romeo, Il Sole 24 Ore, 3 Marzo, 2008 http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/03/finanziamenti-ricerca-testo-appello-napolitano.shtml In cui alcunni scienziati autorevoli italiani lamentano in un pubblico appello al Presidente Napolitano che i grandi progetti di ricerca sono attribuiti con regole sempre mutevoli, suggerendo il sospetto che contatti a livello personale siano molto più important del “peer-review”, concludendo con la richiesta di una Legge di Stato per avere un’agenzia Unica per la Ricerca. 9) Bridges, dialogues towards a culture of peace. Lezioni da premi Nobel ospitati dalla “International peace foundation”. Bangkok, Thailand. 2005. http://203.159.5.16/NobelLectures/index.html tra cui Giacconi che cerca di richiamare al Trattato di Lisbona secondo cui saremmo dovuti arrivare al 3% del PIL investito, mentre siamo nella zona dei paesi mediterranei che finanziano intorno a 1%, con serio rischio di non poter tornare tra quelli che investono seriamente. 10) The National Academy of Engineering “Grand Challenges for Engineering” 2008 project (www.engineeringchallenges.org) che con un panel di 20 scienziati e imprenditori al top nel mondo, ha definite 14 priorità nelle sfide dell’ingegneria, e che sono anche la base di molte domande fatte a Obama e McCain nello ScienceDebate Americano del 2008. 11) Dibattito http://www.lavoce.info/articoli/pagina774.html sulla nascita di IIT 12) interrogazione parlamentare Bachelet Tocci sull'IIT (26/11/2009) risposta del governo in commissione (26/1/2010) replica Bachelet in commissione (26/1/2010)
di Michele Ciavarella Politecnico di Bari, mciava@poliba.it http://rettorevirtuoso.blogspot.com/ Draft 2. 22 /2/2010
Sommario: Si intende partire dal formato della più grande iniziativa politica sulla scienza della storia, il SCIENCE DEBATE 2008 (Dibattito sulle scienze 2008, www.sciencedebate2008.com), iniziativa no-profit e bipartisan, nata e sviluppata solo sul web, sulla base di un appello “Is America Losing its Competitive Edge? A Presidential Debate on Science and America’s Future” ha raccolto le firme di oltre 170 Rettori delle maggiori Università Americane, ricevuto oltre 800 milioni di contatti sul web, e infine ottenuto il primo vero dibattito dettagliato da parte degli allora candidati alla Presidenza USA Barack Obama e John McCain. Oggi questo processo ha prodotto il più grande rilancio della Ricerca USA, il pacchetto STIMULUS da 21 miliardi di dollari di finanziamenti aggiuntivi in piena crisi finanziaria del 2009, con strumenti altamente innovativi, e mirati all’ immediato rilancio dell’occupazione e dei prodotti della Ricerca e Tecnologia. Ci sono segnali positivi riguardo alla convergenza bipartisan sulla visione delle riforme Universitarie, si vedano i recenti articoli di V Visco e G Quagliariello. Seguendo il formato del Pacchetto STIMULUS di Obama del Febbraio 2009, per reagire alla crisi e dare immediatamente rilancio dell’occupazione attraverso la Ricerca e specie con i progetti già valutati, si propone di A) riformulare l’Interrogazione parlamentare di Bachelet e Tocci di mettere a disposizione i 400 milioni di Euro della Fondazione IIT ma dormienti, B) recuperare altri fondi su cui fare completa ricognizione che non siano stati erogati C) bloccare una quota dei 13 Miliardi di Euro dei fondi Europei Aree Convergenza, ove applicabili.
Con questi fondi, per un totale di ca. 1 Miliardo di Euro, si chiede per es. (come prima ipotesi non vincolante):
0). Young generation (“homo zappiens”) petition. Petizione per lancio progetto “Motivazione dei Giovani nelle Università”, con borse di studio per studenti svantaggiati o meritevoli sulla base di tests PISA, GMAT, e progetti per il tutoraggio "personalized learning", con incentivi sia a docenti che a studenti, basati su miglioramento in tali tests. Si chiedono altri 100 milioni. In altre parole, l’idea e' che se i giovani si perdono, è anche perché i docenti non li seguono one-to-one e face-to-face come ad Oxford da mille anni, e al tempo stesso i docenti non sono preparati alle trasformazioni quasi antropologiche degli studenti della nuova generazione “homo zappiens”... Un modello USA potrebbe essere il piano No Child Left Behind di Bush del 2001, a seguito del quale il finanziamento per le scuole fu aumentato e continua ad aumentare dai $17.4Miliardi del 2001 a $24.4 Miliardi del 2007. Questo è basato essenzialmente sulla politica del “standards-based education reform”, in cui si definiscono gli standards accademici di cosa lo studente deve sapere o essere capace di fare. Si potrebbe persino aprire a progetti di studenti che fondano vere Università Online, di supporto quindi agli studenti, per ora (chissà in futuro soppianteranno le Università meno virtuose troppo lente), come quella di Marco de Rossi, www.oilproject.org, che a 19 anni è un “Rettore Bambino” e sta già aiutando 9000 studenti, iscritti da lui gratis, e magari in altre università, a conoscere i temi dell’innovazione. Lui stesso e’ studente di Bocconi, a dimostrare che le Università reali ancora servono… ma per quanto?
1) FIRB-Futuro in Ricerca petition: Petizione per riaprire immediatamente la parte meritevole dei progetti FIRB-Futuro in Ricerca, non finanziati in generale per insufficienza di fondi (prima 50 milioni, poi 96 per primi scricchiolii interni…), e su cui molti dubbi sono stati espressi sulla completezza e approfondimento della valutazione per la selezione di quelli effettivamente finanziati. Lo stesso presidente della commissione ha detto meritevoli erano almeno progetti per 400 mil. Euro. Servirebbero a occhio ca. altri 300 milioni. La selezione si potrà fare previa congruenza alla mission IIT, da valutare in nuove audizioni “seconda fase” che ovviamente vanno allargate a questi altri progetti, per parità di trattamento di quelli della prima tranche. Oppure farlo in autocertificazione?
2) PRIN petition. Petizione per gli ultimi PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) la cui soglia di finanziabilita` era fissata dal MIUR in 48/60 ma di cui e` passato solo una piccola parte di quelli con 58 punti su 60, con estremi dubbi sull’approfondimento della valutazione. Da stime di larga massima, servono altri 100 Milioni di Euro
3) FFO petition. Petizione per il ripristino FFO a quelle Università che siano state svantaggiate dalla Classifica Gelmini, ma che invece presentino un buon posizionamento nella classifica “media” di tutte le classifiche internazionali, per esempio fatta da Mauro degli Esposti di Via- Academy. Tuttavia, non possiamo pretendere che si faccia retro-front, quindi si premino le Università che predispongono un “Piano Strategico”, triennale o quinquennale, di rilancio e risanamento, come fatto da MIT per esempio per recuperare $50-100Ml all’anno tra tagli alle spese e nuove entrate. http://web.mit.edu/instituteplanning/ Segnalo per es. tema 1. Nuove entrate da opportunità educazionali tema 2. Aumenti di efficienza tramite trasparenza e contabilità tema 3. Aumenti di efficienza tramite rivisitazione degli usi e nuovi standards tema 4. Digitalizzazione. tema 5. Moderne politiche e pratiche per la forza lavoro
Notate che il grosso, MIT crede di prelevarlo da nuove opportunità aprendo all’estero in tutto il mondo sedi “decentrate” (per ora, maggiormente come “double degree”, summer corse, aumento di numero studenti undergrad, MIT Lifetime Academy, Scalable Educational Online Platforms, Extension Studies using OpenCourseWare, professional educational programs, corporate universities). Quindi, mentre la Gelmini ci fa chiudere (forse giustamente) Mondovi’, MIT apre a Shangai, Bangalore, e chissà non a Roma? (in realtà anche PoliTO ci prova). Io pensavo puntando molto su strutture avanzate low cost e orientate al mondo web e E-learning e per i giovani --- nel piano, si deve indicare come si intende reagire sul mercato, verso i 18 mil. di studenti lavoratori (per es a 3000Eu/anno di iscrizione, sono un mercato teorico di 72 miliardi di Euro freschi teorici, ossia 10 volte attuale FFO!) e rivalutazione scaglioni tasse, aumentando sedi periferiche “low cost” o persino "zero cost" con iscrizione tempo parziale in largo uso. Si chiede un fondo pari ai 500 milioni della quota meritocratica del 7% che è stata distribuita. Questa cifra può essere integrata dal rientro dello Scudo Fiscale, che a tuttoggi non è noto come verrà distribuito tra le Università, e che invece potrebbe essere distribuito con questa modalità.
4) CENTRES OF EXCELLENCE petition. Petizione per “call for proposal” da parte dei Centri di Eccellenza, abbandonati dopo i primi 3 anni di finanziamento, per un totale di 30 milioni di euro l'anno, e che hanno impegnato (e in parte, illuso!) ben 4.200 ricercatori, in gran parte giovani, con un 40% di donne e per il 25% dall'estero. La call for proposal dovrà tener conto dei risultati ottenuti dai CE, e subire nuova valutazione dei progetti. Si chiedono altri 30 milioni l’anno per 3 anni, quindi 90 milioni.
Totale 1090 Milioni di Euro, ma le petizioni saranno aperte a risposte separate.
A valle di queste petizioni, ci sarà il presente appello / petizione bipartisan: - preso atto delle grandi sfide che si affacciano per l’Italia, e della sempre più stringente esigenza di un'informazione e documentazione scientifica accurata, su cui basare le future scelte politiche intorno ai temi cruciali di Formazione, Innovazione e Ricerca Scientifica, oggetto da lungo tempo di riforme che non riescono ad arrestare la crisi del sistema delle Università, oggi esacerbate da discutibili riduzioni di risorse;
- considerato il ruolo vitale della ricerca e dell'innovazione scientifica nonché delle risorse umane necessarie per rilanciare in Italia la crescita economica e la competitività specialmente nei temi attuali dell'Ambiente, Salute, Educazione, Scienza e Tecnologia ;
si chiede
un pubblico dibattito di più ampia diffusione, in cui i candidati alle cariche elettive di vari gradi (comunali, provinciali, regionali, nazionali, europee) discutano con precisione e nella concretezza le loro visioni strategiche che contemplino la funzione prioritaria ed essenziale dell’Università e della Ricerca.
Bibliografia essenziale 1) STIMULUS Package di OBAMA del Febbraio 2009. Dal ARRA (The American Recovery and Reinvestment Act), sono fiorite una serie di “recovery acts” delle varie agenize federali di finanziamento, che hanno implemetato le loro informazioni nei siti descritti all’indirizzo: www.recovery.gov. Per es. NIH si selezionano progetti di ricerca già selezionati con peer review come “altamente meritori” (R01s e altri), che possano essere finiti entro i 2 anni, o si finanziano nuovi progetti, si accelerano ricerche in corso via supplementi agli attuali finanziamenti o infine si lancia un nuovo programma, il “NIH Challenge Grant Program”, che lancia delle nuove aree transdisciplinari, individuate da Instituti centri o uffici NIH, ved grants.nih.gov/recovery. NSF ha ricevuto $3 miliardi per il Fiscal Year 2009. Anche qui, preferenza viene accordata a progetti già giudicati positivamente al 1 Ott.08 o dopo, che però NSF non era stato in grado di finanziare, o progetti che sono già sottomessi e si potessero valutare entro Sett.09. nuovi progetti ad alto-rischio/alto ritorno. Contrariamente a NIH, i progetti saranno di normale durata (5 anni). http://www.nsf.gov/recovery. Infine, il Department of Energy Office of Science, che è guidato da un fisico premio Nobel, Steven Chu, ha ricevuto $1.2 miliardi. Anche qui, supporto sarà dedicato a progetti esistenti nei 10 National Laboratories. In aggiunta saranno finanziati “university laboratory-based researchers” su progetti di priorità nazionale. Il sito http://www.energy.gov/recovery/, raccoglie dettagli. 2) V. Visco, Troppo facile entrare, difficile uscire. Ora una riforma per l' Università. I SEI PUNTI DA AFFRONTARE, Corriere della Sera, 18 febbr.2010 http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/18/Troppo_facile_entrare_difficile_uscire_co_9_100218065.shtml 3) Gaetano Quagliariello, L'università che verrà, 12 febbraio 2010. convegno a Bologna "Verso una riforma: come modernizzare il sistema universitario". http://magna-carta.it/content/luniversit%C3%A0-che-verr%C3%A0 4) Declan Butler, French research wins huge cash boost: President Sarkozy uses 'big loan' to push his reform agenda. Nature 462, 838 (2009) doi:10.1038/462838a 5) Sui Firb – Futuro in Ricerca, http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/30-gennaio-2010/ricerca-estero-fuga-cervelli.shtml?uuid=91af693c-0d76-11df-829e-8208089d2a32&DocRulesView=Libero 6) Sempre sui Firb – Futuro in Ricerca, http://futuroinricerca.miur.it/documenti/Comunicato_FIRB.pdf Si noti per es. nonostante il punteggio minimo per l'idoneità fosse 38/40esimi, solo i 204 progetti con 40/40esimi sono stati ammessi alle audizioni. In questo articolo qualche dettaglio in più: http://www.filefactory.com/file/b023fh5/n/ll_Messaggero_19_01_2010.pdf 7) Paolo Bianco, Ranieri Cancedda, Elena Cattaneo, Stefano Di Donato, Pier Mannuccio Mannucci, Jacopo Meldolesi, Giovanni Romeo, Il Sole 24 Ore, 3 Marzo, 2008 http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/03/finanziamenti-ricerca-testo-appello-napolitano.shtml In cui alcunni scienziati autorevoli italiani lamentano in un pubblico appello al Presidente Napolitano che i grandi progetti di ricerca sono attribuiti con regole sempre mutevoli, suggerendo il sospetto che contatti a livello personale siano molto più important del “peer-review”, concludendo con la richiesta di una Legge di Stato per avere un’agenzia Unica per la Ricerca. 8) Bridges, dialogues towards a culture of peace. Lezioni da premi Nobel ospitati dalla “International peace foundation”. Bangkok, Thailand. 2005. http://203.159.5.16/NobelLectures/index.html 9) The National Academy of Engineering “Grand Challenges for Engineering” 2008 project (www.engineeringchallenges.org) che con un panel di 20 scienziati e imprenditori al top nel mondo, ha definite 14 priorità nelle sfide dell’ingegneria, 10) Dibattito http://www.lavoce.info/articoli/pagina774.html sulla nascita di IIT 11) interrogazione parlamentare Bachelet Tocci sull'IIT (26/11/2009) risposta del governo in commissione (26/1/2010) replica Bachelet in commissione (26/1/2010)
Il tavolo n.1 della Manifestazione Bollenti Spiriti Politicamp OPEN SPACE, sulla base degli articoli del blog Manuale del Rettore Virtuoso (http://rettorevirtuoso.blogspot.com) ha concordato che la presente grave crisi dell’Università e della Ricerca Italiana proviene da un’assenza di una strategia di lungo termine che risale almeno al dopoguerra, come ammesso da Andreotti in “Intervista a DeGasperi” (Laterza 1977). Nonostante l’orgoglio delle punte di eccellenza che sopravvivono (si veda il recente libro di F. Sylos Labini e S.Zapperi “I ricercatori non crescono sugli alberi, Laterza, 2010), in Italia si fanno analisi e riforme superficiali, per cui oggi l’università sarebbe “malata”, “truccata”, “una casta”, e nello “splendido isolamento”, ma anche “denigrata”, e in realtà la politica dimentica di aver, usato l’Università specie al Sud, per tamponare la crisi dell’occupazione, e oggi questo “fardello” viene fatto pesare doppiamente alle Università del Sud. Riforme cui la classe accademica si è adattata sviluppando "anticorpi gattopardeschi" al cambiamento, con un primo “shock” verso il 2003, quando il bocconiano Roberto Giavazzi, e Alberto Alesina da Harvard, in un acceso dibattito su lavoce.info, e poi Tremonti, Moratti, e Bossi, hanno concluso che “l’università italiana ormai fa solo didattica”, va “abbandonata al suo destino”, e l’unica ricerca andava prospettata nel nascente Istituto Italiano di Tecnologia, l’ MIT italiano, che peraltro oggi sembra dare risultati interessanti, sotto la futuristica guida del “Pugliese” Prof. Roberto Cingolani.
La presente riforma Gelmini, indipendentemente da ogni valutazione, da un lato opera con i tagli e le modifiche più drastiche degli ultimi anni, dall’altro per assenza di vero coraggio, li fa pesare esclusivamente sull’entrata dei giovani. In una vera deregulation come si farebbe con un’azienda privata (si pensi ad Alitalia, alla Fiat di Termini Imprese), si dovrebbe (i) aprire a larghi prepensionamenti data l’elevata anzianità media dei docenti universitari e le casse non vuote dell’INPS, o (ii) ad aprire a università straniere (magari per esempio Harvard ed MIT) che aprano sedi in Italia per fare concorrenza. Cerca invece paradossalmente di chiudere le sedi periferiche a fatica aperte negli ultimi anni (non sempre con intenzioni meritevoli), e quindi non è quindi ispirata a un modello Cubano, che punta con la “Terza Revolucion Educativa” al raggiungimento di una larga percentuale di laureati, con il 20% del PIL di investimenti e oltre diecimila sedi periferiche e trasmissioni TV. Non è ancora nemmeno il collasso Sovietico dell’accademia, con stipendi ridotti ad una piccola frazione, e studenti quasi tutti lavoratori. Di conseguenza, la riforma Gelmini, i i suoi tagli al Fondo di Funzionamento Ordinario, appare solo in slogan “meritocratica” visto che premia secondo parametri scorrelati con tutte le valutazioni internazionali come dimostrato dall’ associazione VIA-Academy dei cervelli in fuga italiani in UK (si veda La Stampa Un ateneo per scappare, 12/10/2009, Flavia Amabile, o Alessandro Figà Talamanca “Università: una graduatoria di merito?” su noisefromamerika.org e ancora “Il Manuale del Rettore “virtuoso” --- I rischi della meritocrazia “all’italiana” nell’Università” del 7/1/2010), e danneggia in particolare in un modo inaccettabile le Università della Regione Puglia.
Ha pertanto proposto di ispirarsi alla più grande iniziativa politica sulla scienza della storia, il SCIENCEDEBATE 2008, fondato dal regista Shawn Laurence Otto (www.sciencedebate2008.com). Questa iniziativa no-profit e bipartisan, nata e sviluppata solo sul web, sulla base di un appello “Is America Losing its Competitive Edge? A Presidential Debate on Science and America’s Future” ha raccolto le firme di oltre 170 Rettori delle maggiori Università Americane, ricevuto oltre 800 milioni di contatti sul web, e infine ottenuto il primo vero dibattito dettagliato da parte degli allora candidati alla Presidenza USA Barack Obama e John McCain. Oggi questo processo ha prodotto il più grande rilancio della Ricerca USA, anche inclusivo di 21 miliardi di dollari di finanziamenti aggiuntivi in piena crisi finanziaria del 2009, con strumenti altamente innovativi, e mirati all’ immediato rilancio dell’occupazione e dei prodotti della Ricerca e Tecnologia.
La valenza del SCIENCEDEBATE2008 è stata premiata con un quasi immediato Premio Nobel al fondatore Shawn Laurence Otto, per “Democracy in the Age of Science”.
Il tavolo propone quindi di lanciare il PUGLIA SCIENCE DEBATE 2010 a partire dal blog Manuale del Rettore Virtuoso (http://rettorevirtuoso.blogspot.com) tra i candidati alla carica di Presidente della Regione Puglia Palese, PoliBortone, e Vendola, con il lancio del presente appello/petizione bipartisan:
Date le grandi sfide che si affacciano per la Puglia nel mondo globalizzato di oggi, la necessità sempre più stringente di un'informazione scientifica accurata sulle scelte politiche intorno ai temi cruciali di Educazione, Università, Ricerca Scientifica, oggetto da lungo tempo di riforme che non riescono ad arrestare la loro crisi, e oggi esacerbate da inaccettabili tagli; considerato il ruolo vitale dell'innovazione scientifica per rilanciare la crescita economica e la competitività, chiediamo un pubblico dibattito in cui i candidati alle Regionali di fine Marzo discutano con precisione e nei dettagli le loro visioni strategiche sui temi dell'Ambiente, Salute, Educazione, Università, Scienza e Tecnologia.
Primo FIRMATARIO Prof. Ing. Michele Ciavarella, docente Universitario, Politecnico di Bari.
SEGUONO FIRME NEL TAVOLO (Facilitatore comunicativo Tiziana Corti) Pasquale D’Attoma, studente Universitario, Politecnico di Bari. Gianvito Amoruso, studente Universitario, Politecnico di Bari. Marianna Patrono, studente Universitario, Politecnico di Bari. Ciro Cesare, studente Universitario, Politecnico di Bari.
ATTENDERE A GIORNI APERTURA DEL SITO PER LA RACCOLTA FIRME
Alla C.A. Dott. Rocco Palese, Dott. Poli-Bortone, Dott. Nichi Vendola
Oggetto: Ipotesi di organizzare delle giornate dibattito PUGLIA SCIENCE DEBATE, a partire dalla giornata “TARANTO-POLITECNICO” DEBATE sugli SCENARI post-riforma Gelmini con proposte da parte dei 3 candidati Presidenti della Regione Puglia, sul modello SCIENCEDEBATE2008 durante la campagna presidenziale USA.
Il sottoscritto, a valle della Conferenza di Ateneo di oggi 4 Febbraio a Taranto che ha visto la presenza dei massimi organi del nostro Politecnico, il Rettore Costantino, i Presidi D'Amato Dell'Aquila, il Direttore Amministrativo, ed una larga rappresentanza della società civile, universitaria e studentesca,
CHIEDE
l’opinione dei 3 candidati alla Presidenza della Regione Puglia, in particolare, sui seguenti 3 scenari:
• Scenario 0) CHIUSURA DELLA FACOLTA’ DEL POLIBA, come ha fatto il Rettore Profumo con le sedi periferiche del Politecnico di Torino.
• Scenario 1) POLO DI SOLO DIDATTICA, in linea con i parametri Gelmini, però magari rilanciando con studenti lavoratori, provenienti dal bacino produttivo locale, e di stranieri da tutto il mondo del mediterraneo, con Consorzi con altre Università e largo uso di lezioni Open Courseware di MIT o AcademicEarth, in varie lingue. Con realizzazione di grandi case alloggio di studenti e foreresterie, ed attrezzature E-learning
• Scenario 2) POLO ANCHE DI RICERCA: Priorità possibili: Meccanica-Siderurgia, ICT, Ambiente, e Aeronautica. Incentivi ai docenti che portano ricerca di punta.
Per gli scenari 1, e 2) si pone la possibilità di aprire a grandi privati nel CdA del Politecnico (ILVA, ALENIA, BOEING), purché portino finanziamenti propri, vere iniziative, grandi piani strategici, con la speranza di un effetto cascata.
Premessa Taranto ha una storia millenaria nella magna grecia, che parte dall’agricoltura di qualità [1], e si snoda attraverso il commercio, e la sua posizione invidiabile tra i suoi mari, che potrebbe oggi essere rivalorizzata attraverso un grande progetto di Formazione che andiamo a delineare qui per grandi linee.
Facciamo un passo indietro di 20 anni. Dalla Istituzione della II Facoltà del Politecnico di Bari a Taranto, nel 1990, contestuale con l’Istituzione del Politecnico stesso (L.245/1990), la stessa interagisce con difficoltà con le importanti realtà industriali del territorio:
1) L'Arsenale Militare inaugurato il 21 agosto 1889, con la Stazione Navale del 2004, e il Porto da 8.616 metri lineari di Banchine
2) L’impianto Siderurgico ex-Italsider, inaugurato nel 1965 (oggi ILVA dal 1995), il maggiore complesso per la lavorazione dell'acciaio in Europa, con una superficie di 15.000.000 di metri quadri, 200 km di binari ferroviari, 50 km di strade, 190 km di nastri trasportatori, 5 altoforni e 5 convertitori. Essa ha trasformato il reddito pro-capite, ma al prezzo della cementificazione, inquinamento e dell'alterazione del Mar Piccolo. Oggi occupa ca. 15000 tra addetti e subfornitori.
3) Alenia Composite a Grottaglie, che produce sezioni di fusoliera per il Boeing 787 Dreamliner, ossia il 14% dell’intera struttura. Oggi occupa circa 840 addetti.
I risultati dell'interazione in quasi 20 anni con la II Facoltà di Ingegneria sono modesti rispetto all’enorme potenziale.
Continua a sfuggire alla classe politica:
1) Il valore culturale economico e innovativo delle lauree di Ingegneria 2) Che l’Ingegnere, è “motore sociale” 3) Che la società del futuro è condizionata dall’Ingegneria
Perché quindi a Taranto la nostra Facoltà, istituita da 20 anni, non decolla, anche facendo autocritica? Possibili ipotesi: mancanza di know-how (pochi docenti, niente tecnici!), pochi studenti, pochi ricercatori e dottorandi, sedi fatiscenti, laboratori inadeguati, docenti demotivati e Università in declino, come inutilmente constatato da riforme e controriforme dei governi di tutti i colori degli ultimi 20 anni. La conseguenza per la nostra Facoltà, è una lentissima velocità di risposta agli stimoli dell’industria.
Boeing ha incontrato rappresentanti della Ns Facoltà per ben due volte, nelle persone del vice-Presidente generale, e suoi collaboratori, e ha mostrato interesse ad investire nell’area tarantina, in alternativa ad un’area in Finlandia o una in Spagna. Essa è probabilmente la più grande occasione da cogliere per il territorio nei prossimi anni. La sapremo cogliere?
La Scuola e l'Università Statale ha "luci ed ombre", nata dai "nobili principi" della costituzione, e ha favorito la parte "aperta a tutti", più della parte "capaci e meritevoli": il voto medio di laurea, dieci anni fa 103 su 110 su scala nazionale, oggi è a 108.7, con una media di lodi di ca.30%. L'art.33 della Costituzione sembra chiedere di fondare "scuole statali per tutti gli ordini e gradi”, ma non chiarisce come si decidano le priorità. L'Università Pubblica ha forse non controllato se stessa abbastanza, in assenza di vere regole da parte del legislatore, ma nessun politico ha però il coraggio di affrontare un solo licenziamento. La politica ha dimenticato di non aver mai fatto piani strategici per l’Università dal dopoguerra ad oggi, per seguire il boom studentesco, come ammesso da Giulio Andreotti in Intervista a DeGasperi. Ha assunto per risolvere la disoccupazione nel mezzogiorno [2], ma ora parla di "sprechi", aprendo verso le Università private, che tuttavia non servono più del 5% della popolazione. Oggi si tagliano risorse selvaggiamente, peggiorando la situazione.
La riforma Gelmini è la risposta banale di chi spegne la luce, senza guardare, non la soluzione intelligente!
I tentativi di “meritocrazia” del ministro Gelmini sembrano favorire le Università del Nord forse appunto per la convinzione che al Sud si sprechi, con criteri fissati a posteriori, in modo non trasparente, e noti solo per una fuga di notizie tramite i più liberi giornali “online” (lavoce.info e noisefromamerika.org). Paradossalmente come dice Mauro degli Esposti, di VIA-Academy, l’associazione di scienziati Italiani in UK, le “classifiche Gelmini delle Università Virtuose”, sono le uniche del tutto scorrelate con qualsiasi rilevazione di altro tipo, mostrando una completa arbitrarietà! [La stampa, 12/10/2009 Un ateneo per scappare]
Rimane che L’ITALIA è nel primo posto in Europa per l’esportazione di cervelli all’estero, il doppio della media UE! I fatti sono che l’Università italiana è la più economica d’europa sia come tasse che come costo allo stato. 700Eu e 7000$, rispettivamente, per studente. Costo totale carriera infatti in Italia 40mila$, media OCSE 47mila. Semmai, la Bocconi dovrebbe dar conto di cosa fa delle enormemente più alte tasse universitarie, dato che non è davvero privata, ma per metà pagata negli stipendi dallo Stato?
Oggi, già 60mila studenti se ne vanno all’estero, quindi la fuga dei cervelli comincia sempre più in tenera età!
Si parla di “Fondazioni” per aumentare l’autonomia e snellire le pratiche, e in qualche caso può funzionare anche se abolire i concorsi potrebbe aprire alla competizione selvaggia e senza regole, ma certo non porterà quello che nelle università sia pubbliche che private USA si chiama “donazioni” il cui totale per le prime 765 università vale 340 miliardi. Harvard da sola ne ha 29 miliardi di $, e il suo budget è intorno al 10% di tale cifra, ossia 3 miliardi. Con numero di docenti e studenti simile alle Università medie italiane, un budget per la sola Harvard pari al 45% dell’intero finanziamento FFO di tutte le 100 università italiane!
C’e’ qualche esempio di Fondazione al Nord, che funziona, si può pensare per il Sud, e in particolare per Taranto? Ci sono banche grandi abbastanza? ILVA, Alenia, Boeing, le uniche possibili grandi aziende che intravediamo come interlocutori.
MIT e Harvard hanno peraltro un numero di dottorandi quasi pari al numero di studenti, e questi nella carriera producono un PIL pari a quello della Francia, superiore all’Italia. Gli uffici appositi nelle Università seguono le loro queste carriere, e chiedono qualche % del “PIL” di tali pochi laureati in donazioni agevolate dal fisco. Ecco che MIT da sola supera il finanziamento delle Università italiane. Ecco un circuito davvero meritocratico, non quello dei parametri Gelmini!
Altro tema: si parla di “troppe tasse” nel nostro Politecnico. Che follia! Si veda la figura allegata, dove la media PoliBA, intorno ai 300 Euro, è ridicola rispetto ai 700 della media delle università Italiane statali, figuriamoci rispetto ai 2800 della media delle statali USA, o ai 9000Eu della Bocconi (questo si, uno spreco da spiegare!), e infine ai 35 mila di Harvard, che pure nel caso di persone meritevoli (si veda un certo Obama), vengono esonerate! Riuscite a leggere la media di tassa annuale del PoliBA nel grafico? Non è un problema di vista! La vista manca agli studenti che vogliono la luna, e agli amministratori senza coraggio che li contentano! Basti pensare che un posto-letto in fitto a Bari costa altrettanto, al mese, quindi le tasse sono l’ultimo problema dello studente. Le tasse Bocconi semmai costano quanto un affitto annuale, e quindi sono da ponderare per molte persone. C’e’ da rifare gli scaglioni di pagamento delle tasse, mandare la GdF a chi fa false autodichiarazioni, e sperare che non ci siano evasori che truffano lo Stato due volte, prima non pagando le tasse e quindi non partecipando al costo dei 7000 dollari per studente, e poi non pagando le tasse dirette dei 300 Eu.
Si parla ora con la DL160 di fermare la proliferazione delle Sedi periferiche! Ma chi ha misurato cosa serve davvero? Non sono state fatte proprio sulla base della Riforma Berlinguer degli anni 90 per inseguire il sogno di portare il numero di laureati in Italia almeno pari alla media Eu? Invece ancora oggi il numero di laureati in qualsiasi categoria (compresa quella dei parlamentari) è la piu’ bassa in Europa. Quindi chiudere pare una scelta non particolarmente intelligente.
Noi diciamo, in controtendenza, proliferiamo le sedi periferiche, ma LOW COST!
Basta dire che ci sono circa 5000 Università in USA, contro le nostre 94. Con una popolazione ca. 5 vv maggiore, noi dobbiamo decuplicare le sedi universitarie. Non 1000 “aspiranti MIT”, ma per raddoppiare o triplicare il numero studenti, non di tipo tradizionale, bensì:-
1) LAVORATORI… (in russia ormai al 50% di studenti lavoratori, noi ancora al 10%, anche se in alcuni punti maggiori): bacino di 18 milioni persone da laureare, molto piu’ ampio del bacino tradizionale
2) STRANIERI… (cominciamo in qualche lingua ma non solo in italiano!): oggi 400 milioni di africani sotto i 15 anni. Il calo demografico italiano è alle porte… possiamo importare per es. il migliore 1 su mille di questi giovani, sarebbero 400mila studenti dotati e motivati.
Noi invece proponiamo di misurare la qualità con tests standard all’ingresso e all’uscita del primo anno. Per il problema dei fuori corso, noi ci impegniamo a sfruttare l’iscrizione non a tempo pieno, molto più usata al Nord (a PoliTO 5914 studenti e ancora meglio a PoliMI - 10108 su totale di 36232 ossia 28%!) utilizzando la forma della iscrizione “tempo parziale” da noi del tutto sconosciuta nonostante possibile da 20 anni!
Sui parametri “meritocratici” relativi alla “percentuale dei laureati che trovano lavoro a 3 anni dal conseguimento della laurea”, noi ci permettiamo di obiettare che il lavoro andrebbe differenziato per tipo. Se si tratta di contratti “flessibili”, da inserire ai minimi livelli (si pensi ai “call center”), non lo possiamo equiparare ai veri successi lavorativi. E il mercato risponde male ai laureati, perché non c’è qualità. Sotto gli 800 euro mensili (calcoli Ires) c'è il 28,2 per cento dei laureati (mentre solo il 14 per cento dei licenziati elementari, e il 14,1 dei diplomati), e nei paesi Ocse siamo quello che paga meno i laureati tra i 30 e i 40 anni --- chiare tendenze verso il paese sottosviluppato in cui conviene cominciare a lavorare presto piuttosto che studiare.
Noi ci impegniamo a mettere un freno alle lodi, a misurare la qualità della didattica con test standard informatizzati (GMAT, SAT etc) su materie base all’ingresso e all’uscita dal primo anno, e non sui “questionari della didattica” che sono molto dubbi. Ci impegniamo a studiare degli incentivi diretti ai docenti di alta qualità didattica e a “ispezionare” i docenti meno virtuosi. Siamo ben consci che le trasformazioni nei giovani sono di natura addirittura antropologica. Nell’articolo di Massimo Gaggi del Corriere del 29 Gennaio u.e., si descrive questo giovane “homo zappiens”, e se i nati nell' era digitale hanno percorsi mentali diversi, e non è detto sia un male, l'Università si deve adattare ad essi. Si deve abituare al “multitasking” degli studenti, cioè all'uso simultaneo di più strumenti elettronici, al cambiamento del loro modo di apprendere. Se gli studenti sono abituati a vivere «sempre connessi» (fare un videogioco e scambiare messaggi con un amico mentre si guarda la tv - e quindi anche mentre sono a lezione da noi), dobbiamo tenerne conto. Le Università devono sforzarsi di capire i cambiamenti in atto, senza abdicare al loro ruolo formativo.
Questo della loro “connessione” permanente ci fornisce però dei vantaggi, se li sappiamo guidare. Oggi abbiamo a disposizione su un qualsiasi IPhone, l'intero scibile umano riversato sul WEB, con la più grande enciclopedia del mondo, Wikipedia, poi YouTube, lezioni bellissime e completamente gratuite di grandi professori di MIT (MIT OPEN COURSEWARE), con oltre 1900 corsi, e parliamo del solo settore specifico dell'ingegneria, di cui i più “visitati” definiscono automaticamente la qualità dei docenti. I corsi sono disponibili già in molte lingue, oltre ovviamente all'inglese, come cinese, francese, tedesco, vietnamita, e ucraino. Manca l'italiano, ma certo ancora per poco... Limitandoci allo spagnolo, esso si appoggia su "Universia", un consorzio di oltre 800 università in Spagna, Portogallo, e America Latina. …..
E-learning è un termine confuso, che si interseca con OpenCourseWare, e spesso si è fatto in Italia con progetti nati vecchi in partenza, con grande dispendio di soldi pubblici, lasciando l’impressione di un sistema che non funziona. Un falso mito, dovuto alla bassa qualità di come è stato implementato, senza tutori preparati, con infrastrutture non funzionanti per mancanza di un pezzo della catena, o della manutenzione – al solito, nel pubblico. In USA ormai il 50% degli studenti lo usano, con un business di 38 Miliardi di Euro, che aumenta del 12-14 % all’anno. La previsione per i prossimi 4 anni è che arriverà a coprire l’81% degli studenti USA, mentre da noi si è fermi a pochi punti percentuali.
Per noi, a parte il vantaggio di avere a disposizione gratis docenti e imprenditori di altissimo livello da tutto il mondo, con un click, senza chiamare cattedre “per chiara fama”, uno studio meta-analysis su 12-anni del U.S. Department of Education ha trovato un miglioramento rispetto ai metodi tradizionali faccia-a-faccia di insegnamento.[3]
Sarebbe disposto a partecipare ad un tale Dibattito? In quale occasione? Noi certo cercheremo di partecipare agli eventi della Sua campagna elettorale, ma ci dia attenzione, perché in Italia il tema istruzione sembra dimenticato, come lo è stato in parte anche in USA nella prima fase della campagna Obama. Pur tuttavia, si innescò un grande SCIENCE DEBATE 2008 che farebbe bene alla Puglia.
Ricordiamo che Science Debate is a nonprofit 501(c)(3) organization dedicated to elevating science and engineering policy issues in the national dialogue of the world's leading democracy - arguably one of the highest and most critical strategic objectives of our time.
Science Debate does this by hosting nonpartisan science debates between candidates for office, educational events featuring science and technology policy topics for policymakers and the public, media education efforts to improve science and technology policy converage during the science news crisis, and other critical initiatives.
L'idea sarebbe quindi di adottare il formato SCIENCEDEBATE alla Puglia.
Il video che vedete è di Shawn Laurence Otto che ha fondato la più grande iniziativa politica sulla scienza della storia, Science Debate 2008, con Barack Obama e John McCain participanti, che per la prima volta ha visto Candidati alla Presidenza USA confrontarsi in dettaglio sulle politiche per la scienza prima delle elezioni. L'iniziativa ha prodotto oltre 800 milioni di contatti sui media, ed era stata sponsorizzata da National Academy of Sciences, National Academy of Engineering, Institute of Medicine, American Association for the Advancement of Science, Council on Competitiveness, PBS Nova, NOW on PBS, e i firmatari di oltre 170 tra le maggiori università Americane, oltre 100 Rettori, decine di premi Nobel, in rappresentanza di 125 milioni di Americani di tutti i partiti, ossia un americano su 3 supportava Shawn.
Otto ha ricevuto nel 2009 il premio Nobel alla 45-sima Nobel Conference, su "Democracy in the Age of Science."
Certi di Vs Cortese Risposta, che in realtà attendiamo in generale almeno da 13 anni su questi temi specifici di Taranto con una sterminata produzione di appelli da parte dei precedenti Rettori del Politecnico e in particolare Attilio Alto e Umberto Ruggiero [4], e pronti ad ospitarVi nel limite delle nostre possibilità organizzative, porgiamo
Cordiali Saluti,
Prof. Ing. Michele Ciavarella (redattore della lettera) ELENCO FIRME CHE SI AGGIUNGONO NEI COMMENTI
Bibliografia [1] Archita da Taranto (428 a. C. - 327 a.C) - Ai tarantini, citato in La Voce del Popolo, n. 11, giugno 2006) [2] Giulio Andreotti Intervista su De Gasperi 1977, Laterza (Roma-Bari) [3] Means, B.; Toyama, Y.; Murphy, R.; Bakia, M.; Jones, K. (2009), Evaluation of Evidence-Based Practices in Online Learning: A Meta-Analysis and Review of Online Learning Studies, http://www.ed.gov/rschstat/eval/tech/evidence-based-practices/finalreport.pdf, retrieved 20 August 2009 [4] Lettera aperta al direttore del Corriere del Giorno del 30/12/1997 di U Ruggiero, a Parlamentari, Presidenti di Regione e Province, Sindaci e Responsabili di Enti ed Imprese, operatori economici e sindacali, nonché a stampa e TV. integrata da risposta di A Alto (vedasi Da Umberto Ruggiero, Scritti Accademici, 1994-1997, Cronache di vita, relazioni e discorsi del Rettorato. Ed. Giuseppe Laterza, 2002)