il Rettore "virtuoso"

domenica 22 gennaio 2012

promesse FASULLE e Piano Vero di Riforma RADICALE dell'Universita', in contrasto con costituzione, principi di Piero Calamandre, con downgrade Italia!

Carissimi

leggendo tra le righe del nuovo decreto lampo del Ministro Profumo, riportato dal Sole24ore di ieri, di cui sotto, sembra di capire che in cambio alla apertura di fatto al progressivo smantellamento della università pubblica come la intendiamo noi, con valore legale del titolo etc., passi anche un emendamento al Decreto Milleproroghe, che sbloccherebbe alle Università non virtuose. Certo, non in senso retroattivo.

E vi domanderete, come mai adesso questo sblocco, quando cose quasi uguali le diceva la molto simile Proposta di legge Ghizzoni C. 4648 Presentata il 27 settembre 2011, che pur essendo stata presentata “prima” del DM del trasferimento dei fondi del Piano Straordinario (ossia in tempo per evitare la distribuzione solo alle Università Virtuose, come è avvenuto poi il 15 Dicembre 2011), non ha avuto alcun esito?

Cosa è cambiato? Non sono mica tanto pazzo da credere che una lettera che ho scritto al Sole24ore, o la lettera di 15 Ministri, che chiede una compensazione per una ingiustizia su individui colpevoli o l'appello ad andare al TAR con molti piu' argomenti siano stati influenti sulla Commissione Istruzione della Camera, di cui fa parte ad es. l'on. Pierluigi Lazzazzera.

L'emendamento sbloccherebbe il tetto del 90% di rapporto spesa/finanziamento FFO, ma questo guarda caso tutti dicono verrà superato ampiamente (almeno dal 73% delle Universita' ) da tutti. Quindi cio' non toglie che si fara' invece affidamento a quanto Profumo dichiaro' in CRUI, ossia che dal 2012 i fondi sarebbero stati invece assegnati tenendo conto delle nuove regole di sostenibilità economico-finanziaria, in corso di definizione.

I Rettori non virtuosi, in realtà, avevano chiesto proprio questo, anche se chiedendo una cosa ancora in definizione, si da un assegno in bianco!

In definitiva, la partita la tiene saldamente in mano Profumo, e tutto e' assolutamente bloccato perche' anche il decreto idoneita' nazionale manca di requisiti fondamentali sui criteri e sui parametri.

Non vi e' una sola categoria contenta.

Un ennesimo trucco contabile, che stavolta io vedo in anticipo solo per intuito, o lo vedete tutti?

Tutto sta nascosto nell'attuazione dell'articolo 5,comma 4, lettera e) della legge n. 240 del 2010, il sistema di contabilita' economico-patrimoniale e analitica, il piano triennale di sostenibilita‘ e di riequilibrio, il limite massimo all'indebitamento, il costo standard unitario di formazione per studente in corso, la previsione della declaratoria di dissesto finanziario, la disciplina delle conseguenze del dissesto finanziario, il commissariamento dell'ateneo, e piano di rientro finanziario, con fondo di rotazione tra atenei.


Un passettino inesistente indietro sulla divisione Univv Virtuose e Non Virtuose, pagato con 100 passi avanti verso lo smantellamento, la possibilità di commissariare, di mettere piani di rientro etc. etc.

Il piano di Giavazzi e Roberto Perotti, leggete il 2003 quando la Gelmini non aveva ancora preso lezioni da loro 2, che essendo Bocconiani come Monti, non crederete siano in conflitto di interessi spero, come non lo sara' Profumo a salvare PoliTO da questi criteri che nascono ogni giorno nuovi !

E' questo il vero piano Gelmini-Profumo, si chiamava diversamente nel 2003

Per una riforma radicale dell'università
di Roberto Perotti 20.11.2003


Leggete:
Il sistema universitario italiano non è più riformabile. Serve un cambiamento globale che spazzi via concorsi, valore legale della laurea, accesso gratuito, finanziamento assicurato e posto a vita per i docenti. Da sostituire con il riconoscimento del ruolo centrale della ricerca e con la consapevolezza che ogni ateneo deve assumersi la responsabilità delle sue scelte didattiche e organizzative. Solo così si svilupperà una competizione capace di premiare i ricercatori e le sedi migliori e garantire più efficienza e più equità. Come già avviene in Gran Bretagna.


Il ricorso al TAR per ora e' l'unica arma efficace per tentare alla disperata di fermare lo smantellamento progressivo delle Università , in particolare poi 3 della Puglia.


In definitiva, sul Piano si sta scatenando un butiferio legislativo innescato dalla Legge Gelmini di tale complessità che forse involontariamente gli ideatori del piano, di orientamento molto vicino a quello del ventennio del secolo scorso, hanno perso di vista, non avendo letto mai Piero Calamandri, i padri veri della Resistenza, e gli estensori della ns nobile Costituzione.

A questo fine, le segnalo

1) che ho presentato insieme con altri firmatari un appello ai Rettori Non Virtuosi a ricorrere al TAR per avere invece “subito” il blocco del finanziamento della prima tranche, già pubblicato

2) che comunque l'applicazione dell'art.24 c.6, che era inteso in origine della Legge Gelmini ai (Ricercatori a Tempo Determinato "tenure track", di nuova istituzione, e non a quelli indeterminati, sia probabilmente di per se incostituzionale, sia nell'uso per il Piano Straordinario, sia per l'uso futuro per i Ricercatori a Tempo Determinato. Si tratta infatti di una ope legis interna, che bypassa chi ha idoneità nazionale ma non ha vinto in passato un concorso a Ricercatore di Tipo B.
Nel Piano Straordinario, l'art.24c.6 può essere usato fino al 50% dei fondi, ma altri interni possono passare anche dai bandi ex art.18 (il vero concorso per "Chiamata dei Professori" come lo chiama la Legge Gelmini), di cui solo il 40% dei posti è riservato ad esterni, peraltro con modalità di funzionamento non chiare per la spesa dei budget, e ancora meno chiare contravvenzioni a chi non applicasse questa riserva per gli esterni.

In pratica, l'art.24c.6 nell'intenzione originaria della Legge Gelmini è un vero concorso interno per stabilizzare precari, nella peggiore tradizione italiana (si veda come la Corte Costituzionale sta restringendo e diffidandone l’uso su wikipedia) che potrebbe ingenerare enorme disordine, che a sua volta nasconde il fatto che i posti da Ricercatori di Tipo B li stanno avendo e li avranno solo le Università Virtuose, o per meglio dire ricche (in genere del Nord).

Nella versione di usarlo per il Piano Straordinario, esso diventa un concorso riservato (non piu' una valutazione di un singolo che è precario, ma ha un budget garantito dalla Università), quindi meno anticostituzionale da un certo punto di vista rispetto ad altri che non hanno la stessa categoria, ma molto piu' anticostituzionale da un altro punto di vista, ossia che essendo a disposizione solo di ricercatori a tempo indeterminato delle Università Virtuose, di fatto fa una discriminazione molto piu' arbitraria e inusitata! Molto simile ad un concorso per Carabinieri solo della Caserma "virtuosa" di Roma Tiburtina!

Ledendo gli Art. 3 (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…), e 97 (I pubblici uffici sono organizzati …assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione).

Nel caso l'emendamento millepropoghe passasse solo per l'anno prossimo, cosa succede dei concorsi che vengono banditi solo quest'anno? Rimangono anticostituzionali, e quindi soggetti, come riconosciuto in sostanza sia dalla proposta di Legge Ghizzoni, sia dall'emendamento al Milleproroghe. Non e' meglio che i Rettori siano responsabili, e vadano al TAR subito, visto che ci sarebbero altrimenti tonnellate di ricorsi individuali?



la premessa per accreditamenti non automatici e quindi per modificare “radicalmente” l’Università, come scriveva Roberto Perotti nel 2003 su Lavoce.Info (chiendeno peraltro di eliminare i “concorsi”), corrispondono forse ad un piano preciso e non ben noto, o il Ministro Profumo vuole un attimo ragionare e condividere? Non si adduca la scusa del governo di emergenza Salva Paese, dato che i posti a concorso per associati sono nominalmente molti, e questo chiederebbe una certa cautela amministrativa. Come diceva Tabellini su Profumo in questo giornale, le logiche di Profumo divergono da quelle di Monti.

La valanga di provvedimenti sono possibili perchè erano tutte in cantiere da tempo, e corrispondono al piano di abbandonare alcune Università al loro destino, come dicevano Giavazzi e Alesina nei dibattiti su LaVoce.info del 2003, in quel caso per promuovere la nascita di IIT con enorme finanziamento, salvo entrare nel board dello stesso. Tuttavia, oggi quell'auspicio di abbandonare le Università al proprio destino sembra particolarmente colpire alcune regioni, come per es la Puglia, che ha ben 3 su 4 Università pubbliche "non virtuose" ossia con il parametro tra spese personale e Fondo di Funzionamento Ordinario assegnato dal Ministero, oltre l'90%. Reagiranno con forza, o sperano ancora di inseguire il Ministro, e il Piano che c’e’ dietro, con emendamenti fuori tempo, volta per volta, e volta per volta vederseli annullare o rendere inefficaci comunque?

La questione mi pare allora strategica, stiamo parlando di un piano e di una Legge Gelmini che corrisponde alla nostra Costituzione, o che vuole rendere intere aree del Paese meno sviluppate, meno "virtuose"? E se questo si fa, è la linea ufficiale del governo Monti? O invece porterà l'intero Paese verso una classificazione di "non virtuosità", stavolta sotto il profilo economico finanziario che ci danno le agenzie di rating, ossia in crollo verticale?


saluti, Michele Ciavarella

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