Agli Humboldtiani
Ai non Virtuosi
Al presidente CRUI
Al gruppo 2003
Al Ministro Profumo
Al Primo Ministro Mario Monti
A tutti i giornalisti ,sindacati, docenti universitari
Allego la grandissima ricostruzione dell'amico Piero Graglia, appena pubblicata sulla mailing list UNILEX di 1200 docenti Universitari!
Faccio notare al Presidente Monti e a tutti i lettori che un caso simile in Germania come Zu Guttemerg per MOLTO MENO (accusa di plagio della tesi di dottorato) aveva causato una lettera unanime di tutti i Rettori nonche' uno scandalo enorme, che causo' le dimissioni di Zu Guttemberg. I rettori ora studiano soluzioni per evitare il plagio.
Se non succede uno scandalo di almeno altrettanta enorme proporzione in Italia, mosso intanto dal Primo Ministro, dal Ministro Profumo, dalla CRUI e da tutti i Rettori, nonche' dal Gruppo2003 degli scienziati, da tutte le organizzazioni serie che proclamano la trasparenza e il merito e non si dovessero scandalizzare per questo caso ENORME, vuol dire che davvero l'italia merita di essere uno dei paesi di Serie C della Europa, mentre la Germania merita di essere alla testa dell'Europa.
Cordiali Saluti,
Prof. Michele Ciavarella
Politecnico Non Virtuoso di BARI
---------- Forwarded message ----------
From: piero Graglia
Date: 2012/1/25
Subject: [UNILEX] Pezzettino di analisi testuale
To: UNILEX@list.cineca.it
Da Unilex, lista di legislazione universitaria fondata da Tristano Sapigni
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Se volete, fatelo pure girare…
P.G.
Un vecchio adagio veneto consiglia: "prima de parlar, tase". Cioè, prima di parlare (dire scempiaggini), stai zitto. Una regola che il sottosegretario Martone non ha osservato quando ha aperto bocca per dire che se uno non si laurea a 28 anni, è uno sfigato. Invece di tacere.
Eh, già, perché se si fanno affermazioni di questo tipo si devono avere le spalle grosse, di quelle che ti permettono, o per età o per autorevolezza, di dire tutto quello che ti pare. E Martone non ha né l'una né l'altra.
Diciamo che è un tipico prodotto dell'accademia familistica italiana. Uno che a 23 anni è dottorando, a 26 ricercatore di ruolo, a 27 professore associato e a 29, nientemeno, professore ordinario. Un fulmine, una saetta, un baleno incredibile per i tempi dell'università italiana, dove l'età media per diventare ricercatore, se non hai missili nel taschino, è di 35 anni. Lui non ha bruciato le tappe, le ha addirittura polverizzate.
Diciamocelo, qualche dubbio sulle sue capacità viene. Già, perché se uno parte in questa maniera e poi non dimostra di poter riscrivere tutta la dottrina giurisprudenziale da solo, allora significa che è un bluff. Oppure che ha avuto dalla sua parte delle carte imbattibili.
Una di queste carte è forse il papà, Antonio Martone, ex presidente dell'Authority scioperi, che gli ha spianato la strada. Ma di certo è leggere il giudizio dei commissari al suo concorso da ordinario, a Siena, che aiuta molto a capire la politica da rampante che ha adottato il giovane Martone.
In quel concorso, tenutosi da gennaio a luglio 2003, i commissari erano cinque: Mattia Persiani (Presidente), Roberto Pessi, Francesco Liso, Marcello Pedrazzoli, Silvana Sciarra. Gi iscritti al concorso erano otto ma sei, magicamente, si ritirano. Restano solo Franca Borgogelli e Michel Martone. Dei due, la Borgogelli è la più credibile: diplomata nel 1970, si laurea nel 1975 in Scienze Politiche e poi nel 1982 prende una seconda laurea in Giurisprudenza. Tecnicamente, per restare nelle categorie di Martone, "una secchiona", ma visto che la seconda laurea la prende a trent'anni, anche una "sfigata".
L'anno dopo, 1983, la Borgogelli diventa ricercatrice di ruolo, incarico che ricopre fino al 2000 (quindi per 17 anni). Poi viene nominata professore associato. Una solida preparazione, come si dice di solito, unita a una costante crescita professionale e a una sicura padronanza della dottrina. Più di quaranta pubblicazioni nell'arco di un ventennio.
Su di lei, la commissione avrà pochi dubbi, votando 5 su 5 per la sua promozione a professore ordinario.
Su Martone invece i dubbi ci sono. Il suo curriculum elenca una girandola di attività di docenza a master e a corsi di perfezionamento, ma purtroppo le sue credenziali come pubblicazioni sono scarse. Due monografie appena, delle quali una presentata in edizione provvisoria (quindi, secondo le regole normalmente seguite, non ammissibile; ma le regole, in questo caso, sono un optional).
I giudizi sulla sua attività di ricerca, anche da parte dei commissari più benevoli, sono sferzanti: Silvana Sciarra scrive, riguardo al contenuto della sua monografia principale, che "I numerosi riferimenti a fatti ed a metodologie di analisi sono caratterizzati talvolta da passaggi argomentativi non del tutto esaustivi" e che "permane la difficoltà di individuare una chiara ipotesi di lavoro". Chiudendo con un giudizio che appare una bocciatura: "M. Martone dimostra di trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti e di adoperare correttamente il linguaggio giuridico, ma di dovere ulteriormente affinare il ricorso al metodo storico ed interdisciplinare. E’ auspicabile che la già acquisita maturità scientifica si consolidi ulteriormente in futuro in una produzione più diversificata". Tuttavia, a sorpresa - e chissà perché, "Il candidato, nel complesso, risulta idoneo ai fini della valutazione comparativa".
Il Prof. Pedrazzoli si arrampica sugli specchi, letteralmente. Dopo aver argomentato, come la Sciarra, afferma che "Nonostante questi elementi di discutibilità, da ascrivere per così dire alla sua giovinezza scientifica, il candidato, che si raccomanda anche per una scrittura fluida e chiara, appare visibilmente dotato di forte propensione alla riflessione giuridica. Le notevoli qualità su cui può contare avranno occasione di manifestarsi appieno, quando sarà trascorso il tempo occorrente per la loro sedimentazione. Confidando nella sicura riuscita di tale auspicio, autorizzato da quanto fin ora il candidato ha mostrato, viene quindi per lo stesso formulato un positivo giudizio, anche prognostico, che lo rende meritevole di essere preso in considerazione ai fini della valutazione comparativa". Confidando? Sedimentazione? Prognostico? Ma scusi professore, qui non si parla di un concorso da ricercatore, per cui si può scusare la "giovinezza scientifica" (anche se sarebbe più italiano "gioventù"). Qui si parla di un concorso da ordinario per il quale la gioventù scientifica non è una scusante, ma un'aggravante. E la sedimentazione deve essere già avvenuta al di là di ogni prognosi.
Ma andiamo avanti. I proff. Persiani e Pessi sono più entusiasti, mentre critico, vox clamans in deserto, il professor Liso. E' l'unico a chiudere il suo giudizio con un lapidario: "Il candidato, che nei suoi lavori fornisce sicura prova di possedere ottime capacità al lavoro scientifico e potenzialità che gli consentiranno di arrecare importanti contributi alla nostra materia, merita di vedere riconosciute le sue indubbie qualità in un’occasione in cui la dichiarazione della sua piena maturità costituisca frutto più di una certificazione che di una aspettativa, per quanto seriamente fondata". Come dire, al di là del giuridichese arzigogolato: si ripresenti quando un po' più di acqua è passato sotto i ponti.
Ma il non-sfigato diventa ordinario...
Avvenne in Italia.
Piero Graglia
History of European Integration
Facoltà di Scienze Politiche
Università degli Studi di Milano
Via Livorno 1
I-20122 Milano
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