venerdì 6 marzo 2015

Cahiers de doléances su incentivi una tantum al Politecnico di BARI. Del Prof.Ing. Michele CIAVARELLA

Aggiornamenti... non va meglio UNIBA....

Nuovi interventi sui giornali: il rettore vuole chiudere la faccenda entro Marzo, comprensibilmente, e i ricorsi che sono riusciti a passare dalle maglie strettissime di tempi e modi imposti saranno esaminati. Minaccioso quel "dito puntato contro Ciavarella". 
 Nel mio ricorso ci sono errori sulla docenza e lo stesso incarico con il Rettore Costantino non è stato riconosciuto- spiega - ho sempre lavorato al fianco di Di Sciascio per migliorare l'immagine del Politecnico ma anche per risolvere eventuali criticità. Ora- conclude Ciavarella - vedremo cosa succederà quando saranno assegnate le cattedre di prima fascia. Giglietto è il primo della lista degli abilitati ad averne diritto, io sono il terzo.





"Ho piena fiducia nell'operato del Politecnico che ha sempre puntato sulla trasparenza e meritocrazia" ho dichiarato al Corriere del Mezz. di oggi, ma anche confermato che se avrò l'incentivo, lo devolverò al Politecnico, per non far pensare che lo faccia per soldi, e ho anche invitato altri a fare lo stesso.  Il resto dell'articolo al link qua.

Tuttavia, le domande che farei al Rettore del Politecnico di BARI su incentivi una tantum al Politecnico di BARI sono queste


Incentivi una tantum: Cahiers de doléances (dal nome dei registri nei quali le assemblee incaricate di eleggere i deputati agli Stati Generali, convocati in via d'urgenza nel 1789 da Luigi XVI, annotavano critiche e lamentele della popolazione)

1)      Miur ha comunicato stanziamento del fondo incenviti con le note n.740 del  maggio 2012 (!!!) e 572 del 14 gennaio 2014.   Da quella data, il Politecnico che ha fatto prima di attivarsi finalmete solo in prossimità della data ultima di spesa del fondo, ossia dicembre 2014 (poi prorogata dal Miur perché Poliba e poche altre uni erano in grave ritardo?

2)      Il Poliba si è forse attivato quindi con 3 anni di ritardo sulla procedura: era stata assegnata dal Senato Accademico il compito di fare una commissione criteri ai direttori dei dipartimenti. Venendo meno questa decisione dopo mesi, il rettore ha voluto comunicare, che, rischiando di perdere il finanziamento, andava fatto qualcosa, con criteri ipersemplificati, che poi ipersemplificati non sono rivelati, anzi di iper hanno avuto solo la clamorosa svista di negare la graduatoria al miglior scienziato del Politecnico Prof. Giglietto. Questo per il vizio italiano di mettere delle soglie per limitare l’eccellenza in qualsiasi parametro, e cercare di livellare tutti verso la mediocrità

3)      Il Poliba non ha voluto fidarsi delle autocertificazioni dei docenti relative a incarichi tipo delegato del Rettore (per es. nel caso di Ciavarella), ma nonostante ciò non riuscendo a trovarne riscontro, non ha semplicemente telefonato al docente chiedendo chiarimenti, come farebbe per dire l'agenzia delle entrate quanto trova difformità sui dati dichiarati) ma ha considerato falsa la dichiarazione (quindi sancibile di sanzione penale, che per fortuna non ha attivato ben conscia della pochezza del controllo incrociato e del chaos delle carte in amministrazione!) e non l’ha valutata ai fini della graduatoria --- senza anche qui darne alcun avviso al docente, se non nel giorno della graduatoria finale, dove risulta solo il punteggio finale.  Stava al docente poi immaginare di non aver avuto una valutazione corretta (cosa difficile senza avere un dettaglio dei voti avuti singola voce per singola voce), e poi attivarsi nel giorno "fatidico" unico e deciso lastminute, dei ricorsi, per far valere proprie ragioni.  

4)      Stesso discorso vale sul numero crediti erogati. Perché pensare che il docente avrebbe dichiarato il falso? E come è possibile che nemmeno su questo dato il Poliba abbia un database affidabile, visti i tanti errori emersi nei molti ricorsi, che fanno presupporre per tutti quelli che non hanno avuto modo di fare il “ricorso lampo” del venerdì 6 marzo, chissà quanti altri errori

5)      Il Poliba bene ha fatto a non oberare i docenti di calcoli sul numero di esami e di tesi svolte, tuttavia nemmeno l’amministrazione ha un database affidabile. Si poteva dal principio evitare di valutare questa voce, anche perché alla fine è veramente importante? Per chi ha pochi studenti, è davvero una colpa? Messa questa voce almeno, si dovevano considerare altri disagi. Perché andare a fare un esame ad 1 solo studente a Taranto, comporta 4 ore tra viaggio ed esame, minimo, nonché 20 eu di carburante, e molto rischio sulla strada.

6)      Da Gennaio a Marzo 2015, quando la commissione ha lavorato, si è stati all’oscuro di tutto. Si poteva far partecipare i docenti alle fase intermedie in modo da sanare sul nascere i problemi

7)      Una volta finalmente uscite la graduatorie, ancora una volta si sarebbe potuta dare ampia possibilità, e non solo personale, di verificarle tutti insieme, con i file excel distribuiti per email a tutti

8)      Si poteva evitare infine di dare a fronte di questi anni di tempo persi in ciance, dare ben più di un solo giorno per accesso agli atti e possibile ricorso interno. Questi sono tempi che non garantiscono una serena attività di tutela dei propri diritti, e sembrano indicare una minima considerazione, insieme con tutti gli altri punti di cui sopra, dei propri docenti, del loro tempo, e dei loro diritti sacrosanti sanciti per legge. 

9) i criteri, adottati in tutta furia, saltando i passi da cui si voleva emergessero (direttori, senato accademico etc. che non riuscivano ad arrivare a conclusioni), è stata presa in una seduta concitata del Senato Accademico in extremis, con lo spauracchio di non poter erogare i soldi.   Non il massimo della serietà.

10) paradossale infine che lo stesso Giglietto ha partecipato ai lavori della commissione, e, con una nobiltà d'animo fuori dal comune, ha stilato insieme ad altri criteri (non sappiamo se quelli definitivi poi adottati dal Senato Accademico in extremis), forse non valutando che lo avrebbero penalizzato.  Lo stesso docente, poi, per quieto vivere, non ha fatto nemmeno l'accesso agli atti.  Cosa che ci fa pensare che sia "rassegnato" che la sua eccellenza scientifica non debba emergere da criteri, anche di varia natura.   Si noti che lo stesso problema emerge in ANVUR con la valutazione delle Università.  Si preferisce tagliare la VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) a soli 3 lavori per docente, in questo modo tagliando una vera valutazione delle punte di eccellenza.  Giglietto pare rassegnato a questa stortura quindi?

Sperando che la Commissione esterna poi non decida arbitrariamente di diminuire il valore di alcuni punteggi soggettivi, come per es. la mia delega al Rettore (dove si dice max....3 punti per anno), per ritorsione a chi non è stato alla regola del "silenzio"....


mercoledì 4 marzo 2015

Gli assurdi della meritocrazia in Italia, e il "boh-index" al Politecnico di BARI

Aggiornamenti... non va meglio UNIBA....

Siamo anche usciti sul Secolo XIX... Cosi' non ci facciamo bella pubblicità...




Come sapete la legge Gelmini ha voluto eliminare gli "scatti automatici" della carriera dei professori Universitari (perchè visti da Lei come indiscriminati), anche se sono stati salvati in altre categorie più "protette".  Gli scatti "meritocratici" tuttavia sono bloccati da vari anni per presunte esigenze di austerità, e difatti è in atto una protesta guidata da importanti professori (Carlo Ferraro di PoliTO e altri) che hanno raccolto oltre 40 mila firme di protesta.  Fin qui, niente di nuovo e nemmeno di speciale.

Ma un "test" della "meritocrazia" degli scatti futuri (di cui all’art. 29, co. 19, della L. 240/2010, detta legge "Gelmini") si è visto con gli scatti "una tantum" che si sono dati per gli anni 2011 e 2013 sulla base del max. 50% dei docenti. Ogni Università ha scelto suoi criteri e al Politecnico di BARI ce ne sono stati alcuni davvero discutibili.  Ora la graduatoria è stata approvata e il risultato è davvero paradossale!  

Si comunica che è stato pubblicato, sull’Albo on-line di questo Politecnico ()e sulla pagina web del Politecnico, all’indirizzil Decreto Rettorale n. 96/2015 di approvazione delle graduatorie provvisorie.

Il prof. Giglietto, che il politecnico vanta tra i migliori 50 scienziati di tutto il mondo, avete capito bene, non del Politecnico, ma di tutto il mondo, superiore persino al Prof. Cingolani fisico come lui e dotato di una squadra a IIT, di oltre 1000 scienziati, ma nonostante ciò non è nemmeno ordinario (altra colpa del blocco dei concorsi, ma anche del politecnico), non è stato incentivato! 

Un bell'assaggio della meritocrazia.   Invece del h-index, al Politecnico di Bari si usa il "boh-index" !!

Infine, entrando nel merito:-

Magnifico Rettore,
penso che la graduatoria provvisoria in oggetto vada revisionata in toto, ricontrollandola caso per caso.  Difatti, in base ai sia pur opinabili criteri stabiliti dal bando, ad alcuni (come nel mio caso) è stato assegnato un  punteggio inferiore rispetto a quello atteso, ad altri, viceversa, un punteggio superiore. Ad esempio, non capisco come alcuni colleghi che di sicuro non hanno mai svolto alcuna delle attività gestionali riportate nel bando, poi alla fine abbiano conseguito un punteggio più alto di 79, ossia superiore al punteggio massimo a cui un docente che abbia svolto solo attività didattica e di ricerca possa ambire. Inoltre, non capisco come mai ad alcuni (peraltro validissimi) docenti sia stato assegnato un punteggio superiore a 100, quando dal bando risulta chiaramente che il punteggio massimo conseguibile è proprio 100!!!! Mi dispiace essere costretta ad assumere un tono polemico, non è nel mio stile, ma è vero che c'è un limite a tutto.
Cordiali saluti,
M


carissimi, sono usciti sul bando incentivo una tantum al Poliba degli articoli di giornale per come è stato fatto con i piedi, pestando i piedi a nomi addirittura eccellenti , ma a quanto pare anche dando punteggi maggiori del massimo!  Di cui mi dispiaccio molto


http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=3LHEQB&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


Ma la cosa non finisce qua.  Chiedo accesso agli atti, a nome mio, ma in pratica anche per tutti quelli come me che, lavorando in sede distaccata, era ovvio sarebbero stati penalizzati negli scatti invece che beneficiati ad hoc non fosse altro che per pagare la benzina.   L'accesso agli atti secondo la legge italiana, si deve preferibilmente fare in via informale, per poter valutare dei ricorsi.    La cosa assurda è che abbiamo avuto 12 ore per domandare di avere accesso, e contro il nostro regolamento, non vale la pura richiesta verbale di accesso, la convocazione mi è arrivata per domani e solo domani dalle 9 alle 12, e i ricorsi devono avvenire entro la mezzanotte di domani.     Ci credete, o pensate di stare in un altro pianeta di diritto legislativo russo sotto Putin?  Di sotto l'email del direttore Generale, che se non fosse vera, non ci crederei.   Ma ragazzi, ma esiste una legge?  E vi allego anche le mie risposte.    BOH!


Michele



Gentile prof. Ciaravella,
Gentili prof. tutti,
A seguito delle mail del prof. Ciavarella, ritengo doverso intervenire per informare tutti i docenti su alcuni aspetti formali.
La procedura é quella prevista dal bando e dal regolamento apposito, che prevedono la possibilitá dei singoli docenti - ripeto singoli - di esercitare il diritto di ricorrere avverso alla graduatoria provvisoria approvata dalla Commissione;  le modalitá  di esercizio di tale diritto non sono informali, ma quelle previste e comunicate agli interessati.
Nell'ambito di tali procedure può essere rapidamente esercitato il diritto di accesso alle informazioni e agli atti attraverso i quali la Commissione ha redatto la graduatoria provvisoria.
In tal senso coloro che singolarmente hanno prodotto istanza di accesso agli atti sono stati immediatamente avvisati della possibilitá di accedere ai dati e alle informazioni dal responsabile del procedimento, Michele dell'Olio, e dal personale degli uffici competenti.
Coloro che invece hanno rilevato direttamente o ritengono vi siano errori nei conteggi possono avanzare direttamente ricorso.
Il tutto, comunque, entro la mezzanotte di domani, 6 marzo.
Nei giorni immediatamente successivi la Commissione deciderá sulla base dei ricorsi presentati e conseguentemente approverá la graduatoria definitiva.
Per qualsiasi chiarimento procedurale, basta rileggere il bando e il regolamento apposito, fermo restando che gli uffici del DRUF e il responsabile del procedimento sono comunque a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un cordiale saluto
Il Direttore Generale



Carissimo Direttore


   la Sua email non è molto chiara. Non si capisce se la Amministrazione vuole collaborare o meno con eventuali altri che facciano richiesta, anche verbale, anche seduta stante, domattina.   Non c'è bisogno che Le ricordi che l'amministrazione deve rendere il tutto semplice e non ostacolare eventuale accesso.



Ai sensi del REGOLAMENTO del Politecnico, che allego per tutti, Il Politecnico assicura il diritto di accesso agli atti e documenti amministrativi secondo le modalità e i limiti stabiliti dalla predetta Legge 241/90, dal Decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n.352 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dal presente Regolamento.

Inoltre,

Art. 9 Esercizio del diritto di accesso
1. Il diritto di accesso è esercitato preferibilmente in via informale mediante richiesta, anche verbale, al responsabile del procedimento individuato ai sensi dell'art. 6 del presente regolamento. L'interessato deve indicare gli estremi del documento oggetto della richiesta, ovvero degli elementi che ne consentano la individuazione, specificare
e, ove occorra, comprovare l'interesse connesso all'oggetto della richiesta, far constatare della propria identità e, ove del caso, dei propri poteri rappresentativi. Il responsabile del procedimento deve comunque verificare la legittimazione del soggetto interessato, la sua identità, la sussistenza dell'interesse alla stregua delle informazioni
e della documentazione fornite.


Di conseguenza, mi pare che la mia conciliante email, fosse nello spirito del Regolamento dell'Ateneo, del buon senso, della massima collaborazione, e infine anche della Legge.

saluti, MC


Senza contare che è fuori da ogni Legge Italiana che io sia (come per puro spirito di collaborazione farò) debba essere convocato a presentarmi domani e solo domani a fare accesso agli atti, e fuori dall'Universo delle leggi di tutti i tempi e di tutti i paesi che io sia costretto a fare ricorso entro la mezzanotte di domani!   Dichiaro fin d'ora che non potrò far ricorso comunque, ma che ho perso ogni fiducia nella Legalità al Politecnico di BARI.





Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
**************************************************************************

Dispiace per i brillanti colleghi del Politecnico di Bari.  Anche dal basso del mio h-index, tuttavia, questo conferma la mia valutazione di questa vicenda: si tratta, per usare un termine a cui siamo abituati, di una porcata.

Un punto apparentemente marginale della legge Gelmini, che distribuisce un po' di soldi tolti facendo credere a chi li riceve di essere piu' bravo degli altri,   con dei criteri lasciati alle dirigenze locali, sortisce il magico effetto di creare un ambiente ancora piu' avvelenato nei nostri dipartimenti.   Come effetto secondario, da' le possibilita' alle dirigenze medesime di provare i criteri di attribuzione degli scatti futuri.

Da noi le domande le abbiamo fatte alla fine del 2014. Ho avuto l'impressione di essere nell'azienda di Fantozzi, con il mega direttore galattico che per risparmiare toglieva un po' di stipendio ai suoi impiegati e poi si inventava un concorso per recuperarne una parte, ma solo  alla meta' buona .  Una specie di riffa di Natale, insomma.

Dopo una rapida scorsa al regolamente, ho deciso che non valeva la pena prendere sul serio questa cosa e di rinunciare a partecipare alla riffa.  Questa cifretta la recuperero' con qualche altra attivita' ( legale e tassata, beninteso) togliendo tempo alla ricerca e agli studenti.   Mi conforta che non sono stato completamente solo in questa scelta, dettata al 90% da pigrizia, a dire il vero.

Saluti , Ferdinando De Tomasi - Lecce

lunedì 2 marzo 2015

un piano straordinario misto di giovani ricercatori, ma anche associati e ordinari

L'Italia negli ultimi 20 anni ha ridotto del 20% la sua spesa pubblica in istruzione, università e ricerca, e siamo agli ultimi posti tra i paesi Ue e OCSE per investimenti nell'università, numero dei laureati, e in molti altri parametri). Per quanto sia importante anche il "chi" (la scelta strategica di disinvestire in istruzione, e i tagli principali, è avvenuta tra il 2008 e il 2011, la domanda principale è: "stiamo" - la politica italiana, il governo - facendo abbastanza per invertire la rotta?

Intanto, siamo daccordo con l'ottima recente lettera del presidente CRUI Rettore Paleari al Ministro Giannini, di cui si lancia l'idea di un PIANO GIOVANI RICERCATORI (sotto i 40 anni) che si immagina siano gli RTD-B.

Che sia necessario un piano straordinario (o forse più piani, rilanciando la proposta di Paleari), è evidente. Come dice un articolo recente Marzio Bartoloni sul Sole24ore del 11 marzo 2015
"La cattedra universitaria miraggio per 20mila aspiranti professori". Nei suoi calcoli, dei circa 29mila idonei usciti dalle prime due tornate di abilitazione, solo 10mila posti effettivi saranno banditi. Questo dato si ottiene sommando i punti organico degli ultimi anni che stabiliscono gli “spazi assunzionali” con le risorse del piano straordinario associati che si dovrebbe concludere quest'anno.

Quindi, 1 su 3!   E ognuno faccia i suoi conti, anche perchè gli Atenei non avranno risorse equamente ripartite.


Come dice Bartoloni, gli ordinari, sono crollati dal 2009 del 31%. Senza contare che il bacino di idonei potrebbe aumentare a dismisura. Al terzo appuntamento per ottenere la “abilitazione" ASN per professore sono attesi 30-40 mila candidati, e non solo quelli bocciati nei primi due round dell'abilitazione.

Dichiara Paleari giustamente «Se vogliamo evitare una deriva come quella dei precari della scuola bisogna intervenire, cominciando con un piano per assumere giovani ricercatori stabili che libererebbe le risorse anche per assumere docenti ordinari e associati». Chiede risorse per un piano triennale da 300 milioni in 3 anni "per far entrare 2mila giovani ricercatori con un contratto di tipo b". Il loro ingresso che poi porta alla docenza e dunque alla stabilizzazione, da spazio anche per gli ordinari, la cui chiamata è vincolata alla chiamata di posti RTD(ricercatore a tempo determinato) di tipo B: secondo i calcoli di Paleari, «Avremmo a disposizione fino a mille punti organico per promuovere 2mila ordinari, in questo modo le università potrebbero finalmente assorbire energie fresche».

Ritornando ad un passo indietro, la legge Gelmini prevedeva, onde dar corso alla soppresione del ruolo del Ricercatori a Tempo Indeterminato RTI (visto come un ruolo abusato e poco controllato di entrata in Università con ruolo a vita), di obbligare ogni chiamata di docente Ordinario con un Ricercatore a Tempo Determinato (RTD-B), quello con budget quasi permanente, che con la sola abilitazione Nazionale di fatto passa quasi automaticamente a Professore Associato.   Il famoso passaggio che sembrava ai Ricercatori RTI uno scavalcamento, per il quale fecero enorme protesta che porto' quindi al piano straordinario degli associati, di fatto circa 200 milioni di Euro di fondi ordinari.

A seguito della continua riduzione del finanziamento alle Università dai tempi della Gelmini a oggi, i concorsi di I fascia (ordinari) sono stati via via meno numerosi, e quindi praticamente bloccati, con la conseguenza che varie lobbies hanno tentato l'anno scorso (2014) di fare degli emendamenti alla legge di stabilità volti ad avere un piano straordinario di Ordinari (ca.200 milioni, forse in imitazione di quello degli associati, non ho trovato calcoli o motivazioni precise a riguardo), e ad abolire l'obbligo della chiamata del RTD-B.

Questo scatenava proteste ad altissimo livello scientifico, con la senatrice a Vita Elena Cattaneo grande scienziata in testa, che i giornalisti semplificavano dicendo che ripristinare il vincolo della Legge Gelmini equivaleva a "far rientrare i cervelli in fuga":  peccato che per far quello servono invece soldi e sonanti!   Alla fine è stata trovata una soluzione di compromesso, la restrizione è rimasta anche se dimezzata a dover bandire un RTD-B per ogni 2 posti da ordinario, con un mini-piano straordinario per RTD-B, dall'entità davvero miserabile di 5 milioni di euro, cose da terzo mondo.   Certo, a questi si sommano i famigerati "punti organico" distribuiti alle università che quest'anno ammontano a ca.814, per un equivalente di ca.600 posti da ordinario e 300 di RTD-B.

Dando atto che la Legge è ora questa, e che pochi decenni fa era la regola quando si faceva un ordinario, di dargli un ricercatore, come è uso anche in tanti paesi, non andrebbe in effetti causata una contrapposizione tra categorie, voluta forse da chi esercita il vecchio sistema "divide et impera".

Questo è stato l'errore dell'emendamento proposto dagli abilitati in I fascia alla legge di stabilità del 2014, con la ribellione di Elena Cattaneo e tanti altri in difesa dei "precari".

In aggiunta, il piano straordinario degli associati non è stato sufficiente.  E quindi occorre fare una seconda edizione. Infine, è stato molto utile prevedere che sui concorsi vinti da esterni, il budget venga riallocato integralmente se esso viene rimesso a concorso entro l'anno, come fatto per il piano straordinario associati, ma non per gli altri concorsi della docenza.


Al momento, passando al da farsi, si potrebbe quindi appoggiare la proposta di Paleari in toto sic et simpliciter.

Altre proposte che mi sento di fare, da sgrossare e rifinire, quindi:

1) collegare la chiamata di ordinari a quella degli rtd-b per SSD, altrimenti succederà che un SSD ha un posto di ordinario e un altro uno di RTD-B, senza creare massa critica --- il numero di 2 x 1 naturalmente pone un collo di bottiglia che andrebbe regolamentato (magari si fa un criterio meritocratico a chi assegnarlo).

2) di riassegnare altri 50 milioni ad un piano straordinario associati per 3 anni.  Questo per far passare un altro ca. 25% di ex ricercatori ---- si sa che la quantità finora di idonei che non ha vinto concorso è di YY?

3) Che si verifichi il numero di posizioni aperte anche nelle sedi non "virtuose", per eliminare questo strano vincolo "esilio politico" di un abilitato quindi meritevole, che però si trova in una sede "non meritevole".   Non si può continuare a ridurre la numerosità della docenza e creare una enorme differenza di "vantaggio" alle promozioni, sia rispetto agli anni del concorso Berlinguer, che sono solo 10-15 anni fa, sia tra sede e sede.    Se 10-15 anni fa sono stati promossi 50% degli associati, anche ora si dovrebbe puntare a tale valore, e non a 1/3 come stima Paleari.   Siccome inoltre essi erano già allora probabilmente la maggior parte anziani, e siccome il 50% degli ordinari è andato o sta andando in pensione dal 2007 al 2016, probabilmente una metà di quelli del concorso Berlinguer lo sono andati in pensione.   Quindi è rimasta un'altra 50% di associati che non è mai stata promossa, e diciamo che non sarà tutta necessariamente la più scadente.  Forse una ulteriore metà di loro andrebbe promossa?

4)  è positivo l'accoglimento pratico dello spirito della legge sugli RTD-B che fa Paleari, suggerendo una crescita armoniosa con un piano straordinario bilanciato di ordinari e RTD-B, e senza dimenticare i ricercatori RTI.

5) se è vero che la metà degli ordinari è andato in pensione o sta andando tra 2007 e 2016, è anche vero che come faceva notare Stella sul Corriere della Sera, dei 13.239 ordinari neppure uno, fosse  pure Einstein, ha meno di 35 anni), e quindi andrebbe incentivata l'assunzione di giovani ordinari, magari con un piano straordinario a parte.

6) in ogni caso, la proposta di emendamento alla legge di stabilità del 2014 era di stanziare 200 milioni in 3 anni per un piano straordinario di ordinari.  Questo non è passato e forse perchè non si vuole vedere l'Università come strategica.  Paleari ora punta a 300 milioni per RTD-B in un piano triennale.   Forse puntare a 300 ma in modo più armonioso sarebbe più veloce per la soluzione del problema degli ordinari e dei ricercatori a tempo indeterminato.

saluti, MC

ps.  Sono tendenzialmente contrario invece al cosiddetto "ruolo unico" che pare a molti un'ope legis.


P.s.2.  Altri dati interessanti emergono da una giornata di ascolto sull'Università e la Ricerca promosso dal PD a Roma il 26 Febbr 2015, per cui al solito servirebbe reclutare per pareggiare i conti con Germania, Inghilterra, Francia, ma persino Spagna (rispettimavamente 150mila in Italia, 510 mila in Germania, 430mila in UK, 340mila in Francia e 220mila in Spagna). Contribuiamo al fondo europeo per la ricecrca per il 14% (perchè calcolato sul IVA e non sul PIL), e 6 mld su 48 del 7PQ sono arrivati dall'italia --- che in larga parte non recuperiamo per la nostra bassissima numerosità del personale di ricerca. Abbiamo quindi perso 2mld di Eu con il 7PQ, e perderemo 5 del 10mld che verseremo in Horizon2020.

Ci sono i margini per interventi di tipo perequativo, per esempio ottenendo di derogare al patto di stabilità per un ammontare equivalente a fronte di un piano serio e credibile di assunzioni e di investimenti in ricerca, volto a colmare il gap strutturale in un tempo definito e concordato con Bruxelles; oppure contrattando la possibilità di attingere ai fondi strutturali sempre con intento perequativo. Questa è la posizione che l’Italia durante il semestre di Presidenza ha inserito nel documento finale dei Ministri della Ricerca. 

martedì 24 febbraio 2015

La guerra alle Università di serie B?

Dopo Renzi che si fregia di parlare di Università di serie A (quelle del Nord, dalle classifiche quotate dal governo), parlando all'inaugurazione del Politecnico di TORINO, nessuno nota che c'è anche una certa schizofrenia in questa politica, come faceva notare Walter Tocci qualche anno fa. Infatti, con i fondi strutturali europei si è finanziata la ricerca universitaria al Sud per circa 100 milioni l'anno nel periodo 2007-2014 – con risultati migliori rispetto ad altre voci di investimento - ma nel contempo si sono indebolite le strutture che dovevano gestire queste risorse. È il difetto dell'approccio italiano che utilizza i fondi straordinari europei in sostituzionedi quelli ordinari, perdendo in efficacia e continuità dell'investimento. Non ha senso ridurre i ricercatori e gli studenti proprio nei territori che ricevono più fondi per la ricerca.Eppure nessuno sembra responsabile di tali incongruenze.  Mentre alcuni godono di fondi europei che gonfiano l'orgoglio di professori che però hanno ben poche strutture funzionanti per metterli in opera, continua il declino del Sud, ma non si danno nemmeno buone possibilità a chi si trova al Sud di trasferirsi (e chi ti assume, se i concorsi per "esterni" voluti dalla Gelmini sono pochissimi e costosissimi, almeno per la fascia degli ordinari --- proponevo una soluzione almeno a questo recentemente).   Sta diventando un nuovo campo di concentramento tipo Auschwitz?

Continua quindi il tartassamento mediatico contro le Università del Sud.

Segnalo infatti l'articolo di Pierluigi Panza sul corriere di ieri. E' un professore di notevole CV.

Altri due colleghi molto quotati (Enrico Alleva dell'accademia dei Lincei, che mi pare ha un CV notevole, e tale Fulvio Esposito di Camerino, già Rettore)  che scrivono su Espresso sembrano confondere una restrizione di legge, quella di dover bandire un RTD-B per ogni 2 posti da ordinario, con avere i soldi per fare i posti, che non ci sono! Mettere questa restrizione per le Uni che non hanno soldi significa solo dover fare i salti mortali per far uscire pochissimi posti sia di RTD-B, che di Ordinari!

Solo 10 anni fa quando si faceva un ordinario, gli si dava un ricercatore. Ora la legge potrebbe avere sancito esattamente la stessa cosa, con la enorme differenza che soldi non ce ne sono, a parte forse qualcosina al Nord.....

Sembra a tutti quasi che le Università vogliano promuovere ad oltranza gli interni, quando invece la materia è più complessa.  Negli anni del concorso Berlinguer sono stati promossi 50% degli associati, probabilmente la maggior parte anziani, e siccome il 50% degli ordinari è andato in pensione dal 2007 ad oggi, probabilmente una metà di quelli del concorso Berlinguer lo sono andati.   Quindi è rimasta un'altra 50% di associati che non è mai stata promossa, e diciamo che non sarà tutta necessariamente la più scadente.  Poi ci sono quelli che non erano ancora associati, ma per poco, o che venivano dal CNR (come me) e magari oggi sono molto validi.

Insomma, si continua a fare disinformazione.   Ma abbiate il coraggio allora di chiuderle queste università in tronco tutte, e trasferirle di peso al Nord, se questo pensate che risolva il problema.

Molto deluso. MC

PS:   io non sono un economista, ma probabilmente di questo vizio italiano di spendere solo su certi capitoli, mentre altri vengono strangolati, e fare cattedrali nel deserto ci deve essere una grande letteratura.    I 700 milioni già spesi sono tanti, e ne bastavano altri 200 di fondi ordinari per fare un bel piano straordinario di ordinari. Che i poco lungimiranti (saranno stati i grillini?) hanno bloccato in parlamento 

 --------------- Emendamento da introdurre nella bozza di legge di stabilità 2015

(Art. 28, c. 32)

La dotazione del Fondo per il finanziamento ordinario delle università è incrementata, per l'anno 2015, di 100 

milioni di euro, nonché di 50 milioni per l’anno 2016 e di 50 milioni per l’anno 2017.

A valere su quota parte delle risorse di cui al primo periodo del presente comma, con decreto del Ministro 

dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da emanare entro il 31 gennaio di ciascun anno, di concerto con 

il Ministro dell'economia e delle finanze, è approvato un piano straordinario per la chiamata di professori 

di prima fascia per ciascuno degli anni 2015-2017.




La relazione di accompagnamento spiegava bene:

Proposta di emendamento alla Legge di stabilità per il 2015
Istituzione di un piano straordinario per la chiamata di professori di prima
fascia
L’istituzione di un fondo straordinario ad hoc per i professori di prima fascia ha lo
scopo di consentire la compiuta realizzazione degli esiti relativi alle procedure di
valutazione per il conseguimento dell’Abilitazione scientifica nazionale (ASN) a
professore di prima fascia, bandite con decreto direttoriale 222 del 20 luglio 2012, e
n. 161 del 28 gennaio 2013 e raggiungere il risultato di un reale ricambio
generazionale anche tra i professori di prima fascia, funzionale a valorizzare il
merito, analogamente a quanto già attuato per i docenti di seconda fascia.
L’emendamento alla legge di stabilità si colloca non solo nell’ottica di valorizzare il
merito e consentire la progressione di carriera di studiosi da tempo impegnati nella
ricerca scientifica, anche sul piano internazionale, e nella didattica, ma altresì per la
necessità di realizzare quanto da tempo richiesto dall’Unione europea che, da ultimo
nel rapporto dell’High Level Group on the Modernisation of Higher Education sull’
“Improving the quality of teaching and learning in Europe’s higher education
institutions” (2013), ha ribadito che l’impegno nella didattica e nella ricerca deve
portare a progressioni di carriera. Solo in questo modo, d’altra parte, le nostre
università potranno competere con quelle europee.
Le procedure dell’ASN - in linea con l’approccio seguito dall’ANVUR nella
valutazione della qualità delle Università italiane - hanno valorizzato criteri di merito,
della ricerca di rilevanza internazionale, dell’elevata qualificazione della produzione
scientifica, della produttività e della capacità di essere competitivi nell’attrazione di
fondi di ricerca.
I professori abilitati alla prima fascia che hanno dimostrato di possedere questi
requisiti, sono quindi, da considerare come una risorsa non solo per le università ma
per il Paese.
L’immissione in ruolo di docenti che hanno superato, dopo decenni di concorsi locali,
una procedura selettiva nazionale che è stata affidata a commissioni nelle quali era
presente anche un Commissario di Università straniere, risulta urgente soprattutto
nella prima fascia che è stata finora del tutto trascurata. E’ evidente, infatti, che
l’immissione di nuovi docenti nella fascia più elevata consentirebbe un
miglioramento reale degli Atenei, dando seguito concreto alle istanze di
rinnovamento delle università da più parti auspicato. Senza dimenticare l’importanza
del ruolo che i professori ordinari potranno avere sia in relazione all’acquisizione di
risorse e all’incremento dei rapporti internazionali, sia in termini di aggregazione di
gruppi di ricerca e di reclutamento, nonché nelle attività di direzione e gestione
all’interno degli Atenei.
Inoltre, come rilevato dal Consiglio Universitario Nazionale (CUN) nell’adunanza
del 29 gennaio 2014, nel 2017 saranno in servizio soltanto la metà dei professori di
prima fascia rispetto a coloro che lo erano nel 2007.
Il CUN ha peraltro auspicato, nel documento del 9 aprile 2014 “Reclutamento
Universitario, una proposta per uscire dall’emergenza”, l’introduzione di un piano
straordinario per l’assunzione di 4000 professori di prima fascia da programmare
nell’arco del prossimo triennio.
La riforma Gelmini, che con i concorsi nazionali puntava a valorizzare il merito,
rischia di essere inattuata in numerose università italiane, lasciando i professori
abilitati alla prima fascia in un limbo. Accade, infatti, che alcune università, per
problemi spesso legati a scelte del passato, siano bloccate nelle chiamate e nei
concorsi di prima fascia, a fronte dei numerosi pensionamenti rimasti senza turn over,
proprio in una fase in cui è maggiormente sentita l’esigenza di un rinnovamento, se si
considera che ai professori di prima fascia la riforma ha affidato, in via esclusiva
ruoli importanti come il reclutamento.
Pertanto, in considerazione della selettività che le procedure di Abilitazione
Scientifica Nazionale hanno garantito, nel valutare l’elevata produttività dei candidati
e la qualità dell’attività scientifica, in linea con i criteri ANVUR per la qualità della
ricerca universitaria;
in considerazione del ruolo che i professori di prima fascia rivestono nell’ambito
delle istituzioni universitarie, non solo in un contesto di valorizzazione delle attività
scientifiche, di guida di gruppi di ricerca, di attrazione delle risorse in progetti
competitivi, ma anche nella partecipazione ad organi e commissioni di concorso;
in considerazione dell’elevato numero di pensionamenti che negli ultimi anni ha visto
una contrazione dell’organico, senza contestuale avvio di reclutamenti di docenti di
prima fascia, per disapplicazione del sistema di turnover;
si propone l’istituzione di un piano straordinario destinato alle chiamate di docenti di
prima fascia il cui onere verrebbe riassorbito, in parte, dal numero elevatissimo di

pensionamenti che si sta verificando e si verificherà nei prossimi anni.

domenica 22 febbraio 2015

Lettera al Prof. Ferraro -- lottare per gli scatti o lottare per le VERE battaglie contro l'asfissia dell'università

Caro Prof. Ferraro

a noi docenti del PoliBA (che mi leggono in copia) e a tutta Italia arrivano varie email in cui si mostra il Suo notevole impegno nel raccogliere firme 40 000? per protestare contro il blocco scatti. 


Tuttavia, l'azione che segue non è incisiva perchè probabilmente pochi sono coloro cui gli scatti stanno a cuore al punto da bloccare tutto e fare "le pantere" come fecero i ricercatori ai tempi della Gelmini.


Le sottopongo umilmente una proposta: ora che ha attivato una macchina notevole, e ha mailing list potente, non sarebbe il caso di trovare nuova linfa su temi MOLTO più importanti per il futuro dell'Università, come quello del crollo del personale docente, e della necessità di assumere in tutte le fasce, da RTD-A a RTD-B fino ai prof. di I fascia, che nella fattispecie sono forse quelli più bloccati? Il mio attuale Rettore fece campagna elettorale dicendo che i "ricercatori piangevano", cui io risposi anche "anche gli associati piangono" parafrasando una nota telenovelas.

Chi come me, per sfortuna era di poco "non pronto" (a giudizio di alcuni che forse mi volevano male, e perchè ero si associato, ma del CNR, ossia primo ricercatore) nella grande abbuffata dei concorsi del 2001-2003, ha ora perso 12 anni, e forse altrettanti ne perderà per fare carriera. Le sembra normale, in un paese normale? Le sembra un problema 1000 vv più cogente del suo sblocco degli scatti? Capisco bene che Lei forse è a fine carriera, e questo le preme di più, però la battaglia va fatta su tutti i temi, e dando anche priorità.


Le allego due documenti, uno che era una proposta di emendamento al Mille PROROGHE di fare un Piano STRAORDINARIO di Prof. I fascia, che purtroppo non è passato (anzi è stato confermato l'obbligo di assumere 1 RTDb ogni 2 I fascia), e una mia bozza di proposta, molto più in forma da rifinire, in cui pero' faccio notare una sperequazione nella attuale normativa dei concorsi "esterni", che facilitano la chiamata di associati, ma non quella di ordinari. La quale chiamata è diventata una cosa di una DIFFICOLTA' enorme.

Mentre nel 2001 sono passati tanti solo per anzianità, PASSARONO 50% degli associati dell'epoca, ora nel 2015, nonostante il numero di ordinari si sia ridotto del 50% dal 2007 ad oggi (il chè mi fa pensare che tutti quanti passarono nel 2001 stanno andando in pensione) passeranno solo pochissimi tra i più meritevoli (?), o politicamente forti (?), o nepotes di qualcuno (?), o un insieme di tante di queste cose che normalmente servirebbe per diventare Premio Nobel e non normale Prof. Ordinario.

Certo che Lei prenderà in considerazione questa mia.

La saluto cordialmente

Prof. Ass. Michele Ciavarella

venerdì 20 febbraio 2015

COME AGGIUNGERE CIRCA 81 ORDINARI IN ITALIA IN PIU' ALL'ANNO! Proposte per gli associati abilitati ASN, quindi ormai ampiamente meritevoli, e tuttavia bloccati dalle mancanze di "punti organico"

COME AGGIUNGERE CIRCA 81 ORDINARI IN ITALIA IN PIU' ALL'ANNO!

Come: con una parificazione del dispositivo già in vigore per il Piano Straordinario Associati, agli Ordinari.  Il calcolo degli 81 p.o. viene semplicemente dal recupero del 100% del budget su chi vince un concorso fuori, rispetto al 50% della legge attuale.  Dovendo garantire un 20% di posti a vincitori esterni, la stima è presto fatta, a partire dagli 814 p.o distribuiti dal Miur nel 2014.

Di conseguenza, il calcolo è presto fatto diviso per Ateneo


    L'idea del piano straordinario per ordinari è stata tentata in vari emendamenti al Milleproroghe, va chiaramente ritentata nelle prossime leggi "finanziarie", o come legge a parte etc.ma non c'è molto da farci affidamento. L'intera storia dei punti organico non corrisponde alla sostenibilità finanziaria, e andrebbe rivista, ma anche qua, tutto dorme.

    In parallelo a questo, vogliamo sottolinearvi alcune altre modifiche più limitate, ma che almeno permetterebbero una soluzione di

  ∙  paradosso della scomparsa di budget di punti organico (p.o. nel seguito) nei "buchi neri" dei concorsi esterni ex art.24, obbligatori per legge nella misura del 20% delle chiamate anno per anno.
  ∙  paradosso del non recupero totale per i p.o. degli upgrade interni su concorsi ex. art.24, nel caso di reimpiego dei punti stessi per bandire nuovi posti di I fascia, come si fa per i posti di II fascia del Piano Straordinario. In altre parole, se non abbiamo il Piano Straordinario, non è certo motivo per non avere nemmeno questa seconda, grossa, facilitazione.

Premessa

    Il Decreto Interministeriale 28 dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio 2013 n. 27 "Piano straordinario 2012 - 2013 per la chiamata di professori di seconda fascia" all'art. 3 comma 3 prevede:
    "3. Nel caso di chiamata come professore di seconda fascia di un professore o ricercatore precedentemente in servizio presso altro ateneo, l'ateneo da cui cessa l'unità di personale mantiene integralmente le conseguenti economie per essere destinate al reclutamento di professori di seconda fascia da effettuare entro un anno dalla relativa cessazione."
    Questa norma, confermata nella nota MIUR "Programmazione e Reclutamento di personale anno 2015" del 10/02/2015 di Livon, pare sia stata fatta più per impedire usi diversi del Piano Straordinario dalla chiamata di associati. Si temeva infatti che il rientro di budget da un concorso bandito con Piano Straordinario potesse essere usato per chiamate di I fascia. Ma in pratica sta molto addolcendo la norma del minimo di 20% di chiamate di esterni, come ben sai.
    Se infatti Ateneo X chiama con concorso ex art.24 un esterno, è vero che gli costa 0.7 p.o., ma lui comunque doveva a fine anno garantire il minimo di 20% di chiamate di esterni. Tuttavia, se questo lo fa facendo fuoriuscire un ricercatore RTI che viene promosso da altro Ateneo Y, recupera il suo 0.5 di p.o., e quindi gli costa alla fine solo il delta di 0.2, come sarebbe costato un normale upgrade di un interno. Quindi questo annulla completamente il costo di esterni, che invece rimane pesantemente a gravare nel caso di Associati da promuovere a Ordinari.
    Purtroppo riduce la chiamata di esterni a "scambi" tra Atenei, spesso geograficamente vicini. Ma ha potenziato al massimo la promozione di RTI ad Associati.
    Senza contare che in molti casi ci sono concorsi "esterni" ex art.24 cui sono risultati idonei tanti "interni", successivamente chiamati sullo stesso budget di 0.7 p.o. intero (fino a 3 è facile chiamarli). Quindi questi concorsi x esterni, nel caso dei ricercatori, stanno facilitando ben poco ricambio.
    Ma il dramma riguarda gli associati!

Situazione attuale per associati

    Come sappiamo la situazione per gli associati è bloccata da vari fattori

1.la non esistenza di un piano straordinario per ordinari,
2.la norma sulla chiamata di RTD-B,
3.e specie per il Sud, la scarsità di p.o.
4.la necessità di riservare 20% del budget a chiamate a costo pieno

    Ci sono ben 4 motivi che bloccano gli associati, e francamente non è giusto, anche considerando qualsiasi sofferenza pregressa dei ricercatori.

Un primo scambio possibile al momento

    Lo scambio di 2 docenti a costo nullo (senza perdita di punti organico) è già possibile - vedi Legge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 461, che emenda la Legge 240. Mi pare giusto, ma non serve a molto, ai fini delle promozioni, a meno di creare per lo meno situazioni migliori per chi merita. Andrebbe sicuramente potenziata, ma difficilmente chi si trova in un Ateneo Ricco, se è meno meritevole di un suo collega in Ateneo povero, vorrà essere cosi' gentile da scambiarsi il posto con lui!

Un secondo scambio possibile al momento

    Se un associato di ateneo Y passa all'ateneo X con promozione tramite concorso ex art.24 in prima fascia, egli costa a X 1 punto organico, e l'ateneo Y recupera solo il 30 o 50% (a seconda della percentuale che verrà decisa) del suo 0.7, ossia forse 0.35 con le norme attuali. Se Y vuole ora chiamare un ordinario che è associato di Ateneo X con art.24, gli costa 1 p.o.-0.35=0.65
Nota che la situazione cambia poco se fai vincere (perchè magari vuole tornare nella città natale) qualcuno già ordinario (di ateneo X) con l'art. 24, SENZA SCAMBIO di pari grado, tranne che l'ateneo X ovviamente recupera 0.5 di 1, quindi 0.5. Quindi l'assunzione dell'associato dell'ateneo Y in questo caso gli costa 0.5.
.
    Costo totale della "promozione con scambio" quasi 2-0.35=1.65 punti organico in totale, avendo solo in realtà acquistato 0.3 di punti organico veri! Si sono bruciati sparendo in un buco nero 1.35 p.o.!!
    Una operazione che nessuno si sognerà di fare in questo momento di crisi.
    Senza contare i costi degli RTD-B, che come sai vanno chiamati in numero di 1 ogni 2 chiamate di I fascia. In effetti, siccome ci sono da fare 2 concorsi di prima fascia, c'e' da mettere un aggiuntivo posto di RTD-b, che mi pare valga quanto un associato attuale, quindi 0.7.  Totale del costo:

1.65+0.7=2.35

sempre facendo sparire nel buco nero 1.35 p.o.

Terza possibilità di scambio, lo "scambio contestuale", in conformità con quanto previsto Legge Gelmini (art. 7, comma 3, ultimo periodo, L. 30.12.2010, N. 240)?  non serve nemmeno lo stesso SSD e nemmeno la stesa area!  3. Al fine di incentivare la mobilità interuniversitaria del personale accademico, ai professori e ai ricercatori che prendono servizio presso atenei aventi sede in altra regione rispetto a quella della sede di provenienza, o nella stessa regione se previsto da un accordo di programma approvato dal Ministero ovvero, a seguito delle procedure di cui all'articolo 3, in una sede diversa da quella di appartenenza, possono essere attribuiti incentivi finanziari, a carico del fondo di finanziamento ordinario. L'incentivazione della mobilità universitaria e' altresì favorita dalla possibilità che il trasferimento di professori e ricercatori possa avvenire attraverso lo scambio contestuale di docenti in possesso della stessa qualifica tra due sedi universitarie consenzienti.



Soluzione semi-virtuosa

    Soluzione attuale che puo' servire se l'ateneo dove presta servizio l'associato abilitato I fascia (e meritevole) è povero, mentre l'ateneo dove vuole arrivare è ricco, e magari non ha candidati meritevoli, o almeno che siano idonei: scambiamo 2 associati a costo zero, di cui quello bravo (?) con Abilitazione Nazionale, e poi facciamo un bando per I fascia per il bravo (?) nell'ateneo ricco. Questo recupera la metà di 0.7 di budget p.o. dell'associato (0.35), e gli costa il tutto il solito 0.65, cui bisogna aggiungere 0.5 di un budget RTD-B, ossia 0.35. Costo totale: 1 p.o intero. Sempre troppo però rispetto alla promozione dell'interno che vale 0.3 (oltre il triplo!).
    Se non facessi nemmeno lo scambio spenderei 1p.o.+0.5 di un budget RTD-B, ossia 0.35, 1.35. La soluzione semi-virtuosa ha fatto risparmiare 0.35, ma non è granchè.

Soluzione virtuosa: estendere quanto previsto dall'articolo 3, comma 3 del Decreto Interministeriale 28 dicembre 2012 anche alle altre fasce

    Invece se si estendesse la norma, come sarebbe giusto ed equo, almeno evitiamo il costo abnorme degli esterni, e quindi facilitiamo davvero lo spirito della legge. Inoltre, evitiamo il paradosso della "sparizione" di punti organico, intrinseco alla legge Gelmini attuale.
    Infatti, un associato (o un ordinario) si sposta con concorso ex. art.24, e costa quindi ad ateneo Y 1 pt. organico. Tuttavia l'associato di ateneo Y se ne e' andato ad X e SE VALESSE la norma del piano straordinario, l'ateneo Y recupererebbe 0.7 (invece che 0.35). Quindi il trasferimento dell'associato (o dell'ordinario) da X a Y costa a Y zero (oppure 0.3, che poi sarebbe il normale upgrade, senza pero' costare 1 p.o. completo come avviene nel caso del normale vincitore di ateneo esterno che di deve stare nel 20%). L'ateneo X invece deve bandire un concorso ex art.24 che gli costa 1, ma ha recuperato 0.7 dall'uscita dell'associto (o addirittura 1 dall'uscita dell'ordinario), e quindi gli costa 0.3 (o addirittura ZERO)! Chiaro?
    Questo al netto dell'obbligo di chiamare RTD-B, che andrebbe differenziato, se riusciamo a cambiare questi dettagli, tra concorsi art.18 che per art.24..

Ci sono commenti?